
Liturgia del desiderio – Parte seconda
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Melania
- Episodio 8: Il dolore
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: Sull’autobus di notte
- Episodio 10: Eugenia
- Episodio 1: A Casa di Loredana
- Episodio 2: Teresa
- Episodio 3: Gineceo
- Episodio 4: Addio
- Episodio 5: Denise
- Episodio 6: Ninna nanna malfamata
- Episodio 7: OF
- Episodio 8: I gemelli Murphy e il fantasma di Joyce
- Episodio 9: Il vino triste prima parte
- Episodio 10: Il vino triste seconda parte
- Episodio 1: Liturgia del desiderio – Parte prima
- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
IX. Sto impazzendo. Ma tu sei l’unico che può farmi smettere
Mi dico che è solo fantasia.
Che sei solo un pensiero.
Ma il mio corpo ti conosce meglio di chiunque io abbia mai amato.
Meglio di chi mi ha toccata.
Meglio di chi mi ha amata.
Meglio di chi mi ha preso.
Perché tu non mi hai mai preso.
Eppure io mi offro ogni notte.
Ogni giorno.
Ogni istante in cui chiudo gli occhi e vedo le tue mani stringermi i polsi.
Aprirmi la bocca.
Entrare.
Restare.
“Scrivo per non urlare.
Mi tocco per non implodere.
Mi vengo addosso per non cadere ai tuoi piedi come una puttana sacra.
Mi inginocchierei davanti a te con la lingua fuori,
non per succhiarti,
ma per supplicare.”
Questa lettera non te la invierò.
Come tutte le altre.
Ma vorrei urlartela in faccia.
In ginocchio.
Bagnata.
Sporca.
Viva.
Solo così sapresti quanto ti ho avuto senza averti mai.
X. Sono malata di te
Non esco più.
Il mondo fuori non ha odore.
Non ha suono.
Non ha senso.
Tu mi hai tolto l’aria,
ma io continuo a respirarti.
Sto male.
Lo dicono anche i vicini.
Mi scrivono.
Chiedono se ho bisogno di qualcosa.
Sì.
Di te.
Non cibo.
Non acqua.
Non medicina.
Mi serve il tuo corpo nella mia bocca.
Mi serve il tuo peso sul ventre.
Mi serve che tu mi tenga ferma mentre tremo.
Perché tremo.
Senza sosta.
Come una cosa posseduta.
Come se fossi piena di un dio sconosciuto che mi prende da dentro.
XI. Non ti sogno più. Ti vedo. Ti sento. Ti parlo. Ti supplico.
Hai cominciato a parlarmi.
Lo so che non ci sei.
Lo so che non sei qui.
Ma ti sento nella stanza.
Ti vedo nell’ombra tra la finestra e la porta.
Ti sento respirare dietro di me.
Mi rispondi.
“Siediti.”
Lo dici così.
Piano.
Con voce ruvida.
E io mi siedo.
Nuda.
Sulla sedia di legno freddo, con le gambe aperte e le mani sul bordo.
“Apriti di più.”
E io obbedisco.
Piango.
Mi tocco.
Ma è come se fossero le tue dita.
Il corpo non è più mio.
Lo hai preso.
Senza esserci.
Senza toccarmi.
Sei diventato la malattia.
La febbre.
Il delirio.
XII. Non dormo. Non mangio. Non vivo. Ti venero.
Le notti sono infinite.
Mi sdraio sul pavimento.
Nuda.
Aperta.
Bagnata.
Ti prego senza voce.
Ti penso come si pensa a un castigo dolce.
Ti adoro come si adora una lama sulla pelle.
Ho tremori.
Convulsioni.
Il medico direbbe crisi.
Io dico orgasmi senza nome.
Mi bagno senza toccarmi.
La febbre sale.
Il corpo si piega.
Il ventre pulsa.
Non è voglia.
È fede.
È l’ultima forma della fame.
Ti prego:
vieni.
Togliti le scarpe.
Mettiti dietro.
Prendimi.
Fermami.
O lasciami morire così:
con il tuo nome tra le labbra e il mio sesso in fiamme.
XIII. Scrivo una lettera col sangue del mio desiderio
Oggi ho smesso di scrivere con la penna.
Ho passato due dita tra le gambe.
Mi sono venuta addosso.
E con quella umidità ho scritto il tuo nome sullo specchio.
Tre volte.
L’ho leccato.
L’ho guardato colare.
L’ho pianto.
Sono diventata la lettera.
Il corpo è la pagina.
Il ventre è l’inchiostro.
Il mio desiderio, la firma.
Questa è l’ultima cosa che ti scriverò.
Ma non la brucerò.
Non la strapperò.
La lascerò lì.
Nuda sul letto.
Con le gambe aperte e la bocca semiaperta.
Con il tuo nome inciso sulla pelle.
E se un giorno entrerai,
se poserai lo sguardo su di me,
capirai.
Che io ti ho avuto in ogni istante.
E che tu mi hai presa completamente.
Senza mai nemmeno sfiorarmi.
XIV. Ti vedo. Ma non so se sei vero.
Suonano alla porta.
Non mi alzo.
Non mi vesto.
Resto distesa, nuda, con le gambe semiaperte e il corpo in febbre.
So che sei tu.
Ma non ci credo.
Perché sono giorni che ti vedo ovunque.
Nei vetri.
Nei sogni.
Nel riflesso dell’acqua mentre mi bagno le cosce con le dita.
Bussi.
Una volta sola.
Poi apri.
Come se avessi il diritto.
Come se tu sapessi già tutto di me.
E quando entri, io chiudo gli occhi.
Per paura che tu svanisca.
Ma poi sento.
La tua voce.
Bassa.
Verissima.
Vicina.
«Sono qui. Non hai più bisogno di scrivere.»
Mi tocchi il viso.
La guancia, piano.
Non come chi possiede.
Come chi trova.
Come chi torna.
Mi apri le braccia.
Mi tiri a te.
E io crollo nel tuo petto come una cosa stanca, esausta, salvata.
Il tuo odore è caldo.
Le tue mani sono forti.
Mi tieni come si tiene qualcosa che si è cercato a lungo.
Mi stringi.
Mi baci sulla fronte.
Poi sulle labbra.
Poi sul collo.
Tutto è lento. Reale. Assurdo.
«Sono venuto perché non ho mai smesso di sentirti.
Nei sogni.
Nel corpo.
Nelle mani che non riuscivano a toccare nessun’altra.»
Mi mordi piano il lobo.
Mi stringi più forte.
E io ti bacio.
Con fame.
Con rabbia.
Con desiderio.
Con tutto.
Poi ti guardo.
Ti fisso.
Ho il cuore che batte nelle tempie.
E ti dico solo:
«Se non sei vero, lasciami morire così.
Nuda, tra le tue braccia.
Felice dell’inganno.»
Tu sorridi.
E non rispondi.
Ma resti.
E io comincio a crederci.
FINE
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- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
Fine 🙂 Bellissimo! Bravo Rocco.
“Così sapresti quanto ti ho avuto senza averti mai”: questa è poesia! Davvero complimenti. Continuo a leggere.