
LO STREGONE
Serie: REALTÀ NASCOSTE
- Episodio 1: LUVART
- Episodio 2: L’INGRESSO DELL’ANTRO
- Episodio 3: DEMONI
- Episodio 4: UN OSPITE INATTESO
- Episodio 5: IL PATTO
- Episodio 6: LO STREGONE
- Episodio 7: IL VOLTO NELL’ACQUA
- Episodio 8: VELENO SUICIDA
- Episodio 9: LA FINE DEL MONDO SOTTERRANEO
- Episodio 10: LUPO MANGIA LUPO
- Episodio 1: IL CROLLO DELLE ILLUSIONI
- Episodio 2: RINASCITA
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Storse le labbra in una smorfia quando notò la polvere sul polpastrello, dopo averlo passato sul corrimano della scala. Scendendo nel salone in effetti constatò che in quei giorni aveva trascurato di controllare l’operato dei suoi inservienti. «Devo sempre dirgli io cosa fare, quando farlo e come farlo. E poi, se non controllo…» pensò nervoso. «Sono solo dei servi senza cervello.»
Giunto presso la sua poltrona in pelle nera con gambe in mogano, il dott. Olivier vi si lasciò cadere mollemente sopra, accolto dall’ampio schienale avvolgente. Era estremamente corrucciato, ma solo in parte a causa della mancanza di professionalità della sua servitù. Un’idea in quei giorni si era fatta strada nella sua mente, diventando ormai una certezza: dietro il furto del Cerchio del Guardiano c’era senza dubbio lo Stregone. Chi altri ne poteva trarre vantaggio?
«Lo Stegone» pronunciò con un sibilo feroce, senza quasi accorgersene. Il suo sguardo ricadde sul dorso della mano sinistra, dove quella dannata cicatrice lo riportava ogni volta a quella mattina di tanto tempo fa.
Quella mattina.
Dopo un’intera notte di tremendi e spietati assalti ad opera degli esseri delle tenebre contro le schiere degli uomini, ormai era giunto il momento per il massacro finale. E proprio a lui era stato affidato l’onore di infliggere l’offensiva definitiva. Lui, quello che oggi appariva come il dott. Olivier stimato professionista, ma che non era sempre apparso così. Nel corso della storia fu costretto ad assumere molteplici forme, cercando di mimetizzarsi tra gli uomini. Inosservato dai più, riusciva comunque ad insinuarsi nelle menti di coloro che invece sceglievano di accoglierlo, sempre pronto a suggerire loro la via per l’Oscurità. In quei tempi lontani, però, non aveva bisogno di usare il velo dell’illusione. Si poteva mostrare ancora con le sue vere sembianze: quelle del vendicativo angelo nero caduto.
Al levarsi del sole convocò in mezzo al campo di battaglia l’altro comandante. Quindi, gli fece una perfida proposta: «Stregone, questa nuovo giorno che sta sorgendo mi trova magnanimo verso l’umanità. Ti offro perciò un’ultima possibilità di salvare tutti questi umani che ti piacciono tanto. E che stanno per essere trucidati dalle mie legioni di demoni. Basterebbe uno schiocco delle mie dita!» Rise beffardo, compiacendosi del suo potere e della sua crudeltà.
«È una scelta difficile, ma dipende solo da te. Ebbene, se accetti di consegnarmi spontaneamente il Cerchio del Guardiano prometto che risparmieremo i tuoi uomini rimasti, permettendovi la ritirata indenni. In questo modo avrai salvato l’umanità dallo sterminio.»
Lo Stregone lo scrutò perplesso. Lucifero allora si affrettò ad aggiungere: «Si, lo so, lo so. Non è che ci si possa proprio fidare di me. Ma d’altronde rifletti: che altre opzioni hai adesso?»
Il Cerchio del Guardiano serviva a proteggersi dalle forze negative del Male, e lo Stregone sapeva che senza di esso sarebbe stato esposto senza difese. Ed era inoltre piuttosto sicuro che l’altro ne avrebbe subito approfittato per eliminarlo. Senza di lui, gli uomini avrebbero vagato senza meta, intrappolati tra le polimorfe nebbie ingannatrici che Lucifero stesso avrebbe calato immediatamente su di loro.
Ma una decisione andava presa, e in fretta. Anche se la possibilità che il Demone mantenesse la parola data era remota, si trattava pur sempre di una possibilità. Lo Stregone, quindi, consegnò il bracciale, con la speranza nel cuore.
Accadde ora una cosa che nessuno si sarebbe aspettato. Un uomo, un semplice soldato della retrovia, uno dei tanti anonimi soldati confusi tra gli altri soldati, si scagliò urlando con la spada guainata contro Lucifero. Quest’ultimo, incredulo, fu preso allo sprovvista, riuscendo appena in tempo a schivare la lama e a fulminarlo. Senza però evitare che quel gesto lasciasse un segno indelebile sul dorso della sua mano sinistra. Una ferita, che nonostante si fosse rimarginata da secoli, ancora oggi la sentiva nel ricordo.
Come aveva potuto quell’insulso umano aver trovato una forza di spirito tale da spingerlo a fronteggiare addirittura lui, il Demonio a capo di tutti i demoni?
«Non ti aspettavi che un essere umano riuscisse a ferirti, vero? Lo percepisco dal tuo sguardo. Quell’essere umano ti ha fronteggiato con animo coraggioso, sapendo bene che da solo non sarebbe mai riuscito a sconfiggerti.» disse lo Stregone, indicando i resti del corpo carbonizzato a pochi metri da loro.
«Ma ha voluto comunque lasciare un segno, per esortare gli altri uomini» continuò. «Se li conoscessi meglio e fossi capace di leggergli più profondamente nel cuore, capiresti che sono in grado di fare cose incredibili. E sappi che io li aiuterò con quanto potere possiedo a ritrovare l’amore per loro stessi, perché capiscano quanto valgono. Finchè la mia anima abiterà questa Terra.»
Detto questo, lo Stregone approfittò dello smarrimento dell’altro per sparire, trasformandosi in polvere e facendosi trasportare via da un refolo di vento che stava passando in quel momento.
Da allora, Lucifero aveva speso non poche energie per scovarlo e ucciderlo. Aveva capito che fintantoché la magia dello Stregone continuava a sostenere le volontà degli uomini, lui non avrebbe mai potuto conquistarne le anime.
E ora, quello stesso Stregone era ritornato per riprendersi il Cerchio del Guardiano, rendendogli così le cose ancora più difficili, se non impossibili. Ovviamente egli non poteva avvicinarsi alla sua villa, guardata a vista dai suoi sorveglianti demoni e protetta dai potenti sigilli contro le forze del Bene. Ecco perché aveva avuto bisogno di assoldare un ladro umano, Arkon, che rubasse al posto suo. Adesso, era pertanto di vitale importanza intercettare il bracciale prima che avvenisse lo scambio.
«Luvart.» Il dott. Olivier tornò al presente, ricordandosi del loro appuntamento quotidiano. Era quasi ora, quindi si recò presso la grotta vicino al bosco. Rimase in attesa tra le ombre degli alberi, ai margini della boscaglia. Aspettò ancora, ma niente. Il suo demone non si stava presentando all’incontro.
«Ma dove diavolo è finito?» sbottò infine Lucifero, indispettito per quell’ennesima disubbidienza ai suoi ordini.
In un altro bosco, in un altro mondo, però, Luvart osservava preoccupato insieme ad Arkon le migliaia di lucciole azzurre che stavano calando su di loro.
Serie: REALTÀ NASCOSTE
- Episodio 1: LUVART
- Episodio 2: L’INGRESSO DELL’ANTRO
- Episodio 3: DEMONI
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- Episodio 8: VELENO SUICIDA
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- Episodio 10: LUPO MANGIA LUPO
“«Ma ha voluto comunque lasciare un segno, per esortare gli altri uomini» continu”
Mi è piaciuto molto l’inserimento del ricordo che riguarda il ferimento della mano. Bella l’immagine di un solo uomo che affronta il male e il dolore. Non importa se soccombe subito, ha però dimostrato agli altri esseri umani cosa è il coraggio.
In questo racconto breve “Realtà nascoste” ho tentato di inserire qualche spunto di riflessione e mie considerazioni, che mi un grande piacere vengano colte. Grazie 🙏