L’uomo pianoforte

L’uomo pianoforte è un uomo e questa è l’unica cosa che sappiamo di lui, oltre al fatto, ovviamente, che suona il pianoforte.

Abita al terzo piano di un palazzo antico e senza ascensore e affaccia su una traversa stretta, di sanpietrini fatiscenti, dove c’è un gran viavai di persone ma per fortuna poche macchine.


L’uomo pianoforte suona ogni giorno, sempre ad un’ora diversa ma sempre prima che faccia 
buio. Qualche volta capita di mattina, e le sue note fanno compagnia alle signore che stendono i vestiti lavati ad asciugare, più spesso succede di pomeriggio, quando per una fortunata posizione del sole, dal cielo scende una luce dorata. Ogni volta, ad ogni modo, l’evento è preannunciato da una donna, supponiamo sia la moglie, che esce fuori il balcone a fumare una sigaretta. Il balcone è piccolo, occupato quasi del tutto da piante, per terra ci sono due cuscini quadrati. Quando la donna non si appoggia alla ringhiera, si siede sui cuscini e fuma guardando in alto invece che in basso. Non è mai con il cellulare, né porta con sé un libro; tutto quello che fa è assaporare la sua sigaretta. La cosa più importante, però, è che nel seguire questo rituale lei lascia la portafinestra aperta, cosicché il suono del pianoforte fuoriesce inevitabilmente e come una cascata invisibile scivola giù riversandosi per strada.


L’uomo pianoforte non è un eccellente musicista, nonostante si alleni costantemente, ma le 
melodie che produce non dispiacciono i dipendenti della farmacia che si trova sulla strada principale, subito prima della traversa, e anzi piacciono proprio al proprietario del piccolo alimentari indiano che ogni volta esce fuori per meglio godere di quel regalo.

Della sua identità, nessuno sa niente. Nessuno lo ha visto girovagare nel quartiere né tantomeno affacciato al suo balcone. Ad occuparsi della spesa è sicuramente la donna, che pure suscita una certa curiosità. Per prima cosa, indossa sempre vestiti, lunghi alle ginocchia e sempre colorati. Quando fa freddo si copre con cappotti e stivali alti, se invece è una bella giornata, preferisce quelli con le tasche così da non dover portare nemmeno la borsa. Seconda cosa, nonostante abbia una faccia gentile e sorrida sempre a tutti, non parla mai con nessuno, cosicché è ben difficile sapere qualcosa di più su di lei e l’uomo pianoforte.


Che coppia stravagante, interessante, misteriosa, pensa la gente. Ma questi pensieri non 
sembrano arrivare all’invisibile uomo e a sua moglie. Non li toccano i pettegolezzi, quelli buoni e quelli brutti, le parole libere di chi ha sempre un’opinione. Loro seguono un flusso di vita che pare diverso, in un modo ovattato dove non è possibile accedere se non ci sei già dentro. 


Oggi è una bella giornata, il cielo è limpido ma l’aria è fredda, rende tutto più vivido. Tra i 
palazzi il sole si sposta lento per tornare a casa, le ombre si allungano nella scia della sua luce. Margherita beve veloce il suo caffè, afferra il pacchetto di sigarette e lo infila insieme all’accendino nella tasca del suo vestito a fiori. Afferra la tazza fumante per suo marito che è già in posizione. Si avvicina al pianoforte, al suo fianco, gli prende la mano e gliela passa con gentilezza. Lui sorride, un sorso, la posa. Adesso che la sua mano è libera fa scivolare dolcemente le dita sul fondoschiena di lei, scende fino a trovare l’orlo della gonna, arriva alla pelle nuda e l’accarezza con dolcezza, come sempre.

I suoi occhi di vetro per sempre persi in una visione di latte.
Non può vedere, ma sente.

-Quello blu, con i fiori-

La donna sorride annuendo. C’è qualcosa di commovente nella tenerezza che regala l’amore.

Si china, gli bacia la nuca.

-Oggi suono per te- dice lui, come sempre.

La donna è già fuori il balcone, il primo tiro di sigaretta rilascia una nuvola densa di fumo. Si appoggia alla ringhiera, due anziane signore trascinano pesanti buste piene di verdure, una coppia si tiene per mano. C’è un uomo seduto fuori il negozio di alimentari indiano. In attesa.

-Siamo pronti-

Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Trovo che questo breve racconto sia particolarmente bello ed emozionante. La narrazione scorre piacevole e senza intoppi. Le immagini sono ben definite e, pur trovandolo fortemente calato nella realtà di luoghi e personaggi, mi pare che abbia un forte gusto poetico. Ho particolarmente apprezzato la figura di Margherita, la quale, con i suoi vestitini a fiori e con la sua stanchezza di moglie, ha cura della sua famiglia e dell’uomo che ha scelto. Molto coinvolgente. Bravissima

    1. grazie Cristiana, sono contenta ti sia piaciuto. Ti svelo un segreto, questa strada esiste davvero, ci sono passata qualche volta e sono stata colta dalle note dolci di un pianoforte, da lì l’ispirazione 🙂