Il Gineprone 3 – Monte Grifone

Serie: Le (dis)avventure di Orion

«Allora, ecco il piano…Ah, oste! qualcosa da mettere sotto i denti, per favore!»

Con davanti un tagliere di salumi e formaggi ed un calice di ippocrasso, il nostro riprese:

«La buona notizia è che c’è una taglia sul grifone. La cattiva è che prima predava il bestiame, ma ora ha già ammazzato un po’ di persone. E non sarà facile farlo fuori. Il punto è che se vogliamo portare a termine la nostra missione, finchè ci sarà lui in giro sarà dura. Quindi, ecco, prendremo due piccioni con una fava. O due ricompense con una missione, se preferite.»

«Mi piace la cosa delle due ricompense!» proruppe Tamugno, baldanzoso. «Ma come facciamo ad ammazzare il gallinaccio?»

«Ecco, amico mio, qua entri in scena tu. Ti travestirai da montone.»

Nergatt rise, mentre il nano sembrò non apprezzare troppo:

«Cosa?! perchè da montone? e perchè io?!»

«Andiamo, Tamugno! Di noi tre, tu sei l’unico che abbia il fisique-du-role…»

«Oh, non parlarmi in elfico, che lo sai che mi irrita!»

«Ascolta,» riprese Orion, «se vuoi puoi travestirti da vitello, va bene? Non averne a male, ma sia io che Nergatt siamo troppo alti, mentre tu sei bello robusto. E sei l’unico di noi tre che potrebbe resistere agli artigli di quelle bestiaccia. Quindi è deciso: tu sarai l’esca.»

Era ormai mattina inoltrata quando i tre si avviarono lungo il sentiero che saliva sulla montagna. Dallo zaino che Tamugno portava in spalla usciva una pelle di montone. Dalla sua bocca, invece, un continuo brontolio.

Salirono lungo una strada carrabile che si snodava in un bosco di castagni, dove alcuni uomini erano intenti a far legna, mentre le donne raccoglievano lo strame per le stalle. I castagni poi cedettero il passo ai faggi: senza incontrar intoppi, i tre avanzarono tra i tronchi grigi e massicci, fin quando anche questi non vennero pian piano rimpiazzati, man mano che si saliva, da pini frondosi sotto ai quali si fermarono per un veloce spuntino.

Quando scorsero il limitare del bosco scesero da cavallo (e da cinghiale) e legarono le cavalcature agli alberi, di modo che fossero nascoste dall’alto, quindi si avviarono a piedi lungo i pascoli del versante meridionale di Monte Grifone. La vetta rocciosa torreggiava imponente davanti a loro, mentre avanzavano attraverso zone a pascolo dove giacevano qua e là rocce di ogni dimensione, staccatesi dalla parete sovrastante in tempi immemori. Da qualche parte più avanti c’era il famigerato gineprone. Ma prima, c’era un altro problema da risolvere.

Il terzetto avanzò fino a trovare un’area a pascolo ampia, con poche rocce, ben in vista. A quel punto, senza smettere di borbottare, Tamugno prese la pelle di montone, se la buttò addosso, e si mise in mezzo al prato in attesa, l’ascia Genoveffa salda in mano e stretta contro al petto. Orion e Nergatt si nascosero ben distanti, dietro una roccia l’uno e sotto un arbusto l’altro. Attesero pazientemente (Orion e Nergatt; Tamugno decisamente meno) l’imbrunire. Finalmente, uno strido riecheggiò potente, ad annunciare che il grifone aveva iniziato la sua caccia.

«Presto!» Tuonò Orion, «Attenti, ora! sapete cosa dovete fare!»

Tamugno con un moto di disappunto prese un corno e ci soffiò dentro, producendo un suono simile – almeno nelle intenzioni – a quello di un montone in calore. Ne uscì in realtà una specie di pernacchia stridula.

Nergatt rise.

Orion si mise una mano sugli occhi.

Nel cielo arancione, una grossa sagoma scura iniziò a volteggiare in cerchio sopra Tamugno. Gocce di sudore comparvero sulla fronte di Orion, mentre le pupille di Nergatt si dilatarono. Tamugno lasciò cadere il corno ed afferrò l’ascia con ambo le mani.

Accadde tutto in un attimo: il grifone si avventò in picchiata su quello che credeva essere un montone. Il quale, però, quando Orion urlò: «Adesso!» scagliò via il manto e rotolò di lato, lasciando che il mostro afferrasse la pelle vuota. Senza rialzarsi, Tamugno conficcò l’ascia nella pelle stessa, inchiodandola al suolo, impedendo per un istante al grifone di rialzarsi in volo. Mentre la povera pellaccia iniziava a lacerarsi, Nergatt colse l’attimo: sbucò dall’arbusto e scoccò una freccia dritta nell’occhio del grifone, che cacciò un urlo terrificante. Orion uscì dal suo nascondiglio avanzando balestra in mano, premette il grilletto ed il suo quadrello si conficcò nel collo del mostro. Tamugno, in preda ad una frenesia guerriera, urlava e rideva, e recuperata l’ascia fu lesto a sollevarla sopra la testa colpire il mostro imbizzarrito alla base dell’ala, spezzandogli l’omero. La bestia cercò di colpire il nano, ma Nergatt scoccò di nuovo, colpendolo al collo e fermandone l’attacco. Orion intanto lasciò cadere la balestra e si fiondò nella mischia, stocco in mano.

Il grifone cercava col becco di colpire Tamugno, che menò un altro fendente in orizzontale, recidendogli i tendini di una delle zampe posteriori leonine. Con inattesa agilità, Orion danzò tra gli artigli del mostro che cercava di colpirlo schivando due zampate potenzialmente letali, e portò un un affondo sotto l’ascella, mirando all’arteria. Ritirò la lama, ed un fiotto di sangue rosso vivo zampillò copioso, macchiando l’erba sotto di lui. Tamugno menò un ennesimo colpo al fianco che spezzò alcune costole, e la bestia si accasciò a terra, respirando affannosamente.

Orion si trovava esattamente di fronte al grifone agonizzante: fece un passo avanti e guardò l’unico occhio aperto della creatura. Le appoggiò la punta dello stocco alla base della nuca.

«Stupida bestiaccia…non potevi accontentarti delle pecore?»

E con un’espressione corrucciata, affondò la lama.

Il maestoso animale spirò.

Orion si sedette sul terreno, cupo in volto. Guardandosi gli stivali, comandò ai suoi:

«Tagliategli un artiglio. Poi tornate al bosco e raccogliete della legna.»

Senza dire parola, i due annuirono e fecero quanto ordinato.

Più tardi, sotto un cielo ormai scuro dove si stavano accendendo le prime stelle, nel centro del pascolo un enorme pira consumava la carcassa del grifone, coi tre che osservavano senza parlare.

Solo quando il corpo fu interamente consumato, Nergatt ruppe il silenzio:

«Ma come lo troviamo questo gineprone, comunque?»

«Come ti trovi lo zufolo quando devi pisciare,» ribattè Tamugno, «cercando!»

Orion, seppur a mezza bocca, sorrise.

«Ormai è tardi per cercare. Torniamo ai cavalli: ci accamperemo là, e ci penseremo domattina. Nergatt, riesci a recuperare qualcosa per cena?»

Il felino annuì con un sorriso, e mentre gli altri due predisponevano l’accampamento, si addentrò nel bosco. Fiutò l’aria, socchiudendo la bocca ed incurvando il labbro superiore per “assaporare” meglio gli odori. Poi, deciso quanto silenzioso, prese una direzione.

Mezz’ora dopo era di ritorno con un tasso ben pasciuto.

Tamugno esultò, leccandosi le labbra, mentre Orion già rimpiangeva la cena della sera precedente.

Il mattino seguente furono svegliati all’alba dal caratteristico “kok! kok!” del canto di un gallo cedrone. Levato l’accampamento e vuotate le vesciche, si rimisero in marcia verso la vetta, alla ricerca del gineprone.

Serie: Le (dis)avventure di Orion
  • Episodio 1: Orion L’Ammazzadraghi: 1 – La Locanda
  • Episodio 2: Orion l’Ammazzadraghi – 2: La Collina
  • Episodio 3: Fiato alle trombe! 1 – Un hobbit molto rumoroso
  • Episodio 4: Fiato alle trombe! 2 – Giocare d’astuzia
  • Episodio 5: Il Gineprone 1 – L’alchimista
  • Episodio 6: Il Gineprone 2 – La Gatta in Gatogna
  • Episodio 7: Il Gineprone 3 – Monte Grifone
  • Episodio 8: Il Gineprone 4 – Juniper
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Umoristico / Grottesco

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    Discussioni

    1. Ciao Sergione! Altro episodio bello serio, non c’è che dire! Ho avuto modo di notare la reazione di Orion dopo aver abbattuto la bestia… non troppo contento, vero? Ma forse non gli rimaneva altra soluzione possibile. 🙁
      Fantastiche e sempre esilaranti le parti Tamugnose: l’espediente del montone – generato dalla mente di quel furbastro di Orion – ci stava alla grande!
      Complimenti, al prossimo episodio! 🙂

      1. Grazie Mastro Giuseppe!! 🙂
        eh si, hai letto bene la reazione di Orion…purtroppo la creatura era ormai troppo pericolosa, e non restava altra soluzione che abbatterla. Ma non è di certo stato un piacere.
        Tamugno ormai è diventato la spalla comica perfetta 🙂
        Spero che il buon Orion si decida presto a raccontarmi il seguito!!

    2. “Non averne a male, ma sia io che Nergatt siamo troppo alti, mentre tu sei bello robusto. E sei l’unico di noi tre che potrebbe resistere agli artigli di quelle bestiaccia.”
      Come convincere l’amico nano! 20 puro in diplomazia e raggirare!

    3. Ma allora, oltre a tirare sole, i nostri sanno cacciare veramente. Me cojoni! Ahahahah Ma lo sai che ho avuto un po’ di pena per il “gallinaccio”? Anzi non se lo son mangiato… AHaha

      1. Hai visto? Non sono solo “chiacchiere e distintivo” (senza distintivo, ecco), ma sanno anche menare!
        Già, mi sa che nemmeno Orion era troppo contento di dover abbattere il bestio, era proprio l’ultima soluzione… :/

    4. Un episodio super action, in cui i nostri si cimentano in un igoco di squadra veramente ben descritto e avvincente. Il tutto condito dalla caratteristica ironia stavolta veicolata tramite i personaggi, spassosi e ben caratterizzati.
      Devo dire che mi è dispiaciuto assistere alla macellazione del Grifone, però a mali estremi.
      Molto bravo.
      Al prossimo episodio

      1. Ti ringrazio Ale! ti ringrazio davvero 🙂
        Stavolta volevo metterci un po’ di azione, per cambiare un po’ e per dimostrare che anche Orion e soci sanno combattere e non solo passar serata nei bord…nelle locande 🙂
        L’ironia ne ha un po’ risentito, ma ho cercato di mantenerla, e mi fa piacere la tua conferma che si colga anche qui!
        Per il grifone, penso che siamo tutti dispiaciuti, Orion in primis, vista la sua reazione, e ciò che dice alla bestia prima del colpo di grazia ;-/
        Però dici bene, a mali estremi…

      1. Sono contento, Tamugno sta riscuotendo un discreto successo… alla fine è una specie di bud spencer con la lingua tagliente 🙂

    5. Ti ringrazio, Micol! Alla fine ci voleva un po’ d’azione! Da un lato, mi hanno galvanizzato i tanti racconti adrenalinici che leggo qui; dall’altro, era ora che Orion e soci dimostrassero qualcosa di concreto! 😉
      Per la descrizione del combattimento, ti ringrazio davvero tanto, mi fanno piacere le tue parole!!! Sai cosa mi ha aiutato? Anni di D&D, dove tutto si svolge nelle teste dei giocatori e raccontare bene le azioni che si fanno è fondamentale! Inconsciamente, istintivamente, ho immaginato di descrivere un combattimento… E per fortuna i tiri di dado di Orion, Tamugno e Nergatt son stati buoni! 😁

    6. Ciao Sergio, onore al merito. In questo episodio mi hai conquistata con le descrizioni dei combattimenti: arte che non riesco proprio a mettere in pratica, sono una frana! Provo una sana invidia per chi è in grado di condurre l’azione in questo modo, per un momento mi sono ritrovata in mezzo alla battaglia, rimanendo senza respiro. Il tutto condito dal tuo umorismo, che ha fatto buona compagnia alla temibile Genoveffa! Spero che il prossimo episodio arrivi in fretta, ormai non rimane che affrontare il “gineprone” 😀

    7. Ciao Sergio! Questa volta sei stato rapidissimo a pubblicare e ne sono contenta, questo episodio mi ha davvero divertita. L’ho letto tutto d’un fiato perché tra una battuta e l’altra lo scontro è stato appassionante. Ti confesso che ho provato un po’ pena per il povero grifone, forse ultimo esemplare d’una grande dinastia. Tamugno mi piace un sacco e avrei voluto evidenziare altre frasi ma il mio telefono si rifiuta, ma! Complimenti, non vedo l’ora di leggere il seguito

      1. Ciao Virginia! Eh, si non voglio lasciar troppo in sospeso la storia, come ho fatto per il secondo episodio…anzi, spero di concludere la storia del gineprone entro il prossimo weekend! Son contento che ti sia piaciuto! 🙂 le battute, con Orion e soci (vedo che Tamugno piace molto! 😉 ) non possono mancare, ma ogni tanto è giusto ricordare che non son solo degli spacconi.
        Il grifone…già, Si, anche io ho provato pena per lui, ed anche Orion. Ti ringrazio per aver colto questo aspetto. Era diventato pericoloso, solo per questo è stato necessario abbatterlo, ma Orion non l’ha certo fatto con piacere, anzi. A presto (spero!) per il seguito!

    8. Dopo l’ “azione” 😀 della locanda, ecco quella (decisamente meno piacevole per i nostri eroi) sulla montagna, contro il grifone…devo dire che stavolta il trio è sembrato davvero “quasi eroico”! Attendo con ansia l’epilogo 😉

      1. Grazie, Raffaele! Eh, si, dici bene: con loro, il “quasi” è d’obbligo, perché anche nei momenti più tosti, devono farsi riconoscere! Ora sembra che il più sia fatto, speriamo non ci siano altre sororese, ma soprattutto speriamo di scoprirlo presto!