
Nella borsa un cuoricino, a destra l’obitorio
Serie: La Ragazza Ardente. Malattia e "normalità".
- Episodio 1: PERCHÈ SALVARSI?
- Episodio 2: NEVE DI LAVA. MANICHINI, CHITARRE E CERVI
- Episodio 3: UN CERVO IN PANTALONI INTERESSATI
- Episodio 4: SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE CARNI
- Episodio 5: I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse al Luna Park Bohémien
- Episodio 6: Nella borsa un cuoricino, a destra l’obitorio
- Episodio 7: La Bambola impaurita è “eccitata”
- Episodio 8: “Sexy” Requiem per contrabbasso
- Episodio 9: SENSAZIONE SONICA
STAGIONE 1
Una notifica rumorosa rimbomba nel cortile vuoto della piccola clinica in stile anni settanta. Succhio un altro tiro che scalda la colazione mandata giù solo per paura di svenimenti, ed ennesimi conati imbarazzanti.
Sullo schermo del cellulare, pieno di ditate impietose, un cuoricino si illumina; mentre il mio batte piano, come a non voler vivere quell’ennesimo momento tremendo vissuto tra gli inadatti approcci di chi mi sta intorno. Allento l’elastico della tuta… dovrebbe essere abbastanza largo per quando avrò i punti. Per essere Maggio è umido e freddo come fosse il “giorno dei morti”. Alla mia destra c’è l’obitorio… prima non notavo mai dove fossero le “camere ardenti”… che nome vibrante, mi ha sempre urtato come tante altre cose per gli altri “normali”, o senza importanza.
Guardo l’ora e chi è con me incalza, neanche si dovesse passare avanti a una signora mechata per prendere un etto di prosciutto. Io verrò affettata per bene… non so cosa si prova, lo scoprirò tra meno di dodici minuti… se saranno puntuali!
Il cuoricino è ancora illuminato: non so se toccare lo schermo o stringermi la felpa al petto e scappare.
Mi hanno sempre ripetuto che sono una persona paurosa; non ho mai ribattuto perchè sarebbe crudele attaccare gli incubi. Forse quei giudicanti da macchina parcheggiata a consumare esistenze ne meriterebbero una sfioratina; però in fondo sono buona, anche questo me l’hanno detto spesso… ed è vero… a chi conviene poi questa bontà!
Sono sola e non lo sono: mi danno fastidio tutti gli accompagnatori che mi attaccano ansie che sono la zavorra su un corpo già di piombo. La mia solitudine interiore è sempre stata il pupazzetto fidato e consunto, che non ho mai avuto ma che ho trovato in qualcosa che non si abbraccia ma invisibile ti avvolge. Ho rimpiazzato giocattoli confortanti, e giochi rumorosi, con monologhi sussussati a una “me” bambina, poi mezza ragazza, poi mezza donna… sempre “un quartino” umana, poco convinta di esserlo.
Entro nel cortile interno: sono ben truccata anche se sembro in pigiama. In un film, che non ricordo, dicevano che bisogna essere carini quando “ti fottono”… ed è proprio ciò che sta succedendo a me.
Diecimila scale: come le diecimila cose che il Tao avrebbe creato in questo Universo con il quale, adesso, sono piuttosto incazzata. La reazione alla sigaretta di prima che incalza ad ogni scalino scalato mi fa pensare che camperò poco, ormai si sa…
Cosa si sente quanto ti tagliano e sei sveglio? Cosa dovrò dire a tutti quelli che si aspettano da me frasi ispiratrici come quelle che appioppano sempre ai malati. I malati sono incazzati punto. O forse no? Dicono che non ci viene mai assegnato qualcosa che non possiamo sopportare: dicono che lo ha detto Dio. Intanto nella borsa quella notifica illumina il rosario che mi sono portata dietro.
«Lei è la signorina…» alzo la mano come se fossi alle elementari: il corridoio pare proprio quello.
«Bene! Venga…»
Serie: La Ragazza Ardente. Malattia e "normalità".
- Episodio 1: PERCHÈ SALVARSI?
- Episodio 2: NEVE DI LAVA. MANICHINI, CHITARRE E CERVI
- Episodio 3: UN CERVO IN PANTALONI INTERESSATI
- Episodio 4: SPECCHIO SPECCHIO DELLE MIE CARNI
- Episodio 5: I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse al Luna Park Bohémien
- Episodio 6: Nella borsa un cuoricino, a destra l’obitorio
- Episodio 7: La Bambola impaurita è “eccitata”
- Episodio 8: “Sexy” Requiem per contrabbasso
- Episodio 9: SENSAZIONE SONICA
“clinica in stile anni settanta.” Non mi pare corretta la dizione in quanto non può essere la clinica in stile, tutt’al più l’edificio che la ospita.
“Forse quei giudicanti da macchina parcheggiata a consumare esistenze ne meriterebbero una sfioratina; però in fondo sono buona, anche questo me l’hanno detto spesso… ed è vero… a chi conviene poi questa bontà!” Scusami, ma il senso della proposizione mi pare oscuro. Giudicanti, macchina parcheggiata, sfioratina. Intuisco dove vuoi andare a parare, ma sei sicura non esista altro modo per esprimere un tale disappunto?
“Sono sola e non lo sono: mi danno fastidio tutti gli accompagnatori che mi attaccano ansie che sono la zavorra su un corpo già di piombo. La mia solitudine interiore è sempre stata il pupazzetto fidato e consunto, che non ho mai avuto ma che ho trovato in qualcosa che non si abbraccia ma invisibile ti avvolge.” In questo periodo ho trovato un profluvio di che, ben cinque in tre righe. Anche la costruzione logica mi pare arzigogolata. Prima del ma avversativo è necessaria la virgola. Sfoltire sia gli uni che l’altro è facile, ad esempio: Sono sola e non lo sono, mi dà fastidio chi mi provoca ansia, una zavorra su di un corpo già di piombo. La mia solitudine è sempre stata una sorta di pupazzetta, fidato e consunto, difficile da abbracciare eppure avvolgente.
Questo primo paragrafetto continua così, con un io narrante a dettar legge e con periodi abbastanza carichi di impressioni personali
La scrittura mi pare acerba e i contenuti concetrati sull’Io rendono il testo nel complesso poco empatico ed attraente al lettore, costretto a far da spettatore a tanta acrimonia. Proverò comunque il secondo paragrafetto.
Un bel pugno bello stomaco, un pezzo di rara intensità. Corto ma diretto. Riesce ad portare l’attenzione su una condizione, quella della malattia, che spesso ci sembra fin troppo normale, proprio come dice il pazzo sulla camera ardente. A differenza di altri brani che trattano di argomenti così delicati riesce a non essere stucchevole e retorico una bellissima prova.
Complimenti
Grazie Ale… anche per l’altra cosa. Benvenuto in questa serie. Hai inteso l’appeal.
Ciao Francesca. Mi è piaciuto molto lo stile ritmato, corto, quasi martellante. Un continuo scavare fino a sentirile dentro le emozioni e la tristezza mista a rabbia che nasconde la paura.
Continuerò a leggere perché immagino un risvolto altalenante di situazioni.
Ciao
Mi hai toccato l’anima.
Wow. Spero di averla sfiorata con tocco delicato. Ti ringrazio. Spero di averti ancora tra le mie lettrici.
Un racconto incalzante che con quella nota dark ti rapisce e non ti lascia più. Molto bello!
La nota dark suona ininterrotta… se vuoi continua a seguirla. Mi trovi anche sui social per altre sinfonie.
Destino beffardo, figli di un dio minore.
Un racconto struggente, dark ed incalzante. Uno stile scorrevole, descrittivo ed al contempo colloquiale in grado di incollare il lettore e renderlo parte della narrazione.
Mi piace.
Volo agli altri episodi
Ti accolgo a braccia aperte, con un occhiolino,
Ho letto e riletto ogni singola parola, provando una profonda tristezza e partecipazione nei confronti della protagonista. Posso solo dire, accodandomi ai commenti già fatti, che questo primo episodio esprime egregiamente tutta la sofferenza e la rabbia che nella normalità verrebbe racchiusa da una lacrima soffocata…
Ti ringrazip Antonio… ti aspetto negli altri episodi.
Ti aspetto lì.
Bellissime le tue parole…
Sono molto onorata della tua “attenzione” e della tua critica positiva. Spero che il cammino che stai intraprendendo con me… ti lasci “qualcosa”. Mi farai sapere ??
Ciao Francesca. Sono sempre contento di leggere racconti di questo genere, perché capaci di entrarti in testa, di lasciare una traccia indelebile nella mente del lettore. Sono sempre dell’avviso che le storie, al di là della trama e dell’idea, si devono saper narrare… cosa che tu hai fatto egregiamente in questo primo episodio. Lo stile mi è piaciuto tantissimo, così come i spunti di riflessione espressi dalla stessa protagonista. Mi è piaciuta molto la frase “Sono sola e non lo sono: mi danno fastidio tutti gli accompagnatori che mi attaccano ansie che sono la zavorra su un corpo già di piombo.”
Ti faccio i miei più sinceri complimenti e… proseguo con la lettura! 🙂
Ciao Francesca,
il tuo racconto incalzante e oscuro mi è piaciuto moltissimo. Queste frasi brevi e intense, che spezzano il discorso per tenere sempre lo stato di ansia attivo, sono scritte molto bene. Adesso mi avvio per il corridoio per seguire la protagonista nel secondo episodio
Sei sempre la benvenuta. Molto onorata dei tuoi “complimenti”. Spero di continuare a soddisfarti…
Un caro saluto
Carino. Mi è piaciuto molto il riferimento al tao.
Grazie. Felice che tu abbia colto la “citazione”
Il lettore viene attirato, e imprigionato, dai pensieri rassegnati della protagonista. Non c’è spazio per la luce della speranza. Una bella serie oscura, quindi non vedo l’ora di leggere Il proseguo. Bravissima!?
Grazie Dario. Apprezzo molto il tuo “complimento”. A presto allora…
Talvolta la retorica della consolazione deve lasciare il posto al silenzio. Di fronte alla malattia e ad una prospettiva angosciante si è soli, ma non si è mai davvero soli dentro una storia, dentro confini fatti di frasi e stile e fantasia e parole. Questa storia accompagna il lettore fuori dal proprio ambiente, fuori dal proprio corpo, spersonalizzandolo per farfli provare quello che prova la voce narrante. Vorrei leggere il secondo episodio.
Il secondo episodio verrà… GRAZIE. Le storie sono risonanze di vite, che spesso nella storia di un’altra di vita… si ritrovano; e via così… la solitudine scompare. 🙂
Per esperienza personale so che Dio ha uno strano senso dell’umorismo. Il peso a volte è tanto: troppo. Hai comunicato alla perfezione questo stato d’animo.
Ti ringrazio di cuore… hai ben inteso e mi hai regalato una piccola bella sensazione. Grazie ?
Molto intenso e toccante. Mi associo al commento di Ely: la forza di questo episodio sta nel fare entrare il lettore dentro lo stato d’animo rassegnato e disilluso della protagonista.
Grazie Massimo… voglio proprio attaccare il lettore alla visione “soggettiva” della protagonista…
Capisco che molte sensazioni possono essere forti… ma si vedranno i vari risvolti che si succederanno. Grazie ancora. ??⭐
Grazie mille cara… è un prodotto del mio sangue e di ciò che sono… e non sono più.
Passerò presto “a trovarti”. Piano piano aprirò sempre di più lo sguardo verso ciò che succederà a questa “Ragazza Ardente”. ?
Straziante, veritiero e freddo.Non potevi descrivere meglio l’ animo di persone che non sono solo malate a livello fisico ma si sentono malate, infreddolite dentro.Attendo il prossimo episodio