
Nuovo messaggio
Serie: La Guerra Invisibile
- Episodio 1: Quando tutto è cambiato
- Episodio 2: La decisione
- Episodio 3: Nuovo messaggio
STAGIONE 1
-Guarda quanti ne sono, non dovrebbero stare cosí vicini. Cosa pensano, che Dio li renda immuni al contagio?-
Larry parlava masticando semi di girasole, ogni tanto ne sputacchiava i gusci giú facendo attenzione a non colpire nessun passante; aveva gli occhi fissi sul piccolo giardino che anticipa l’entrata in chiesa, dove una dozzina di persone si era dilungata in saluti prima di disperdersi disordinatamente.
-Tu ci credi? in Dio, intendo- gli domando, percorrendo con lo sguardo tutto il viale fino al semaforo. A parte la chiesa all’angolo, non era possibile vedere niente, se non i tre grandi fabbricati di case popolari che si ergevano davanti al nostro edificio. Nelle due ore che eravamo rimasti lí di guardia, l’unico evento sospetto era stato quando un grosso van marrone si era parcheggiato proprio davanti al cancello di entrata, salvo poi scoprire che si trattatava del postino.
-Nah, Dio é solo un pretesto che l’uomo ha inventato per non avere paura della morte. Invece di accettarla come conseguenza naturale della vita, la rinnega-. mi risponde fregandosi le mani sul pantalone per ripulirsi dalle briciole. -L’essere umano vive come se fosse eterno, e finchè non è una persona di cui gli importa qualcosa a crepare, la morte per lui non esiste. Capisci quello che intendo?-
Era una bella giornata, il sole splendeva alto proprio di fronte a noi regalandoci cosí un piacevole caldo tiepido. Fare da sentinella sul tetto non era male, sicuramente meglio che pulire i bagni.
Poggio i gomiti sul muretto e mi lascio cadere la testa pesante tra le mani, fissando l’asfalto grigio della strada. Tre mesi fa io e Teo stavamo parlando di andare in America, Tusca cercava il modo di far arrivare il suo cane dalla Polonia, Jay era vicino a completare gli ultimi lavori alla barca dove aveva intenzione di vivere, la madre di Agata era ancora viva.
-Si, capisco- mormoro sospirando. I miei pensieri si incupiscono, si allargano al dolore di tutti quelli morti d’indifferenza: ai corpi dei bambini fatti a pezzi dalle esplosioni in guerra, a tutti quelli risucchiati dagli abissi del mare, alle madri senza figli, alle donne chiuse in casa a collezionare botte, a tutte le persone anziane che anche adesso sono considerate sacrificabili. Me li sento vorticare nella testa e scendere nello stomaco, non trovo una soluzione e mi viene la nausea.
-Guarda, arrivano i rinforzi!- Larry ride sbracciandosi per farsi notare dalla strada. Riccardo e Jacob pedalano rapidi e a testa bassa ma Oscar e Violet, poco piú dietro, lo vedono e lo salutano alzando ironicamente il dito medio. Portano zaini carichi. A loro, che sono i piú veloci su due ruote, era stato assegnato il compito di esploratori. Io e Larry ci sporgiamo pericolosamente aggrappati al muretto per poterli vedere fermi al cancello.
-Hey, buone notizie?- il viso di Larry si colora per lo sforzo di gridare in quella posizione scomoda.
I quattro alzano simultaneamente il capo e fanno quasi ridere: cosí tutti infagottati e con i volti coperti sembrano pupazzi. Violet si toglie gli occhiali scuri, i suoi occhi sorridono, dal cappello fuoriescono un paio delle sue treccine color porpora; con la mano guantata ci mostra un pollice in alto e urla: -Abbiamo pasta!-
* * * * * * * * * * * * *
Circa quaranta minuti dopo, Manuel e Andrea ci dettero il cambio e potemmo finalmente rifiugiarci in cucina. Il pallido sole di Marzo si era andato a nascondere dietro uno dei fabbricati e il gelo era tornato come una nebbia fitta che ti avvolge tutto intorno. Nonostante ci avvicinassimo alla primavera, ogni giorno pareva piú freddo del precedente. Alcuni di noi, me compresa, credevano che fosse per via dell’inquinamento in diminuzione, e infatti, nonostante il freddo, il mantello grigio che solitamente ricopriva la cittá, pareva essersi dissolto lasciando spazio a un cielo limpido e azzurro.
-Allora, com’è andata?- chiede distrattamente Cecília, mentre con la mano fruga nel cesto dei vegetali in cerca di una cipolla. Lei e Julie si sono incaricate di cucinare per tutti e stanno facendo uno sformato di vegetali. Ogni tanto si scambiano qualche frase in portoghese, alzano la voce, ridono, poi tornano alle conversazioni comuni.
Riccardo è tutto assorto con il cellulare e ci mette un po’ a rispondere: -Bene. Insomma, abbiamo dovuto girare tre supermercati prima di trovare qualche pacco di pasta, ti guardi intorno e fa paura, non è rimasto niente. Dovró comunicare agli altri che è meglio andare la mattina presto, almeno non dovremo diventare pazzi in cerca di una passata di pomodoro!- ridacchia grattandosi la nuca rasata.
-Menomale che con le spedizioni notturne abbiamo piú fortuna- dice Julie.
-Ma quale fortuna!- commenta Filip, che se ne stava su un lato della panca a sorseggiare thè caldo. -La fortuna siamo io e Teo che ci caliamo fino alla vita nella spazzatura per riempire i frigoriferi, kurwa!- aggiunge poi ridendo e facendo l’occhiolino a Teo che mi stava seduto accanto.
A loro il compito di uscire con il furgone, due volte a settimana, per recuperare dai cassonetti industriali dei supermercati locali tutti gli alimenti che erano stati buttati via perché dannegiati o scaduti. I due tornavano sempre con buste enormi pienissime e chiunque si trovava in cucina al loro arrivo, si occupava di smistarne il contenuto, riscaquando le vaschette, tagliando via il marcio e gettando quello che era andato a male. Quello che rimaneva, veniva poi diviso nei tre frigoriferi, uno dei quali portava il divieto per qualsiasi tipo di carne
Mi guardo intorno, per un attimo, mi sento fortunata. Sono al sicuro, sono tra amici, ho del cibo, ho Teo. Lui mi passa una mano tra i capelli carezzandomi. Per un attimo, mi concentro sul presente, mi rendo conto di quanto tutto sia etereo, dissolubile, instabile.
Cosa sta succedendo? Cosa succederá? Quanto tempo durerá ancora?
I nostri cellulari si illuminano insieme, nuovo messaggio dal gruppo: Anna non si sente bene, ha la febbre.
La veritá é che appena iniziata.
Serie: La Guerra Invisibile
- Episodio 1: Quando tutto è cambiato
- Episodio 2: La decisione
- Episodio 3: Nuovo messaggio
Ciao Gabriella, grazie per l’ansia che riesci a trasmettere con le tue parole, il tuo ritmo, e riaccendendo il ricordo di quel che e’ successo e che ancora non e’ terminato. Spero tu sia ancora attiva e voglia continuare la tua serie. Permettimi un abbraccio.
Ciao Nyam, ti ringrazio di cuore, davvero. Era tempo che non entravo qui e il tuo commento mi ha dato la voglia di riprovarci..Sono successe tante cose da quando iniziai questa serie, non so se sarò in grado di continuarla ma spero tu possa trovare piacere nel leggere anche altri miei scritti. Ricambio l’abbraccio.