PAGINA DI DIARIO – DA MERCOLEDI’ A DOMENICA OTTO AGOSTO 2021

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Mercoledì quattro agosto 2021 – Quasi le sei del pomeriggio

Ciao diario. Pensavi che davvero lunedì sarei riuscita a prendere l’iniziativa di indagare sul posto di lavoro? Pensavi che mi sarei smascherata per Benedetta? Pensavi che avrei violato l’anticamera del cranio esponendo quelli che sono i miei sentimenti?

Vedi che non abbiamo affinità io e te caro diario. Non mi conosci come sono. Non so perchè mi sono lasciata convincere ad affidare a te le mie confessioni.

Vabè, diciamo che lunedì la scusa è stata ‘Voglio prima esaminare con calma la situazione’.

Ok, non ricordo niente di quello che è successo dopo che mi sono ubriacata, tranne alcuni sparsi confusi e incompleti particolari.

Devo ricostruire con scientifico ragionamento deduttivo gli eventi antecedenti l’effetto dell’alcool. Tra l’altro, chissà che figure di merda avrò fatto in semi incoscienza.

Comunque la sequenza è quella.

Seduti emarginati, sguardi imbarazzati, silenzio mio obbligato (cosa cavolo posso dire ad una che non mi conosce, con i miei grugniti, sperando che mi capisca), suo timido accenno di presentazione a testa bassa.

E poi l’improvviso inaspettato fiume in piena di parole seguito dalla sua dichiarazione abbastanza esplicita.

Ma mi chiedo. Io il brivido ipertonico che dalla nuca è sceso fino all’alluce passando per il clitoride, quando l’ho sentito?

Ok il suo seno VIVES positivo, ma il suo viso ed il suo corpo da carciofo, tutto VIVES negativo.

Eppure giurerei che quell’insieme di elementi negativi del suo corpo ha contribuito attivamente nello scatenare l’abbagliante fulmine a ciel sereno che ha scardinato l’equilibrio, per altro precario, del mio intelletto.

E’ un dato di fatto documentabile che, durante la proiezione, nella semipenombra delle foto del festeggiato, mentre i miei occhi ben chiusi trattenevano il più a lungo possibile l’estasi della fibrillazione del mio corpo, le mie mutandine si sono inumidite. E non è stata certo la stessa sensazione sgradevole ed irritante che sento quando, per eccesso di Lioresal, l’umido è pipì persa da quei muscoli impigriti e svampati.

Ora non sto bene. Ho bisogno di lei. E’ stata una meteora con la sua scia di fuoco carbonizzante.

Ora non sto bene, mi lecco le ustioni, nel terrore di non sapere quando la vedrò e se la vedrò.

Sto male ed ho bisogno di farmi una doccia.

Sabato sette agosto 2021, mattina tardi.

Anche questa notte ho dormito molto male.

Ma spiegatemi perché non si fa viva! Io non so come cercarla. E questo mi fa male.

Ieri sono rimasta a casa da lavorare in centoquattro. Dovevo andare all’ASL di via Isocrate per rinnovare il tutore notturno del braccio. Non lo uso mai perché alla fine mi fa male se lo metto, ma ne ho diritto, perché non farlo.

Vicino a me nella sala d’attesa c’era un vecchio decisamente oversize, che dondolava, con lo sguardo perso molto lontano, una carrozzina su cui si agitava anche violentemente un ragazzo di età imprecisata, anche lui abbastanza oversize.

La carrozzina era rovinata in diversi punti con rappezzi chiaramente eseguiti da persona tutt’altro che esperta, sicuramente il vecchio stesso. Si capiva facilmente perché era così rovinata, visto che il ragazzino di un certo peso, aveva continui movimenti violenti e scoordinati di tutto il corpo, e anche delle gambe pur essendo saldamente legate con una spessa cinghia al predellino. La povera struttura metallica era sottoposta a ingiusto stress meccanico.

Il vecchio con calma cercava di accarezzargli il viso ed i capelli, con l’obiettivo di sedarlo, ma i risultati erano  incostanti. Lo sguardo totalmente neutro, né gioioso né triste, ed ancora peggio quel tipico odore da vecchio costituito da urina, neanche tutto sommato dominante se pur evidente, in una omogenea miscela con residui alimentari fra i denti, sudore di aglio stantio e mangime per i gatti andato a male. Il tutto in parte proveniente dalla pelle e dall’alito del vecchio, ma in parte anche dai sui logori e sudici vestiti.

Nonostante il fastidio dell’olezzo, le sue movenze, il suo sguardo, e la delicatezza con cui accudiva il cicciottello bimbo, mi trasmetteva una tenerezza ed una tristezza infinita.

‘E’ suo figlio?’ chiede con una domanda evidentemente stupida la vecchia di fronte che sicuramente è lì per farsi scrivere un banale busto per sciatica oppure un improprio permesso di parcheggio.

Il vecchio la guarda con espressione di sufficienza, ma quasi liberandosi dei pensieri stagnanti del suo cervello, racconta.

La mamma, giovanissima ragazzamadre, lo aveva abbandonato appena nato ai suoi genitori. Il nonno, che era già vecchio allora, dopo pochissimi anni aveva perso la moglie molto più giovane di lui, rimanendo solo a crescere quella creatura che già da piccolo aveva complessi problemi comportamentali.

Lo ricordo perché il fatto era avvenuto non lontano dalla mia abitazione. Un giorno di forte pioggia il ragazzino era sfuggito al controllo del nonno, ed era finito sotto le ruote di un camion il cui autista non lo aveva visto. Forse se le ruote lo avessero schiacciato sarebbe stato meglio, invece gli avevano risparmiato la vita, lasciandolo però con nessuna coscienza nel cervello e molti movimenti inutili e violenti. Per questo erano lì per sostituire la carrozzina non più riparabile.

Osservavo il vecchio e mi sentivo quasi a disagio pensando che l’amore non si sceglie. Mentre raccontava una lacrima aveva percorso la sua guancia senza che cercasse di fermarla. La vecchia impertinente non sapeva più da che parte guardare. Io gli ho sorriso e lui ha ricambiato, facendo improvvisamente scomparire l’olezzo e lo squallore. E’ rimasto solo l’amore.

Benedetta, io non ti ho cercata e tu non hai cercato me, credo.

Ok, forse non è stato proprio solo amore ma neanche solo eccitazione ipertonica.

Ho un terribile bisogno dei tuoi occhi sbarrati, del tuo viso appuntito, della voragine in mezzo ai tuoi denti davanti, dei tuoi seni e delle tue mani delicate ed esperte.

Ho bisogno di te

Per andare all’ambulatorio protesi di via Isocrate ho preso come al solito il taxi, ed ho provato a fare lo stesso test della commessa del supermercato con la taxista che era una ragazza dai discreti tratti androgeni. Ho cercato di capire se toccandomi in mezzo alle gambe avevo una qualche reazione. Nessuna. Poi ho pensato che era un esperimento veramente stupido. Sei tu che mi attrai. Sei tu a cui continuo a pensare.

Cazzo, perché sei sparita?

‘Chi rompe al citofono a questa ora? Quasi mezzogiorno’

DIARIO, È LEI, CIAO

Scusate se pubblico così correggo poi.

Eccomi – Domenica otto Agosto 2021 giorno fantastico

Anche questa notte non ho dormito, ma per l’eccitazione. Infatti sono già in piedi così presto.

Benedetta è fantastica e adorabile.

Ragazzi, partiamo insieme martedì per la Sardegna dove lei ha dei parenti.

Ieri mi ha fatto questa sorpresa.

Dove pensate che io sia?

Ad un passo dal cielo, anzi forse ad una spanna dal cielo.

Ieri non si è fermata molto. Mi ha baciata ed io mi sono resa conto di quanto ho dentro di me che si attiva con il suo contatto fisico ed emotivo, e mi manda in completo disequilibrio. Forse non riuscite a capire perché forse non mi so sufficientemente spiegare, ma ho i visceri completamente rovesciati.

Ha dato per scontato che io fossi d’accordo quando mi ha detto “Non parlare tanto fai solo versi incomprensibili” “Dimmi SI, tanto anche se dici no non lo capisco”

Io mi sono messa a piangere. Lo ha preso come un SI.

Appena se ne è andata, per l’euforia sono andata da Paolo e l’ho baciato sulle labbra. Credo abbia avuto un tentativo di erezione, mentre io ho sentito il suo alito come una brezza di Arbre Magique.

Partiamo insieme martedì, cazzo.

Ho già chiesto l’autorizzazione alla Brambati che, pur essendo sabato, mi ha mandato subito la risposta affermativa. Forse perché in questo periodo non ci sopportiamo molto a vicenda.

Questa mattina sono già caduta tre volte, fortunatamente senza conseguenze. Per l’incremento di ipertono da eccitazione e per la foga nell’ammucchiare le cose nella valigia.

Sono solo preoccupata per Daga che da tre giorni è chiusa in casa per un forte mal di testa e nausea. Le si è alzata, per altro senza motivo, la pressione che già non è delle migliori sempre. Per fortuna anche lei ha un vicino di casa gentile e disponibile, che le dà una mano. Anche perché quando ha queste crisi le si abbassa notevolmente la vista fino a non vedere quasi niente. E mamma è sempre da nonna in toscana.

Ho chiesto un taxi per andare da lei, al Servizio taxi di via Sant’Erlembaldo. Conoscono i miei messaggi e in genere arrivano in fretta. Quindi mi vesto.

Caro diario non so quando ci rivedremo. Non mi porto il pc in Sardegna. Voglio godermi ogni secondo. Non so se e quanto dura questa favola, e voglio godermela tutta.

Ciao diario.

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


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Discussioni

  1. ““Non parlare tanto fai solo versi incomprensibili” “Dimmi SI, tanto anche se dici no non lo capisco”Io mi sono messa a piangere. Lo ha preso come un SI.”
    Nella tenerezza di questo passaggio c’è anche una buona dose di autoironia che ho adorato