Per favore smetti di ringhiare

Cheryl é una simpatica ragazza innamorata degli animali, specialmente del suo cane Jack, un meticcio con il quale é cresciuta.

I due passano moltissimo tempo insieme ma la ragazza spesso si rammarica del fatto che, essendo Jack un cane, molti luoghi ed esperienze gli siano precluse.

Il più grande desiderio di Cheryl sarebbe di poter avere almeno per una volta, un’intera conversazione con Jack. Nulla di trascendentale, solo una banale e simpatica chiacchierata tra amici. Sarebbe divertente.

Un pomeriggio di sole, una di quelle giornate spettacolari delle quali si approfitta con gioia, Cheryl prende la bici per uscire a fare un giro. Con Jack al seguito, si addentra in un boschetto poco distante dalla loro abitazione.

Dopo aver fatto uno spuntino che praticamente ha consumato per intero Jack, Cheryl decide di fare una corsa e di fare a gara con il proprio cane (il quale di solito, avendo quattro zampe, vince sempre). Meno di un minuto dopo, Cheryl mette il piede in una trappola di uno dei cacciatori di frodo che spesso frequentano il boschetto e cade in una buca.

Per fortuna durane la caduta la ragazza non si é fatta troppo male  ma uscire dalla buca non é semplice, perchè la terra le frana tutt’intorno impedendole di arrampicarsi.

Preoccupata, furiosa con chi mette le dannate trappole, Cheryl esprime un desiderio. Uno semplice, chiaro ma molto potente.

“Mantengo la calma, non perdo la testa. Jack é qui con me. So che può aiutarmi. Voglio che mi tiri fuori da qui. Ora.”

Improvvisamente un tuono, dal nulla rompe il silenzio del bosco e la luce del sole si oscura per un momento. La terra trema leggermente, poi una mano le viene tesa dall’alto e qualcuno la chiama per nome.

“Tranquilla Cheryl ,afferra la mia mano che ti tiro fuori da lì.”

Cheryl non se lo fa ripetere due volte ed afferra la mano. Un secondo dopo è già fuori, di nuovo libera.

Sedutasi sul bordo della buca, può finalmente vedere il volto della persona che l’ha aiutata. Si tratta di un ragazzo di circa quattordici o quindici anni. Non lo ha mai visto eppure il suo viso ha qualcosa di stranamente familiare. Ma quegli occhi, quegli occhi si che li conosce. Cheryl ne è certissima.

Di colpo la giovane si rende conto che non sa dove Jack sia finito. Alza lo sguardo sul ragazzino di fronte a lei e bang, eccolo li. Gli occhi di Jack. Cosi’ scuri, cosi particolari che tutti si soffermano a guardare per via del colore scuro, intenso, insolito.

“Possibile che sia lui?” si chiede Cheryl.

“E perchè no?”

Succedono cose che non capiamo ma non per questo impossibili.

Jack la guarda, le sorride e le dice di non porsi alcuna domanda, solo di fidarsi e di credere.

“ok andiamo a casa Jack”ma intanto svanita la sorpresa si domanda:”ed ora?”

Fortunatamente i genitori di Cheryl sono fuori città per tutto il fine settimana, quindi non ci sono problemi all’orizzonte, almeno per il momento. Certo la situazione e’ al quanto bizzarra!

Il telefono di casa squilla e Jack chiede di poter essere lui a rispondere. Ha sempre sognato di poterlo fare (ecco perchè rubava sempre la cornetta a tutti).

Cheryl, che non ha mai saputo dirgli di no, lo accontenta ma lo ammonisce :”attento a come parli!”

Al telefono è la nonna di Cheryl che chiama per accertarsi che la nipote trovandosi da sola, stia bene.

La nonna crede che a rispondere sia un amico di Cheryl e non fa caso quando il ragazzo la saluta chiamandola “nonna”.

La serata si rivela uno spasso, mangiando pizza e facendo una torta che Jack, anche se ora è una persona, non resiste a non rubare.

La notte invece nessuno dei due riesce a chiudere occhio, perchè Jack è un fiume di parole. Però Cheryl non se ne lamenta, del resto era ciò che aveva sempre desiderato.

Il giorno successivo Jack chiede a Cheryl d’insegnargli a guidare l’auto. Ora, se c’è una cosa che la ragazza detesta è proprio guidare ma, dato che dire di no a Jack le riesce sempre difficile, decide di accontentarlo.

Vanno così in un parcheggio isolato nel quale Jack può fare pratica.

I primi tentativi sono disastrosi. Il peggio viene quando Jack intravede da lontano un gatto e frena di colpo cominciando a ringhiare di brutto al malcapitato.

Cheryl è allibita, poi irritata, poi lo sgrida :”Jack falla finita.I gatti sono nostri amici e li devi rispettare. Te lo dico sempre. Inoltre sei un ragazzo adesso e non puoi ringhiare, non é educazione!”

Lungo il tragitto per tornare a casa, Jack insiste per fermarsi in pasticceria. Goloso come sempre.

Qui incontrano Maggie, un’amica di Cheryl che Jack detesta perche’ lo ignora sempre e le porta via la sua padroncina e si piazza a casa loro per ore.

Jack approfittando dell’uso della parola della quale al momento dispone, ne approfitta per dire alla ragazza tutto ciò che pensa di lei.

Cheryl, dopo aver acquistato una torta gigante, cerca di farlo smettere di parlare ma la cosa è impossibile. Maggie tuttavia non se la prende e ride pensando sia uno scherzo.

Cheryl trascina via Jack allettandolo con una proposta: una passeggiata nel parco.

C’è un bellissimo parco cittadino che normalmente non permette l’accesso ai cani. Cheryl ha sempre desiderato mostrarlo a Jack ma non potendo entrare la cosa era impossibile. Era..

Così il pomeriggio trascorre tra altalene e passeggiate tra i fiori e le aiuole colorate.

Per fortuna in pochi si sono accorti del ragazzino che a volte rincorreva i piccioni e che ringhiava agli uccellini e la giornata si conclude abbastanza normalmente (per quanto normalmente si possa considerare il tutto).

Cheryl ha un’idea :il nonno malato di Alzaheimer non vede Jack da anni. Ricoverato in una struttura, pur adorando l’animale, non lo ha più potuto incontrare. Sarebbe bello se i due potessero rivedersi e questa è l’occasione perfetta.

“Jack ti piacerebbe rivedere il nonno?”

“Siiii quando?”

“Domani pomeriggio lo andremo a trovare insieme, pero’ tu ti devi comportare bene, non devi ringhiare a nessuno. Intesi?”

La struttura nella quale il nonno è ricoverato è bella ma pur sempre un luogo triste. Jack ne rimane molto colpito. L’odore di alcol e di medicine per lui e’ quasi intollerabile ed è infastidito da tutto. Giunto davanti alla porta della camera dell’uomo che lui considera”suo”nonno, le cose cambiano. Jack si comincia ad agitare sentendo l’odore di una persona che non vede da tempo. Allora Cheryl lo fa accomodare fuori in corridoio, entrando per prima. Il nonno come sempre non mostra di riconoscerla. Sorride ma non sa a chi.

Quando si sente pronta, apre la porta a jack, il quale esplode letteralmente di felicità, come solo un cane sa fare. Cheryl lo blocca un secondo prima che salti sul letto del nonno.

“Jack cosa ti ho detto? Calmo.”

“Si lo so ,va bene”.

Jack si avvicina al letto del nonno, tenendo a freno a fatica la voglia di leccargli la faccia.

Il nonno non capisce la situazione (e chi potrebbe? ) ma qualcosa accade. Presa la mano di Jack tra le sue, il ragazzo pone la sua mano su quella dell’anziano, allora il nonno pone la propria su quella del ragazzo.

Il ricordo di un vecchio gioco, la tua zampa sulla mia mano, poi la mia mano sulla tua zampa, poi la mia mano sulla tua zampa e la tua zampa sulla mia mano…

Per un momento il tempo si ferma, passato e presente in una mente confusa, forse l’unica mente che possa davvero capire cio’ che sta succedendo. Un miracolo nel miracolo. Un cane diventa una persona ed un malato di Alzehimer lo riconosce. Lui capisce, lui sa che Jack, il suo Jack è li davanti a lui e non si fa domande sul come o sul perchè. Lo accetta con gratitudine. Ora il nonno sorride a Cheryl e la vede e la ricorda bene, anche se solo per un momento.

Jack ha fatto il prodigio, lo ha riportato qui.

Il problema si presenta quando un’infermiera si permette di entrare nella camera del nonno per avvisare che l’orario di visita è terminato.

jack si arrabbia e le corre dietro ringhiando, sotto agli occhi divertiti del nonno.

Cheryl deve rincorrerlo per tutto il corridoio, scusandosi con l’infermiera. Ma la visita è davvero valsa la pena!

Portare via Jack non è facile ma Cheryl pensa di farlo distrarre dal pensiero del nonno portandolo al cinema.

Ora, portare al cinema uno che, fino al giorno prima e’ stato un cane non è una passeggiata. Il pop corn gli piace e lo tiene a bada per un po’. Però Jack ovviamente si annoia, non tace un momento, non riesce a stare seduto composto e poi, si addormenta, russando come solo un cane sa fare.

Tornati a casa dopo il cinema ,i due trovano una sorpresa: Josh, il fidanzato di Cheryl (detestato da sempre da Jack) è seduto davanti alla porta della loro casa.

“E adesso? che cosa gli diciamo? Come facciamo?”

“Jack per favore comportati bene, (non ringhiargli come fai di solito.) Gli diciamo che sei un cugino di secondo grado in visita e ti chiami john. Gli spieghiamo che jack è via con i miei genitori, cosi’ non si stupirà per la tua assenza.”

“Che palle.”

“Jack piantala! e poi dove hai imparato a parlare cosi?”

“Tu che dici?”

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Che bel racconto e quanto é fantastico Jack, soprattutto in quella battuta finale. 🙂 Mi é sembrato di capire che vuoi trarne una serie. Lo spero vivamente perché mi é piaciuto molto! Complimenti. 🙂

    1. Grazie infinite Giuseppe, sono contentissima che ti piaccia. È una storia che mi è molto cara perché l’avevo scritta per un cane che ho amato moltissimo. Si sicuramente ci sarà una seconda parte. Grazie ancora per il tuo commento.

  2. Grazie Ely. Ho scritto questo racconto anni fa dedicandolo al mio cane che per me era come un fratellino. Ora lo sto aggiornando e trasformando in un racconto ad episodi. Sono sicura che la fine ti piacerà molto. Leggero’ cuore di cane, non vedo l’ora. Grazie per il tuo commento.

  3. Complimenti, bellissima idea di trasformare un animale in un essere umano. Ti sei ispirata a cuore di cane di Michail Afanas’evič Bulgako?