Riflessioni 

Serie: Una promessa è una promessa (2° stagione)

John saluta con un cenno della mano e sparisce tra gli alberi, diretto al fiume, dove poter far bere Tyson. È giunta ora di pranzo e Kathrin fin’ora è stata eccezionale, mentre Ben… un fascio di nervi. John sprona al massimo il cavallo per tornare indietro in tempo e riprendere l’attività. Kathrin esce dal bosco insieme a Ben, continuando a parlare su quanto fosse incredibile cavalcare. Ripete più volte al maggiordomo che dovrebbe provare anche lui. Stanno attraversando il prato quando si sente strana. Le mani le iniziano a sudare eccessivamente, dei brividi di freddo le corrono lungo la schiena. Le forze abbandonano i suoi arti, improvvisamente esaurite, e le gira la testa. In volto sbianca ed emettendo un lieve e fiacco lamento si accascia per terra, sulle ginocchia, mentre le fischiano le orecchie. La vista si offusca e le tenebre la catturano. 

***

Si sveglia sentendo un carezza sulla fronte. Apre gli occhi lentamente, disorientata. Nuovamente, la sua camera è affollata al suo risveglio. In silenzio, osserva la mano del dottore, ferma su di lei. Quando lui si accorge che è sveglia, sospira.

«Buongiorno, miss. Cosa combina?». Ritira la mano dopo essersi accertato che non abbia la febbre.

«Non lo so, dottore», risponde sincera. Ha un vuoto. 

«È tutto a posto, sta bene», informa il gruppetto di amici, «potreste lasciarci soli?», domanda cortese, e poi aggiunge :«Mrs. Brown, mi porti un pranzo sostanzioso». 

«Cosa è successo?», chiede Kathrin, senza alzarsi dal letto. Non sente male, perciò non dovrebbe avere niente. Comunque non vuole rischiare, meglio aspettare.

«Uno svenimento e il motivo è affaticamento». Osserva paziente Kathrin che abbassa lo sguardo, accigliata. «Non sta seguendo le raccomandazioni».

«Mi dispiace, ma non me ne sono accorta. Non mi sentivo stanca».

«Cosa stava facendo?».

Kathrin alza le sopracciglia, in crisi. Deve dirgli la verità? Così non rischia forse di ricevere un divieto? No, non serve dirglielo. Non vuole rinunciare a cavalcare, è stata troppo bene. È riuscita quasi a dimenticare il suo dolore in groppa a Tyson. Adesso sa che non deve esagerare. Dovrà stare ancora più attenta. 

«Ben le ha detto qualcosa?», domanda, distaccata.

«No».

Kathrin aspetta prima di rispondere, per rendere più credibile la risposta. Fa anche finta di provare a ricordare con fatica. «Una lunga camminata. Sì, ho fatto una lunga camminata, fin dentro al bosco».

«Camminare fa bene, ma nel suo caso non deve esagerare. Se lo ricordi».

Mrs Brown bussa alla porta, entrando con in mano il vassoio per la ragazza. Il pezzo forte è la bistecca con spinaci. Il dottore se ne va, raccomandandole ancora di essere più attenta. Anche Mrs Brown esce e al suo posto entra Ben, che rimane in silenzio. Kathrin si alza da letto, lanciando un’occhiata al vassoio posato sul letto di Bertha. Cammina lentamente, provando la sua stabilità, e raggiunge la finestra. Appena in tempo. Vede John che se ne va dalla casa di cura. Ha perso la cognizione del tempo. Cerca frenetica l’orologio, vedendo quanto sia tardi. Deve averla aspettata come minimo per un’ora e mezza. Non si meraviglia che se ne stia andando. Poi la preoccupazione la travolge. John è venuto a sapere del suo svenimento? Gli hanno spiegato che è molto malata? Si gira di scatto, trafiggendo Ben con lo sguardo. Lui la sta osservando, tranquillo.

«Non ho detto niente, signorina».

Kathrin si permette un profondo sospiro di sollievo. Poi però riflette, trovando il tutto molto strano :«perché non avresti detto niente?». Ripensa al suo atteggiamento diffidente. Ben non risponde subito, ma si siede sul bordo del letto, preso dai suoi pensieri. Kathrin lo osserva, poi decide di avvicinarlo.

«Non sono cieco, signorina», dice a bassa voce.

«Scusa?».

«È più felice quando è in compagnia di Mr Thompson. Dopo tutto questo tempo certe cose non mi sfuggono». Il suo sorriso increspa le piccole e lievi rughe attorno agli occhi. «Non potevo parlare: avreste rischiato di non vederlo più».

«Pensavo… lo odiassi».

«Non è così, sono solo convinto che dovrebbe rivedere i suoi modi di rivolgersi a lei».

«Non ci credo», mormora Kathrin, stringendo tra i denti il labbro inferiore, per bloccare il sorriso. «Non può essere solo per questo. Ti ho visto Ben. Sei molto nervoso quando c’è John».

«No, in effetti no, non è solo per questo. La conosco da quando era piccola, miss. So che non dovrei, ma ora, più di prima, la considero quasi come… mia figlia. Inoltre dovete sapere che prima della sua partenza il signor Wilson mi ha pregato di prendermi cura di voi come ha sempre fatto lui».

Si osservano in silenzio. Ben è sereno, ma Kathrin è l’esatto opposto: sta trattenendo il fiato e si sente quasi sul punto di piangere. Non dice nulla, ma abbraccia Ben con tutta la forza che può.

«È per questo che sei venuto qui con me, senza pensarci due volte?», chiede, dopo aver sciolto l’abbraccio ed essersi tranquillizzata. I suoi occhi verdi sono lucidi, ma nessuna lacrima ha rigato le sue guance.

«Lo avrei fatto in ogni caso».

«Grazie, Ben. Sono… davvero felice che tu sia qui». Nella sua voce si sente tutta la gratitudine. Ben le sorride, piacevolmente sorpreso. Si alza da letto e porge il vassoio alla ragazza.

«Forza, deve recuperare le energie». Dopo averglielo posato sulle gambe, si dirige fuori dalla porta.

Appena Ben se ne va comincia a mangiucchiare del pane e a tagliare dei pezzi di carne. Quando fa caso al coltello che tiene in mano, si blocca. Deglutisce con difficoltà e con movimenti rigidi va ad aprire la finestra. Guarda un’ultima volta la posata, dopodiché la appoggia fra i fiori del balcone, coprendola con un po’ di terra. Poi chiude la finestra. Dovrebbe bastare. Si sente già meglio. Mentre mangia i suoi pensieri convergono su John. Domani tornerà? Oppure non verrà più? E se viene le rivolgerà ancora la parola? Spera con tutta sé stessa che non si sia offeso. Lei ci teneva molto, dovrebbe dirglielo e scusarsi. Sospira pesantemente e poi beve un po’ d’acqua. Ci mette qualche secondo per capire che qualcosa non va. Perché ha in mente solo il modo in cui poter rimediare? Certo, John è diventato molto importante, ma non era fidanzata? Non sognava di sposarsi con Philip? Non sperava con tutta sé stessa che la data del matrimonio si avvicinasse più in fretta? Pensa a Philip, ma… è indifferente. Forse perché lui l’ha lasciata così in fretta nonostante tutte le belle parole dette fino a qualche tempo fa. Quindi perché dovrebbe pensare ancora a lui, dopo quel che le ha fatto? Sicuramente ora è già in compagnia di un’altra. Era sempre circondato da ragazze prima che mettesse gli occhi su di lei. Non dovrebbe avere problemi nel ricostruirsi una vita. Chissà se verrà informato della sua morte. Eppure le ha giurato di amarla così tante volte, guardandola dritta negli occhi. È davvero in grado di mentire così bene? E se l’avesse lasciata solo perché sa di non sopravvivere alla sua morte? Lei sarebbe davvero felice di avere al fianco sua madre e Philip quando morirà? Se ne andrebbe con un ultimo e doloroso ricordo: la loro sofferenza. Quindi è giusto il suo risentimento nei loro confronti? Spinge via il vassoio col cibo, e si stringe la gambe al petto. Avrà il resto della giornata per riflettere.      

***

Il giorno dopo, quando John arriva alla casa di cura verso le nove del mattino, trova Kathrin seduta sul dondolo del portico. Smonta da cavallo, lasciando Tyson al di fuori del confine della proprietà. Si avvicina svelto, alzandosi il cappello per vedere meglio. Non fa a tempo ad arrivare che Kathrin lo assale subito con le sue scuse, andandogli incontro.

«John! Mi dispiace moltissimo per ieri, sono imperdonabile. Solo che è successo un… imprevisto, non sono potuta uscire. Spero mi potrai scusare».

Con gran sorpresa da parte della ragazza, John soffoca una risata. «Siamo agitati stamattina, eh? È tutto a posto, Kat. Non è successo niente, può capitare».

«No, non è vero». Si pente d’aver parlato un secondo dopo aver chiuso bocca.

«In che senso?».

«Niente. Lascia stare», dice a bassa voce, spostando lo sguardo a terra. Il silenzio di John è strano. «Deve esserci comunque qualcosa che possa fare per scusarmi», aggiunge rapida, per distrarlo. Il suo intento funziona.

John alza le spalle, rispondendo spontaneo. «Potresti semplicemente accettare la proposta di fare un altro giro». Quando vede un sorriso spuntare sulle labbra di lei, ammicca. Poi però il sorriso tentenna. Cavalcare? Così rischierà di svenire ancora.

«Qualcosa non va?», domanda John, una punta di preoccupazione nella voce. Non gli è sfuggita l’esitazione di Kathrin.

«No… è tutto a posto», mormora, mentre pensa a una soluzione. «Però potresti cavalcare tu? Non mi sento molto sicura».

«Ma certo. Partiamo subito o devi fare dell’altro prima?».

«Vorrei dirlo a Ben, così non si preoccupa», sorride, voltandosi per rientrare in casa. Deve essere più giusta nei suoi confronti, soprattutto dopo quel che lui le ha detto ieri. John la chiama, fermandola prima di entrare. Ha un sorriso sbieco in volto, gli occhi divertiti.

«Tornerai fuori questa volta, vero?».

Un sorriso fa capolino sul viso di Kathrin, che annuendo sale i gradini del portico continuando a guardarlo con la coda dell’occhio. 

Serie: Una promessa è una promessa (2° stagione)
  • Episodio 1: Per Tom, per i Collins
  • Episodio 2: La prima uscita
  • Episodio 3: Conoscersi meglio
  • Episodio 4: Indesiderato
  • Episodio 5: Riflessioni 
  • Episodio 6: Crescente sospetto
  • Episodio 7: Un unico obiettivo
  • Episodio 8: Sgattaiolare via
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Amore, Narrativa, Young Adult

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    Discussioni

    1. Ciao Linda, la situazione di Kat mi tiene incollato, almeno quanto le preoccupazioni di Ben. I suoi sentimenti “paterni” sono venuti fuori con grande dolcezza, mentre Kat inizia ad essere un po’ confusa in quel che prova… Ama ancora Philip? O John ormai le ha catturato il cuore? Il tuo romanzo è sempre coinvolgente, brava come sempre! Un caro saluto!

      1. Ciao Tonino, non sai che soddisfazione questo tuo coinvolgimento! Non vedo l’ora di arrivare a parti decisamente più sviluppate della storia, però ci vuole tempo, un mattoncino alla volta 😉 Ho come l’impressione che verrai colto di sorpresa!
        Alla prossima 🙂

    2. Ciao Linda, ancora ci tieni in ansia per la sorte di Kathrin. Bello lo sviluppo nel sentimento di Ben, hai saputo ben seminare negli episodi precedenti. Come al solito, mi sono persa in questo racconto dai sapori antichi 😀

      1. La suspance è importante ? Grazie per le belle parole! Piace molto anche a me questa parte per via dello spazio dedicato a Ben. Ti aspetto col prossimo episodio! A presto 😉

    3. Proprio un gran bel episodio. Tutti i personaggi, Ben compreso, hanno avuto un ruolo ben definito e importante, devo dire che solo Kat non mi è piaciuta questa volta: mi è dispiaciuto un sacco che abbia nascosto quel coltello… Dimmi che non farà pazzie, ti prego.

      1. Ciao Ivan, grazie per i complimenti! Ti confesso che questa è una storia che ho scritto almeno quattro o cinque anni fa, quindi un po’ la riscopro anche io pubblicandola qui su EO, e quando ho riletto questa sezione son rimasta proprio soddisfatta dello spazio che ho riservato per Ben… tutto meritato!
        Per Kat non posso dirti nulla, altrimenti ti rovino il seguito ? ma credo ci siano già un po’ di indizi per intuire come si comporterà d’ora in poi 😉
        A presto!

      1. Ciao Giacomo, grazie per i complimenti, mi riempiono di soddisfazione! Ti aspetto col prossimo episodio, a presto.