Solo andata

  Il ladro varcò la soglia della centrale di polizia. L’aria era viziata, i suoi sensi erano ancora intorpiditi, la testa doleva, si era ripreso solo da qualche minuto dallo svenimento. La testa pulsava prepotente, il cervello sembrava essere scomodo all’interno della calotta cranica. L’uomo strizzò gli occhi e strinse le mani intorno al capo.

   «Tutto bene, Signore?» Chiese un agente in divisa nera.

   «Per nulla, agente.»

   «Posso aiutarla? Venga, si sieda.»

   Il ladro si fece accompagnare fino a una panca.

   «Un po’ d’acqua, forse?»

   «Si, grazie.»

   L’uomo, rimasto solo, iniziò a girarsi intorno, i suoi sensi iniziarono a svegliarsi, tutti insieme, sentiva l’odore dei caffè e delle ciambelle, nonostante le scrivanie fossero lontane, sentiva il parlottare dei poliziotti, i telefoni squillare, gli sciacquoni dei water; la lingua sembrava ingrossata e secca, gli mancava l’aria, cercò di distrarsi e fissò un punto ben preciso della parete davanti a lui: si dissolse, l’attraversò, prima vide oltre l’intonaco, poi oltre i mattoni, infine poté guardare cosa succedeva fuori dalla centrale. Chiuse gli occhi nuovamente: “Che mi sta succedendo, mannaggiaagiuda” pensò.

   «Ecco a lei.» Disse l’agente di prima porgendogli un bicchiere di plastica.

   «Grazie.»

   «Come mai è venuto da noi? Deve sporgere denuncia? È stato convocato da qualcuno?»

   «Niente di tutto questo. Ho solo avuto un giramento di testa, avevo bisogno di sedermi e non volevo accasciarmi al suolo per nulla.»

   «Capisco. In questo caso, però, sono costretto a chiederle di lasciare la centrale.»

   «Posso fare una chiamata?»

   «Certo», rispose il poliziotto guardandosi in giro, «i telefoni sono tutti occupati. Prenda il mio cellulare. Torno subito.»

   Il ladro strinse tra le mani il telefono, finse di comporre un numero mentre l’agente si allontanò nuovamente, accartocciò il bicchiere, lo mise in tasca, non voleva lasciare prove, e si diresse veloce verso l’uscita.

   «Signore, dove va? Il mio telefono!»

   Il ladro, senza nemmeno voltarsi, spintonò un paio di agenti davanti a lui e guadagnò l’uscita, una volta in strada iniziò a correre cercando di confondersi tra la folla.

   «Fermatelo!» Urlava qualcuno alle sue spalle.

   Il fiato del ladro era spezzato, sentiva la gente commentare la scena, cercava di scacciare le voci, ma non ci riusciva, fitte taglienti come lame squarciavano il cervello, stentava a tenere gli occhi aperti, svoltò in un piccolo vicolo cieco. La puzza della spazzatura era nauseabonda, alzò il bavero del cappotto a protezione del naso, cercò una via di uscita.

   «Mani in alto o sparo!» Intimò l’agente che lo aveva inseguito, era lo stesso della centrale di polizia.

   «Glielo restituisco, non so cosa mi sia successo.» Disse il ladro allungando il telefono verso il poliziotto.

    “Un passo falso e ti faccio secco, sacco di merda.”

   «Non spari, per favore.»

   “Ti faccio saltare il cervello. Un colpo preciso in mezzo agli occhi.”

   «No! In mezzo agli occhi no.»

   Il poliziotto guardò il fuggitivo di sottecchi: “Come fa a sapere che volevo sparargli proprio li?”

   «Perché lo ha detto lei, per questo lo so.»

   «Io non ho proprio aperto bocca.»

   «Gliel’ho sentito dire.»

   “Un colpo di fortuna. Stai giocando con il fuoco.”

   «No, no, glielo giuro, anche adesso, la sento, non voglio giocare con il fuoco.» Disse il ladro con il braccio ancora teso facendo un passo verso il poliziotto.

   «Non un altro movimento, o giuro su Dio che sparo.»

   «Mi lasci andare, è solo un cellulare, glielo restituisco, guardi, prenda.»

   «Fermo o sparo!»

   «Lo prenda, è suo.» Un altro passo.

   Un colpo di pistola echeggiò nell’aria. Ladro e poliziotto chiusero entrambi gli occhi al momento del rumore. L’agente li riaprì e si ritrovò da solo nel vicolo, girò intorno a sé, controllò in alto, nessuna traccia dell’uomo. La canna della pistola era ancora fumante, si avvicinò al muro dietro il ladro e trovò il proiettile accartocciato sull’asfalto: «Cristo!»

   I rumori della città erano spariti, un leggero vento spettinò il ladro, che aprì gli occhi e spalancò la bocca: adesso era tra gli alberi di un bosco, disperso chissà dove. Aprì lo sportellino del cellulare: NO SERVICE.

   «Mannaggiaagiudaparanormale.»

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa, Fantasy, Sci-Fi

Discussioni

  1. La punteggiatura è pessima. I dialoghi sono banali e scadenti. L’idea non sarebbe malvagia, ma, a mio avviso, il corpo del racconto andrebbe rivisto completamente.

  2. Ciao Eliseo, il tuo intercalare è unico mi fa sempre “spanciare” dalle risate. Bellissimo lab, mi hai tenuta incollata allo schermo dall’inizio alla fine. Mi piacerebbe sapere cos’è accaduto al poveraccio, come ha acquistato i suoi superpoteri. Kryptonite?

    1. Molto contento di leggere il tuo commento.
      I poteri li ha acquistati in qualche lab passato, ma non ne era ancora consapevole.
      Il suo punto debole non credo che sia la Kryptonite, bensì qualcosa di molto più forte e prezioso, ma non svelo nulla, voglio che i miei personaggi venano smontati.
      A presto 🙂

  3. Ciao Eliseo, eccomi qui per la prima volta ma non per l’ultima. Mi è piaciuto il LAB e anche i personaggi, anche se, il poliziotto avrebbe dovuto tenere meglio d’occhio il suo telefono privato… forse era un po’ troppo bonaccione e gli è andata male. Alla prossima.

  4. Ciao Eliseo, racconto divertente. A tratti straniante. Quel ladro è una bella sagoma!?
    L’unica cosa che mi sento di consigliarti (e già l’ho fatto in altra sede ?) è di creare frasi più brevi per dare respiro alla lettura. Più punti fermi e meno virgole. Ovviamente sono solo mie considerazioni. Alla prossima lettura.?

    1. Grande Darione! Ti avviso che sull’altra piattaforma sto partecipando al nuovo gioco, e ho messo qualche punto e virgola piuttosto che solo la virgola ? comunque scherzi a parte in passato scrivevo con molti punti e me lo avevano criticato, quindi a questo punto non so quale sia la giusta soluzione.
      Per il resto sono contento che ti piaccia questo personaggio, io mi diverto molto a raccontare le sue disavventure
      A rileggerci ?

  5. Molto carina la battuta finale, bell l’idea di far apparire il bosco solamente in fondo.
    Mi piace anche l’idea di non sapere niente del ladro e dei suoi poteri, anche se si intuisce che non li padroneggi proprio alla grande :-). Però questa mancanza di informazioni spinge il lettore a immaginarsi il resto.
    Bel Lab 🙂

    1. Be’, come avrai notato anche durante il sondaggio non ero proprio propenso a questo tema, avevo iniziato un racconto sci-fi, ma non ingranava, facevo fatica a scriverlo, quindi ho deciso di riprendere il ladro che è già apparso in Lab precedenti, ti posto i link nel caso volessi sapere dove tutto ha avuto inizio: https://edizioniopen.it/la-fortuna-non-ti-sorride-quando-meno-te-laspetti/
      https://edizioniopen.it/in-cerca-di-un-rifugio/
      https://edizioniopen.it/un-vecchio-amico/
      I poteri sono una novità assoluta per lui, vediamo cosa succederà nei prossimi laboratori.
      A presto 🙂