Splendente 

Serie: VIENI A PRENDERMI


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Ogni episodio rappresenta, alternativamente, una lettera e la relativa risposta. Emozioni e avvenimenti significativi affidati alle penne dei corrispondenti. Risponde: Roberto Virdo' @Altolevato

Non ti bastavo.

Sin dal primo giorno, da quel primo bacio che ricambiasti distrattamente. Forse per noia o colpevole leggerezza. Chissà.

Ma la colpa fu mia, soltanto mia. Eri troppo giovane e bella. Mentre io…

Quando i miei occhi ardevano, i tuoi guardavano altrove. Sognavi di partire, senza che davvero ti importasse né il quando, né il dove.

Senza preoccuparti di me, che già trattenevo lacrime amare.

Ma in quegli attimi di puro dolore, il mio cuore non sapeva mentirmi: eri splendente. Quando volavi lontano, il tuo sguardo si riempiva di rifessi lucenti.

– Troppe cose mi frenano. Non mi fanno essere la persona che sono.

E in fondo sapevo ciò che rappresentavo per te. Un misero presente senza futuro, ingabbiato nel più banale “qui”. Perfino tra le quattro mura della nostra stanza sentivo tutta la mia nullità, di fronte alle tue gambe slanciate da calze sensuali. Quando ammiravo la forza dei tuoi vent’anni che, pur con tutti i miei sforzi, non riuscivo a contenere.

La mattina che vidi la valigia sul letto sentii il cuore andare in frantumi. Ma tutto mi diceva che quel momento sarebbe giunto prima o poi. In fondo, la mia storia con te è stata quella di chi si lancia da un grattacielo e, prima di schiantarsi, ha il tempo di chiedersi mille volte perché.

«Devo rischiare, perché la vita è proprio questo».

Non avevi ancora completamente chiuso la porta alle tue spalle che già mi sentivo sole con le mie domande e l’orgoglio in mille pezzi. Sì, il mio orgoglio. Non potevi immaginarlo, ma ne avevo uno anch’io.

Eppure, non andasti poi così lontano. Fu il crudele volere di un Fato insensibile che ci fece incrociare. Io nella mia misera berlina e tu, in bella mostra, nella più lussuosa delle decappottabili. Tanto ubriaca che neanche mi riconoscesti accanto a un lui che, brizzolato più di me, sorrideva compiaciuto tenendo un solo braccio sul volante.

Sentii il cuore spezzarsi per sempre. Ma pur travolto da un dolore silenzioso, profondo, non potei fare a meno di ammirarti nel vestito scollato, con gli strass che riflettevano la luce dei lampioni e il rossetto esagerato color pesca, quello che io adoravo.

Eri splendente come mai.

Quando rientrai nella mia casa vuota non mi coricai. Restai seduto sul divano, al buio, di fronte al cielo notturno che, al di là della grande vetrata, accarezzava le cime degli alberi. Spettatore del più meraviglioso spettacolo che può offrirsi a un mortale, pari soltanto al tuo corpo di Venere.

E di colpo tutto mi fu chiaro.

Stasera sono qui, chiuso nella mia anonima auto parcheggiata in strada, a ridosso della sua villa. La tua nuova casa.

Nessuno fa caso a me che osservo due figure muoversi, dietro le tende, per fondersi in una sola come negli spettacoli delle ombre cinesi.

Nella mia mano, poggiata tra le gambe, scintilla un riflesso argenteo. Lo porto all’altezza degli occhi, ammirato dal suo letale fascino. Poi scivola sulle guance mentre chiudo gli occhi pensando ai tuoi capelli biondi raccolti, al profumo che oggi è di un altro.

«La vita sa già cosa offrirmi: aspetta solo che io lo accetti».

Avevi ragione, ero io quello sbagliato… il mio posto è altrove. Sei giovane e devi vivere la tua vita. Cosa darei perché tu potessi guardarmi negli occhi ora e capire quanto sincero è il mio augurio: che la tua vita sia meravigliosa. Splendente come te.

Brillante come questa canna nella mia bocca.

Serie: VIENI A PRENDERMI


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Discussioni

  1. Un finale di serie questo veramente magnifico. Il clichè di un rapporto troppe volte visto e che poco funziona, frutto quasi sempre di calcolo e non figlio della passione, quantomeno da parte di chi di anni in meno ne ha parecchi e ha tutta la vita davanti. Dall’altra parte resta il partner solo e con tanta sabbia fra le mani che scivola via. Alla fine sembra arrivi un po’ di luce, ma altro non è che il riflesso della tragedia. Bravissimo come sempre.

    1. Grazie per questo apprezzamento che chiude, devo dire in bellezza, la mia compartecipazione a questa serie.
      Ho cercato, in questa avventura, di avere un approccio “asimmetrico”. A ogni lettera di apertura ne è seguita una di chiusura costruita su una interpretazione personalissima delle premesse.
      Spero di non aver deluso le aspettative.

  2. Permettetemi di spendere una parola in favore di Clear, oggi che con questa mia lettera chiudiamo la serie in cui abbiamo collaborato.

    Lei è stata magnifica. In termini di impegno e risultato, ciò che ha conseguito supera di gran lunga qualsiasi mio testo, anche il migliore. E se mi leggete, sapete che non vi mentirei mai.

    Credo ci sia stato un momento iniziale in cui non aveva creduto nelle proprie capacità. Ed è forse l’unico merito che rivendico, di averle dato quella “spinta” per farle capire che nella sua scrittura si nascondo semplicità e spontaneità. Perle rare.

    La ringrazio per avermi dato spazio tra le sue lettere sincere che mi hanno insegnato tanto.

    Le rivolgo un applauso da vero ammiratore.

    1. Grazie mille a te Roberto! Non ci sto neanche credendo che questa splendi collaborazione è giunta al termine.

      Grazie anche per la spinta che mi hai dato, si all’inzio non ci sparo molto perché al posto di scrivere su uno dei miei diari ho iniziato a farlo qua. Sei stato paziente, un ottimo insegnate sono veramente orgogliosa.

      E grazie mille a tutti quelli che ci hanno sostenuti e hanno affrontato con noi ogni singolo capito di questa bellissima serie.
      Un consiglio a tutti gli scrittori, collaborate con gli altri aumenterà la difficoltà e sopratutto vi darà modo di cambiare un pò le carte in tavola.

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