1CP54

Serie: Fondazione


“Perché ci odiamo?”, William stava rispondendo alla domanda di Scott, “La risposta è dannatamente ovvia. Per tradizione.”

“Perché? Perché ci vuoi tenere in vita?!”, 32, cioè Jeffrey, stava cercando di superare il dolore che gli aveva inflitto Jack quando lo aveva tranciato con le sue lame, che addirittura lo aveva costretto a rimanere sdraiato sul pavimento, “Uccidici! Causeremo solo problemi, ti abbiamo causato solo problemi!”

“Jeff… Jack, lascialo.”

“Va bene.”

William rimise in piedi lui stesso Jeffrey e lo continuò a sostenere.

“Io e te siamo cugini ed Elisa e Vittoria sorelle. Perché noi dobbiamo combattere? Tanto tempo fa noi otto eravamo inseparabili.”

“Quei tempi sono passati. I nostri avi… ”

“Che importano i nostri avi?! Mi importa dei vivi, non dei morti!”, urlò William.

“Tu stai rinnegando i tuoi avi?”, chiese 41.

“Sì. Sto rinnegando i miei avi. Non mi importa assolutamente niente delle tradizioni!”

“William!?”, era Lily, “Che stai dicendo?!”

“La verità. Non mi importa assolutamente niente.”

“Se mai James venisse a sapere ciò che hai detto ti farà molto male”, disse Vittoria.

“Che me lo faccia, ne ho abbastanza di questa situazione. E anche voi ne avete abbastanza.”

“Chi è James?”, chiese Giulia.

“James Messor Ash. Il mio trisavolo, il membro più vecchio della nostra famiglia ancora in vita; è famoso per essere uno dei mostri più spietati e retrogradi.”

“E poi noi combattiamo contro di te per quegli umani.”

“Voi non lo fate per quello. Conosco bene sia te che Vittoria, e voi non avete una sete di potere tale da spingervi a fare tutto questo. Molti hanno tanta avidità di potere, ma di sicuro non voi. Fate tutto questo non per acquisire potere, ma per queste stupide tradizioni!”

“E tu?!” era Cloe “Di sicuro anche segui le tradizioni!”

“Tradizioni? Io? Io che sono stato il primo di tutta la famiglia, in più di mille anni, a diventare amico di umani? Io che sono stato il primo a non discriminare i mostri che non provengono da famiglie? Io che sono stato il primo a non combattere contro i cacciatori di mostri? Io che sono stato il primo a proteggere i Multus? Per quanto voi le possiate considerare importanti, io non accetterò mai e poi mai qualcosa di così tanto ingiusto, anche a costo di andare contro i miei interessi.”

“Eppure la tradizione dice di non dire per nessun motivo a dei Multus che sono dei Multus”, Jeffrey tentò di provocare William, “Mi sembra che tu la stia seguendo in questo momento.”

“Già… Edward, Scott, Mairie e Jeremy. Voi siete dei Multus, degli umani con l’anima particolarmente grande.”

“Ah.”

“E quindi?”

“Ci sono differenze con delle persone normali?”

“L’unica differenza è che la vostra anima dona molto più potere a chi vi uccide, rispetto a una qualsiasi anima; in particolare la vostra anima raddoppia sempre e comunque il potere totale di un mostro, indipendentemente dalla sua grandezza. Edward, la tua anima è anomala, e ancora più grande, quindi potrebbe essere che dia ancora più potere. In più si dice che la vostra carne sia più saporita e pregiata rispetto a quella degli altri umani. Quindi siete le prede preferite dei mostri.”

Tutti erano stupiti, infatti nessuno si aspettava che William lo facesse davvero.

“Questa non è la verità completa”, disse Jeffrey, “Secondo voi è possibile che CASUALMENTE gli ultimi quattro Multus siano nello stesso posto? James disse a William di portargli tutte le anime dei Multus, ma William non voleva, perché avrebbe dovuto anche uccidere Anton Locker, tuo padre. Quindi James gli mise davanti una scelta: uccidere tutti o promettere di proteggere tutti in modo che nessun altro mostro vi potesse uccidere. Per questo voi quattro siete qui, capite? Lui è da moltissimi anni che vi tiene d’occhio; vi ha controllato come marionette per portarvi tutti qui.”

“Un attimo”, era Jeremy, “Quindi noi saremmo morti tutti se tu non ci avessi protetti?!”

“Sì. Già quando vi cominciai a proteggere i Multus erano davvero pochi, ma adesso, ormai, di umani del genere rimanete solo voi quattro.”

“Quando avevi intenzione di dirci una cosa tanto importante?!”

“Avete vissuto bene anche senza saperlo. Questa è la prima volta che dei Multus sanno di essere tali. Quindi, volete finire una volta per tutte questa recita?”

“No!”

“Tu sei… !”

“Va bene, allora. Adesso ognuno di voi tornerà nella sua cella.”

Tutti furono riportati nelle loro celle; le altre persone invece erano ancora lì.

“Quella creatura di cui ti abbiamo parlato prima è riuscita ad entrare”, disse un’anima, “E si sta avvicinando!”

Dopo qualche secondo, dal corridoio, videro un uomo che assomigliava molto a William, ma con gli occhi verdi e davvero molto più alto. Indossava dei jeans e una giacca smanicata ricoperta da glitter verdi aperta, senza nient’altro sotto; infatti si poteva intravedere sotto lo smanicato il suo fisico scolpito.

“Amo! Come va, Amo?”

“Sono impassibile alle tue stupide prese in giro”, rispose William, “Chiamami Amo quanto vuoi”

“Ah… Amo, Amo, Amo… ”

“Come ti trovi qui comunque?”

“A caso. Sono passato qui vicino e ho pensato: ‘Amo è qui vicino, perché non passo per una visita? Magari qui è un posto divertente!’. E da quello che ho visto questo è un posto molto divertente.”

“Già”, William si rivolse alle altre persone, “Lui è mio fratello minore Alexander”

“Rimarrò qui.”

“Va bene… Sarai 1CP54.”

“Favoloso!”, Alexander si avvicinò a Giulia, “Ciao! Tu sei Giulia, giusto?”

“Sì. Tu sei mio zio, quindi?”

“Esatto.”

“Scusa… ” Marie parlò con un filo di voce, “Posso…?”

“Mh?” Alexander le si avvicinò, “Dimmi pure, dolcezza.”

“Credo di averti già visto… ”

“Uh… Forse mi conosci come Alerial, giusto?”

“Beh… Sì! Sono una tua grande fan, mi faresti un autografo?”

“Certo, dolcezza.”

“Autografo?”, chiese Scott.

“Sento puzza di gelosia”, sussurrò Charles, “Eh?”

“Zitto”, gli rispose Scott.

“Non sei neanche fidanzato con lei e già sei oltremodo geloso.”

“Stai. Zitto. Nessuno ha chiesto la tua opinione”, Scott gli diede un pugno sulle spalle.

“Sono uno dei migliori piloti acrobatici in circolazione.”

“Perché ti sei ritirato?”, chiese Marie.

“Sono stato obbligato.”

“Perché?”

“Essere famoso fra gli umani va contro i precetti della nostra famiglia, quindi il capofamiglia lo ha rimesso in riga” disse William “Sarei stato dispiaciuto per te, se fosse stata un’occupazione intelligente.”

“Ecco che ricomincia, il guastafeste. Comunque è per questo che sono qui. Non avevo più niente di divertente da fare… Avrei potuto fare il cantante o l’attore, ma con la mia bravura sarei diventato famoso in pochissimo.”

La mattina dopo, mentre stavano facendo lezione qualcuno entrò nella stanza. Erano una donna e un uomo.

“Gennaro, Isabella. Che ci fate qui?”

“Ciao William.”

“Ci ha mandato tuo padre. Ci ha detto che James ha preso male quello che hai detto ieri. E che questo pomeriggio verrà a punirti.”

“Come ne è venuto a sapere così velocemente?”

“Non ne abbiamo idea.”

“E tuo padre ci ha detto che non aveva mai visto James così tanto arrabbiato. Ti conviene scappare via.”

“Voi due chi siete?”, chiese Giulia.

“Miei amici.”

“Ci conosciamo perché ai tempi anche noi eravamo sicari.”

“Siamo cacciatori di mostri, comunque. Noi siamo immuni a tutti poteri dei mostri, ma nonostante questo di solito erano quelli come noi che venivano uccisi. Infatti di cacciatori rimaniamo solo noi due e pochi altri.”

“Già. Noi non litigavamo con le famiglie, con gli ‘incubi’; il nostro compito era solo proteggere i Multus, prima che lo facesse William.”

“E comunque io non scappo.”

“Noi quattro siamo fuori tutto questo”, chiese Scott, “Vero?”

“James vi vorrà prendere.”

“Forse scappare non è un’idea tanto cattiva.”

“Scappare è solo una soluzione temporanea, però.”

“Giulia ha ragione. Non lascerò che James vi faccia del male.”

“Non lasceremo che James vi faccia del male”, Alexander era comparso seduto all’ultima sedia, che non era occupata, “Jeff e Vittoria non sono con noi… Vuoi che provi a chiamare Martin e Aki?”

“Non mettiamoli in mezzo. Un litigio di famiglia va risolto in famiglia.”

“Va bene, Amo. Ma non so se noi riusciremo a uscirne vivi.”

“Certo che ce la faremo.”

“Spero che tu non ti sia dimenticato che anche se possiedi i poteri più forti di tutta la famiglia, non puoi usarli contro James.”

“Nessuno può usare i propri poteri contro James, se è per questo.”

“Come dici tu, allora.”

“Da quando ti interessano così tanto i piani pensati bene Ale?”

“Perché questa volta potrebbe davvero arrivare ad ucciderti.”

“Come se ci potesse riuscire.”

“Spero tu abbia ragione. Dov’è tu-sai-cosa?”

“Te lo dico questa notte.”

“Va bene. Farò come i… Come si chiamavano? Come si chiamavano i ragni che piacevano a te e Jeff? Mirmaragni, giusto?”

“Myrmarachne…”

“Più o meno ci ho preso. I mirmaragni”

“Ragni?”, chiese Charles.

“Quando eravamo piccoli lui e Jeff li tenevano in vita diligentemente, poi ogni tanto ne rubavo alcuni e li mettevo nel letto di Richard, il nostro fratellino” Alexander rise “Visto che ha un potere molto… ‘mortale’, di solito la gente pensa che lui sia il più cattivo di noi tre, ma in realtà è il più tenero; è il classico teppista con il cuore d’oro. Invece il più malvagio è anche quello che sembra più normale, in apparenza. Anche se non so in realtà quanto possa essere considerato normale vestirsi sempre di viola.”

“Comunque quei ragni sono particolari perché assomigliano molto alle formiche, e grazie alla loro somiglianza riescono a mescolarsi a loro e a predarle facilmente..”

Alexander uscì dalla stanza.

“Perché vi piacevano quei ragni?”

“Perché ci piaceva il loro meccanismo di caccia; anche se è un classico, funziona sempre bene assumere l’aspetto delle prede.”

Il pomeriggio, verso le due, Edward era molto preoccupato.

“Vedrai che andrà tutto bene.”

“Lo spero.”

Serie: Fondazione


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Ciao Diatha, in questi giorni ho letto la seconda stagione della tua serie. Ho l’impressione che questa storia ti sia particolarmente cara, ho visto che inserisci delle immagini a tema e la lettera scritta di pugno. La Fondazione ha un peso importante, per te? Sono davvero curiosa, questa saga familiare è piuttosto complicata, ma è come se l’intero albero genealogico fosse ben chiaro dentro di te.

    1. In effetti è vero, dal periodo in cui frequentavo la scuola media, per molto tempo ho scritto molte storie diverse (ma sempre di genere simile) sul mio vecchio quaderno, senza far mai vedere a nessuno ciò che scrivevo. In particolare questa è stata la seconda storia che io abbia mai scritto. La iniziai a scrivere cinque o sei anni fa, e lentamente la continuai per un lungo periodo. Questa è stata sempre la mia preferita, quella in cui sfruttavo le mie idee migliori. Ancora adesso conservo il quaderno nel quale sono presenti le pagine originali scritte a mano di questo testo (che nel tempo sono diventate davvero tante, e per questo motivo ho riadattato e migliorato), e un po’ mi viene nostalgia a leggere e notare i cambiamenti della mia scrittura durante tutto quel tempo.