8CP29

Serie: Fondazione


William era appena rientrato in possesso del suo coltello.

“Farò molto male a tutti tre! Ma prima. Perché quel Multus si è svegliato?!”

“L’unica spiegazione è che lui ha un legame affettivo con un mostro del sesso opposto” era Alessio “Non c’è altro modo. Gli umani che sono all’interno del campo della nostra casa possono essere svegliati solo in quel modo.”

“Giulia?!” James sembrava arrabbiato “Sei tu che hai un forte legame affettivo con il Multus?!”

“Gli voglio bene come se fosse mio fratello maggiore…”

“Come ti viene in mente di formare un legame affettivo con un umano?! Con un Multus poi! Almeno lui deve morire!”

James cercò di prendere Edward dalla mano di Giulia, ma lei si rifiutò.

“Non toccare Edward!”

“COSA? Prima di tutto gli umani non sono degni di essere chiamati per nome da noi, secondo: non puoi opporti, è un ordine. Dammelo immediatamente, e non farmelo ripetere ancora.”

“No! Lui è mio e non permetterò che tu gli faccia del male!”

“Irriverente come tuo padre.”

James afferrò la sua mano, e cominciò a stringerla sempre con più forza. Stava per tranciare di netto il suo polso, ma William lo pugnalò alle spalle, ferendolo molto gravemente.

“Vigliacco! Mi hai pugnalato alle spalle!”

“Anche tu avresti fatto lo stesso.”

James e William di nuovo si cominciarono a picchiare.

“Piccolino” Giulia aprì il palmo della sua mano, lo avvicinò molto al suo viso e cominciò ad accarezzarlo con un dito “Ti prometto che non lascerò che ti facciano del male.”

“G-Giulia, sei tu vero?”, disse con una voce tremante.

“Certo che sono io. Non avere paura, finché sei con me non ti succederà niente di male. Te lo prometto.”

Lui si rannicchiò sulla sua mano; tuttavia la lotta fra James e William imperversava, e questa volta sembrava che quest’ultimo ne stesse uscendo vincitore, grazie ai danni inflitti con la pugnalata a tradimento.

“Adesso ci calmiamo e ne parlate civilmente”, Charlotte si alzò e separò i due, accompagnò James al suo posto e intimò a William di sedersi, “Calmatevi immediatamente.”

Entrambi rimasero al loro posto, senza più combattersi.

“Allora come facciamo a decidere se ucciderli o no?”

“Ma William ha vinto il combattimento”, disse Alexander.

“E quindi? Anche James prima lo aveva vinto.”

“Eh? Ma siete stati voi a far finire il combattimento. Ha vinto William!”

“No!” rispose James “Non ha vinto nessuno.”

“Ma… ”

“Silenzio!”

“Uccidere… ? Uccidere noi quattro?”, chiese Edward.

“Ovviamente, chi altri se no?!”

“Voi siete la famiglia Ash al completo, vero?”

“Già. Sta tranquillo. Non lascerò che i miei sforzi vengano buttati all’aria e voi veniate uccisi.”

“William?” Edward lo riconobbe dalla voce “E poi perché io sono l’unico sveglio e Marie, Scott e Jeremy sono lì sdraiati dentro quei… Bicchieri?”

“È irrispettoso chiedere ciò”, rispose Lily.

“In realtà è irrispettoso anche solo il fatto che sia sveglio al nostro cospetto.”

“Non parlategli così!”, era Giulia, “Non si merita tutto questo odio.”

Giulia cominciò ad accarezzarlo.

“Non è odio, sono solo dati di fatto. Cibo è cibo. Non vedo perché noi non dovremmo mangiarli, è il normale circolo naturale nel quale chi sta al vertice della catena alimentare mangia chi sta sotto.”

“Ma non siamo obbligati a mangiarli. Possiamo mangiare qualsiasi altra cosa meno intelligente e sensibile, senza problemi, e se proprio volete mangiarli potete trovare umani già morti per cause naturali”, disse Giulia.

“Questa è una cosa che pensi tu o che pensano i tuoi genitori?”, chiese Oissela.

“Lo penso io, ovviamente.”

“Ne sei sicura?”, James indicò con un dito Edward, “Per quanto tu, o tuo padre, o chiunque, dica quelle belle parole, se guardassi per un po’ di tempo quell’umano, di sicuro ti verrebbe voglia di mangiarlo. Ma è una cosa naturale, normale. Non c’è niente di sbagliato nell’istinto.”

“Solo perché è istintivo non vuol dire che sia necessariamente giusto!”

“Basta parlare di questo. È solo fiato sprecato. La votazione è finita in parità, e non riusciamo a venirne a capo”, James rise, “Sapete cosa vuol dire?”

“Cosa?”, chiese Giulia.

“Per tradizione se una votazione finisce in parità e non si riesce a smuovere la situazione neanche con un combattimento, vince lo schieramento supportato dal membro più vecchio della famiglia… ”

“Questo non è giusto!”

“Oh sì che lo è.”

“Invece no”, Jack prese la parola, “Questo non è giusto. Io passo dalla parte di William”

“Cosa?! Perché?!”

“Gli devo un favore, e poi io non sono retrogrado come voi.”

“Allora la votazione finisce con quattro a favore, sei a sfavore, un astenuto e un assente”, affermò Richard, “I Multus non saranno uccisi.”

Edward per la prima volta mosse lo sguardo da Giulia, e fissò Richard.

“Sì, sono io la voce che ti guidava. Visto che io ero sempre rinchiuso nella mia cella, sorvegliato da tantissime persone, William mi ha costretto a farlo.”

“Tu sei 13, vero?”

“Già, amo è 13.”

“Non. Chiamarmi. Amo!”, rispose Richard ad Alexander.

“Aww, il piccolo amo è arrabbiato. Che carino.”

“Giulia”, William interruppe i suoi due fratelli, “Tu comincia ad andare in fondazione.”

Quindi William ridiede i propri abiti ad Edward e rivestì gli altri, e solo in quel momento seguì Giulia.

Loro due, con Edward, mentre portavano gli altri tre svenuti, incrociarono Charles, Pierre e Henry.

“Che è successo ai nostri sorveglianti?”

Giulia gli spiegò cosa era successo.

“Adesso tornate tutti nelle vostre celle, appena i vostri sorveglianti si svegliano tranquillizzateli e non ditegli niente.”

“Ok, va bene.”

Intanto Antonio riparò 8CP29, facendo in modo che tornasse a funzionare.

La mattina dopo si erano appena tutti riuniti, come al solito, quando Jeremy entrò nella stanza.

“Quante volte te lo devo ripetere?! NON NASCONDERMI LE COSE!”

“Calma Jeremy.”

“NON SONO CALMO! Anche voi tre vi siete svegliati a caso ieri sera, vero? E puzzavate di vino?”

“Sì, vero”, disse Scott.

“Anche io. Edward, anche tu?”

“Eh… Sì?”

Jeremy lo fissò, e all’improvviso lo prese per il collo.

“Tu sai qualcosa, non è vero? Tutti voi sapete qualcosa, tranne noi tre. Perché?!”

“Ieri sera c’è stata molta confusione.”

“Ovvero?!”

“Alcuni miei familiari hanno preso male il fatto che io non voglio seguire le tradizioni.”

“E in tutto questo perché se la sono presa anche con noi?!”

“Volevano uccidere definitivamente tutti gli umani come voi. Ma è andato tutto bene.”

“Bene?! Se siamo stati svenuti per ore!”

“Adesso sei vivo. Non avessi fatto niente non vi sareste più svegliati.”

“Ok… Allora perché mio fratello sapeva queste cose?”

“Sono riuscito a svegliarmi prima del tempo.”

“E cosa hai visto? Davvero William ha cercato di proteggerci?!”

“Sì, decisamente. Io mi sono svegliato quasi alla fine, e sia William sia circa la metà della loro famiglia ci voleva proteggere.”

“Esattamente” rispose Charles “E prima che lui si svegliasse William aveva preso un sacco di botte da parte dal membro più vecchio della famiglia, James.”

“Adesso ci credete?”

Nessuno rispose.

“Volete che ve lo faccia dire da James in persona?”

“No, ci fidiamo.”

“Bene.”

“Chissà cosa succederebbe se proprio lui incontrasse quella gente del governo tipo Annie Foster”, si chiese Pierre.

“Decisamente una visione apocalittica. James li mangerebbe vivi uno per uno senza pietà.”

Poco dopo Fatima entrò nella stanza.

“32 ha qualcosa che non va, è da quasi due giorni che è completamente immobile.”

“Cosa?”

“32, non si muove.”

“Mi dispiace lasciarvi qui da soli, ma potrebbe stare davvero male. Giulia vieni con me.”

“Ok.”

Poco dopo i due andarono nella sua cella, ed effettivamente era fermo in un angolo.

“Jeff?! Stai bene?!”

“Sì… Sto… Bene… ”, rispose parlando lentamente.

“Non stai bene! Per niente! Ti è venuta la consta, vero?”

“Assolutamente… No… ”

“Che cosa gli è venuta?”

“La consta. Una malattia che colpisce solo i mostri ‘puri’. Fa lentamente perdere il controllo dei muscoli, fino ad atrofizzare anche il cuore e portare alla morte. Fino a una ventina di anni fa non esisteva una cura, si poteva solo ritardare il più possibile l’atrofizzazione del cuore; per fortuna io sono riuscito a trovare una cura.”

“Preferisco… Morire… Qui… ”

“Certo che no! Giulia, tu resta qui a controllarlo, io vado a prendere il rubino e lo faccio smettere di funzionare.”

Giulia rimase da sola con Jeffrey.

“Tu eri molto amico con lui, vero?”

“Non farmi tornare a quei tempi.”

“Perché?”, lui non rispose, “Hai nostalgia di quei tempi vero?”

“Erano tempi di pace, quindi noi che più o meno avevamo la stessa età stavamo sempre insieme. Nella scuola che frequentavamo, noi otto eravamo molto famosi per essere quelli che gettavano ovunque scompiglio.”

In quel momento lui tornò con aspetto umano, era sdraiato sul pavimento e Giulia lo aiutò a sedersi con la schiena appoggiata al muro.

“Eccomi, sono qui. Ho bisogno di una tua ciocca di capelli e di sapere quando hai avuto i primi sintomi della malattia.”

“Lasciami morire.”

William gli prese una ciocca di capelli a forza.

“Da quanto tempo la hai?”

“Lasciami morire.”

“Non ti lascerò morire!”

“Dovrai farlo.”

“Non farò morire il mio vecchio amico, ti farò restare qui con me per ancora tanto tempo. Anche al costo di fartelo dire sotto tortura!”

“Amico…? Sei cambiato tanto. A quel tempo non mi avresti mai chiamato così, nessuno avresti chiamato così.”

“Sì, sono cambiato! E se non parli adesso te lo farò dire sotto tortura!”

“Va bene. Allora torturami. Sono qui. Ti aspetto. Vieni.”

“Ti salverò. Giulia andiamo.”

I due uscirono.

“Cosa facciamo?”

“Senza quell’informazione non posso creare una cura. Bisogna convincerlo, ed entro due giorni, prima che sia troppo tardi.”

“E come?”

“La domanda da porsi non è ‘come?’, ma ‘da chi?’. I suoi familiari lo faranno rinsavire sicuramente. Tu porta qui Cloe, io penso a Sam ed Elisa la mando da Vittoria. Andiamo, ti accompagno da 08.”

Serie: Fondazione


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Discussioni

  1. Affascinante l’albero genealogico 😀 Questo episodio porta alla luce una questione molto “umana”, ovvero se sia giusto nutrirsi di carne animale. Idealmente ci ergiamo ad esseri superiori, proprio come i tuoi “mostri”, ma a ben vedere siamo simili alle creature di cui ci nutriamo.

  2. “Non è odio, sono solo dati di fatto. Cibo è cibo. Non vedo perché noi non dovremmo mangiarli, è il normale circolo naturale nel quale chi sta al vertice della catena alimentare mangia chi sta sotto.””
    In un certo senso non fa una piega