1CP42

Serie: Fondazione


Jeremy e Chris se ne andarono.

“Comunque, hanno detto che potete andare a fare passeggiate appena fuori dalla fondazione”

“Davvero?!”

“Davvero”

Tutti e tre erano felici, ed erano anche felici i loro sorveglianti.

“Grazie!”

“Grazie William”

“Grazie”

La mattina poco dopo finì.

“Quindi William è tuo padre?”

Edward e Giulia erano soli durante l’ora di pranzo.

“Sì, esatto. Anche se in realtà io lo ho sempre considerato mio padre, anche quando non sapevo ancora che lo fosse davvero”

“Quindi lui ti ha sempre voluto bene?”

“Ci ha sempre voluto bene, ha sempre trattato noi tre come suoi figli. Lui ci consolava quando eravamo tristi, lui dormiva di notte con noi se avevamo paura; forse Charles e Pierre non lo danno tanto a vedere, ma vogliono bene a William tanto quanto gliene voglio io”

“Sì, immagino. Perché prima ha detto ‘Così adesso non vi avvelenerete più cercando di prendere il mio DNA’?”

“Non so il motivo, ma so che il suo sangue, i suoi capelli e la sua saliva emettono del veleno micidiale se vengono allontanati dal suo corpo”

“Ah. Volevo sapere un’altra cosa, io ormai conosco tutte le creature di questo piano, tranne 02. Che cosa è?”

“7CP02 è un insieme di armi che hanno caratteristiche particolari”

“Che tipo di caratteristiche?”

“Un coltello, una falce, dei tirapugni e delle carte affilatissime da lancio che hanno delle strane scanalature grigie. Finché non vengono toccate va tutto bene, ma se toccate cominciano ad avere strani effetti su quasi chiunque, tranne noi quattro mostri più potenti della fondazione. Questi strani effetti consistono nel potenziare a dismisura la forza fisica dell’umano o del mostro che le tocca, ma facendolo completamente impazzire. Il malcapitato comincia ad attaccare qualsiasi cosa che si muove, finché non viene ucciso o non viene allontanato dall’arma per almeno cinquemila chilometri”

“Ah, pensavo peggio”

“Per fortuna non sono così pericolose, basta starci lontano e non succede niente. Io adesso vado a farmi una doccia”

Edward rimase da solo, stava fissando il vuoto quando sentì una voce.

“Vorrei che ti guardassi alle spalle”

Lui si girò di scatto e si accorse di qualcuno che era alle sue spalle.

“William? Come mai qui?”

“Scusa, ma volevo fare un piccolo esperimento”

Edward notò qualcosa di strano in lui, e si ricordò anche che non era la prima volta che aveva davanti William, ma gli sembrava di star parlando con un’altra persona.

“Che esperimento?”

Lui cominciò a girargli intorno, fissandolo.

“Che anima superba. Sarebbe un peccato distruggere una rarità fra le rarità, è troppo raffinata. William fa bene a preservare queste magnifiche opere d’arte della natura. Non avrei mai pensato di poter osservare una meraviglia del genere”

“Tu non sei William!”

“Tecnicamente sì, ma potrei anche non esserlo. Dipende dai punti di vista”

Giulia corse fuori dal bagno e si mise in mezzo fra Edward e l’altra persona.

“Cosa ci fai TU qui?”

“Scusa, volevo conoscere il tuo sorvegliante. Ho fatto, io torno nella mia cella. Ciao, alla prossima”

“Aspetta!”

“Che cosa vuoi dirmi, umano?”

“Chi sei?”

In quel momento suonò l’allarme che informava che 10CP17 era evaso.

“Ti basta come risposta l’annuncio della mia fuga? E comunque Giulia te lo può dire tranquillamente chi sono. Scusate, ma io devo tornare alla mia cella”

La figura di William si sciolse in acqua, bagnò completamente il pavimento e poi scomparve anche la pozzanghera.

“Ho sentito bene, ha 10 come numero di pericolosità quella cosa?!”

“In teoria sì, ma solo quando qualcuno cerca di entrare in una parte specifica della sua ‘casa’ e quando dice di essere di ‘malumore’. 17 è una creatura antropomorfa alta circa venti metri, tuttavia è anche in grado di prendere aspetto umano; aspetto umano che sfruttava per nascondersi, usando il nome falso ‘Miles Edgeworth’ per lavorare come procuratore. Ha vari poteri, ma uno in particolare è così tanto pericoloso: da ogni suo dito parte un filo rosso, con il quale può controllare oggetti e creature. In più, lui possiede una strana bambola, in grado di prendere l’aspetto di chiunque lui voglia, e questa bambola può diventare acqua e spostarsi dove 17 vuole”

“In che senso la sua ‘casa’?”

“Lui ha una porta, che, se attraversata, conduce in una specie di bolla spaziale. La sua casa è uguale a una normale casa, tranne per il fatto che è a sua misura, cioè ospita una creatura alta venti metri. In questa casa c’è una stanza particolare che protegge sempre. Chiunque osa avvicinarsi viene ucciso brutalmente, senza pietà. Nessuno è mai riuscito a vedere il suo l’interno e tornare vivo per raccontarlo. A noi creature non uccide, ma ci attacca e ci scaccia. Tuttavia William non ha mai voluto provare lui stesso ad entrare nella suddetta stanza né ha voluto che provassi io”

“Ah. Io mi sono salvato, ma sei sicura che ritorni nella sua cella?”

“Sì. Questa è la terza volta da quando è qui che usa di sua spontanea volontà la sua bambola, infatti nessuna cella può contenere una creatura come lui che grazie alla sua bambola può attraversare qualsiasi oggetto. La prima volta andò ad osservare il presidente Anton e suo figlio Jeremy, e la seconda andò da 9CP39”

“9CP39… La creatura che era sorvegliata da mio fratello e Mairie, giusto?  Prima che venissero trasferiti da Charles e Pierre”

“Giusto”

“E poi credo di averlo già incontrato”

“Davvero?!”

“Davvero”

Dopo che Giulia ebbe fatto la doccia, mentre Edward stava mangiando, entrò in stanza Elisa, con una borsa.

“Ciao”, Giulia la salutò.

“Ciao Giulia”

Anche lei si sedette alla scrivania, appoggiò la borsa sopra.

“Allora, state bene?”

“Sì per fortuna, stiamo entrambi bene”

“Ne sono felice, scusa se sono piombata qui senza alcun preavviso, ma volevo troppo passare un po’ di tempo con te”

“No” prima Giulia abbassò lo sguardo, ma poi sorrise “Anche io ci stavo pensando”

“Bene, comunque ho portato qui una cosa che di sicuro ti piacerà!”

“Cosa?”

Dalla borsa tirò fuori una scacchiera magnifica, fatta completamente in vetro, infatti le pedine erano le une di un vetro più opaco e le altre di un vetro trasparente. Esse erano coperte da una teca in vetro, e si stavano muovendo da sole, come se stessero facendo una vera partita.

“Bello!”

Elisa appoggiò la scacchiera sul tavolo.

“Perché le pedine si stanno muovendo da sole?”

“Perché questo è 1CP42. Io gli adoro! Grazie per averli portati qui!”

“Di niente, ho saputo che ti piacevano e ho pensato di portarli. Facciamo una partita?”

“Sì!”

Giulia bussò alla copertura di vetro, e subito i pezzi si fermarono. La regina opaca battè due colpi sul posto, un pedone si avvicinò e poi questo aprì un piccolo sportellino sul fianco del vetro.

“Ciao Giulia!”, tutti e tre sentirono la voce di una donna mentre la regina opaca vibrava.

“Vuoi fare una partita con noi?”, chiese la regina trasparente.

“Noi abbiamo appena cominciato, possiamo anche ripartire da capo”, disse il re trasparente.

“Già. E ovviamente tu usi noi opachi”, parlò il re opaco.

“Cioè voi quattro potete parlare?”

“Precisamente. E di solito facciamo partite da soli, solo poche persone hanno l’onore di poterci comandare. Solitamente noi trasparenti ci facciamo comandare solo da William e gli opachi solo da Giulia”

“Già caro. E tu devi essere il nuovo sorvegliante di Giulia, giusto?”

“Giusto”

“Noi giochiamo secondo le regole che hanno inventato gli umani, tranne che per due piccoli dettagli. Non iniziamo sempre noi o i trasparenti, bensì ogni partita facciamo scontrare con forza due pedoni, e il pedone che rimane più vicino al centro permette di iniziare al suo schieramento, e la seconda differenza riguarda me e la mia regina: noi due abbiamo i ruoli invertiti rispetto al re e alla regina trasparenti, il mio pattern di movimento è tutto intorno a me, colonne, righe e diagonali, invece quello della mia regina è solo intorno a lei, infatti è lei che, se eliminata, fa perdere la partita”

“Già, io non riesco a prendere decisioni repentine e importanti nel mezzo del campo di battaglia”.

“Cominciamo, allora”

Elisa sfilò la copertura in vetro e cominciarono a giocare.

“Bella apertura, farmi uscire subito è una mossa molto utile per intimidire gli opachi. Mi piace!”

“Grazie regina”

“In realtà è una mossa troppo avventata. La regina opaca potrebbe ordire una trappola mandando in avanscoperta re e cavallo, a meno che tu non faccia accompagnare la regina da altri pezzi. Iniziare uno scontro in territorio avversario è una scelta che chiaramente ci porterà a…”

“Quanto parli! Stai zitto!”

“Regina opaca, potresti dire al tuo re che ho ragione io e che lui è davvero stupido a gettarsi nella mischia senza pensare?”

“Hai relativamente ragione, è difficile fare bene un’apertura del genere, ma se fatta bene può essere una scelta vincente”

“Bha. Ne dubito. Però mi voglio fidare di Elisa”

“Grazie per la fiducia”.

Per un po’ si concentrano sul gioco.

“Tu come hai incontrato William?”

“Andavamo a scuola nella stessa classe al liceo”

“Ah, tu che hai fatto dopo il liceo?”

“Per la prima laurea che ho preso ho seguito William alla facoltà di biologia, ma a differenza sua ho preso una laurea in ornitologia. Poi andai a studiare fisica nucleare e diventai medico”

“E William?”

“Lui ha studiato molto, per prima cosa diventò aracnologo, poi ingegnere nucleare, ecologista ed esperto in robotica”

“Perché avete studiato così tanto? Cioè, già solo due laurea credo bastino, e siano anche troppe”

“Per delle cose ‘belle’ quali le tradizioni di famiglia che devono essere sempre rispettate. Sempre. In famiglia avere più di trent’anni e non avere almeno tre lauree è una specie di peccato capitale…”

Serie: Fondazione


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Discussioni

  1. Essere imparentato con una famiglia simile, è piuttosto impegnativo. Negli ultimi episodi si è aperta la storia, Giulia si è rivelata la vera protagonista di questa serie: c’è molta carne al fuoco e molti misteri ancora da svelare