La Taverna (Pt2)

Serie: Le Cronache di Assylum


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Porro nella sua nuova avventura con Artemius e Cagliarus incontra una vecchia e sgradita conoscenz

Questi furono i pensieri di Porro prima che l’artista rilevò il suo nome:

“Io sono SO’UNIQUE MIRACLE REVLON e sono qui per intrattenervi con le mie poesie!”

Il poeta si seddette sullo sgabello e iniziò a leggere le sue opere.

Erano una più terrificante dell’altra, sembravano lunghi ed eterni lamenti; senza alcuna emozione e musicalità, le poesie erano strazianti e noiose. Era decisamente più piacevole e divertente ascoltare un dettato di un dizionario sulla geologia.

L’autore lesse due poesie e l’atmosfera nel locale si fece pesante. Porro reggeva la testa a malapena, con le sue poche forze diede uno sguardo agli altri due clienti del locale per capire se il malcontento fosse solo suo.

Il bardo fu consolato nel vedere che gli altri spettatori non erano messi meglio di lui: il primo guardava con occhi privi di vita la ciotola davanti a lui che conteneva un liquido di uno strano colore; invece l’altro aveva la testa appoggiata sul tavolo e sembrava ormai passato a miglior vita.

“Grazie mille! Pubblico meraviglioso, adesso vi canterò questa mia opera d’arte, per cui ho acquisito una certa fama… “A Zasinco!” enunciò il poeta con tono cadaverico.

L’autore non fece in tempo a cantare la prima parola che Porro gridò:

“No, non quella palla eterna!”

L’hafling fu stupito della presenza di Porro e disse:

“Ma chi si vede, il mio caro collega bardo Porro… che magnifica presenza in questa taverna, miei cari spettatori! Perchè non ti trovi nella tua osteria da due soldi questa notte? Non dirmi che ti hanno licenziato.”

“No, mio caro facilitato di merda, la cui presenza qui è dovuta ai soldi che tuo padre dona gentilmente a questa locanda pur di farti esibire” continuò Porro.

“Disse colui che ha ricevuto il lavoro puntando una lama alla gola, rubandomi il posto!”

“Almeno da quando sono arrivato io, la mia taverna è- era piena di persone!”

“Anch’io ho il mio pubblico!”

Dopo quell’affermazione l’ultimo cliente senziente svenne sulla sua poltiglia.

“Fai spazio, ti insegno io come si intrattiene il pubblico!”

“Come osi?! Il palcoscenico è esclusivamente dell’artista della serata! E oggi non sei tu!”

“Zitto, che nessuno ti vuole.”

“Non ti azzardare a salire! No, scendi, il palcoscenico è mio!”

Porro salì sul palco, prese di peso il piccolo hafling e lo lanciò di cattiveria lontano da lui.

Il bardo accordò il liuto, cominciò a battere a tempo con gli artigli ed iniziò lo spettacolo.

Porro cantò una ballata sulla bellezza della musica. Su come i bardi, essendo gli unici a riuscire a suonarla, fossero paragonabili agli dei. E come invece i poeti, soprattutto gli hafling, con la loro poesia noiosa e poco flessibile, non potrebbero mai paragonarsi a un bardo.

La canzone era piena di energia ed emozione, così tanto che gli spettatori “morti” alzarono lo sguardo per assistere allo spettacolo.

L’esibizione finì e Porro, tutto sudato, fece un inchino ai suoi sei spettatori.

“Allora la prossima canz-” Porro non riuscì a finire la frase che Artemius, con uno sguardo, gli fece notare che il commerciante era già arrivato.

“Arrivo subito, fatemi firmare gli autografi per il mio pubblico” disse Porro.

Il bardo si girò verso lo “zombie” sporco di poltiglia, che si era svegliato dal suo stato comatoso soltanto per chiedere un autografo all’artista e informazioni sulle sue future esibizioni! Ricevuto l’oggetto tanto bramato l’ammiratore inaspettato decise di abbandonare il locale e tornarsene a casa.

Porro, dopo “l’estenuate” confronto con i suoi “ammiratori”, raggiunse i fratelli birra e si sedette al loro tavolo.

Adesso era il momento in cui il gioco si faceva serio… era il momento di prendere la vita nelle proprie mani ed iniziare… a negoziare!

Serie: Le Cronache di Assylum


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