Amarsi un po’

Amarsi un po’
È come bere

E sì e come la scrivo io una storia partendo da questo testo. Fanno presto loro a dirti sei uno scrittore, inventa una trama. Che caspita scrivo? La storia di un ubriacone? E perché no?

Era una mattina triste e umida, la pioggia aveva appena smesso di cadere. Francesca infilò i suoi stivali da pioggia, l’impermeabile e uscì da casa.

Di corsa riuscì a prendere l’autobus 10, quello che la portava diretta davanti al centro alcolisti anonimi.

Era nervosa. Molto nervosa!

Lei non è che fosse proprio un alcolista certo le piaceva bere un buon bicchiere di vino, magari un aperitivo, o un mojto, mai, mai, ma proprio mai, si era neppure ubriacata in vita sua.

Allora che ci andava a fare alla seduta degli alcolisti?

Mah, forse non lo sapeva neppure lei o forse sì.

Lei lo sapeva bene.

Lì c’era Lucio, il suo grande, immenso, sfrenato amore da una vita.

Più facile

È respirare

Sì proprio così Lucio era da sempre l’AMORE. Era facile amarlo, quasi come respirare. Inspira, espira il gioco è fatto e allora? Allora su Francesca… andiamo.

Basta guardarsi e poi

Avvicinarsi un po’

e non lasciarsi mai

Impaurire no, no

Basta non lasciarsi impaurire. No.

Facile a dirsi, meno a farsi!

Francesca seduta in autobus cercava la forza per entrare, per guardarlo, per avvicinarlo, per parlargli. Da quando le avevano detto che il suo Lucio frequentava il centro alcolisti, le era venuta voglia di rivederlo, di incontrarlo, di avvicinarlo. Adesso seduta sulla corriera il suo piano di iscriversi al gruppo, di fingersi un’ubriacona, però le sembrava una pazzia!

Amarsi un po’
È un po’ fiorire
Aiuta sai
A non morire

Mentre l’autobus attraversava le anonime strade della grigia metropoli, Francesca ripensava alla primavera, agli anni del liceo, alla sua adolescenza a come Lucio c’era sempre stato.

Le immagini di loro due, ragazzi, abbracciati davanti alla scuola. I ricordi dei loro pomeriggi passati tra libri e lenzuola, delle paure, delle ansie, delle attese, dei baci, delle gite al mare, tutto lentamente, riaffiorava nella sua memoria, confondendosi alle gocce di pioggia che bagnavano il finestrino.

Senza nascondersi
Manifestandosi
Si può eludere
La solitudine

Lucio si ricorderà ancora di lei? Lui finito il liceo era partito per l’Inghilterra: piano Erasmus.

Lei era restata sola, ad aspettarlo. Aveva aspettato e aspettato, prima tante telefonate, qualche breve messaggio, poi il silenzio, la solitudine.

Lucio un po’ alla volta doveva averla dimenticata. La vita probabilmente l’aveva risucchiato nella sua spirale. Il lavoro, la carriera, un nuovo amore, la famiglia.

E lei?

Lei certo ci aveva provato a dimenticarlo. Quanti errori, quante esperienze sbagliate, quante notti, quante passioni erano passate su di lei.

Inutili! Tutto inutile.

Perché?

Perché:

Però, però volersi bene no
Partecipare
È difficile
Quasi come volare

La passione, l’istinto, la voglia, il desiderio, il lavoro, la carriera, i soldi, la gloria, niente di tutto ciò era mai riuscito a colmare il vuoto che Lucio aveva lasciato in lei.

Francesca ci aveva provato, non si era mai risparmiata.

Storie, passione, amore, orgoglio, guadagni. Con tutto aveva provato a colmare quel vuoto, ma ogni notte ineluttabile ricompariva lo stesso sogno.

Lei, Lucio, abbracci, risa, la tenerezza di quell’ultima notte, passata insieme.

L’idea di quella piccola stanza in quella piccola pensione, con quella grande finestra che guardava il mare, ritornava ogni notte, come un incubo. O forse no?

Ritornava come un sogno dolce amaro, a tormentarla, a farla piangere, a farla sognare, a farla ricordare…

Ma quanti ostacoli

Francesca dopo quella volta non c’era più tornata al mare, troppe cose erano successe in poco tempo, la partenza di Lucio, l’università, la fuga in un’altra città, lontana dai ricordi, dal mare e dal suo passato. Poi la scoperta! Poi il bambino! Poi la diffidenza e poi il silenzio.

E sofferenze e poi

Sconforti e lacrime

Sconforto, abbandono, cambiamenti, rinunce, solitudine.

Lacrime, tante lacrime.

Forza, tanta forza.

Per diventare noi
Gioia, immensa gioia!

Quella provata davanti a suo figlio, orgoglio, amore, amore vero! Quello provato stringendolo al petto.

Veramente noi
Uniti
Indivisibili

Sofferenza, gioia, sofferenza.

Orgoglio, riscatto, rivincita, gioia. Ecco cos’era oggi la vita di Francesca, un mix di gioia e sofferenza. Un mix in cui non c’era posto per nessuno, neppure per il fantasma di Lucio. Un ricordo, uno spettro, che per troppo tempo aveva aleggiato sulla sua vita.

Vicini
ma irraggiungibili

Sì così era oggi la sua vita!

Perfetta!

Solo lei e il suo bambino, il ritratto di Lucio.

Così dovevano restare!

Soli e indivisibili! Vicini ma irraggiungibili!

Perché fare nuovamente spazio a Lucio, che non li aveva voluti, non li aveva cercati, non li aveva amati? Forse li aveva anche dimenticati.

Così pensando Francesca lasciò la maniglia del portone degli alcolisti anonimi e senza neppure guardare dentro, richiuse il portone e si avviò verso l’autobus che l’avrebbe riportata alla sua vita e al suo bambino.

Perché? Perché, in fondo Francesca, solo ora aveva capito, che:

Però, però volersi bene no
Partecipare

È difficile
Quasi come volare

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Lorenza, bellissimo omaggio alla canzone di Battisti. Hai saputo raccontare una “storia” nella “storia”, tanto da rendere intrecciate le due in una sola. Un lab che mi ha riportato alla mia adolescenza grazie alle note che hanno accompagnato un’intera generazione.

  2. Battisti all’anonima alcolisti? Ti giuro, all’inizio ci ho pensato ? Poi però ho capito. Talvolta si è talmente ossessionati da un sentimento, da passare l’esistenza a rincorrerlo. A credere che ancora lo si prova. Invece, il tempo fa il suo corso. Cambia le persone e per quei sentimenti della giovinezza non c’è più posto.
    Mi è piaciuto ? Alla prossima, cara Lorenza.

    1. Grazie Cristina, no no mai avrei voluto accostare Battisti agli alcolisti!
      Dici che sia meglio cambi il nome del protagonista?
      Con i nomi tributo, volevo creare un crossover tra la canzone e la storia.
      Lucio lui e Francesca lei (Non è Francesca) ma quasi quasi cambio e lo chiamo… Mario!?