Davanti a quella Villa
La bocca socchiusa, le braccia abbandonate lungo i fianchi, Andrew guarda la villa di Clarissa, solitaria, sulla collina che scende sul paese di R.
Il cuore non gli batte, anzi, ormai sembra che lo abbia abbandonato da anni lasciando quel corpo vuoto e freddo. Ci sono quattro ciliegi che fiancheggiano il viale oltre il cancello e su ognuno di esso c’è del sangue che scorre dal tronco sino alla terra. Sono le lacrime delle anime che piangono per noi.
Le mura della casa sono candide come le ali di un angelo, completamente bianche, splendono al sole o vengono benedette dalla pioggia. Tutte le finestre sono chiuse, sbarrate da tempo e dal tempo. La casa è stata abbandonata come il mio corpo dal cuore.
- Quando la rivedrò? Prima della fine dell’epidemia è impossibile. Ma il giorno stesso in cui tutto questo dovesse finire correrò da lei a cercarla.
Andrew si è portato le mani sul volto e in quel buio ha cercato di rivedere gli occhi di Clarissa. Poi ha abbassato le mani sospirando, esausto dallo sforzo e dalla paura di non ricordarli. Erano di un caldo colore nocciola, ramati d’oro, ambra pura.
Voltata la testa al crinale della collina si è ritrovato sotto il porticato.
-Clarissa! Clarissa!
Davanti alla porta iniziò a gridare forte il suo nome e continuò ancora fuori dalla ragione: - Sono cambiato fino al midollo Clarissa. Ho viaggiato e cambiato diversi mari. Sono scappato e ho inseguito. Mi sono sentito vivo come non mai e spesso mi sono visto morto. Ho forse ucciso centinaia di stranieri e molti uomini a freddo per il solo gusto di farlo e ne ho visti altrettanti che si uccide a milioni tra di loro. Il mondo intero muore.
Fu prima della terza grande Guerra e allo stesso tempo fu dopo la Guerra. Perché il tempo non ha direzioni. È solo una frazione dello spazio che la mente proietta sull’orizzonte.
Ho navigato sulla mia barca chiamata Vittoria cercando di posizionarla di nuovo sul tuo mondo. Il nostro mondo è il mare dove navighiamo e se prendiamo la giusta direzione possiamo raggiungere qualsiasi isola.
Devo trovare un confessore. Qualcuno che mi sappia dire se davvero ho ucciso qualcuno o se sono stati sogni e incubi. Forse l’amore mi dirà che è stato giusto uccidere, uccidere per raggiungere Clarissa e il suo cuore.
Prima di ogni grande amore c’è una guerra. Le più grandi storie di amore si fanno prima in battaglia e spesso con sé stessi.
Sento che la porta che adesso ho davanti a me si sta aprendo. Ma dietro di me sento qualcosa che preme sulla schiena: la pistola di Carnival che mi aveva seguito fin lì.
Sono tra due fuochi ed entrambi conducono alla morte. O all’eternità.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Mi è molto piaciuto questo breve racconto dove passi con disinvoltura dall’azione a un tipo di narrazione che sembra quasi una lunga lettera. Un cavaliere che viaggia attraverso spazio e tempo e lo fa per amore. Come un eroe romantico. Bello.
Grazie!
Uh, oh, wow!
“Prima di ogni grande amore c’è una guerra. Le più grandi storie di amore si fanno prima in battaglia e spesso con sé stessi.”
Bella questa frase e il librick!