
Et Voilà!
Serie: Isòlano
- Episodio 1: Preliminari
- Episodio 2: Assetto Militare
- Episodio 3: Conto alla rovescia
- Episodio 4: Primo indizio
- Episodio 5: Et Voilà!
STAGIONE 1
Nella stagione estiva, grazie alla massiccia presenza di turisti contava qualcosa come settecentomila presenze. Durante l’inverno invece la situazione era decisamente diversa, visto che rimanevano soltanto i residenti,
complessivamente, meno di quattromila persone. Una volta arrivati in città, dovettero spingersi nella zona a pochi chilometri dal nuraghe Maccioni, in cui si trovava la residenza (una delle diverse presenti nell’isola, senza contar le varie disseminate in territorio italiano) del capo dell’organizzazione. La sua villa era ben lontana, dal pacato traffico dell’unica strada principale asfaltata della zona, la quale nonostante fosse un’arteria di collegamento con gran parte delle campagne circostanti le auto che vi circolassero erano davvero poche. Così come i mezzi pubblici, vista la presenza di due sole sporadiche corriere provenienti da paesini ancora più lontani, e nessun autobus di linea.
Al massimo si poteva trovare qualche grosso van Ncc Mercedes proveniente dai mastodontici resort o qualche raro taxi, i quali camminavano comunque ad una velocità sostenuta e poco interessati alle circostanze paesane.
Oppure qualche agricoltore della zona, alla guida di vecchi furgoni tutti scassati insieme ad una manciata di abitanti in viaggio da, e verso il capoluogo. La villa, ben nascosta, rimaneva in mezzo a una fitta porzione di alberi, a metà di una precisa strada bianca non poi così facile da raggiungere grazie a diversi occultamenti metodicamente piazzati durante la sua costruzione. Composta da muri di cinta alquanto imponenti, con le poche inferriate nel lato frontale tutte coperte dai classici teli di rete ombreggiante, verde, in modo che non si potesse veder nulla all’interno.
Mentre tutti gli altri lati nemmeno avevano inferriate e quasi ricordavano le grosse mura di un carcere pressoché impenetrabile, coadiuvati dal solo colore grigio dell’intonaco grezzo. Esternamente dunque, vi era la completa assenza di una qualsiasi verniciatura. All’interno invece la situazione era molto diversa, vari molossi scorrazzavano liberi nel giardino il quale oltre alla moltitudine di piante presentava illuminazioni di ogni tipo, statue ed affreschi esotici lungo tutte le pareti perimetrali e tanto altro ancora. I quadrupedi? Una decina di cani in tutto, principalmente pitbull e dogo argentino accompagnati da un paio di pincher e un solo levriero nano, italiano. Tutti fedeli nonché amatissimi dal proprietario di casa, e nonostante la diversità delle razze, tutti ben coalizzati tra loro. In un modo o nell’altro tutti facevano la guardia e nel sentir da fuori tutti quegli abbai insieme si poteva star certi che nessuno avrebbe osato scavalcare e/o introdursi di nascosto dentro quella proprietà. Erano anche addestrati a non mangiare il cibo da terra, cosa che rendeva assai improbabile un possibile avvelenamento da cibo introdotto esternamente.
Il perimetro venne disseminato di telecamere, anche quelle ovviamente illegali.
Grazie ad una rotazione a 360° e un discreto zoom potevano visualizzare sia la strada pubblica che le altre case intorno, mentre alcune installate persino all’ingresso della via opportunatamente celate ne dominavano l’accesso.
In una delle quattordici stanze venne allestita quella che si può chiamare una vera e propria camera di sicurezza: ventiquattro monitor di ultima generazione e due guardie in presidio a sorvegliargli, durante l’intera giornata.
Insieme ad altre quattro, si davano i turni per altrettante ronde in giardino in modo da coprire insieme l’intera giornata di lavoro senza superare le sei continuative a testa. Questo serviva a tenerli sempre vigili e sull’attenti.
Una precauzione in più per Françoise, che gli costava complessivamente dodicimila euro al mese, senza contare tutti i pasti che concedeva loro o ad esempio irum da settantacinque euro a bicchiere, sigari d’importazione e tanto altro ancora. Tutte sublimi comodità che lasciava piacevolmente a loro completa disposizione, sapeva bene come tenersi stretti i suoi scagnozzi e ora che diventava più paranoico per via delle rapine, i soldi spesi per la sicurezza li considerava tutt’altro che sprecati.
«Vediamo se questi benedetti ragazzi hanno fatto tutto come si spetta, il piano era ben organizzato» disse lui alla compagna, che, sdraiata sul fianco destro nel divano fucsia in capitonné reggeva beata un flute Lehman con del Brut Rosé di Armac du Brignac, proveniente da cuvée raccolta a mano e a dir poco selezionata. Per intenderci 500€ a bottiglia, e soltanto il flute ne vale più della sua metà. «Ma sì, caro, i ragazzi sanno quello che fanno, i soldi servono più a loro che a noi, suvvia…» rispose lei sciatta, con la sua marcata erre moscia francese e buttando giù in un vigoroso sorso il poco vino rimasto. «Ma sì, suvvia, a te che cazzo te ne frega se quelli non portano qui i trenta milioni come deciso! L’importante è che riesci a scolarti ogni pregiata bottiglia che teniamo in cantina, sia mai che ne rimanga intatta qualcuna!» esclamò sarcasticamente lui abbozzandole un bacio ed accarezzandole la guancia, mentre uscendo per dirigersi in piscina prese il cellulare satellitare. Era Omar l’unico ad averne un altro, uguale.
L’unico di cui Françoise si fidava ciecamente. «Ehi mon freure, allora? Sei ancora vivo? Pensavo che a quest’ora quei cani ti avessero strappato il cuore dal petto per poi buttarti in pasto a qualche maiale…» disse all’arabo pigliandolo per il culo, come solo un amico di vecchia data poteva permettersi. «Sembri di buon umore oggi, capo, si, guarda! Ora sono proprio qui a sguazzare nel letame, in attesa che liberano i porci. Mi hanno giusto concesso la gentilezza di tenere il telefono come ultimo desiderio, così da poter avere qualche minuto per dirti quanto sei bravo a rompere i coglioni, prima di morire tra le fauci di quelle bestie maledette! Ça roule, ça roule, Boss, dieci minuti e ci siamo!» cambiò tono, diventando più serio. «Comunque, piuttosto se proprio devo dirlo… uno di loro una cazzata l’ha fatta eccome. Ad un altro, invece, son riuscito ad impedirgli di commetterne una ancor più grossa» rispose Omar, chiudendo la conversazione. Un modo efficace per esprimere che avrebbe raccontato tutto dal vivo e con calma, nei minimi dettagli una volta arrivato. Non erano certo cose di cui parlarne a voce.
Serie: Isòlano
- Episodio 1: Preliminari
- Episodio 2: Assetto Militare
- Episodio 3: Conto alla rovescia
- Episodio 4: Primo indizio
- Episodio 5: Et Voilà!
Forte! Mi è piaciuto, questo librick
Ciao Kenji! Ti ringrazio per aver lasciato un segno della tua lettura, sapere di averti coinvolto rilascia in me una buona dose di felicità. Ma in tutti questo, dove sono i soldi che hanno preso? 🤣🤣 💰 💰
Una serie di descrizioni piuttosto dettagliate, che creano la scenografia in maniera inequivocabile. In qualche punto sono, forse, un po’ troppo dettagliate, rischiando di rallentare eccessivamente il ritmo della lettura.
Mi piace il modo in cui caratterizzi i vari personaggi: il modo di parlare, il carattere, sono tutte cose che impreziosiscono il testo.
Ciao caro, e grazie! In alcuni momenti si dilungano senz’altro, ci son delle volte in cui questo diciamo “metodo” mi aiuta a creare un pretesto per sia potenziali che effettivi collegamenti successivi all’interno della storia principale. In realtà il testo originariamente era più lungo, compreso quello del capitolo precedente e questo mi ha portato ad accorciarlo inserendo solo parzialmente due nuovi co-protagonista cioè Françoise e compagna, mentre un terzo non ho proprio potuto inserirlo come era invece previsto inizialmente. Son molto contento che abbia in un modo o nell’altro catturato la tua attenzione 🧿
Bello, ma aspetto di leggere tutti i capitoli per esprimere un commento completo.
C’è ancora tanta strada da fare e nonostante stia per iniziare il quinto capitolo, i chilometri percorsi sono davvero pochi. Sto trattando ogni storia con i guanti, compreso questa devo districare le dita sulla mia tastiera tra circa una quarantina di personaggi e questo richiede tempo. Alcune serie continuano più veloci di altre, creando di conseguenza alcuni rallentamenti. Ti ringrazio poiché ho piacere nel constatare che tu abbia prestato attenzione fin qui, spero di ritrovarti anche nei prossimi