Eva

Serie: Cinquanta Racconti


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Proseguono i racconti di Rocco

Eva me lo disse chiaro.

“Vieni a casa mia. Ci sarà anche mio marito. Tu mi scopi e lui guarda.”

Non feci domande. Non mi interessava. Lei era bella. Era abbastanza.

Quando arrivai, lui era già seduto in poltrona. Mani intrecciate in grembo, camicia grigia che gli pendeva dalle spalle. Non disse niente. Non si alzò. Mi guardò appena, poi abbassò gli occhi.

Eva, invece, riempiva la stanza. Si tolse i tacchi, li sistemò con calma accanto alla sedia. Poi il vestito. Lo fece scivolare a terra come niente. Non un’occhiata al marito, neanche un cenno. Lui guardava, ma non sembrava vedere.

Mi girai verso di lei. Era nuda. Fiera. “Togliti i vestiti”, disse. Non aspettava risposte.

Mi spogliai. Lei mi prese la mano e mi portò verso il letto. Il marito restò lì, immobile. Ogni tanto sentivo il suo sguardo su di noi. Lo ignorai.

Lei sapeva quello che voleva. E come prenderlo. Mi montò con una furia calcolata, sicura. Non era per me, lo capii subito. Era per lei. Per lui. Per chiunque stesse guardando. Gemiti bassi, quasi un ringhio. Non c’era amore, ma non mi aspettavo altro.

Ogni tanto, guardavo il marito. Aveva lo stesso sguardo di prima, come uno che ha già accettato tutto. Non c’era rabbia, neanche tristezza. Solo resa. Mi diede fastidio, per un attimo. Poi smisi di pensarci.

Quando finimmo, lei rimase sul letto. Si stiracchiò, un braccio dietro la testa. Non mi guardò. Il marito era ancora lì, nella stessa posizione. Non si era mosso.

Mi rivestii in fretta. Lei mi lanciò un sorriso appena accennato, come se sapesse tutto. Come se non importasse niente. Lui invece fissava il vuoto.

Prima di uscire, sentii la sua voce. Parlava piano. Non ricordo cosa disse. Non era per me.

Fuori, accesi una sigaretta. Pensai a loro per un momento. Lei, sicura, sempre un passo avanti. Lui, che non reagiva mai. Era come se lei possedesse tutto, anche lui. Soprattutto lui.

Misi in moto. Non sapevo se mi avrebbe chiamato di nuovo. Forse sì, forse no. Non mi importava. Avevo avuto quello che volevo.

Certe donne comandano. Certe donne sanno che uomini come lui non combattono. E che uomini come me non restano.

Serie: Cinquanta Racconti


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Personalmente, Rocco, ti leggo adesso per la prima volta. Mi piace ciò di cui scrivi e mi piace il tuo stile. Un tipo di scrittura che non risparmia nulla, che non lascia spazio alla fantasia del lettore perché gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno per entrare in quell’esatto momento del tempo e dello spazio. Hai la classe dello scrittore navigato che sa esattamente come mettere in parole ciò che ha costruito nella sua mente.

  2. Scrivi molto bene, Rocco. Quando leggi di questo genere, non sai mai che puoi trovarti davanti. Molti pensano che una sequenza di parole volgari possa bastare, ma sono fuori strada. Tu crei una cornice e dentro ci piazzi una visione; sai dare un taglio originale a brevi ma intense storie, dove fotogrammi crudi si alternano a scorci alla Gainsbourg.