
I Vascelli
Serie: SID
- Episodio 1: Il Bacio del Fiore Rosso – Ora VI
- Episodio 2: Ora VII – Il Canto dell’Ultimo Re
- Episodio 3: I Vascelli
- Episodio 4: Il Nome Nascosto
- Episodio 5: Il Manuale Nero
- Episodio 6: Ora IV- Il Patto
- Episodio 7: Ora V. I Padroni
STAGIONE 1
Ora Prima
Cara Herve,
Devi imparare una cosa, prima di ogni altra: pensare come loro. Trasformare la tua mente nella loro. Col tempo i pensieri e i sogni s’impasteranno nella loro realtà, diverrai un ibrido con la specie che più sembra somigliarti carnalmente, quella di homo sapiens. Rimarrai però sempre una cosa estranea alla Terra; perciò abituati a roteare per tutta la tua vita ai margini dei Lignaggi Iniziatici della SID. I Signori della SID sono l’unica barriera fra te e l’avversione che il mondo in cui ti trovi, riversa su quelli della tua specie. Tu vieni da una radice estranea impiantata a forza in questo mondo; perciò esso avrà continue e violente crisi di rigetto nei tuoi confronti. Se non ambirai ad avvicinarti troppo al loro centro gravitazionale, i Signori della SID ti lasceranno vivere senza troppe complicazioni, proteggendoti dai pericolosi anticorpi che il mondo ha sviluppato contro quelli come te.
Le complicazioni per quanto le abbia volute evitare, alla fine mi raggiunsero. Solo uno sciocco avrebbe potuto pensare di vivere senza che il rigetto del mondo lo sfiorasse. Fui quello sciocco.
L’Ombar-Garbatalsk è la Giurisdizione Occidentale del reame della SID, ed è affidata al Duca; in essa si trova la Terra, uno dei mondi della Deportazione. È l’essenza del suo Dominatore ad impregnare di morte e pericolo questo spazio cosmico di mondi. Per quanto possibile ho sempre cercato di evitarla quell’essenza, pur essendovi concentrata lì dentro una buona parte della mia vita. Il Duca, fra i Demiurgi generati dalla SID, è il prediletto della sua stessa genitrice; una Potenza il cui spirito è un caleidoscopio di incarnazioni, spettri astrali e facoltà delle quali è difficile persino trovare delle categorie adatte per descriverne i poteri. Prestami orecchio, perciò, se davvero sei così folle da voler entrare nel suo impero.
Conoscevo i rischi di quell’essenza. Pensavo di poterla evitare ancora per chissà quanto, invece, vi fui inghiottito a forza, per quell’ affare ai più ineluttabile, che è la morte; per la precisione, fu la morte di mio fratello. Scomparve nei budelli della clandestinità, tradì la SID infilandosi nelle reti perverse dei Lordruger. Scivolò nel tessuto sociale dei cartelli della droga più potenti. Nella mia solitudine nascosto in una piega dimensionale, fra le grotte nascoste di questo pianeta, durante le notti in raccoglimento, vedevo e sentivo gli spiriti dei miei simili, disperarsi nel mondo che avevo vigliaccamente evitato per così tanto tempo. Credevo che la mia ascesi mi rendesse migliore, un po’ meno ibrido di loro. Cercai in ogni modo di aggrapparmi alla mia essenza aliena, pensando che fosse la mia gente a volersi mescolare con l’ultima specie di Ominidi. L’Armata della SID, condotta dall’impero del Duca Giallo, ci catturò, deportandoci a forza nei loro mondi. La Terra si trova nella Marca Orientale della SID ed è il mondo degli ultimi Ominidi, il preferito dal Duca per installarvi i suoi Reattori più avanzati. Ed egli è l’Iniziato più amato dalla Sovrana Cosmica, colui che innumerevoli anime Avule fece cadere nel suo ventre. Lei ha insignito il suo Lignaggio con il più alto livello di sapienza concesso ai suoi cultori. Degli Avula, come, un tempo liberi, ci chiamavamo fra noi, ormai non rimangono che vaghi ricordi cantati in poemi proibiti. Il mio popolo non esiste più allo stato libero; al suo posto vi è solo una serie di generazioni mutanti, piegate dai nuovi canoni cosmici del mondo in cui siamo stati rinchiusi.
Venni scosso dallo spirito di mio fratello durante una notte di meditazione; vibrò violentemente uno dei sottili fili eterici nella rete intessuta in migliaia di giorni trascorsi nel profondo raccoglimento, ficcato nelle buie aule delle caverne del mio eremitaggio. Gli chiesi come potessi essere d’aiuto, sperando di non ricevere inviti troppo complicati, non avrei voluto allontanarmi dalla cupe profondità in cui ero immerso. Avevo paura, una volta fuori dalle caverne, di essere scorto dall’occhio solare del Duca, uno dei suoi innumerevoli sensi della meta percezione . Se mio fratello aveva avuto una vita così movimentata, non fu una mia scelta. I legami di sangue sono cose del tutto insignificanti, conta solo preservare la propria purezza d’anima.
Capii di non avere scelta, quando il suo spirito inquieto mi ricattò. Egli, ancora in vita, aveva messo le mani su qualcosa che pensai perduto tanto tempo prima. Credei che avessero bruciato tutto, invece, nell’ora di meditazione la vidi chiaramente quella copertina nera: forse l’ultimo dei manoscritti Wan era sul corpo di mio fratello. Senza dubbio era uno dei Manuali Neri, quello che mi venne affidato di compilare durante la mia vita di sciamano.
-Non può essere sfuggito, mi hanno detto che tutto era andato perso.
-Non tutto. Qui dentro c’è l’unica cosa che potrebbe smuoverti dal tuo covo. Vigliacco!
-Cosa vuoi da me?
-Devi aiutarmi o consegnerò tutto al Duca.
-Non puoi farlo, mi getteresti in bocca alla SID.
-E tu cos’hai fatto con me e con il resto di noi? Te ne sei andato, vile come sempre, con i tuoi diari, i tuoi segreti da stregone chiusi dentro di te. Ci hai lasciati a morire in questa cloaca, alla mercé della più spregevole delle incarnazioni della SID.
-Non avrei potuto aiutarvi, il Duca è un’entità cosmica, io solo uno sciamano Wan da quattro soldi. L’unica cosa che avrei potuto fare per la nostra specie era quella di preservare almeno uno spirito in purezza. Se la SID riuscisse a mescolare ogni nostro sciamano alle sue anime, non avremmo più possibilità di uscire da questa fogna.
-Abbiamo perso tutto, fattene una ragione, anche la purezza di cui cianci; non ci stanno più sciamani fra noi. Siamo morti, estinti. La nostra mezzanotte è scoccata al momento in cui quella fottuta Armata è entrata nei nostri cieli. Ed è stato l’ultimo rintocco, non vi sono state, né vi saranno, albe per gli Alula. Ora piantala di frignare. Non hai la forza di essere l’ultimo sciamano Alula, abbi il coraggio almeno di vivere come un ibrido.
Dal terrore che quel manoscritto finisse fra gli artigli del Duca, schioccò l’energia in grado di schiodarmi dall’isolamento in cui mi ero infilato. Se avesse ricevuto quelle pagine, di sicuro avrei fatto una fine ben più triste di quelle immaginate nei miei incubi. Uscire dalla caverna significava bruciare le mie ali alla luce dell’occhio solare. L’ultimo Alula forse, capace ancora di trasmettere le ali a una generazione successiva, sarebbe così scomparso. Non avevo la certezza di essere l’ultimo alato, ma da troppo tempo non sentivo le vibrazioni di quelli come me. Bruciate sino all’ultima tutte le mie penne, il nostro popolo sarebbe rimasto senz’ali per l’eternità.
Mi smossi dal mio incavo dimensionale nel quale avevo trovato rifugio, verso quell’insieme di mondi piagato dalla bava vogliosa di potere del più avido e crudele dei suoi rampolli. Mi risvegliai nella caverna ove mi ero addormentato chissà quanto tempo prima. E risalii nel buio dalle viscere del pianeta Terra, il mondo in cui gli Alula furono deportati.
Il quartiere dove mio fratello si rifugia è una piazza di spaccio preziosa, nel cuore del territorio controllato da un potente Cartello. Il Lordrug che la domina è un’anguilla viscida, capace di fuggire alle retate del Duca. Il Signore Orientale della SID odia lo smercio di droga e ancor più non tollera i Lordruger, unici veri antagonisti al potere della SID sulla Terra; da qui il suo odio viscerale verso quella gentaglia. Il popolo che una volta era quello degli Alula, oggi deambula come un cadavere vivente nel mondo degli ultimi Ominidi, senza neppure più il suo nome; i membri di questa specie sono chiamati gli Alieni dagli abitanti della Terra. Generazione dopo generazione, cara Helve, abbiamo perso ogni cosa di noi stessi, persino le tracce epigenetiche dei nostri archetipi più profondi, assorbendo quanto la SID ci introduceva nell’anima. Mio fratello era solo un piccolo spacciatore, ma godeva di fiducia presso gli scagnozzi del suo Lordrug, perciò gli concessero di vivere in un tugurio tutto suo.
Immaginai ogni sorta di oscenità cui sarei stato sottoposto, qualora uno sgherro, sia che fosse al servizio del Lordrug che del Duca, mi avesse catturato mentre attraversavo le strade contorte del quartiere. Inutili le mie notti ascetiche, cercando di addestrare la mente al silenzio, un marasma di terrore, senso di colpa e di inferiorità stava ribollendo selvaggio, negli stati più bassi dell’anima.
Non uscire dalle Montagne Azzurre, Herve. Aspetta di conoscere il tuo Avversario, giovane Halima. Non avresti speranze qualora decidessi di affrontarlo adesso. Preserva il tuo Manoscritto. Custodisci il Codice K. il Duca ha fiutato l’odore del Canto e ti sta cercando. Ricordatelo: il tuo è un nemico senza pietà.
A presto.
Wan Alarte
Serie: SID
- Episodio 1: Il Bacio del Fiore Rosso – Ora VI
- Episodio 2: Ora VII – Il Canto dell’Ultimo Re
- Episodio 3: I Vascelli
- Episodio 4: Il Nome Nascosto
- Episodio 5: Il Manuale Nero
- Episodio 6: Ora IV- Il Patto
- Episodio 7: Ora V. I Padroni
Ciao Alessandra, comincio ora la lettura del tuo epistolario cercando di cullarmi nella sensazione generale più che nella fabula (anche se emergono mille curiosità, domande a cui rispondere). Innanzitutto, una commistione di generi che crea qualcosa a sé. In questi giorni ho voluto leggere un libriccino che ho trovato girovagando, ovvero il “Necronomicon per ragazzi”: volevo tuffarmi nelle atmosfere Lovecraftiane per così dire “semplificate” per poi riprendere la lettura delle sue opere (lette in gioventù). Ecco, non riesco ad allontanare l’immagine della Capra Negra da quella di SID. I tuoi Déi mi sembrano all’altezza di quell’oscuro universo e per certi versi altrettanto incomprensibili per l’umano discernimento
Mi sono trovato catapultato in un mondo alieno in uci mi sono sentito perduto, assieme al protagonista. Hai cosatruito un mondo molto complesso e affascinante, non credo di aver capito tutto, ma sono curioso di esporarlo.
Pochissimi autori utilizzano la forma TU in racconto. E’ una forma ostica, difficile da maneggiare, quasi sempre impone serietà, ma anche comando coercitivo: solo per questo meriti un complimento sincero. Le situazioni che descrivi sono molte, è un monologo unico può rendere arduo orientarsi nel testo, tuttavia ammiro la profonda creatività, e nella mia interpretazione credo che possa funzionare anche come un monologo teatrale.
Caro David, grazie per l’apprezzamento. Hai ragione, il TU è un elemento difficile da gestire, potrebbe rendere ‘brutto’ il racconto. Eppure una disarmonia si può trasformare in una nuova forma di armonia se si riesce a condurre il gioco in modo equilibrato. Cammino, sapendo di essere su terreno tanto impervio quanto scivoloso. Sono tre le lettere che pubblicherò di questo genere, poi il taglio della narrazione cambierà, pur rimanendo con diverse voci narranti (io, tu e la classica terza persona). Non m’intendo di teatro e mi hai illuminato un punto di vista narrativo intrigante. Un caro saluto e grazie ancora.
Forte questo racconto! Mi è piaciuto
Grazie per l’apprezzamento, Kenjii
“esultanti”
esultanti in realtà è esulanti …😂
Cavoli, un episodio iniziale che riversa sul lettore un sacco di informazioni, così tante da creare anche un pizzico di disorientamento, che ci sta benissimo in un contesto distopico così complesso.
Mi piace, personalmente, l’idea della forma epistolare per introdurre palcoscenico ed attori. E mi incuriosisce il Codice K, di cui non conoscevo l’esistenza.
Curiosità: per il Duca Giallo è casuale la scelta cromatica, o è un omaggio al Re in Giallo?
Caro Sergio, grazie per la lettura! il Duca Giallo è sia un omaggio al Re Giallo che una scelta precisa sia del nome quanto del colore esultanti dal tributo verso Chambers. In realtà è anche un richiamo al Haungdi, l’Imperatore Giallo, uno dei Cinque Imperatori, Wufang Shangdi, le Cinque Forme del Dio Supremo. Tra le caratteristiche di Huangdi vi è anche la sua maestria nelle arti esoteriche e la redazione di diversi manoscritti come il Libro Esoterico del Dio Giallo, ho studiato lingua e tradizioni cinesi a livello privato e questa figura mi ha sempre colpita molto. il ‘mio’ Duca ha caratteristiche sue, una sua mito-genesi e una sua organizzazione cosmica, indipendenti dalle figure cui velatamente porto i miei onori (l’autore Chambers e le tradizioni cinesi). Ma alla fine nulla è sconnesso da ciò con cui entra in relazione, perciò credo che i miei racconti, come i tuoi e come tutte le scritture dell’umano, siano impregnati di tutte le cose delle quali si è fatta esperienza. Un carissimo saluto, spero di aver risposto alla tua curiosità. . Venerdì esce la seconda lettera. Grazie ancora per la lettura.
Grazie per la spiegazione! d’accordo con te che i racconti – e tutte le oper di fantasia in generale – siano tutte originali ed al contempo contengano i frutti dei semi piantati da altri e che hanno poi attecchito in noi. Verissimo, anche nei miei racconti si possono trovare riferimenti ad altre opere, ben più meritevoli dei miei scritti, che mi hanno arricchito ed influenzato inevitabilmente. I Cinque Imperatori non li conosco, potrebbe essere la buona occasione per me per approfondire (in realtà – mi cospargo il capo di cenere – conosco la “mitologia” del Re in Giallo di Chambers, ma non ho ancora letto nessun romanzo o racconto. Solo riferimenti in testi su Cthulhu e famiglia.
Chi è Herve? Chi è Wan Alarte? Fanno parte di una terza fazione contro il Duca e contro il Cartello? Lorddrug va letto separato tipo Signore(lord) della droga (drug)? Cos’è il codice K?
Un sacco di carne a fuoco, una gran bella lettera d’inizio e il SID? Per cosa sta questo acronimo?
Attendo i prossimi episodi!
Ciao!
Grazie per le domande, Eliseo! Sì, Lordrug è un neologismo piuttosto semplice : Lord + drug nato in un contesto distopico di cui narrerò lungo il corso della storia. il Codice K. è un Manoscritto realmente esistente (ne vedi un Foglio in copertina), il filo che unisce tutte le mie narrazioni. Un dispositivo, un grimorio un qualcosa che ancora non è classificato nelle categorie umane, serve, per farti una sintesi estrema, per comprendere Trasformazione , un processo particolare dei Vascelli (anime anch’esse particolari) LA SID (femmina è) presto scriverò cosa significa il nome e perché è scritto così; è una specie di Divinità creatrice. Se hai la pazienza di seguire questa matta, ti ritroverai nel suo bizzarro mondo. Ancora grazie .