Il Poeta

Serie: Freaks


Come un topo in trappola.
E’ un modo di dire comune. Lo avrete usato molte volte anche voi.
Rende  bene l’idea dello stato d’animo di qualcuno messo alle stette, imbrigliato in una situazione senza via d’uscita.
E’ un ottimo detto. Io lo userei, se sapessi parlare.
Dubito che, quando vi sia capitato di dirlo, foste veramente nella condizione di un povero topolino inerme, di fronte a una predatrice affamata e letale. Ma alla fine voi che avete il dono delle parole, vi potete anche prendere il lusso di usarlo a sproposito.
Ironia della sorte io, che sarei nel pieno diritto di dirlo, non riesco nemmeno a chiamare aiuto.

“Sssalve Caligola. Ssssono molto felice di vederti.”
La contorsionista avanza sinuosa verso di me, incrociando un piede davanti all’altro. Guardarla dal basso la fa sembrare ancora più alta.
Provo a sollevarmi da terra, ma le mie gambe non sono d’accordo.
Mi mandano un paio di scosse dolorese fin dentro il cervello. Come monito per futuri tentativi.
Sibilo si ferma a pochi centimetri da me. Sento la mano malvagia strattonarmi i capelli, costringendomi a guardare in alto. Gli occhi mi si riempiono di lacrime.
Non mi serve una visuale completa per vedere che la contorsionista non si è nemmeno piegata per afferrarmi la testa. Le spire di Sibilo sono molto più lunghe di quanto appaiano.

“Adesssssooo mi dirai come avete fatto tu e quel mezzo idiota del tuo amico a fuggire dalla sede centrale. Chi vi ha aiutato? Parla.”

La guardo spaesato. Vuole che parli?
L’incidente deve aver confuso pure lei. Sa benissimo che sono muto.
Sorvolando sul fatto che anche se potessi parlare, l’unica cosa che gli direi è l’indirizzo di un buon logopedista.
“Ah già tu non puoi parlare. Che peccato. Visto che non mi servi posso anche ucciderti subito.”
“Signora, sono ferito, credo di aver bisogno di un’ambulanza.”
Stretto nella morsa della contorsionista non posso girare la testa, ma riconosco bene quella voce. 
L’ultima volta che l’ho sentita aveva un tono più amichevole e molto meno sofferente.
Anche per Mike, l’autostoppista traditore, l’atterraggio è stato brusco. Ben gli sta.
“Ma certo, mio caro” dice Sibilo, lasciandomi i capelli, facendomi battere il mento sull’asfalto.
“Puoi  aiutarmi a sistemare i prigionieri prima?”
“Non so se ce la faccio. Credo di essermi rotto qualche costola.”
Michele è stato piuttosto ottimista nell’autodiagnosi.
Sta risalendo il ciglio della strada almeno cinque metri più avanti rispetto a noi. Ha i capelli impiastrati di sangue e una ferita aperta sul fianco destro, che si tampona inutilmente con la mano.
“Controllo se il bifolco aveva un celular..”

Prima che il poveretto possa rendersi conto in che razza di pasticcio si è infilato, quando ha deciso di aiutare Sibilo, la mano della contorsionista lo afferra al collo e lo inchioda al tronco di un albero.
La reazione del ragazzo è minima, forse per le ferite, forse per lo stupore di essere strangolato da un braccio lungo cinque metri.
Non appena la sua vittima smette di scalciare, Sibilo molla la presa, lasciandolo cadere al suolo, senza vita.
E’ proprio una serpe, niente da dire.

Caligola… mi senti?
Merlin. E’ vivo che bella notizia.
 Si ti sento, come stai?
Bene, sono nella macchina di Arturo, sono scoppiati gli airbag. C’è fumo ovunque.
“Cosss’hai da sorridere? Merlin è qui intorno, allora. E’ ancora nella macchina, vero?”
Diavolo, non sono riuscito a trattenermi. Mi ha fregato. Poi dicono che le bionde sono stupide.
“Ehi Merlin” grida Sibilo verso il Pick-up capovolto. “Vieni fuori non aver paura. Non ti farò niente.”
Eccitata dalla preda, si dimentica per un attimo di me e si incammina verso il Pick-Up.
Ascoltami bene Merlin, grido nella testa del mio amico. Devi arrenderti. Io non riesco a combattere, ho una caviglia rotta, probabilmente tutte e due. Non ti farà dal male, sei troppo importante per il C.I.R.C.O.
La vedo che sta arrivando,mi sussurra Merlin telepaticamente. Come se Sibilo potesse sentire i pensieri troppo forti. Ma di te che ne sarà?
Non ti preoccupare per me. Fatti catturare e tutto andrà bene, tornerai alla Sede con Cristina e il polpettone.

Il mio amico non risponde. Spero che abbia capito che la nostra fuga è finita. Il sipario sta per calare. Questo è tutto gente.
“Sai Caligola, mi sei simpatico, ma ho sempre pensato che tu sia un po’ troppo negativo.”
Volto la testa a fatica solo per incontrare due scarpe nere tirate a lucido.
Merlin è apparso vicino a me indossa uno smoking nuovissimo, un cilindro e un mantello nero, orlato di rosso.
Ha un grosso baule vicino a sé. Lo riconosco, si trovava sul cassone del furgone di Arturo.
“Buonasera gentile pubblico, benvenuti a questo eccezionale spettacolo di magia on the road” grida alle spalle di Sibilo. “Prego si accomodi Signorina, stiamo per iniziare.”
La contorsionista si volta, incredula e furente.
Prima che le sua mani ci piombino addosso Merlin mi getta dentro il baule, con una forza e una rapidità che non sapevo  avesse.
“Il primo numero di stasera è la sparizione dal baule” sento dire mentre precipitato in un vortice viola, assieme a figure geometriche impossibili, che non potrei descrivere nemmeno col pensiero.
La
caduta dura il tempo di un sospiro. 
Mi ritrovo in un boschetto a fissare il didietro di Sibilo, intenta a guardare dentro al baule.
“Hai visto che trucco? Uno dei preferiti del grande Houdini. Certo avremmo dovuto essere incatenati ma per stavolta ho fatto un’eccezione. Adesso guarda questo.”
Senza aspettare la mia risposta, Merlin corre in strada e con una pedata, assai poco adatta a una signora, manda Sibilo nella cassa e la chiude.
Poi estrae dal mantello un’enorme sega.
Merlin, cosa stai facendo?
“Il secondo trucco di stasera è la donna tagliata a metà” grida entusiasta, mentre inizia a segare in due la cassa.
Sibilo deve aver intuito qualcosa perchè inizia a gridare e a tempestare di pugni l’interno della cassa. 
Non smette nemmeno quando Merlin la taglia definitivamente in due.
Non so che cosa le sia successo e non voglio nemmeno vederlo. Avrei gli incubi per anni.
Merlin andiamocene da qua, prima che arrivi qualcuno e abbia la disgraziata idea di guardare dentro al baule.
Il
mio socio corre da me.
“Ce la fai a camminare?”
Se mi aiuti, credo di si.
Credo male. Dopo il primo passo il dolore alla caviglia è talmente inteso da farmi accasciare.
Per fortuna Merlin mi afferra sotto l’ascella. Appoggiandomi a lui va meglio.
Meglio allontanarci da questo macello, proviamo a seguire il sentiero.
“Sento odore di salmastro? Siamo vicini al mare?”
Evidentemente si.
Merda, c’è un bivio.
“Saliamo o scendiamo?” chiede il mio socio ansioso.
Non mi va di parlare, il dolore mi toglie ogni capacità d’azione. Già respirare mi sembra un’impresa.
Un foglio bianco, trasportato da una folata di vento, si appiccica sulla faccia di Merlin.
“Che strano” dice stendendo la pagina. “Ci sono scritti dei versi… piovigginando, sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar. Che vorrà dire?”
Forse è solo una coincidenza, ma sembra un invito a salire.
Ci
rimettiamo in cammino. Il sentiero sale dolcemente per una centinaia di metri fino a terminare su una scogliera.
C’è vento e odore di sale, un ragazzo siede solitario su un sasso. Sta leggendo dei fogli con l’aria disperata.
“Eccovi qua, traditori”
Non c’è tempo per chiedergli chi è, Arturo ci ha trovato.
Ha un tono arrabbiato, ma più di questo mi preoccupa il suono di un cane che viene armato.
Mi giro verso di lui, solo per incontrare l’occhio minaccioso di un fucile da caccia di grosso calibro.
“Siete del C.I.R.C.O. pure voi, lo sapevo. Ci sono due metà di una donna che cercano di riattaccarsi in mezzo alla statale. Ora voi venite con me, vivi o morti.”
Non faccio in tempo a rispondere, l’ululato del vento sovrasta ogni cosa, portando con sé una tempesta di pagine.
Il
ragazzo dietro di noi, continua a fissare il mare, perso in pensieri lontani e malinconici. Non guarda più le pagine sulle sue ginocchia, ma le abbandona mollemente,  in balia del vento.
“Che diavoleria è questa?” urla Arturo mentre le pagine lo circondano. Gli tappano gli occhi, gli entrano in bocca, lo costringono ad abbassare l’arma.
Afferro una pagina al volo.
Riporta una sola frase :
Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.
Ormai Arturo è sparito alla nostra vista, smarrito in un tornado di pagine. Sento ancora i suoi mugolii, flebili richieste d’aiuto, poi niente.
Il
vento cessa di colpo e i fogli cadono a terra.
Il
bifolco è sdraiato a terra e russa come il suo trattore.
“Non ve ne preoccupate, mie cari. Egli dorme. Tra breve si riavrà.”
“Caligola, chi è questo? E come caspita parla?”
Merlin si irrigidirsce. Per la prima volta da quando lo conosco, ogni traccia di ottimismo è sparita dai suoi occhi.
E’ stanco e provato. Non reggerà un nuovo scontro.
Dal canto mio, non riesco nemmeno a reggermi in piedi.
Il
giovane fa un passo avanti e ci guarda, il viso severo incorniciato da un pizzetto preciso e curato.
Fa un piccolo inchino.
“Mi chiamano il Poeta, sono un membro dei Temerari Eroi Associati per la Tutela dei Rifugiati e Oppressi. Vi stavamo cercando. Stasera siete invitati a T.E.A.T.R.O.”

Serie: Freaks


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Discussioni

  1. Ciao Ale, sono mesi che non entro in Open, e come prima cosa mi sono sentito in piacevole dovere di riprendere la tua bella serie. Bene, adesso abbiamo anche il TEATRO, corro a vedere questo evento serale, allora.

  2. Rileggo questo LibriCK a distanza di mesi, finalmente capendo anche il resto della storia. In questa avventura non ci sono puntimorti, è tutto incessante e fluido come un fiume di eventi. Ma a differenza di un film d’azione, qui c’è tanta ironia e soprattutto un punto di vista tenero, offerto da un protagonista spaventati, con un handicap e con cui è impossibile non empatizzare. Il riferimento poi al film Freaks è da intenditori 😉

  3. “Sibilo deve aver intuito qualcosa perchè inizia a gridare e a tempestare di pugni l’interno della cassa. Non smette nemmeno quando Merlin la taglia definitivamente in due.”
    Mi ha fatto ridere 😂

  4. Originali gli acronimi che hai inventato: una bella idea.
    Mi è piaciuto molto il ritmo dell’azione in quest’episodio.
    Ho trovato divertente la scena della donna tagliata in due.
    Ti faccio una piccola richiesta: perché non scrivi uno spin off erotico fiabesco sulla contorsionista?

  5. Ma io stavolta non me la sento mica di dire niente a riguardo, cosa potrei mai dire di fronte a un capolavoro? Sei riuscito a strutturare un episodio ricco e avvincente intorno ‘al ragazzo malinconico chino su dei fogli’ . Ma che meraviglia! Il poeta a parer mio è stato la ciliegina sulla torta
    “Io vivere vorrei addormentato entro il dolce rumore della vita”… È stato piacevole anche trovare Sandro Penna tra le tue righe 🙂 grazie e complimenti Alessandro!

    1. Ciao Giovanna,
      grazie infinite per le tue belle parole, sono veramente felice che ti sia piaciuto.
      Si ho immaginato il “potere” del Poeta fosse questo, usare i versi immortali per gli incantesimi, alla fine la Poesia è un incantesimo di parole, no?

  6. Ciao Alessandro, dicevi di essere in difficoltà ma questo episodio è (come dici tu) fighiss sssi mo! Il Poeta mi piace da morire (ma perché nell’aspetto mi ricorda @giuseppe-gallato?) e voglio assolutamente andare a T.E.A.T.R.O ! 😀

    1. Ciao Micol, infatti come vedi ho dovuto introdurre un nuovo elemento, speriamo nei prossimi LAb, sennò diventa un elenco del telefono.
      Grazie per averlo letto e per il bel commento 🙂
      Il poeta ti ricrorda Gallato perchè super figo e super epico, come il nostro 🙂

  7. ““Mi chiamano il Poeta, sono un membro dei Temerari Eroi Associati per la Tutela dei Rifugiati e Oppressi. Vi stavamo cercando. Stasera siete invitati a T.E.A.T.R.O.””
    ma che grandissimo colpo di scena! 👏 👏 👏

  8. “Merlin andiamocene da qua, prima che arrivi qualcuno e abbia la disgraziata idea di guardare dentro al baule.”
    Ma che diamine è successo a Merlin il buontempone imbranato?

  9. “La reazione del ragazzo è minima, forse per le ferite, forse per lo stupore di essere strangolato da un braccio lungo cinque metri.”
    Questa è la tua prima “uccisione”!!! Bisognerà festeggiare 😂

  10. Però che azione in questo episodio! Il ritmo è incalzante dall’inizio alla fine è i fatti un susseguirsi di colpi di scena! Inaspettatamente Merlin prende una posizione più che decisa lasciandoci a bocca aperta. È il primo tuo lab in cui leggo della morte di qualcuno, attento Ale è un passo verso l’età adulta😛
    L’ingresso del poeta poi ci lascia con la curiosità, con un finale come questo tutto può succedere.
    P.s. Voglio vedere cosa t’inventi perla sigla T.E.A.T.R.O. 😜

  11. Ciao Ale, mi sono inserito a Serie iniziata, speravo gli episodi fossero indipendenti. Nonostante questo, i personaggi appaiono simpatici e vividi. È bello che ru abbia incastonato una scena del Lab in questo racconto. Bravo!

    1. Ciao Tiziano,
      eh no tutte le puntate di questa serie sono ispirate agli argomenti del Lab, una specie di gioco per vedere che ne viene fuori.
      Grazie per averlo letto sono contento che Caligola e Merlin piacciano pure a te.
      Un abbraccio

  12. Chapeau!!
    Un episodio davvero ricco, con un sacco di azione e di pathos, l’ho letteralmente divorato!
    Mi ha piacevolmente sorpreso l’intrapendenza di Merlin, la rivincita di un ingenuo bonaccione che ha dimostrato che non bisogna sottovalutarlo.
    E infine, ti distingui per originalita! Di tutti i Lab che ho letto finora, tu sei l’unico che non è partito dal ragazzo sulla scogliera, ma l’hai invece utilizzato come deus ex machina nel finale. E bravo Ale!

    1. Ciao Sergio, sei troppo buono. Si ho deciso di far vestire Merlin i panni dell’eroe per una volta.
      Eh far entrare il ragazzo sulla scogliera nel flusso narrativo dopo l’assalto di Sibilo mi ha costretto ad essere originale 😁😁😁 di necessità virtù

  13. Ciao Alex. Le avventure di Caligola e Merlin – quest’ultimo in assoluto il mio preferito 🙂 – si possono ascrivere sempre più al connubio tra l’epico e l’esilarante. 🙂 Il finale che hai piazzato in questo episodio, poi, ha generato sicuramente il giusto effetto curiosità: un nome nuovo, un personaggio nuovo, un associazione nuova e il… T.E.A.T.R.O.
    Tanta roba! Sono curioso di conoscere le reali intenzioni del Poeta. Alla prossima. 🙂

    1. Ciao Giuseppe,
      Sono contento che ti sia piaciuto questo episodio. Legando ogni puntata al Lab sono costretto ad adattarmi, però devo smetterla di introdurre novità altrimenti non fornisce più. CIRCO, TEATRO e Ticket Refunders bastano e avanzano