La sconosciuta
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Melania
- Episodio 8: Il dolore
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: Sull’autobus di notte
- Episodio 10: Eugenia
- Episodio 1: A Casa di Loredana
- Episodio 2: Teresa
- Episodio 3: Gineceo
- Episodio 4: Addio
- Episodio 5: Denise
- Episodio 6: Ninna nanna malfamata
- Episodio 7: OF
- Episodio 8: I gemelli Murphy e il fantasma di Joyce
- Episodio 9: Il vino triste prima parte
- Episodio 10: Il vino triste seconda parte
- Episodio 1: Liturgia del desiderio – Parte prima
- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Sono sulla metro, come al solito. Non so nemmeno dove sto andando, probabilmente sto solo cercando di perdere tempo. Poi la vedo. Una rossa, capelli lunghi, spettinati. Un corpo da copertina, da far girare la testa anche a un santo. È seduta proprio davanti a me, immersa in un libro. Il mio libro.
Sul retro della copertina c’è la mia faccia. Quella che Eugenia ha voluto a tutti i costi stampare.
“Sei un bel tipo” mi aveva detto. “Mostrati.” Strategie di marketing, aveva spiegato. Cazzate, avevo pensato io.
Lei chiude il libro, solleva lo sguardo e mi vede. Per un attimo sembra perplessa. Fissa la mia faccia, poi la copertina, poi di nuovo me. È solo una frazione di secondo, ma il suo sorriso mi arriva dritto nello stomaco. È il tipo di sorriso che sa esattamente cosa vuole. E io la voglio. Cristo, se la voglio.
Si alza. Cammina verso la porta della metro con una sicurezza che cattura gli occhi senza strafare. Quando arriva alla soglia, si gira e mi guarda di nuovo, quel sorriso appena accennato, come una provocazione sottile.
Non so cosa mi prende. Mi alzo. I piedi mi portano fuori dal vagone, dietro di lei, come se non avessi scelta. Le cammino dietro a una distanza sicura, la seguo nel flusso della folla. Quel groviglio umano è quasi ipnotico, ma io vedo solo la chioma rossa che si apre una strada tra la gente.
Gira in una via laterale, una strada stretta, buia, come tante altre in questa città incasinata. Mi fermo. Potrei andarmene. Dovrei. Ma poi lei si volta, mi guarda. Sorride. E quel sorriso è la mia condanna.
Attraversa un portone. Io esito, un solo attimo, come se potessi ancora tornare indietro. Non lo faccio. Entro, richiudo la porta dietro di me. Dentro è buio, silenzioso. Lei è lì, immobile, a pochi passi. Mi guarda senza parlare.
Si gira e inizia a salire le scale. Ogni passo è un invito. Ogni passo mi spinge a seguirla. Salgo dietro di lei, il cuore che batte forte. Il suono dei nostri passi è l’unica cosa che sento.
Arriviamo al primo piano. Lei tira fuori un mazzo di chiavi, apre una porta e ci entra. Io la seguo. Non c’è una parola, non c’è esitazione. Appena dentro, mi viene addosso. La sua bocca è sulla mia, affamata. Non c’è dolcezza, non c’è esitazione, solo desiderio puro, feroce.
Le mie mani afferrano i suoi fianchi, scivolano sui suoi seni. Lei si inarca, si avvicina ancora di più, come se stesse cercando di farsi spazio dentro di me. Ci spogliamo in fretta, con gesti sgraziati, come se stessimo lottando contro il tempo.
E quando i nostri corpi si incontrano, si incendiano. Lei si poggia contro il muro, i capelli rossi che le scivolano lungo la schiena, quel corpo che sembra fatto per farmi perdere la testa. La prendo lì, con una furia che non credevo di avere.
Non c’è amore. Non ci sono promesse. Solo il bisogno disperato di consumarci l’uno nell’altra. Lei si muove contro di me, mi sfida, mi prende, come se fosse l’unica cosa che avesse mai desiderato. E io mi lascio andare, mi perdo in lei, perché in quel momento non esiste altro.
Quando tutto finisce, restiamo in silenzio. I nostri respiri sono lenti, pesanti. Lei mi guarda, con uno sguardo che è un miscuglio di soddisfazione e stanchezza. Non c’è niente da dire. Nessuno di noi ne sente il bisogno.
Mi rivesto, lei resta lì, nuda, appoggiata alla parete. Mi osserva con quel sorriso che sembra sapere tutto, ma non chiede nulla. Le sorrido di rimando, un sorriso vuoto, senza pretese.
Apro la porta, esco senza voltarmi.
Fuori, la città è sempre lì. Indifferente. Le luci, i rumori, la folla che si muove senza fermarsi mai. Cammino, le mani in tasca, il suo profumo che mi resta addosso, il corpo ancora scosso. Non ricordo nemmeno se mi ha detto il suo nome. Forse no. Forse è meglio così.
Torno a casa, salgo le scale, apro la porta. Il buio mi avvolge. Mi butto sul letto, chiudo gli occhi, e finalmente lascio tutto andare. Almeno per stanotte.
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Melania
- Episodio 8: Il dolore
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
Bravo! Non so che altro aggiungere!
Un racconto bellissimo, pieno di emozioni e di desideri, quelli che ognuno di noi cerca di nascondere. Dopo la lettura rimane un piacevole retrogusto. L’avevo già detto, ma lo ripeto: mi piace molto come scrivi.
Credo che questo sia l’episodio che finora ho preferito. Perché non ci sono sconti per nessuno e perché è lei a scegliere. Bravissimo e complimenti ancora per come usi le parole.
Grazie Cristiana. Tra poco dovrebbe essere pubblicato un nuovo racconto: Ismaele. E’ un esercizio e mi piacerebbe avere un tuo giudizio sincero.
Lo aspetto e non mancherò di leggere e lasciarti le mie sincere impressioni.
Ammazza quante avventure! Se ci fossi stato io al posto del protagonista sarebbe stato spray al peperoncino ad ogni episodio 😀
Complimenti per lo stile asciutto. Gli episodi sul Natale e sulla telefonata fanno male al cuore, ma la realtà è anche quella.