
La serva
Questa è un’opera di fantasia, e come tale va presa. Spero sia una lettura piacevole.
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Perché mi trovo qui? Tutto questo è assurdo! Costretti nei vostri abiti gessati che odorano di naftalina, mi osservate come un falco le prede. Volete condannarmi? E sia! Ma prima ascoltate la mia storia. Quando avrò detto tutto quello che ho da dire, forse i vostri occhi cancelleranno quell’ombra diffidente che li obnubila.
Bene, cominciamo. Il mio nome è Maddalena e sono la serva di Dio. Che avete da ridere?! Vi sembra divertente? Vi assicuro, cari signori vestiti a puntino, che non c’è nulla di divertente in una vita passata a sistemare il Suo palazzo! Cento e più stanze da pulire e mille tuniche da lavare; bianco e turchino sono i colori che predilige, candidi e splendenti. A forza di sfregare tengo le mani ridotte un colabrodo, mai che si decida a comprare una lavatrice. Non dovrei dirlo, ma il mio datore di lavoro è un vero tirchio!
Vabbè, non che questo sia importante. Come dite? Sì sì, vi racconterò tutto; voi ascoltatemi bene che non sono abituata a ripetere le cose.
Da dove iniziare…ecco! Dovete sapere che Lui sta fissato con capelli lunghi e barba incolta, gli danno un tono da radical chic, dice. Quindi io giù con cento colpi di spazzola, ogni santo giorno. Guai a saltarne uno. Potete immaginare il mio stupore quando questa mattina, di punto in bianco, mi ha detto:
Maddy! Solo cinquanta spazzolate oggi. Ho intenzione di fare un giro nel mondo degli umani.
Ho percepito i brividi risalirmi su per la schiena. Non aveva mai mostrato alcun tipo di interesse per gli umani. Si era limitato a crearli per poi abbandonarli come giocattoli vecchi. Tutto d’un tratto salta fuori ‘sta idea di farsi un giro. Un giro?!
«Ci stanno un sacco di quadri che La ritraggono, vi riconosceranno di sicuro!» Gli ho detto, sperando di dissuaderlo.
Tranquilla Maddy, nessuno mi riconoscerà.
Si è trasformato in puro spirito e scelto un signore di mezza età ne ha preso possesso.
Siamo scesi giù per scale di nuvole, come un’improbabile coppia. Non che mi tenesse per mano, non ha mai avuto un buon rapporto con le donne…a eccezione della madre, naturalmente.
Abbiamo attraversato vie cariche di caos e strani odori, sensazioni che il mio olfatto abituato al vuoto della perfezione non riusciva a comprendere. Miseria e lussuria, una accanto all’altra. Facce di una sola medaglia. Un pezzente agitava la mano, cercava una vita migliore ma non l’avrebbe avuta. Non dal mio Padrone. Non dai suoi simili.
Allunga il passo, Maddy. Non vedo l’ora di soddisfare i piaceri della carne.
Sono rimasta basita alle Sue parole. Ero convinta che fosse troppo puro per abbassarsi a certi istinti, ma chi sono io per giudicarLo?
Mi ha guidato fino a un ristorante e, proprio come aveva detto, si è abbandonato alle gioie della carne. Vederlo affondare i denti in un’enorme bistecca al sangue mi ha fatto sorridere; per un istante ho perfino dubitato che sotto l’aspetto di quell’uomo di mezza età ci fosse il Creatore. Comunque è stato piacevole, anche se non mi sarebbe dispiaciuto assaggiare un pezzetto di quella succulenta bistecca.
Questi uomini se la godono proprio! Avrei dovuto essere più severo quando li ho inventati.
Che avete da agitarvi? So benissimo che la vita di voi umani non è affatto facile, ma per Lui è così.
«Mio signore» Gli ho detto usando il tono più convincente che mi riusciva, «possiamo tornare a palazzo adesso, che Ne dice?»
Dopo Maddy, dopo. Prima voglio dare un’occhiata a quel posticino che mi hanno dedicato.
Ho abbassato la testa e L’ho seguito. Siamo scesi nei meandri della metropolitana e, sgomitando, siamo riusciti a prendere il treno della linea rossa. Che dite? Il biglietto?! Vi pare che Dio abbia bisogno del biglietto?
Si è seduto sulle fredde panche scansando una vecchia con un ombrello e, con mio sommo stupore, si è addormentato. Il sonno è quasi come la morte; i sensi si placano. Per voi umani potrà anche essere una cosa piacevole, ma Dio non può dormire. Vi pare che l’universo stesso possa dormire?
«Signore?» Le pieghe dello spazio-tempo stavano cominciando a sfaldarsi. «Signore si svegli!»
Ho iniziato a scuoterlo, prima gentilmente, poi con più energia. Inutile. Maledettamente inutile.
La realtà scricchiolava: presto tutto il Creato sarebbe collassato su sé stesso. E non fate quelle facce, avrei voluto vedervi!
«SvegliateVi, per l’amor del Cielo! Dovete abbandonare questo corpo. Subito!»
Sembrava sordo alle mie suppliche. La Fine. La Fine perpetua stava giungendo per scaraventare ogni cosa nell’oscurità.
È in quel momento che ho fatto quel che ho fatto. Strappato l’ombrello dalle mani della vecchia, ho cominciato a sbatterlo sulla testa dell’addormentato. Nulla da fare. In preda alla disperazione, con un colpo vigoroso gli ho ficcato la punta di ferro in mezzo alla fronte. Prima di passare a miglior vita, il signore di mezza età ha aperto gli occhi. Una frazione di secondo. Un battito di ciglia sufficiente al mio Signore per staccarsi da quel corpo.
Potete biasimarmi? Era l’unico modo per liberare l’universo da quella prigione di sonno. Ho dovuto farlo: per salvarci. Tutti quanti! Volete punirmi per questo? Fatelo pure, ma ricordate:
Un uomo è morto, ma Dio è vivo.
Avete messo Mi Piace10 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Una narrazione frizzante e piacevolissima. Mi sono divertita al pensiero che forse le nostre vite, per quanto misere, non sono poi così male. Godiamocele fin che si può 😉
Ciao Cristiana, ho provato ad affrontare un argomento difficile con un pizzico di ironia. Lieto che il racconto ti sia piaciuto. 😊
Molto originale questo racconto!
Ciao Kenji, spero ti sia piaciuto. 😁😉
Dio, il Creatore, più simile all’uomo di quanto si possa immaginare.
Grazie Dario, questo è stato il mio primo tuo racconto letto, e ha dato spazio a tante riflessioni, nonostante il chiaro accento ironico.
Ho apprezzato moltissimo!
Grazie infinite Carmen. La chiave di lettura ironica è importante, come lo sono le riflessioni (assolutamente personali) che ognuno ne trae. Grazie ancora.😊
La logica impone chiaramente che le esigenze di molti contano più di quelle di pochi o di uno solo. (Spok)
Scopro questo racconto grazie alla card di @micol-fusca e ringrazio sia lei, per la segnalazione, che @dario-pezzotti per aver scritto questo racconto che mi è piaciuto molto. Complimenti.
Grazie mille @raffaeledipoma. Sono contento che questo racconto ti sia piaciuto.
Ho scoperto questo racconto grazie alla card odierna di @micol-fusca , e ne son felice!
Scritto molto bene, in maniera molto intelligente (come ho sottolineato anche negli altri commenti), devo dire che il finale mi ha sorpreso, non mi aspettavo un epilogo simile, ma devo dire che è deicsamente Pezzottiano 🙂
Grazie mille @sergiosimioni , sono contento che anche questo racconto ti sia piaciuto. Qui mi sono mosso in un terreno piuttosto complesso…😂
Per quanto riguarda il finale, ti ricordo che questa storia fa parte del lab “uomo che si addormenta in metropolitana”. Non sono riuscito a trovare conclusione migliore. 😁😉
Ah! non ricodo quel lab, mi sa che non ero ancora su open 🙂
E quindi, il povero cristo (quasi letteralmente) che s’addormenta, perchè non ammazzarlo brutalmente?! XD
Mi ha spiazzato (per quanto, come dicevo, in effetti rientra nel tuo stile 😉 ) ed ho apprezzato! Alla fine hai creato una sorta di Salvatore involontario, per restare in tema. L’uomo (che era anche Dio) muore per permettere all’umanità di vivere, se vogliamo leggerla in tal senso 🙂
” mio olfatto abituato al vuoto della perfezione non riusciva a comprendere”
Questa frase è favolosa.
Per prima cosa, complimenti per averla pensata, quella della Maddalena che non riconosce (più?) gli odori del mondo terreno è un’immagine eloquente. E poi l’idea che la perfezione sia qualcosa di vuoto, di asettico, è molto, molto sottile.
“non ha mai avuto un buon rapporto con le donne…a eccezione della madre, naturalmente”
👏 👏 👏
“Quindi io giù con cento colpi di spazzola, ogni santo giorno”
questo “velato” riferimento al romanzo di Melissa P. associato al co-protagonista, questo hippy radical chic per cui lavora Maddalena, è un colpo da maestro 🙂
Chapeau!
Blasfemo, si lo è. Prenderlo sul serio no, ma per un credente può dare fastidio il fatto che si stravolga l’immagine di Dio, detto tirchio e che si incarna in un uomo di mezza età scelto a caso. Mi ha fatto pensare al diavolo non a Dio… comunque complimenti per il coraggio e la scrittura sempre graffiante.
Ciao Maria, un racconto in fondo non è altro che un racconto e come tale va letto. Se qualcuno si è offeso me ne scuso, ma non credo che il Capo abbia qualcosa da ridire.😉
Mi hai tenuta incollata e strappato più di un sorriso. Il finale mi ha sorpresa molto: cinico e divertente… Il Signore andava salvato, mica l’uomo! Quello si salva da solo. Ma mi sfugge il significato recondito: cosa volevi dirci? Che Lui è lì a guardarci? 🤔
Ciao Giuseppina, approfitto del tuo commento per specificare una cosa:
Io non voglio insegnare nulla, voglio solo raccontare una storia. Grazie per il commento.😉
La prima parola che mi viene in mente leggendo questo racconto è: geniale! Scrivere qualcosa che riguardi una qualsiasi religione può essere un rischio, ma questa storia è scritta in tono talmente ironico e leggero che non si può fraintendere. Bravissimo Dario, è stata una bella idea 😍
Ciao Debora! In effetti ho faticato non poco per portare a termine questo racconto. L’idea mi girava in testa già da un po’, ma metterla su schermo non è stato facile.😊
Grazie per avermi tenuto letteralmente incollata allo schermo!!! Un librick fresco, simpatico, umoristico, con un bel finale, divertentissimo! Grazie davvero 🙂
Ciao Annalisa, e grazie a te per aver letto questo piccolo racconto.😊
Di certo sai come tenere alto l’interesse del lettore! Trovo che “Maddy” sia fantastico! Un racconto ironico, direi, più che blasfemo. Oppure, blasfemo ma con grazia 😀
Nel finale ti ho riconosciuto, come tu avessi una firma che ti contraddistingue.
Bravo Dario! Ciao.
Ciao Cristina. Non per nulla ho voluto specificare che si tratta di una storia di fantasia!😅
Non intendevo assolutamente essere blasfemo (Sono ateo, ma rispetto ogni credenza religiosa), ma l’idea di una domestica che si occupa del palazzo del Creatore, mi sembrava interessante.🙂
Dario SEI UN PAZZO!
MI PIACE! 😉✌️
Avevi qualche dubbio? Ahahahah
Ciao Dario, confesso che questo è uno dei tuoi racconti che preferisco. Ironico, pungente, aperto… non sono ancora convinta che la serva non sia in realtà una badante schizzata che prende a ombrellate un povero malcapitato a caso. Quanto al “Grande Capo” non gli farebbe male fare un giro in metro e toccare con mano gli effetti del suo senso dell’umorismo.
Schizzata lo è di sicuro…
Troppo gentile Micol. Confesso che ho qualche dubbio sulla riuscita del finale, ma se ti é piaciuto forse non è così male.😉
Ho compreso il perché di questo librick, il senso della storia… un significato forte, profondo. Quella frase finale poi “Un uomo è morto, ma Dio è vivo” la dice veramente lunga! Dario, sempre pronto a farmi passare dieci minuti di pura riflessione con i tuoi racconti. 🙂
Ciao Giuseppe! Questo non è
certo il più corposo dei miei racconti, ma per trovare conclusione ha necessitato più tempo degli altri. Il rischio che non venisse pubblicato è stato altissimo. Il fatto che ti sia piaciuto è un sollievo.😊
Minkia, una bellissima, diverte storia cn una punta di cinismo. Soprattutto.la frase finale, è stata epica!
Ti confesso che la parte finale è stata la più ostica da scrivere. Una roba descrittiva? Cosa mi invento?
Ho preferito una conclusione secca e cinica, come tutta la storia d’altronde.😉
Azz… Dario sono senza parole, hai avuto un’idea straordinaria, che nessuno avrebbe mai potuto avere, sei andato laddove nessuno si sarebbe scomodato! Un racconto proprio tra il sacro e il profano, scritto con grande ironia, senza citare la tua proverbiale maestria… per colpa tua abbiamo quasi rischiato la Fine, menomale che si è svegliato và…😂😂😂 Grande Dario!!!
Carissimo Antonino, all’inizio ho voluto sottolineare il fatto che questo è un racconto di fantasia, sia mai che qualcuno lo pigli sul serio e si offenda! 😅