Melania
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Il dolore
- Episodio 8: Melania
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: A Casa di Loredana
- Episodio 10: Sull’autobus di notte
- Episodio 1: Eugenia
- Episodio 2: Teresa
- Episodio 3: Gineceo
- Episodio 4: Addio
- Episodio 5: Denise
- Episodio 6: Ninna nanna malfamata
- Episodio 7: OF
- Episodio 8: I gemelli Murphy e il fantasma di Joyce
- Episodio 9: Il vino triste prima parte
- Episodio 10: Il vino triste seconda parte
- Episodio 1: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte prima
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Sono seduto in un bar di Piazza Vetra, in uno di quegli angoli bui dove nessuno ti guarda in faccia e, se lo fa, è solo per giudicarti. Ho accettato di scrivere un pezzo sulle baby squillo. Non è il tipo di articolo che avrei voluto firmare, ma ho bisogno di soldi, come sempre. La rivista mi ha dato l’incarico, e io mi dico che devo pur mangiare. Cinico? Forse. Ma non vedo alternative.
Melania arriva in ritardo, come se il tempo per lei non contasse. È giovane, troppo giovane. I diciotto che dichiara sui siti di escort sono una bugia che si sgretola appena la guardi: sedici, forse meno. Cammina verso di me con un’aria da adulta che non le appartiene. Indossa un vestito corto, pensato per sembrare provocante, ma su di lei è solo sbagliato. Gli uomini al bancone la seguono con gli occhi e, quando si siede al mio tavolo, sento addosso i loro sguardi come lame.
«Melania?» chiedo, più per confermare a me stesso che per altro.
Lei annuisce e mi sorride, ma è un sorriso spento, meccanico, che non ha nulla a che fare con la felicità.
«Ti va qualcosa da bere?» le chiedo, cercando di rompere il ghiaccio.
«Acqua» risponde, quasi sottovoce.
Le porto l’acqua e mi risiedo di fronte a lei. Fa male guardarla, ma devo. Devo ascoltarla, trasformare le sue parole nel mio articolo. E, mentre lo faccio, mi odio un po’ di più.
«Da quanto tempo fai questo lavoro?» chiedo senza troppi giri di parole. Ho imparato che è meglio andare dritti al punto.
Lei si stringe nelle spalle, come se non fosse niente di speciale. «Da due anni.»
Sedici anni. Due anni a vendere il suo corpo. Sento un nodo allo stomaco, ma non lo lascio trasparire.
«Quanti soldi fai al mese?»
«Ventimila» risponde con indifferenza. «Dipende dal mese.»
«Ventimila euro?» ripeto, incredulo. «E dove vanno tutti quei soldi?»
«Li do a Filippo» dice. «Lui li mette da parte per me.»
«Filippo?» La mia voce si irrigidisce. «Chi è Filippo?»
«Il mio ragazzo» risponde con naturalezza disarmante. «Non posso avere un conto corrente, quindi lui tiene i soldi per me.»
Vorrei urlarle che quei soldi non li rivedrà mai, che Filippo la sta usando, distruggendola pezzo dopo pezzo. Ma non lo faccio. Rimango zitto e la lascio parlare.
«E ti tratta bene, questo Filippo?»
Lei annuisce. «Sì, certo. A volte mi dà delle pasticche quando sono stanca. Dice che mi fanno bene.»
Pasticche. Soldi. Controllo. La solita storia. Ragazze intrappolate in una rete invisibile, una rete che nemmeno vedono fino a quando non è troppo tardi.
«Quante ragazze vivono con te e Filippo?»
«Siamo in cinque» risponde. La sua voce è piatta, priva di emozione, come se stesse parlando di qualcosa che non la riguarda.
«E dopo? Che vuoi fare? Quando smetterai?»
«Non lo so» dice. «Non ci ho pensato.»
All’improvviso si alza, dicendo che deve andare in bagno. La guardo scomparire oltre la porta, una figura fragile che sembra dissolversi nell’aria. Appena se ne va, prendo il telefono e chiamo Loredana.
«Sono con lei» dico. «Vieni subito.»
Poi chiamo un’amica in polizia. Racconto tutto: «C’è un traffico di minori. Mandami qualcuno.»
Melania torna dopo pochi minuti e si siede di nuovo al tavolo. Le offro qualcosa da mangiare. Accetta un panino, che mangia lentamente, con la calma forzata di chi non vuole sembrare affamato. La sua fragilità mi spezza, ma non posso fare nulla.
Loredana arriva poco dopo. È una presenza rassicurante, con il suo sorriso gentile. Si avvicina al tavolo e guarda Melania negli occhi.
«Ciao, Melania» dice. «Sono qui per aiutarti.»
Melania la osserva con sospetto, ma rimane in silenzio. Loredana si siede accanto a lei, mentre io mi alzo. Il mio lavoro qui è finito, o almeno così credo.
Proprio in quel momento la porta del bar si apre di nuovo. Un uomo sulla trentina entra con un’aria da duro. Lo riconosco subito: Filippo. Melania si irrigidisce. Sul suo volto, il terrore prende il posto della maschera d’indifferenza.
«Che cazzo ci fai qui?» sibila Filippo, avvicinandosi al tavolo.
Melania si alza di scatto, ma Loredana la ferma con una mano. Con un cenno discreto fa entrare due energumeni che aspettavano fuori. Non perdono tempo: si avvicinano a Filippo, lo sollevano come un sacco di patate e lo trascinano fuori.
Loredana si volta verso di me e sorride. «Grazie» dice. Poi mi bacia sulla bocca, come se fosse la cosa più naturale del mondo. «Vieni da me stasera. Casa tua è una topaia e mi fa schifo scoparci.»
Sorrido, ma non mi arriva agli occhi. Fuori, vedo i due uomini che strapazzano Filippo. Lo sento iniziare a sputare tutto quello che sa: dove tiene le altre ragazze, chi è coinvolto. Poco dopo, arriva la polizia. Filippo sembra quasi sollevato. Forse sa che dietro le sbarre sarà al sicuro.
Resto lì, a guardare la scena da lontano. Melania viene portata via da Loredana e le sue volontarie. Io torno a casa con un senso di vuoto che mi attanaglia lo stomaco.
Scriverò questo articolo, lo so. Ma non cambierà un cazzo.
Scriverò lo stesso. Perché è tutto quello che so fare.
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Il dolore
- Episodio 8: Melania
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
“Pasticche. Soldi. Controllo. La solita storia. Ragazze intrappolate in una rete invisibile, una rete che nemmeno vedono fino a quando non è troppo tardi.”
Tanta verità in queste parole. Bravo.
“Scriverò questo articolo, lo so. Ma non cambierà un cazzo.Scriverò lo stesso. Perché è tutto quello che so fare.”
In effetti non cambia mai niente perchè nessuno di quelli lo vuole davvero e perché fa comodo a molti. Davvero bello questo racconto di denuncia che emerge da un’attualità a dir poco spaventosa. Io credo che sia utile parlare di prostituzione e sia utile dare voce a queste donne cui spesso viene imposto il silenzio. Se loro parlassero, sarebbe una musica di dolore, ma pur sempre una musica da ascoltare.
Concordo con te. Molto spesso la prostituzione, specie quella minorile è figlia di abusi e coercizioni. Mi è capitato spesso di incontrare giovani donne uscite dal giro che mi hanno raccontato le loro storie e ti posso assicurare che sono terrificanti.
Mi verrebbe da chiederti di cosa ti occupi, ma questo non è lo spazio giusto. In questo spazio valorizziamo i racconti. Magari, se vorrai, ne parleremo in un altro ‘contenitore’. In ogni caso, ancora complimenti a chi sa dare loro voce e valorizzarne l’umanità, la specialità e la reale e semplice bellezza.
Duro e crudo. Come deve essere.