Passato

Serie: Fondazione


“Scusa Charles. Non ti ho mai parlato di tuo padre perché, da quando sono qui, ho deciso di dimenticare il mio passato. Non ho mai infranto quella promessa che mi sono fatto, ma per te sono pronto a infrangerla. Quello specchio riflette la persona dieci anni più giovane. Io, ai tempi, ancora non avevo fondato l’SP. Vivevo a Palermo. Nel tempo libero ero uno studente che prendeva una laurea dopo l’altra; di giorno, ero proprietario, insieme ad Anton e Kay, di una catena di ristoranti, noi tre ci eravamo conosciuti all’università; infine, di notte, sicario. Uccidevo, non importava chi fosse il mandante o perché volesse morta la vittima, con il giusto prezzo uccidevo chiunque. La stella a sette punte era il simbolo di un mio antenato, Hasan-i Sabbah, il capo di una setta islamica attiva durante le crociate, composta da spietati assassini. La mia famiglia è rigorosa sulle tradizioni e sulle usanze, e se qualcuno dei discendenti vuole percorrere una strada già percorsa da un antenato, che era diventato famoso fuori dalla famiglia, deve assolutamente usare almeno i simboli di quel antenato. Ecco, proprio per colpa di ciò Kai venne ucciso. 03 è mio nemico da lungo tempo. Ai tempi cercò quindi di rintracciare qualche altro mio nemico, e trovò quell’uomo, un assassino di un clan mafioso, Giovanni Macaro. Essere un assassino in quelle zone voleva dire anche, per forza, entrare in contatto con la criminalità organizzata, e a più di qualcuno dava fastidio un killer così abile che obiettivamente avrebbe ucciso chiunque senza rimorso se ben pagato. Fu lui ad uccidere Kai, senza che io potessi fare niente, lo uccise di notte, quando lui sapeva che io ero a ‘lavorare’, l’ultimo omicidio che avrei compiuto, perché mi ero ripromesso di smettere una volta fondata l’SP. Ecco, ho finito. Questa è la storia.”

“Perché tu e 03 siete ‘nemici da lungo tempo’? Che è successo fra voi? E poi vuol dire che la tua famiglia è tipo una di quelle famiglie antiche importanti?”, chiese Jeremy

Ma William non rispose, e nessun altro disse niente.

“Credo sia meglio che adesso gli esperimenti su questo specchio li continui da solo.”

Tutti se ne andarono, i tre ragazzi restarono da soli, fra loro.

“Charles, tutto bene?”

“Si. Sto bene, devo solo realizzare ciò che mi ha detto. Sto bene.”

“Sicuro?”

“SÌ! Sì Pierre sto bene! Non mi cambia sapere cosa successe a mio padre, è già morto, in qualunque modo fosse morto ormai è morto. Cosa dovrei fare?! Piangere?! A cosa servirebbe?! Non servirebbe a niente! A NIENTE!”

“Charles calmati.”

“SONO CALMO!”

“Non sei calmo, per niente.”

Giulia e Pierre abbracciarono Charles, a lui cadde una lacrima, anche loro due erano sul punto di piangere.

“Va tutto bene”

“Già, noi due siamo qui con te e lo saremo sempre.”

Dopo un minuto Charles si svincolò dall’abbraccio.

“Non avrete intenzione di piangere eh?! Fighette!?”

“Anche tu stavi piangendo.”

“No”, lui rise, “Mi è entrato il vostro stupido sentimentalismo negli occhi!”

La sera, quando Giulia non aveva nessun sorvegliante, poiché le creature con aggressività uguale o minore a 3 non avevano i sorveglianti notturni, sentì qualcuno entrare; era William.

“Ciao William.”

“Ciao Giulia.”

“Come mai qui a quest’ora?”

“Per la promessa che ti ho fatto. Odio fare promesse, ma adesso è ora che tu sappia.”

“Ah, ok.”

“Vieni con me.”

I due uscirono dalla fondazione.

“Perché odi fare promesse?”

“Perché odio mantenerle, ma non ho il cuore per infrangere le promesse che ho fatto a persone a cui voglio bene.”

“Dove stiamo andando?”

“A fare una piccola riunione di famiglia.”

“Famiglia?”

“Già.”

Fuori, ad aspettarli, c’erano 13 e 04.

“Finalmente siete arrivati, ci stavamo stancando ad aspettarvi.”

“Ma io cosa ci faccio qui?.”

William ed Elisa abbracciarono Giulia, stavano entrambi per piangere.

“Io e William abbiamo aspettato per molto questo momento.”

“Noi due siamo i tuoi genitori.”

“Cosa?! Cosa? Io non ricordo i miei genitori, ma… ”

“Già” rispose 13 “Poco prima che tu nascessi è scoppiata una forte guerra fra famiglie, e tutti puntavano ad uccidere l’erede che stava per nascere, così William ed Elisa fecero una scelta dolorosa, decisero di portarti lontano, facendo finta che tu fossi morta prima della nascita. Adesso sei abbastanza grande per riuscire a capire quello che succede e per proteggerti da sola, se ce ne fosse bisogno.”

“In che senso lotta tra famiglie? E poi questo vuol dire che sono imparentata anche con te?”

“Si, io sono tuo zio. Sono il fratello minore di William.”

“Puoi tornare con aspetto umano per un minuto?”

“Va bene.”

La nube nera si condensò prima in una figura antropomorfa con dei vestiti neri, poi in un uomo molto simile a William, più alto e con una camicia rossa. Attaccata alla camicia aveva una spilla a forma di ingranaggio.

“Io sono Riccardo Richard Messor Ash”

“Un attimo, quindi il mio nome sarebbe Giulia Julia Messor Ash?”

“Si, esatto”, confermò William, “Perché per tradizione si danno due nomi in due lingue diverse ma corrispondenti; uno nella lingua che attualmente si parla di più e uno nella lingua del paese in cui si vive”

“Perché c’è questa fissa per le tradizioni?”

“Perché i membri più vecchi della famiglia ci menano molto forte se osiamo non rispettare le tradizioni”, Richard disse scocciato, “Siamo la stirpe più antica di mostri puri, siamo potenti e temuti, dobbiamo onorare i nostri antenati… Bla bla bla. Di solito i discorsi sono questi.”

“Già, perché ci sono diverse famiglie di mostri ‘puri’; e il termine ‘puri’ è un termine che indica mostri che non hanno antenati o parenti umani, un razzismo interno tra mostri che favorisce chi non ha parenti umani. Ci sono quattro famiglie diverse di mostri puri: i Messor, la famiglia più antica fondata da Cleopatra, gli Imago, fondata dall’imperatore romano Nerone, poi ci sono i Sorya, la capostipite è la figlia di Boudicca e gli Ogodei di Genghis Khan. Io sono una delle due eredi degli Imago, e la madre di William è una delle due eredi dei Sorya. Questo rende te l’erede di tre delle quattro famiglie.”

“Ok… Allora Ash? E quali sono le famiglie in guerra?”

“Tanto tempo fa, Philip Messor ebbe tre figlie”, spiegò William, “Ma, per la tradizione, solo una o uno dei figli o delle figlie può avere discendenti, perché noi dobbiamo essere ‘pochi e potenti’, e più siamo più litighiamo, quindi loro tre litigarono tra loro per chi avrebbe dovuto avere figli, tutte e tre volevano essere madri. Non trovarono mai un accordo, cominciarono ad odiarsi tra loro, e decisero ognuna di avere figli, ma dando al figlio come secondo cognome il cognome del marito. La maggiore, Wanda Messor, sposò Ash; la seconda, Charlie Messor, sposò Dust e l’ultima, Dorothy Messor, sposò Cinder. Da allora ci facciamo la guerra tra di noi, fra le nostre fazioni interne. Perché normalmente la potenza di un mostro è, in parte, anche legata ai suoi avi, e meno umani ci sono negli antenati più sarà probabile che i discendenti siano potenti, anche se certe volte non è così. Per questo tra famiglie diverse di solito non ci sono schermaglie.”

“Già, infatti, nonostante sia la famiglia Messor quella più antica, e quindi presumibilmente con i membri più potenti, in realtà la parte più grande è la predisposizione naturale. Per esempio io, anche se faccio parte della seconda famiglia più antica, sono potente quasi quanto William e Richard. Perché quando ero piccola ero già molto forte; se loro fossero stati mediamente portati, io sarei stata più forte.”

“Sì… Ma io avrei preferito rischiare di morire piuttosto che vivere in quel modo!”

“Mi dispiace, ma abbiamo preferito fare in quel modo. Ormai non possiamo modificare il passato.”

“E poi”, era Elisa, “Ognuno di noi ha due aspetti di mostri: una meno inquietante, nell’ordine di grandezza degli esseri umani; e una più grande e inquietante. Ma queste sono cose che imparerai col tempo.”

“Ma adesso quello importante che devi sapere è che le tre creature a cui ti abbiamo detto di fare attenzione, cioè 08, 32 e 41, fanno parte della famiglia Dust. Di sicuro 03 si è messo d’accordo con loro in qualche modo.”

“Ok, ma… ”

“Scusa Giulia, ma di sicuro William sta avendo difficoltà a tenere in piedi due illusioni per far finta che io e Richard siamo ancora nelle nostre celle, quindi direi di rientrare, il resto lo imparerai con il tempo, ok?”

“Va bene… Allora.”

I quattro rientrarono, ma continuavano a parlare.

“Comunque domani lo dico che noi due siamo i tuoi genitori.”

“Non dire niente su di me!”, disse Richard

“Tranquillo, puoi restare isolato quanto vuoi nella tua cella di massima sicurezza.”

“Meglio che essere sfruttato in quel modo.”

“Come ti pare.”

La mattina dopo, mentre William faceva lezione, entrarono nella stanza Chris e Jeremy.

“Allora? Perché ci hai detto di venire qui a quest’ora?”

“Cosa hai da dirci?”

“Una semplice cosa: ho pensato che a voi, a quanto pare, dà fastidio non sapere i fatti miei, quindi voglio dirvi una cosetta, così poi non potrete dire che non vi dico le cose.”

“Che cosa?”

“Che io sono il padre di Giulia.”

“Cosa?”

Tutti erano piuttosto sorpresi.

“Tu lo sapevi?!” chiese Jeremy a Giulia “Cioè, di sicuro no, vero?”

“Sì… Da ieri sera lo so.”

“E chi è tua madre?”

“Elisa, 04.”

“Così adesso non vi avvelenerete più cercando di prendere il mio DNA.”

Serie: Fondazione


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Non so perché, ma questo episodio mi ha ricordato molto le atmosfere che si respiravano negli ultimi romanzi di Harry Potter, quando Voldemort ha iniziato l’epurazione dei maghi impuri (mezzi babbani). Ho gradito questa digressione nel passato di William