
La Chiaveonica
Serie: i Tre Portali
- Episodio 1: La Chiaveonica
- Episodio 2: Arcane Mixologìe
STAGIONE 1
Ormai ci furono quasi tutti, ad Elisir Terra. Il primo a proiettarvisi Alef, proprio il Signore dei Tumhunurk.
A seguire arrivarono i Cavalieri Alati delle Terre Ventose, le sacerdotesse d Biancocastello, gli Uomini-Serpente delle Isole Fluttuanti. e le gunoniche Centaure dal lontano Valico Fotonico fino agli Araldi delle Montagne Fatue.
Mancarono giusto i Dragopesce dei Mari del Nord, assieme ai creatori di ogni micronuscolo atomo della flora contenuta in tutto l’intero universo da noi conosciuto, i Psilocibinalberifungo, ma fu comprensibile.
Per loro non è poi così facile trasmutare l’intero corpofluido e proiettarsi così nella dimensione in cui maestoso e solitario, fluttua l’imponente Monte Laurio! Dunque sono soliti inviare alcuni dei loro esponenti, i quali però, sembrano esser ancora in ritardo. Il Supremo Signore di quella dimensione iniziò a dirigersi verso le pendici del Tempio Dorato, accompagnato dal vigoroso corteo dove un tripudio di sfarzosi e succinti costumi ad evidenziare tutta quelle pelle scoperta, mostrava gli enormi tatuaggi rituali delle pretesse e le loro sinuosembianze.
I tamburi vibrarono maestosamente, fino ai confini del Tuttoquantum e le Idroarpe attraverso le loro arcane stringhe, cantarono le melodie di Pura-Luce.
Si trovò dunque dinnanzi alla Prima Scala e tutti si fermarono a diversi metri da lui, come da rito.
Dieci bellissime donne, incappucciate ed adornate da lunghi abiti fluttuanti a coprirle per intero, da un giallo molto chiaro e quasi impercettibile, reggevano delle grandi torce in pietra nera.
Iniziarono a camminar su tutta la Virtuosa Platea, fino ad accendere i bracieri posti sopra ognuna delle cinquanta colonne del sito sacro. Una volta finito tale compito scomparvero, come polvere soffiata dal forte vento Inuihk.
Eppure la loro energia non scomparve, anzi, vi sarebbe rimasta per tutta la durata del rito.
Alla vista di quelle magnifiche bellezze, Alef iniziò a salire i primi gradini.
Il metallo della sua Sacrarmatura, insieme a ciondoli e monili che penzolavano da ogni parte, produssero una dolce melodia accompagnandone così ogni suo passo. Arrivato in cima, compiaciuto, si osservò intorno, pragmatico.
Ancora una volta, la maestria delle razze primordiali si dimostrò, chiara, nella sua più completa fierezza.
Passò qualche istante, e finalmente in un preciso momento la Luna si allineò con i quattro marmorei obelischi presenti intorno al Tempio. La sua luce inizialmente si separò in quattro, grazie ad ognuno di loro, ed una volta raccolta fu proiettata verso la platea dove si trovasse Alef, in un unico e vastissimo fascio luminoso.
Questo investì totalmente lui, e tutta la bianca, lucida roccia circostante che presentava molteplici venature dorate.
L’energia del satellite si moltiplicò, creando un ambiente del tutto unico. Alzò dunque entrambe le braccia verso il cielo, dopo aver piegato leggermente in basso le ginocchia per poi, rialzarle di scatto.
Ci fu un boato ad avvolger il tutto che subito dopo, trasformò ogni cosa in un etereo silenzio.
Silenzio, del quale dovette approfittare per poi accingersi a parlar alle altre razze sotto di lui.
Lui, che nei suoi quattro metri e mezzo di pura maestosità, è il più antico Gigante ancora esistente oggi:
Alef-Bet.
E a gran voce, urlò: «Benvenuti, figli del Grande Creato! Benvenuti, figli miei!» accompagnato dall’urlo di saluto che riecheggiò per chilometri, in tutte le pianure circostanti.
«Ancora una volta siamo qui, in attesa di chi Ancora non È, ma presto Sarà!» concluse, inginocchiandosi con la sola gamba destra. Estrasse da un preciso punto della Sacrarmatura il suo Lamapugnale tempestato di gemme preziose, e girò il palmo della mano sinistra verso l’alto. Ne fece scorrere la lama in orizzontale, per tutta la sua lunghezza senza bisogno di effettuare un eccessiva pressione grazie all’axelophitium con il quale quella lama fu forgiata.
Quel preciso materiale venne dalle profonde miniere della roccaforte substratica di Olisticam, la capitale dei Nani Tre Occhi, e lavorato sapientemente dai mastri Grobstein con i loro mistici e particolari attrezzi.
Il suo sangue, sotto la luce lunare sembrò uno specchio ed iniziò a colare, nella pietra sottostante.
Pietra nella quale delle pendenti canalette, trasportarono quel purpureo fluido verso un bacino semisferico, posto al bordo della platea. Quest’ultimo si riempì man mano, fino che ad ultimo scattò un meccanismo.
Dall’imponente bassorilievo sovrastante i quattro lati della cima del Tempio, si mosse così una pietra.
Più precisamente, quella raffigurante i Cavalli Alati nel momento della loro caccia ai lupi delle Terre Segrete.
Proprio in una delle loro ali la pietra rientrò, completamente, esponendone un perno metallico al di sopra.
In quell’incavo solo lui, il Signore dei Tumhunurk, poteva inserire l’indice della mano destra.
E solo con il preciso anello di cui disponeva, il giusto incastro si sarebbe potuto compiere. Così fece, ed inserì il dito.
La roccia produsse una vibrazione, forte, che fece tremare ogni cosa per qualche secondo fino a che un altro bagliore, di un forte blu, si stagliò immenso da quelle pietre! Tale produzione di colorato riverbero luminoso fu la meccanica conseguenza della fuoriuscita di un piccolo cilindro, proprio tra gli occhi dell’aquila raffigurata nella parte sottostante, stretto e lungo. Tale elemento, fu la Chiave utile per lo svilupparsi del secondo Rito, che avrebbe avuto inizio nella stazione di osservazione in cima al tempio affianco, il magnifico Tempio Errante.
La luce lunare nella platea, si diradò, il satellite continuava solenne il suo cammino e dunque la precisa finestra giunse al termine. Quelle, furono finestre temporali di breve durata, da sfruttare appositamente nel momento fatidico.
Alef-Bet iniziò solenne la sua discesa, finché giunse alle sue grandi orecchie il suono impavido del Cornofiume: i Dragopesce, finalmente arrivarono. Mancò solo una, fra le stirpi primordiali.
Serie: i Tre Portali
- Episodio 1: La Chiaveonica
- Episodio 2: Arcane Mixologìe
Molto evocativo, bravo.
@Nicolarighetti00 Felice davvero, di averti coinvolto con l’inizio di questa storia! E grazie, per aver lasciato un segno della lettura!
Premetto che il fantasy non è un genere che amo particolarmente, ma questo è più un problema del lettore che dello scrittore, naturalmente. Tuttavia riconosco un certo stile evocativo e molta fantasia nella costruzione di un mondo immaginario, con tanta ricchezza di particolari.
Sarà che da inguaribile sognatore nonché visionario, tendo a non etichettare questo racconto come Fantasy se non puramente per obbligo nella scelta appunto, di un genere. Io lo chiamerei più Spirituale, Archeologico. Ma nella lista non li ho trovati 😛 Comunque grazie per aver letto e, commentato. Mi fa molto piacere
Bello, molto bello. Di questo racconto ammiro particolarmente la narrazione quasi dal sapore cinematografico, tanto che leggendo ho la sensazione di vedere le scene davanti agli occhi! Sono sicura che sarà solo l’inizio di una bellissima serie.
Un’ottima sensazione, direi! Beh si, uno degli obiettivi di questa narrazione è anche quello di far sentire il lettore molto vicino ad Alef, rendendolo quasi uno della scena come i membri di quelle razze primordiali che l’adornano. Mi fa piacere che tu abbia commentato e che ti stia piacendo, davvero!
Mi piace questo tuo spaziare tra diversi stili. Qui crei un mondo che va oltre il tempo e lo spazio, e non è per nulla facile farlo dal nulla. ho ritrovato il sapore e il misteri dei miti arcaici, le atmosfere sospese tra magia, leggenda e realtà.Sono curiosa di vedere dove ci porterai.
Credo che spaziare sia per me fondamentale, mi costringe a dover usare differenti strumenti per sviluppare la storia. Un esercizio nel quale mi diverto, aiutandomi a tirare fuori verità e fantasie dal profondo che unite insieme… possono partorire cose come questa. Molto felice che tu abbia apprezzato ed espresso un tuo commento, ti ringrazio. A presto
Un arco narrativo incentrato su una descrizione arcaizzante ed estremamente accurata di una terra…..in un tempo e in uno spazio….
Il genio di forgiare un universo incredibile…..quasi un’opera mitopoietica……
Mitopoetica? Bello questo nuovo termine, mi piace! Son felice che tu abbia colto la magia ancestrale che caratterizza questo scritto, i feedback per me sono importanti. E ti ringrazio