Rosa nera

Una delusione d’amore. Alla veneranda età di trentacinque anni, Carla non è certo una ragazzetta alle prese con le prime cotte, ma scoprire di avere corna più lunghe di un cervo adulto può incrinare le certezze di qualsiasi donna. Qualcuno aveva paragonato l’amore a un apostrofo rosa, ma lei pensa piuttosto a una rosa nera, con artigli di spine ricurve e letali. L’amore graffia, ferisce e, mentre obnubila la mente, fa sanguinare il cuore.

Ogni giovedì sera al cinema Arca proiettano film classici alla modica cifra di tre euro, un’ottima occasione di svago per una newsingle squattrinata. Seduta in quarta fila, non desidera altro che immergersi nella vicenda narrata sul grande schermo, affondare tutta se stessa in quell’illusione. Dimenticare. Cancellare. Mettere da parte il dolore, anche se per il fugace tempo di un sogno ad occhi aperti.

Posa lo sguardo sulla grande tela: i titoli di apertura, la musica sparata a tutto volume. Chiude i sensi a tutto quello che non sia il film; oltre a esso il silenzio e oltre il silenzio…la voce di un ragazzotto in terza fila che sta parlando al cellulare.

«Sì mamma, sono al cinema.»

«Domani?»

«Ho capito, mamma!»

«Che fai le lasagne?»

Carla sbuffa, richiama l’attenzione del disturbatore con un gesto stizzito e lo invita a mettere via il telefono. Questi la guarda e, dopo una scrollata di spalle, interrompe la chiamata per tuffarsi in un barattolo di popcorn acquistati al bar poco prima.

Tutto è pronto: che la magia abbia inizio.

La Aston Martin db5 coupé divora curve e rettilinei con feroce sicurezza: romba il motore e il fumo che esce dal tubo di scappamento adorna l’asfalto. Sul sedile del passeggero, accanto all’agente segreto di sua maestà la regina, Carla sorride; il vento le scompiglia i capelli, si insinua negli occhi facendoglieli lacrimare. Tutto è velocità, ogni cosa è adrenalina. James Bond le appoggia una mano su una coscia con elegante disinvoltura.

Stridono i freni come il verso di una fiera, il motore si queta. La mano cerca l’intimità del pube, la piacevole umidità, calda, libera da freni. Lui e lei, niente li imprigiona.

«Non lo so, James», biascica lei tra gli ansimi. «Forse non dovremmo.»

La mano si muove, accarezza, dona piacere. «Lasciati andare, miss. Lasciati…andare.»

«Ti desidero!»

«Anche io, miss, anche io.»

«Però non ti amo.»

Lui la guarda negli occhi, con passione, con trasporto. «È giusto così», le sussurra. «Chi ama ottiene solo dolore.»

La mano si muove sicura, esplora in profondità. «Oh, James!»

Carla accarezza il turgido rigonfiamento dei pantaloni dell’agente segreto.

«Aspetta, ci penso io.» Abbassa la patta e lo tira fuori: non il fiero bastone della virilità, bensì un telefonino, uno stupido, anonimo telefonino.

«Certo, mamma», dice James Bond, «per le lasagne ci sono sempre!»

L’illusione svanisce, scaraventa Carla nella realtà della sala cinematografica Arca. Preda di una rabbia incontenibile, sfila la mano dalle mutandine sotto lo sguardo sbigottito dei suoi vicini di posto: umida di piacere, orfana d’amore. Con un balzo sgraziato raggiunge la terza fila: il ragazzo sta riponendo il telefono in uno zaino, ma ormai è tardi.

«Vaffanculo, stronzo! Vaffanculo!» Lo colpisce con la furia di una donna ferita, una e più volte. Il sangue si mescola con gli umori, il piacere fine a se stesso.

Delle braccia possenti la sollevano, ma prima che la trascinino via ha il tempo per dare un’occhiata al volto tumefatto del ragazzo: rivede il suo ex e non può fare a meno di domandarsi come sia possibile che i sogni debbano finire sempre male.

«Mi dispiace, stronzo! Avvisa pure la mamma; col cazzo che mangi le lasagne domani!»

Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Amore, Erotico, Narrativa, Umoristico

Responses

  1. Mi ero aspettato una storia più sordida, invece è divertentissima.
    Il racconto mi è molto piaciuto, con alcuni riferimenti alla letteratura erotica molto divertenti e senza rinunciare al la tua bella prosa. Finale che mette d’accordo tutti, autoerotismo o no, gli scocciatori al cinema vanno menati.

  2. “Carla accarezza il turgido rigonfiamento dei pantaloni dell’agente segreto.«Aspetta, ci penso io.» Abbassa la patta e lo tira fuori: non il fiero bastone della virilità, bensì un telefonino, uno stupido, anonimo telefonino.”
    Mi ha fatto ridere

  3. “La Aston Martin db5 coupé divora curve e rettilinei con feroce sicurezza: romba il motore e il fumo che esce dal tubo di scappamento adorna l’asfalto. Sul sedile del passeggero, accanto all’agente segreto di sua maestà la regina, “
    Questo passaggio mi è piaciuto

  4. “Carla non è certo una ragazzetta alle prese con le prime cotte, ma scoprire di avere corna più lunghe di un cervo adulto può incrinare le certezze di qualsiasi donna”
    Mi ha fatto ridere

    1. Francesca! Tutte le volte che rileggo la parte ” Certo mamma, dice James Bond, per le lasagne ci sono sempre” mi metto a ridere come un idiota! Penso che questo sia uno dei librick che mi sono usciti meglio.

  5. A dirla tutta anche in racconti più seri sono riuscito a intravedere una vena comica ben mimetizzata, alcuni tuoi dialoghi ad esempio sono divertentissimi soprattutto quando dosi sapientemente il turpiloquio (usarlo senza risultare volgari è un’arte). In questo LibriCK invece il tuo lato umoristico si esprime pienamente e il risultato è divertentissimo e impreziosito dalla prosa curata nei dettagli e dal riuscitisdimo intreccio citato da @giuseppegallato . Al prossimo Lab, folle amico mio!

    1. Grazie, mitico! In fondo non faccio che esprimere la realtà, forse esasperandola un pochetto. Ahahahah. Riuscire a regalare emozioni, che siano paura o divertimento, è una piccola grande soddisfazione.

  6. Figata di racconto!
    Bel tipino questa Carla, un pò frustrata si però con la faccia tosta
    Dal punto di vista dello stile tutto al posto giusto.

    PS: dammi l’indirizzo della signora, vado io al posto del figlio a mangiare le lasagne

  7. Aspettavo il tuo racconto. Che scrivi bene, lo dico sempre. Stavolta ti dico che sai essere divertente, seppur nel delirio delle trame. Hai delle espressioni davvero esilaranti! Vedi corna di un cervo adulto, ecc. 😂😂🤣
    Bravo! Alla prossima.

  8. Dario, ma che devo fare con te? Ahahahaha 🙂 Racconto breve, ma a dir poco succulento! L’intreccio film/flash/realtà mi è piaciuto parecchio, non era facile impostarlo in poche righe. Bravo davvero. Ai tuoi racconti matti ci sono abituato, ma sei capace di spiazzarmi sempre con frasi ben azzeccate come quella finale. 🙂

  9. Allora Dario, io sarò pure folle, ma tu forse mi batti!😁! Detto questo, il tuo racconto sembra davvero un film in 4k ultra hd per il modo così dettagliato di descrivere ogni singolo momento, il tuo stile è davvero piacevole e particolare, però, penso che il tipo le lasagne le mangerà con la cannuccia! E ho pure letto nei commenti che avresti messo più violenza? Ma poveraccio! Lab sfizioso e divertente!

    1. Ciao Antonino. Non so te, ma io quando sono al cinema pretendo silenzio…i disturbatori li farei a fettine.🤣
      A parte gli scherzi, grazie per aver letto.🙂

    1. Ahahah. Guarda, sono stato combattuto se regalare a questa storia un finale ben più truculento: ho deciso che fosse già abbastanza folle!😉😂

  10. Ciao Dario, il vero lab è scrivere il commento al tuo racconto :)) Ineccepibile, come sempre. L’unica cosa che posso ipoteticamente dire a Carla è che non tutti riescono a portare le corna: solo pochi eletti riescono a sostenerle con classe 😉 i

    1. Grandissima Micol!😂
      Nessuno è immune alle corna (a patto che sia accoppiato). Per quanto riguarda la storia, vuoi mettere la soddisfazione di spaccare la faccia a quelli che disturbano durante i film? 😎😉