Un mattino di primavera.

Erano circa le dieci del mattino di un giorno feriale. Mi trovavo all’interno di un bar tabaccheria dove il grigiore dei visi spegneva ogni sorriso.

Stavo attendendo il mio turno per acquistare un pacco di Malboro, quando la mia attenzione fu attirata da una bellissima bimba, portata per mano da un uomo sulla sessantina dal viso duro.

La bimba poteva avere non più di due anni e mi ricordava Shirley Temple; incrociai il suo sguardo e le sorrisi.

Li osservai andare verso sinistra in direzione dell’angolo bar. L’uomo ordinò un tramezzino e prese dal frigo una lattina di Coca Cola, poi si diresse con la bimba verso le slot alla mia destra. Mise a sedere riccioli d’oro su un basso sgabello, le mise in mano il tramezzino e appoggiò la lattina sulla parte alta della slot.

Meccanicamente introdusse delle monete e cominciò a giocare dimenticandosi di riccioli d’oro.

Guardai prima lui con stizza e poi lei, che con sguardo smarrito fissava il panino.

Provai una gran pena per quella bimba che con la sua presenza dava luce a un grigiore soffocante.

“Mi dica” una voce alle mie spalle mi ridestò.

“Un pacchetto di Malboro grazie.”

Pagai, presi le sigarette e mi avviai verso l’uscita.

Mi accesi una sigaretta e mi voltai verso la porta a vetri del locale. Osservai la bimba attraverso il fumo della mia cancerogena e non potei provare altro che un’immensa tristezza.

Osservai il cielo sopra di me. Era una splendida giornata di inizio primavera, ideale per una passeggiata in un parco a osservare i fiori o sentire cinguettare gli uccelli. Riccioli d’oro invece, era abbandonata su uno sgabello con un tramezzino di cui non sapeva che farne.

Spensi la sigaretta con un sorriso amaro, e mi avviai verso casa con la consapevolezza che anche nel nostro mondo,dove non vi sono guerre e carestie, dove all’apparenza nulla manca, vi sono infanzie rubate.

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Discussioni

  1. Pur se sintetico è un racconto preciso, curato, che attraverso delle gestualità quotidiane come l’entrata in un bar ci narra da un occhio osservatore quello che spesso all’apparenza frettolosa ci sfugge. Piaciuto, ancor di più perché in poche frasi c’è tutto quello che serve a calare il lettore dentro un fotogramma.

  2. Una tematica difficile descritta veramente bene. Una spaccato di vita che contiene una bellissima metafora. Poche pennellate molto colorate ed accese per descrivere una situazione grigia e opaca.

  3. Bravo Claudio mi piacciono i tuoi racconti esprimono la tua profonda sensibilità con garbo e poesia ma  senza tralasciare la tua ormai distintiva “bacchettata” finale per un mondo che spesso non va come dovrebbe.
    Complimenti.
    Stefania

  4. Ciao Claudio, finalmente sono riuscito a leggere il tuo librick. La forza di questo racconto – se non ricordo male si tratta di un personale spaccato di vita quotidiana – risiede nel finale, nel messaggio che hai voluto trasmettere con poche e semplici, si fa per dire, parole. Anche quella sigaretta, consumata nel volgere di una passeggiata al parco, è significativa… fa riflettere. E quello che deve fare una storia è proprio questo. Bravo! 🙂

  5. Ciao Claudio, sono riuscita a visualizzare nuovamente il tuo libriCk! Sono telematicamente imbranata ?. Tolto questo, rinnovo i complimenti. Ho gradito la scelta di rappresentare uno squarcio di vita quotidiano purtroppo vicina a noi. Gli invisibili a cui non viene data importanza per indifferenza.

  6. Ciao Antonino Trovato. Grazie. In effetti l’intento era proprio quello e mi fa piacere che tu abbia colto in pieno quello che intendevo trasmettere. Viviamo in una società malata dove il denaro prende il sopravvento su tutto. Il racconto è uno dei tanti episodi che mi è capitato di osservare. Il prossimo racconto che ho intenzione di proporre sarà incentrato sui senza tetto. Anche quello frutto di un’esperienza vissuta. Piacere di averti incrociato.

  7. Ciao Claudio, in poche e semplici battute hai saputo ritrarre uno dei mali maggiori del nostro tempo, e la vittima non è solo la bimba, a cui viene privato il piacere di godere della sua età, ma anche l’adulto, che come tanti spreca la sua esistenza nelle slot. Hai reso bene il contrasto tra la luce di una placida primavera e il buio squallido di un luogo dove tante vite vengono psicologicamente divorate. Alla prossima?!