1CP25

Serie: Fondazione


“Sono qui! Per ogni secondo che non scappi io mi avvicino!”

William uscì dalla fondazione, e vide una creatura antropomorfa, grande una ventina di metri. Era coperto interamente da squame verdi e alle mani aveva dei lunghi artigli. Sulla testa non era presenti capelli, i suoi occhi erano rossi, e dalla sua bocca spuntavano più di una decina di lunghi denti sporchi di un sangue. Aveva una coda molto lunga e robusta. Vestiva abiti molto ricercati: indossava una camicia di seta bianca, sopra un gilè nero chiuso tramite dei bottoni dorati, una cravatta nera fermata al petto mediante un fermacravatta dorato con incastonato un rubino, dei pantaloni in seta neri e scarpe di pelle nera laccata.

“James, non scapperò da te.”

“Davvero? Prima di tutto prendo le anime e la carne di quei quattro e poi sistemerò te.”

“Non lo farai invece.”

“Cosa? Non è opinabile ciò che sto facendo. Non hai diritto di dirmi di no.”

“Invece sì. Vuoi combattere? Sono pronto.”

“Sto indossando i miei vestiti migliori, li stropiccerei. E dopo ho una riunione con le Nazioni Unite. Devo far rigare dritto quella gente, prima che si dimentichino chi è che comanda. E parteciperanno tutti gli incubi, non posso sfigurare davanti a loro.”

“Tu avevi detto che sarebbe andato bene così com’è adesso.”

“E adesso non va più bene.”

“Facciamo così”, era Lily, 45, che era uscita anche lei, “Chiamiamo tutta la famiglia a casa e facciamo una votazione sulla sorte di quei quattro.”

“Non è così male come idea effettivamente.”

“William? Ci stai?”

“Questo è l’unico modo per farvi tacere per sempre sulla questione?”

“Sì. A parte un giusto combattimento, questo è il metodo tradizionale per prendere decisioni; il risultato sarà inappellabile.”

“Va bene, allora.”

“Perfetto!”

“Il rubino anche se è rotto può ricondurci a casa. Usiamo quello.”

“Ok. Dopo dirò a mio padre di ripararlo il prima possibile”, disse William.

“Chiamiamo tutti e andiamo. Lily, lascio a te il compito di recuperare i Multus.”

“D’accordo.”

“E ovviamente, prima che andiate, portatemi il rubino. Vi aspetto qui. Mi disgusta prendere aspetto umano.”

Il primo ad arrivare da Giulia ed Edward fu William.

“Giulia, vieni con me.”

“Perché?”

“Seguimi.”

I due uscirono insieme, e le venne spiegato tutto.

“Cosa?! Edward e gli altri stanno bene!?”

“Sì, per adesso.”

Presero la pietra e tornarono da James.

“Finalmente sei qui. E tu devi essere mia nipote; scusa, ma preferirei fare le presentazioni a casa.”

Tutti e tre toccarono la pietra, e subito comparvero in una grande stanza. Erano apparsi da un altro rubino appoggiato come soprammobile su un comò.

“Trasformiamoci, ok?”

Una volta diventata molto più grande, Giulia poté osservare la stanza. Era un’immensa camera con muri decorati con molti quadri, di stile quasi barocco, senza finestre; da una parte era presente un ampio spazio vuoto e dall’altra un grosso tavolo rotondo. Ad esso erano sedute molte persone: alcune conosciute, ma altre mai viste.

“Siediti vicino a me.”

Giulia si sedette fra i suoi genitori, quindi osservò le altre persone.

La prima a destra di William era sicura fosse Richard, la seconda era un mostro quasi trasparente, che emetteva una luce verde, ma sulla testa aveva solo degli occhi neri con le pupille verdi. La terza aveva un imponente corpo di colore molto scuro, il quale contrastava molto bene con i vestiti piuttosto formali, completamente bianchi con alcuni dettagli blu, che indossava; tuttavia la sua particolarità era la completa mancanza della testa e, di conseguenza, di tutti i tratti facciali. La quarta sedia era vuota.

La quinta sedia era occupata da una creatura ricoperta da pelo dorato, sulla testa aveva una lunga e vaporosa criniera, i suoi occhi erano neri con le pupille gialle; indossava un vestito lungo e rosso. La sesta era occupata da una creatura particolarmente alta, con la pelle nera, con otto tentacoli che spuntavano dalla sua schiena. Il suo viso era pallidissimo, ed era molto simile al viso di un umano, l’unica differenza erano i suoi occhi neri con la pupilla azzurra. Sull’ottava era appoggiato uno specchio, nel quale era riflesso Alessio, 07. Sulla nona era seduto Jack, sulla decima Lily e sull’ultima James. Le altre erano vuote.

“Io sono James, ma credo che tu abbia già sentito parlare di me.”

“Sì, più o meno.”

“Il fantasma seduto accanto a me è Alexander”, disse Richard.

“Già. Sono io.”

“Piacere di conoscerti, io sono Antonio, sono tuo nonno”, la voce della creatura senza testa risuonava nella mente, tramite telepatia.

“Io sono Charlotte, la madre di Antonio” disse la creatura dorata “E anche la leonessa 1CP25.”

“Sono Oissela, la seconda personalità di Alessio, infatti è lui la personalità originale; io emergo solo quando lui prende il suo aspetto da mostro.”

“E sono il fratello minore di Charlotte”, disse Alessio.

“E ovviamente io sono la figlia di James e la madre di Charlotte e Alessio” concluse Lily.

“Dov’è nostra madre? E Albert?”, chiese William.

“Ci hanno detto che erano occupati e non potevano assolutamente venire.”

Giulia vide che i quattro erano sdraiati, presumibilmente svenuti, ognuno all’interno di un calice di cristallo, immersi quasi completamente, tranne il viso, in alcune gocce di vino.

“Perché sono dentro dei bicchieri?”, domandò Giulia.

“Per valorizzare al meglio la loro carne, ovviamente” rispose Lily senza esitazione “Prima di uccidere un umano bisogna immergere la sua carne nel vino, ovviamente togliendo prima i vestiti, piercing, tatuaggi e cose del genere, così dopo sarà più saporita. Sarebbe sprecata della carne così pregiata, se non fosse valorizzata al massimo.”

“Comunque, iniziamo la votazione. Chi vota per ucciderli adesso?”

James, Lily, Jack, Charlotte e Oissela alzarono la mano.

“Chi si astiene?”

Si astenne solo Alessio.

“Chi vota per non ucciderli?”

Votarono per quest’ultima azione William, Alexander, Richard, Elisa, Antonio e Giulia.

“Abbiamo vinto noi.”

“Da quando valgono i voti dei minorenni?”

“Abbiamo pareggiato.”

“Lia voterebbe di sicuro per non ucciderli!”

“E Albert per ucciderli.”

“Non sapete proprio perdere! Vi attaccate ai cavilli per averla vinta!”

“Non sono cavilli, Richard.”

“Appurata questa votazione” James si tolse i suoi vestiti “Adesso voglio pensare a dare una lezione a chi se la merita. E visto il pareggio, la questione la dovremmo risolvere alla vecchia maniera, uno contro uno, senza interferenze esterne.”

Si alzò, afferrò William per il collo.

“Vuoi combattere?! Va bene!”

William si alzò e si liberò dalla presa.

“Non puoi usare i tuoi poteri contro di me.”

“Se tu pensi di essere così tanto più forte di me, perché non lo dimostri?”

“Subito!”

Lui cominciò a correre contro William, tentò di dargli un pugno, ma venne preso per il braccio e fu scaraventato e bloccato al muro.

“Cosa? Come è possibile?!”

“Non sottovalutarmi.”

“Non cantare vittoria troppo presto.”

James quindi, con la coda, afferrò, staccò di netto e trafisse la sua testa. La situazione si ribaltò in un secondo.

“Vediamo cosa nascondi che ti rende così forte.”

Ed effettivamente, una delle sue mani sotto il suo camice, impugnava un coltello con delle scanalature che brillavano di viola, che Giulia riconobbe come 02.

“Ecco il trucco!”, lui strappò e lanciò lontano il coltello, “Nessuno osi passarglielo!”

James buttò la testa a terra e cominciò a picchiarlo, e William non riuscì a contrastarlo.

“Lo capisci che tutto questo lo sto facendo per te? Tu sei il prodigio della nostra famiglia, se seguissi le nostre regole diventeresti una leggenda! Senti. Facciamo un accordo: smettiamo di combattere e prendi tu le loro anime. Diventerai ancora più potente di dio.”

“Mai! Non infrangerei MAI quella promessa.”

“Allora dovrò continuare fino a che non lo capirai.”

“Non potete fare qualcosa?”, chiese Giulia.

“Certo che no!”, era Lily, “Tuo padre si deve prendere la responsabilità delle sue azioni”

“Ma…”

“Che cosa state dicendo?”, James lasciò cadere William, gravemente ferito, sul pavimento,  “Ah capisco. Questo coltello è meglio che lo prenda io, prima che qualcuno tenti di recuperarlo”

Mentre parlava lo prese e lo arrotolò nella sua coda, quindi tornò a picchiarlo.

“Cosa possiamo fare?”, chiese Giulia ad Elisa sotto voce.

“Noi due niente, in questo momento” lei guardò Richard e Alexander “William ha creato delle illusioni per coprire la nostra scomparsa dalla fondazione, ma contro di lui non può fare niente del genere. Senza il coltello non può vincere, visto che la sua forza fisica non è per niente il suo punto forte, e l’unico potere del capofamiglia è annullare tutti i poteri dell’avversario. Per questo Alexander sta aspettando il segnale di Richard per usare il suo potere e riprendere il coltello.”

“E perché non lo hanno ancora ripreso?”

“Stanno aspettando qualcosa che distragga James. Io sto pensando a qualche modo per distrarlo, ma non mi viene in mente niente di credibile.”

“Se comincio a fare casino io, dici che combino qualcosa?”

“No. Serve qualcosa che davvero attiri l’attenzione.”

“Tipo?”

Ma mentre parlavano Giulia notò che Edward si era svegliato; lui si guardò intorno, e subito si sdraiò di nuovo.

“Edward… ”

Giulia lo tirò fuori dal bicchiere e lo stese sulla sua mano, tuttavia era paralizzato dalla paura e non riusciva né a muoversi né a parlare.

“Cosa?!”, Lily era sorpresa, “Quel Multus si è svegliato?!”

“Cosa?”, James guardò il tavolo, “Chi si è svegliato?!”

“Adesso!”, urlò Richard.

Alexander trapassò la coda di James con il suo braccio, tirò fuori il coltello, che era diventato anch’esso di un materiale simile al corpo di Alexander, infine lo fece tornare solido e lo lanciò a William.

Serie: Fondazione


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Discussioni

  1. Sono un amante del genere e questo brano mi è piaciuto, anche se è pieno di errori e ripetizioni che ti consiglio di rivedere al fine di far scorrere la lettura. E’ chiaro che hai imparato la lezione di Asimov, ma se vuoi distinguerti, e sei sul percorso giusto, devi elaborare la tua base sci-fi e creare uno stile più identificativo, secondo me. Nota a margine: secondo me, se i nomi dei protagonisti sono anglofoni, allora Giulia dovresti scriverla con la J

    1. Grazie per il giudizio e i consigli! Riguardo ai nomi, c’è una motivazione precisa per cui è Giulia e non Julia, e presto verrà spiegata.