1CP44

Serie: Fondazione


“Una la ho davanti… ? Giulia!”

45 assunse un aspetto umano. Era una donna sulla quarantina, con i capelli marroni e gli occhi verdi, quindi abbracciò Giulia.

“Scusa, non pensavo di incontrare la mia famiglia qui.”

“Niente, tranquilla… Quindi noi siamo parenti?”

“Io sono Lily Messor Ash, e lui, che chiamate 9CP36, è Jack Ash. Noi due siamo i tuoi trisavoli.”

“Quindi quanti anni avete?”, chiese Henry.

“Non si chiede l’età di una signora”

“Diciamo che all’inizio della prima guerra mondiale io ero considerato già troppo vecchio per andare a combattere al fronte.”

“Visto che siete di famiglia” era Fatima “Potreste stare tranquilli qui e non uccidere?”

“E perché non dovrei uccidere?”, Lily si avvicinò a Fatima e cominciò a guardarla con disprezzo, “Eh? A cosa servite se non a sfamare noi mostri? Di sicuro non a costruire quelle stramberie inane”

“Inane?”, Charles era confuso, “Questa parola esiste?”

“Certo che esiste. È desueta?”

“Già, è desueta. Siamo vecchi, sai cara?”

“Comunque io vorrei che cercassi di mangiare cibi normali”, Giulia intervenne nel discorso a favore di Fatima, nel modo più gentile possibile, “Cioè, lo vorrei. Mi piacerebbe”

“Per me va bene, non c’è problema. Anche per te cara, vero?”

“Se me lo chiedete voi va bene, lo faccio solo per voi.”

“Grazie!”

“Se non vi dispiace noi due restiamo insieme.”

“Va bene.”

Tutti uscirono.

“Tutto è andato bene alla fine.”

“Già, non ho dovuto usare le mie protesi.”

Fatima rimise tutto a posto nella sua valigetta, quindi uscirono tutti. Ma lì trovarono una particolare scena.

“Vi prego! Salvate la mia sorvegliante! Non sta bene!”

Davanti a loro c’era una creatura antropomorfa, alta tre metri e scheletrica, completamente bianca e senza peli, con sul viso solo una grande bocca. I suoi occhi, che erano verdi, si trovavano nel centro dei palmi delle sue mani, aveva in braccio una piccola donna, bassa e magra, svenuta.

“44!”, Fatima, Giulia, Charles e Pierre si avvicinarono a lui, “Lasciaci controllarla”

“Abbassa il suo corpo”, disse Giulia, “In modo che io la possa toccare”

“Subito!”

Giulia ascoltò il battito cardiaco e controllò altri parametri assaggiando il suo sangue.

“Un calo di pressione. Non è niente di grave. Adesso sdraiala su un piano e fai in modo di alzarle le gambe, poi quando si riprenderà devi dirgli subito di bere tanta acqua con zucchero.”

“Ok, grazie”, 44 abbracciò la donna, “Tranquilla, adesso starai bene. Aspetta un pochino e farò andare tutto bene”

Ma appena li ringraziò si accasciò a terra, senza però far cadere o ferire la donna in nessun modo, abbracciando il suo corpo.

“Che cosa succede?!”

“Questo posto da adesso è sotto il nostro controllo.”

Dietro 44 videro una donna accompagnata da cinque guardie armate, di cui una sembrava aver sparato alcuni colpi.

“Cosa vuol dire?! E perché avete sparato contro 44?!”

“Sono qui per prendere il comando di questo posto, poiché voi non avete intenzione di seguire le direttive governativa. E poi è ovvio il perché la guardia abbia sparato! Quel mostro le stava facendo del male!”

“Eh? Lei è stata male e lui è corso da noi per dirci di aiutarla!”

“Ne dubito.”

Mentre Fatima parlava Giulia aiutò 44 ad alzarsi.

“Stai bene?”

“Sì. Mi ha messo KO il dolore di quelle pallottole a frammentazione. Il mio corpo ha fatto da scudo alla mia sorvegliante…” 44 mostrò i palmi delle mani alle sei persone; e i suoi occhi diventarono improvvisamente neri “Se lei si fosse fatta male, voi sareste stati morti in un secondo.”

“E tu devi essere quella assassina negr…”

“Non ti permettere di usare quella parola!”

Giulia con una coda di sangue stritolò la donna. Le sue guardie spararono, ma i proiettili non le fecero niente.

“Lasciami immediatamente mostro!”

“Giulia”, la rassicurò Fatima, “Lasciala.”

Giulia lasciò cadere la donna, e ritirò le sue code.

“44, credo per te che sia meglio tornare nella tua cella.”

“Ok, penso tu abbia ragione. Ma chi sei? Sei nuovo, vero?”

“Sono Henry, 3CP49.”

“Piacere di conoscerti!”, disse sorridendo, “Adesso io vado.”

44 si alzò mentre aveva in braccio la sua sorvegliante, che non aveva mai mollato, e si ritirò nella sua cella.

“Tu sarai riportata al tuo posto in carcere. Invece, dov’è quel mostro che ha dichiarato il falso cercando di spaventarci?”

“William in questo momento non è qui”, disse Edward.

“E tu chi sei?”

“Noi tre siamo i sorveglianti di questi quattro ragazzi. E anche tu non hai detto il tuo nome.”

“Io sono Annie Foster. E quando sarà di nuovo qui quel mostro?”

“Fra qualche giorno.”

“Fino a quel momento sarò io a gestire questo manicomio, e quando quello arriverà lo metterò al suo posto.”

“Non ci riuscirai!” era Charles, “Appena arriverà vi caccerà tutti! E riporterà la pace!”

“Non credo proprio. Adesso voi mostri tornate nelle vostre gabbie.”

I ragazzi e i sorveglianti furono condotti a forza nelle loro celle dai sei.

Intanto Fatima accompagnò 36 nella sua cella.

“Ho sentito quello che stava dicendo quella donna.”

“Quindi?”

“Tu devi ancora restare con me vero?”

“Sì, per controllare come la tua lama si è rigenerata. Perché me lo chiedi?”

“Di sicuro ti vorrà portare via da qui, giusto?”

“Già… È stato bello, ma ormai non ho scampo. Dovrò finire di scontare la mia pena in carcere.”

“E quanti anni ti mancano?”

“Una decina.”

“Così tanto?”

“Eh sì. Io sono un omicida…”

“Comunque… Ho un’idea!”

“Cosa?”

“Quando lei arriverà qui tu dovrai stare nella stanza esterna e io in quella interna, in più devi fare in modo di attivare i microfoni, per permettermi di parlare direttamente con lei, va bene?”

“Cosa hai in mente?”

“Niente di doloroso, almeno fisicamente.”

“Va bene. Mi fido di te.”

“Bene! Tu reggimi il gioco!”

“Va bene.”

Poco dopo la donna con le guardie tornò da Fatima.

“Tu adesso andrai con le mie guardie e starai nel posto in cui dovresti stare.”

“Beh, non posso oppormi, quindi… ”

Mentre Fatima parlava notò che Annie indossava una collana dorata con un pendente rosso.

“È vero che è qui presente un nuovo presidente?”, chiese Jack.

“Sì, perché?”

“Una donna in gonna, per i piani alti una rogna, sicura di non finire alla gogna?”

“Cosa? Come fa a sapere queste cose?”

“Il trucco deriva da un grande antenato, che concesse a Cassandra la conoscenza del fato, ma per colpa del suo amore beffato, il suo dono venne sfigurato.”

“Vuole dire che può prevedere il futuro”, disse Fatima, per reggere il gioco.

“Il futuro? È davvero possibile prevedere il futuro?”

“Qui dentro il poter prevedere il futuro è solo una delle tante capacità che possono avere le creature. Non è così sorprendente.”

“Mi spiace rovinare l’illusione fatale, ma io non posso rimanere a guardare un destino brutale per persone tanto sfortunate. In ciò che vedo arrivare, vedo solo conseguenze amare, ma è troppo tardi per scappare. Da loro non vi potrete salvare. L’unica salvezza è sperare, le creature dall’infinito potere non vi lasceranno andare!”

“Cosa?! Un presagio negativo?! Gli devo credere?”

“Come osi dubitare della mia profezia!? Essa è una garanzia! Da lunghi secoli il mondo è la platea dell’anomalia della famiglia mia!”

“Cioè ha sempre azzeccato tutto?”

“Sì, sempre. Tuttavia il futuro che lui prevede può essere cambiato.”

“Come osi infangare il nome della mia grande, gloriosa, divina stirpe! Una turpe sorte è già alle vostre porte, attirarsi l’ira dei divini è una mossa poco affine a chi non cerca la morte!”

“Va bene, come dici tu. Cosa possiamo fare allora per non avere questa sorte?”

“Cambiare di poco il futuro dovrebbe bastare, quindi vi consiglio di ponderare la scelta di allontanare persone competenti del proprio affare, come un prete con l’altare.”

“Non puoi essere più chiaro?”

“Non allontanare le persone competenti dal proprio affare.”

“Quindi? Chi non devo allontanare? L’assassina?”

“Non c’è risposta giusta, ma solo una poco angusta.”

“Possibile che riesci a prevedere tutto ma non riesci a darmi un nome?!”

“Arrabbiarsi non serve a niente, è proprio dolente rivelare facilmente la propria mente.”

“Comunque credo intenda me.”

“Allora… Se proprio siamo costretti, tenerti qui non è un problema. Ma alla prima mossa falsa che fai ti cacciamo, intesi?”

“Certo!”

“Bene.”

I sei se ne andarono.

“Wow. Mai visto qualcuno di così credibile.”

“Già… Anche perché stavo dicendo la verità, in un certo senso.”

“La verità?”

“Io sono davvero in grado di prevedere il futuro, un po’ come fa Elisa, e quando ero stupido e giovane parlavo solo in rima, per far vedere quanto fossi figo…”

“Grazie Jack, comunque.”

“Di niente! Mi sono divertito!”

“Perché mi hai aiutato?”

“Mh. Se William ti ha voluto qui vuol dire che c’è un motivo, e io voglio aiutare mio nipote.”

“Ok. Adesso però devo modificare i tuoi documenti cosicché dicano che tu puoi prevedere il futuro, se no potrebbe non crederci.”

“Giusto, non ci avevo pensato.”

“Fatima!”, in stanza entrarono Jeremy e Chris.

“Tu sei ancora qui, vero?”

“Sì, grazie all’aiuto di 36. Ha fatto finta di prevedere un futuro negativo e gli ha detto che se mi avrebbe allontanato sarebbe successo qualcosa di terribile.”

“Ok, menomale.”

“A voi che ha detto?”

“Lei ancora niente, ma alcune delle sue guardie ci hanno detto di scomparire da questo posto.”

“Bene… Non possiamo lasciare questo posto in mano loro però, farebbero un vero casino.”

“Dobbiamo aspettare che torni William!”

“Quando tornerà caccerà tutta quella gente, ma fino ad allora noi non possiamo fare niente.”

“Speriamo che nessuna creatura pericolosa evada proprio oggi o domani.”

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