8CP55

Serie: Fondazione


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo che Edward ebbe conosciuto 5CP35, William riuscì a convincere Jeffrey a lasciarsi curare. Infine, una visita inaspettata di un membro della famiglia Cinder, permette a William di cercare di tornare in contatto con questo ramo sfuggente della famiglia.

Herta, dopo aver spiegato la situazione di sua madre, andò via.

“La consta è una malattia che colpisce i mostri, per chi se lo stesse chiedendo.”

“Ah ok.”

“Perché sei disposto ad aiutarli?” chiese Henry, “Cioè, loro, da come hai detto, sono scappati e non si sono mai più fatti trovare.”

“Perché adesso che lei si è fatta vedere da me ha espresso l’intenzione di tornare a stare in contatto con noi. In questa situazione di sicuro tutta la mia famiglia verrà a saperlo prima o poi, e se mi metto a litigare io figurati i miei familiari. Voglio evitarlo.”

Il pomeriggio William andò dal rubino, e tramite esso tornò a casa.

“Cosa ci fai qui?”, trovò James seduto al tavolo mentre leggeva un libro.

“Voglio portare via il rubino dalla fondazione e portare al loro posto gli orecchini.”

“Davvero? Gli orecchini non danno nessun effetto a tutta la famiglia Messor.”

“Questo è il punto.”

“Perché vuoi lasciare i Dust liberi di trasformarsi?!”

“Ho le mie motivazioni.”

“Hai fatto pace con loro, vero?”

William non rispose.

“Irriverente. Nessuno ti ha dato il permesso.”

“Ormai è da lungo tempo che non ci sono grandi scontri tra di noi.”

“Questo non c’entra niente, tu… ”

“James calmati”, era un mostro con la pelle completamente bianca, con centinaia di occhi neri con la pupilla blu sparsi per tutto il suo corpo, “Lascialo fare.”

“Ma… !”

“Va bene così, fidati”, ripeté Charlotte, che era appena arrivata nella stanza.

“Va bene allora! Ma se li incontro, li tratterò come sempre!”

“Ok, va bene.”

“Allora va pure a prendere gli orecchini. Ma adesso passano sotto la tua responsabilità, se si rompono, io rompo te.”

“Va bene.”

“E se vuoi davvero scambiarli non puoi spostarli tramite il teletrasporto. Ti devi fare la strada lunga.”

“Lo so.”

Charlotte e James se ne andarono.

“Comunque perché qualche giorno fa non sei venuta?”

“Dovevo assistere a un esperimento molto importante che non potevo rimandare, ma alla fine è andato tutto bene.”

“Perché mi sono fatto male io.”

“È un dettaglio trascurabile.”

William scambiò i due oggetti, e poco dopo Herta gli portò ciò che gli era stato chiesto; e si adoperò subito per sintetizzare la cura.

Mentre lavorava Fatima arrivò da lui.

“Che cosa è successo al rubino? Perché al suo posto è comparso un orecchino?”

“Ho fatto una sostituzione, in modo che nessuno dei miei parenti abbia problemi.”

“Quindi 29 l’hai portato via?”

“Sì.”

“Quindi questo orecchino è 55?”

“Esatto.”

“E ha gli stessi poteri di 29, giusto?” Fatima lo osservò, “È vecchio questo orecchino?”

“Ha gli stessi poteri di 29, e sì, è molto vecchio. Appartenevano alla capostipite della mia famiglia: Cleopatra. L’altro orecchino è dentro la nostra casa di famiglia. Hanno circa duemila anni.”

“Wow.”

“Comunque questo pomeriggio io non ci sarò.”

“Ok. Vuoi portare qui un’altra creatura?”

“No, mi è stato chiesto di visitare una persona.”

“Ah. Ok.”

Prima di andare William passò nella cella di Jeffrey.

“Un membro della famiglia Cinder mi ha chiamato per curare una persona.”

“Cinder? Davvero?”

“Davvero.”

“E perché sei qui a dirmelo?”

“Loro non vogliono litigi, e se tu vieni dimostri che anche i Dust non hanno intenzione di combattere.”

“I Dust? Semmai noi quattro membri più giovani.”

“Comunque è già qualcosa. Sai parlare tedesco, vero?”

“Certo che sì.”

“Bene. Vieni con me. Mi hanno detto il loro indirizzo.”

“Va bene, allora. Un attimo. Indirizzo?”

“Già.”

“Cioè, hanno una casa normale? Nella quale non si possono neanche trasformare?”

“A quanto pare. Andiamo.”

“Fluttuando quanto tempo ci metteremo?”

“Troppo. Ma ho un’idea migliore. Vieni con me.”

I due uscirono dalla cella, ed andarono nella stanza di William.

Jeffrey si fermò proprio davanti al tavolo che era nella stanza.

“Seriamente? Tieni sempre in stanza una ciotola di orsetti gommosi?”

“Sì… Quindi? In particolare quelli alle ciliegie e ai lamponi sono i miei preferiti. Ne vuoi uno? Oppure ho anche del succo di amarena, del gelato o un po’ di torta al cioccolato. Vuoi qualcosa?”

“No. Ma mentre escogiti piani segreti per salvare il mondo… O distruggerlo, ti ingozzi di dolci?”

“È una finezza che non puoi capire.”

“Se lo dici tu… Comunque, scommetto che qui nella tua stanza c’è un muro finto.”

“Mi conosci troppo bene.”

William toccò un muro e questo scomparve, quindi andarono avanti.

“Entriamo in quella macchina”, prima di entrare prese con sé una borsa.

La macchina in questione sembrava una semplice cabina con dentro una tastiera attaccata alla parete.

“Cos’è questa macchina?”

“Adesso lo vedrai.”

William inserì molti numeri tramite la tastiera e dopo schiacciò il tasto invio.

“Ma cosa…?”

In quel momento cominciarono a sentire un forte rumore, che scomparve dopo dieci secondi.

“Siamo arrivati.”

“Arrivati?”

I due uscirono e si trovarono in un posto completamente diverso.

“Quella macchina è tipo un teletrasporto?!”

“Già”, William la toccò e si rimpicciolì, quindi se la mise in tasca, “L’ho costruita io.”

“Decisamente uno scienziato pazzo pronto a conquistare il mondo. Alexander lo diceva sempre che saresti diventato una persona del genere.”

“Effettivamente alla fine non si sbagliava.”

“È il perfezionamento della macchina del tempo? Cioè, ho sentito che sei riuscito a costruire una macchina del tempo, che funziona senza sotterfugi paranormali, è vero?”

“Diciamo di sì. Ma è una cosa di cui non vado fiero; appena torniamo ti racconto tutta la storia.”

“Ok.”

In poco tempo raggiunsero la casa. Era una villa con un grande giardino in una piccola città tedesca. L’esterno era isolato dall’interno da una recinzione con sbarre molto larghe, infatti si riusciva perfettamente a vedere l’interno. Nel giardino stava giocando un bambino di una decina d’anni, che subito cominciò a fissarli da lontano.

“Quel bambino è umano o sbaglio?”

“Non sbagli. Già ieri me ne sono accorto; Herta non ha avuto alcun effetto dal nostro rubino. Questo vuol dire che qualcuno di loro ha avuto figli con un umano, e quindi non sono più una famiglia pura. Comunque, suoniamo il campanello.”

Subito dopo il cancello fu aperta dalla ragazza che William aveva già incontrato.

“Spero non ti dispiaccia se ho portato con me lui.”

“No, figurati. Non è un problema. Io sono Herta Messor Cinder.”

“Jeffrey Jef Messor Dust, piacere.”

La ragazza fu sorpresa di sentire quel cognome.

“Messor, voi avete lo stesso nostro cognome”, il bambino si avvicinò a loro, “Siete dei nostri parenti? Cioè, avete solo una parte del cognome uguale. È strano.”

“Hai ragione, è strano.”

“Comunque noi siamo lontani parenti.”

“Scusate”, Herta prese in braccio il bambino, “Il mio fratellino fa domande scortesi. Entriamo in casa.”

“Lui è la persona che è venuta per curare mamma?”

“Ben, basta. Silenzio.”

Entrarono in casa, e Herta li portò nel salotto.

“Sedetevi pure, intanto io e Ben andiamo a chiamare nostro padre e nostro nonno.”

“Va bene.”

I due rimasero soli per qualche minuto, quindi rientrarono in stanza quattro persone. Herta, Ben e due uomini, uno che sembrava avere quarant’anni e uno cinquanta. Quest’ultimo si sedette in disparte, gli altri vicino ai due.

“Io sono Albert Messor Cinder.”

“Io sono Guglielmo William Messor Ash.”

“Io Jeffrey Jef Messor Dust.”

L’uomo che sembrava più giovane era stranito.

“Scusate la domanda scortese, ma gli Ash e i Dust non si odiano?”

“Sì.”

“Ma solo i vecchi.”

“Comunque, sei in grado di guarire dalla consta mia figlia?”

“Certo.”

“Come? È qualcosa di rischioso?”

“No. È una cura da ingerire. Normalmente questa cura il 90% dei pazienti, nel restante 10% viene rigettata e vomitata. Se lei è uno di quei casi ho qui la cura alternativa che funziona solo su quel 10%. E non voglio niente in cambio, non posso calcolare il valore di una vita.”

“Voglio solo dire che giusto qualche giorno fa ha curato anche me con quella roba strana dalla consta, e non sono morto e non ho avuto effetti strani. Non mi piace dare meriti, ma lui ci sa fare in medicine e cose così.”

Tutti rimasero in silenzio.

“Posso tornare a giocare in giardino?”

“Ben! Non… ”

“Va bene.”

“Non ci dà fastidio.”

Quindi il bambino uscì dalla stanza.

“Vorrei dirvi ancora una cosa”, William guardò l’uomo che era rimasto in disparte per tutto il tempo, “Non prendete nel verso sbagliato quello che adesso vi dico. Se avete bisogno di aiuto o cose del genere non esitate a chiamarci, ma le persone sbagliate potrebbero prendere molto male il fatto che voi non siete più una famiglia di mostri puri.”

“Voi mostri ritenete che un umano non possa stare insieme a un altro mostro, vero?”

“Noi no”, rispose Jeffrey, “Ma noi siamo i membri più giovani delle nostre famiglie, e solitamente più vanno avanti con l’età più i nostri famigliari sono retrogradi.”

“Quindi se non volete problemi cercate di stare lontani da loro.”

“Ma i vostri parenti che cosa c’entrano?!” rispose di nuovo lui, “Perché non ci possono lasciare in pace?!”

“Perché secondo loro gli umani sono creature inferiori. Non vi stiamo dicendo di non stare insieme, vi stiamo solo dicendo di fare attenzione ad alcuni mostri là fuori.”

“Perché non li fate scomparire questi pregiudizi?”

“Se pensi che sia così facile perché non provi a far scomparire i pregiudizi fra umani?”, Jeffrey rispose con un tono tagliente.

“Comunque adesso vado a curarla.”

“Va bene.”

Intanto, in fondazione, Scott stava per andare via, quando il muro venne sfondato da una creatura.

Subito Charles e Henry si avvicinarono, e la videro.

“In questo momento non voglio combattere. Se voi siete in grado di tradurre ciò che è scritto su questo foglio potrei risparmiarvi!”

Mostrò il foglio, ed era pieno di lettere che sembravano senza senso.

JKRSFPJTRNYJFJSRWRPOTHYOPQPOJVUWQUJFHFFJOIHQFFPRJNHVFHSQWUQPOQUJPOQJDONOVVJRDRUOJUJKOWJPOIHJVQSOPQAPQFPODJRPWJUJPOQUOVJSQUJYPOKOUOPOTRWFJWHQNOWFOJVNJRAHFHPRYOPTQYJPOSOTJQFFQTTGOPQWWROPJWFPQTTJQPOQWWJOARSFOPSOKJPJNQWOFONYRKRPPOJTGOKJQTTOPFJQFOTGOWOSSHWQYPOSOWMQSJSFJQQKKJTJWQWURWRWAQFOKJSAHDDJPOWOSSHWQJWARPNQMJRWOPJDHQPURJVNJREPQTTJQVOOVONJOONRMJRWJVRPRYHWFQWRYPRYPJRQOSSROSOPJHSTJPQWWRNQJQPHEQPVRJRFRPWOPQVNJRSFQFRUJYHPRTQRSONQVKQDJFQYYOWQQKOFOFPQURFFRIHOSFRNOSSQDDJREPHTJQFOOSYQPYQDVJQFOVOTOWOPJUOVARDVJRSHTHJTJSRWRSTPJFFOVOFPQUHMJRWJKJQSYOFFRURYRURNQWJWRFFOWOVVQNJQTOVVQYOPTQYJPOTRSQSJOFOPJHSTJFJQAQPO

“Perché non lo attacchiamo?”, chiese Henry sottovoce a Charles.

“Quello è 10CP12. L’ultima volta a me e a Pierre ci ha messo KO entrambi in mezzo secondo. Lui è la seconda creatura più potente per forza fisica, contro di lui non abbiamo davvero speranze!”

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