Il Burattinaio

Serie: Freaks

L’attacco di Steel mi ha colto di sorpresa. Vorrei dire che ha scombinato i miei piani, ma un piano vero e proprio non ce l’ho.
Fuggire dal C.I.R.C.O è stato l’unico disegno a cui ho pensato, ed è stato così disperatamente folle che non ho mai pensato a cosa fare dopo.
Un giorno alla volta è la nostra filosofia, e per adesso è andata più che bene.
Ho un vero talento per l’improvvisazione. 
Probabilmente nella vita precedente facevo questo. 
Anche se mi piace immaginare che ci sia una famiglia felice da qualche parte che non si rassegna alla perdita del suo figlioletto e una casetta accogliente a cui fare ritorno, una volta finito tutto.Ma cos’è questo tutto? Sconfiggere la Congregazione? Scoprire i suoi segreti più nascosti e impedire il Gran Finale?
Senza contare, che se volessi tornare dalla mia famiglia immaginaria, nel frattempo dovrei anche cercare di capire qual è il mio vero nome.
Abbiamo bisogno di un piano, specialmente adesso che il C.I.R.C.O ci ha raggiunti.
Forse Zelinda può aiutarci, ma non possiamo contattarla. Si farà viva quando potrà. Lo ha sempre fatto.
“Caligola io ho fame. Mi andrebbe un panino col pollo, che ne dici?”
Già Merlin, devo pensare anche a lui. Talmente sciocco da chiedere a un muto cosa ha da dire in proposito e non esserne nemmeno imbarazzato.
Tra poco mangeremo, ma non ti assicuro che sarà un panino col pollo.
Dopo l’aggressione del Lanciatore di coltelli ci siamo tenuti lontani dai centri abitati. Ma niente città vuol dire niente spettacoli, niente spettacoli niente cibo.
Sono due giorni che vaghiamo per le campagne, non ho un’idea precisa di dove siamo.
Anche se mi mostro sicuro col mio socio, ho paura.
Non ci sono case qua intorno, solo grandi distese di campi e strade sterrate e polverose. Ci teniamo nascosti, fuggendo in cerca di riparo al minimo rumore.
“Anzi mi andrebbe molto un doppio cheeseburger” insiste Merlin. “Credi che ci siano fast food da queste parti, vorrei anche le patatine.”
Perchè non le fai apparire?  Urlo mio malgrado nella sua testa.
“Non dire assurdità. Non esiste nessun trucco che preveda l’apparizione di cibo, lo sai anche tu.”
Allora fai apparire un dannato coniglio bianco. Così ce lo facciamo arrosto.
Merlin non risponde, mi guarda imbronciato. Sarà anche stupido, ma sa esattamente come farmi sentire in torto.Ma ha ragione. Non è colpa sua se non sono in grado di pensare a niente più che sopravvivere.
Non sarei mai capace di uccidere un coniglietto, in ogni caso.
E’ il tramonto quando raggiungiamo un enorme campo coltivato a grano. Le spighe ingiallite dal sole ondeggiano al vento come uno sterminato mare dorato, con allegri pesci color papavero che saltellano qua e la.
Forse troveremo una fattoria nei dintorni. Una fattoria con molti animali, potremmo rubare almeno delle uova dal pollaio. Probabilmente ci sarà anche un frutteto.
“Ehi c’è qualcuno in quel campo. Guarda ci sta facendo cenno. EHI AMICO, SAI DOVE POSSIAMO TROVARE UN FAST FOOD?”
Zitto, Merlin. Potrebbe essere pericoloso. Ma forse non lo è. E’ solo un bambino con una spiga in mano che ci saluta. Forse il figlio del fattore.
Non c’è bisogno di essere sempre sospettosi. Sono talmente affamato.
Dovrà pur andarci bene qualche volta.
Mi faccio largo tra le spighe alte quasi quanto me. E’ solamente un bambino, mi ripeto. Diavolo che fame, non riesco quasi a pensare.
“Ehi bambino, mi hai sentito? Va benissimo anche una tavola calda, se non ci sono fast food.”
Ma il piccolo non risponde, ha smesso di agitare la sua spiga e ci fa cenno di raggiungerlo.
Forse la cosa dovrebbe insospettirmi, ma la speranza ha preso il sopravvento sulla prudenza.
Merlin ha completamente mollato ogni freno inibitore e mi supera di slancio, continuando a chiedere informazioni sui negozi della zona.
Adesso che siamo più vicini, mi sembra che ci sia qualcosa di strano, non nel suo mutismo. Da che pulpito!
Piuttosto é nei suoi movimenti che c’è qualcosa che non va. Da lontano, investito dalla luce del sole, non me ne ero accorto, ma i suoi gesti sono poco fluidi come quelli di un…

Burattino, penso a voce alta. Barabas! Merlin torna indietro.
Forse il mio socio è troppo distante per recepire i miei pensieri, forse i morsi della fame urlano più della mia “voce”, sta di fatto che Merlin non si ferma.
Lo vedo allungare una mano verso la piccola sagoma.Appena lo sfiora si affloscia a terra come una bambola di pezza, nell’impatto la testa si stacca dal corpo e rotola per qualche metro.
Merlin caccia un grido così acuto che un cane in lontananza comincia ad ululare disperato.
Dal suolo la testa di legno si volta verso di noi. Ci guarda con l’espressione crudele e un po’ folle che hanno tutte le marionette.La giuntura della mascella si spalanca e ne esce una risata che sembra giungere dal più buio girone dell’inferno.
Merlin risponde gridando più forte. Tutti i cani nel giro di un chilometro si uniscono al loro compagno.
Lo afferro per il bavero e lo tiro indietro. Dobbiamo raggiungere la strada al più presto.Se il Burattinaio è qua, non si sarà certo portato una sola marionetta.
Questo vuol dire una cosa sola: il mare dorato che ci circonda è infestato da piccoli piranha affamati.
Merlin non la smette di urlare, le risate rimbombano ovunque, si moltiplicano, decine di cani si lamentano verso il cielo e io non so dove sto andando.
Sono confuso.
Queste spighe tutte uguali mi disorientano.
Stiamo andando verso la strada o ci stiamo addentrando ancor di più in questa trappola?
Per l’amor di Dio. Smetti di fare la sirena e mettiti a correre.Il mio socio mi ubbidisce a metà: inizia a muovere le gambe più velocemente ma non rinuncia a starnazzare come una gallina.
Inutile chiedergli una magia, in queste condizioni non riuscirebbe nemmeno ad allacciarsi le scarpe.
Due marionette ci taglialo la strada. Ne supero una con un salto, l’altra la spedisco al mittente con un calcio degno di un terzino in mezzo alla sua area.
Piccole mani legnose sbucano dai filari, occhi vitrei ci spiano. Non smettono mai di sghignazzare, nemmeno quando le colpisco.
Mi strappano i vestiti, cercano di afferrarci.
Alla fine una ci riesce. Doveva capitare prima o poi.
Cado a terra e prima che possa voltarmi vengo bloccato da una selva di solide braccia malefiche.
Merlin è accanto a me. Non urla più.
Sento solo deboli singhiozzi spaventati.
Non avere paura, amico. Non piangere.   Ma ha tutte le ragioni per essere spaventato, lo sa anche lui. Nonostante sia stupido.
Ha capito che siamo fritti ancor prima che l’enorme sagoma di Karabas Barabas oscuri quel che rimane del sole.Ai piedi di quell’omone di quasi due metri mi sento minuscolo, la lunga barba nera unta, sembra un ammasso di rovi che scende dal mento fino a sfiorare il terreno. Alcune spighe di grano vi sono rimaste impigliate. E’ buffo vedere su cosa si fissi l’attenzione quando si sta per morire.In entrambe la mani stringe una grossa croce di legno dai bracci di uguale lunghezza, centinaia di fili sottili come tele di ragno si dipanano dalle croci perdendosi nell’aria. Servono a controllare i suoi sgherri di legno.
“Ecco i fuggitivi. Non siete poi così difficili da acciuffare.”
La sua voce è proprio come ve la sareste aspettata: cavernosa e crudele.
“Quell’idiota di Steel ha troppo gusto per la teatralità, ma io non commetterò lo stesso errore.”
Si volta verso le marionette che ci tengono a terra.
“Impacchettatemi l’idiota e uccidete il muto.”
Alcune delle mani si spostano sulla mia gola, le sento stringere, schegge di legno mi penetrano nel collo. Apro la bocca per prendere aria, ma altre mani me la tappano.
Qualcuno mi chiude il naso. Non vedo più.
Merlin singhiozza, implora. Non riesco a vederlo.
Uccidili tutti. Grido nella sua testa, o forse lo penso solamente. Ma non è la stessa cosa?
Non importa, mi manca il respiro. E’ la fine.
Sto morendo e loro continuano a sghignazzare.
No, non ridono. Urlano.
Che succede?
 La pressione diminuisce. Apro gli occhi.
Un rombo riempie l’aria, la sagoma di un mostro enorme, ancora più grosso del burattinaio, irrompe sulle marionette. Ha sei occhi luminosi e il suo ruggito è spaventoso.
Poi il rumore cessa di botto.
Barabas è sparito nella notte appena iniziata, nessuno ride più. Sento solo i singhiozzi di Merlin e il frinire di migliaia di grilli.
L’aria ha un sapore dolce, sa di vita e di speranza.
“Che diavoleria è questa?”
Un ragazzo muscoloso, con un ventre prominente contenuto a stento da una sudicia canottiera, è sceso dal mostro, che ha tutta l’aria di essere una mietitrebbia. In testa porta un buffo copricapo a forma di cono. Da come brilla sotto i raggi della luna appena nata sembra fatto con la carta stagnola.
“Che il diavolo mi porti se questo non è opera del C.I.R.C.O”
Conosce la congregazione? Che sia uno di loro?
Improbabile visto che ha appena ridotto un intero esercito di marionette diaboliche in stuzzicadenti.
Un alleato insperato? Sarebbe anche l’ora.
Lo sguardo mi cade sul grosso adesivo incollato sul fianco del trattore. Rappresenta un biglietto color arancione. Uno di quei talloncini che si usano per entrare a uno spettacolo. E’ stracciato a metà.
Ho già visto quel simbolo.
Appartiene ai Ticket Refunder, una setta di complottisti semi-analfabeti, che credono negli alieni e che la terra sia piatta come una frittella.
Dovrei essergli grato per averci salvato. Ma non credo che la nostra situazione sia migliorata.
Preferisco i cattivi agli stupidi.
I cattivi ogni tanto si riposano.

Serie: Freaks
  • Episodio 1: Caligola
  • Episodio 2: Acciaio
  • Episodio 3: Il nome
  • Episodio 4: Il Burattinaio
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Fiabe e Favole, Umoristico / Grottesco

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    Discussioni

    1. “Preferisco i cattivi agli stupidi.
      I cattivi ogni tanto si riposano.”
      Un finale che lascia ben spalancate le porte della riflessione. In questo racconto hai voluto imprimere molto della nostra attuale disastrosa società… un mondo che a volte penso sia più “fantastico” (in senso non positivo del termine) di quelli che possiamo “inventarci”. Concordo con quanto detto dagli altri lettori, ritmo sempre ben gestito per una trama che non può far altro che attrarre. Grande! 🙂

      1. Ciao Giuseppe, che gioia leggere i tuoi commenti. Grazie per aver letto il brano e per il tuo commento.
        Alla prossima

    2. “Ticket Refunder, una setta di complottisti semi-analfabeti, che credono negli alieni e che la terra sia piatta come una frittella”
      Qualsiasi riferimento a cose o persone è puramente casuale! Genio! 🙂

    3. Ciao Ale, il ritmo che riesci ad imprimere a questa serie la rende divertente, carica di tensione, sembra di leggere un thriller seppur condita da tanta fantasia, laddove non mancano imprevisti e colpi di scena e attimi di assoluta tensione. ottima la risoluzione finale, serviva un altro alleato ai nostri due strampalati amici!

      1. Ciao Antonino,
        sono molto contento che la serie ti diverta, grazie mille per il tuo bel commento.
        Un abbraccio

    4. Quel che più mi stupisce, ogni volta che leggo qualcosa di tuo, è la fantasia. E il ritmo che sai imprimere alle storie. Modificare una serie a immagine del Lab, deve essere doppiamente difficile. Quindi bravo, Alessandro! 👏 Sappi che ho un debole per la chiusa. Alla prossima.

      1. Grazie Cristina, mi fa piacere che la serie ti piaccia. Un abbraccio

    5. Il ritmo incalzante mi ha fatto leggere l’episodio tutto d’un fiato. Bello, anche perché sai sempre come farmi sorridere, ma di questa serie è stato l’episodio che mi è piaciuto meno. (Questo perché nei precedenti sei stato troppo bravo) Vedremo questo nuovo imbecille cosa ci riserverà… Ahaha

      1. Ciao Ivan grazie per aver letto il nuovo brano e per il tuo commento.
        sono contento che le serie ti piaccia
        Un saluto

    6. “Spazzali via.”
      Per citare i Metallica, qui ci sarebbe stato un bel “uccidili tutti” (Kill ‘em all) 😃 😃

    7. “Allora fai apparire un dannato coniglio bianco. Così ce lo facciamo arrosto.”
      Mi ha fatto ridere

    8. Ottimo lab! Scorrevole la prima parte “propedeutica”, poi l’incontro nel grano è la svolta. Il ritmo accelera, in maniera coerente con la drammaticità degli eventi. L’inseguimento nel grano è davvero incalzante, da leggere in apnea.
      Ed il complottista finale, con tanto di cono di stagnola proteggi pensieri, è la ciliegina sulla torta. Che prelude alla prossima fetta!

      1. Ciao Sergio, grazie mille per le tue belle parole, sono contento che si sia notato il mio tentativo di aumentare il ritmo durante la fasi concitate, essendo in prima persona ho cercato di fare frasi brevi, come potrebbero essere i pensieri di chi si trova circondato da marionette in un capo di grano 🙂
        I TR sono usciti dal cappello quasi per caso, ma sono già i beniamini della serie, devo dargli un ruolo importante

    9. “Preferisco i cattivi agli stupidi.I cattivi ogni tanto si riposano.”
      No, davvero, 92 minuti di applausi.
      Firmo, sottoscrivo e tutto quanto.

      1. Questa frase piace a tutti, è una bella chiusa, ma devo dire che come molto di quello che scrivo è una citazione :-p

      2. beh, le citazioni bisogna conoscerle, per poterle fare 😉

      1. non sapevo come postarlo qua, ma leggilo con la voce (e la faccia) dell’ammiraglio Ackbar!

    10. “Le spighe ingiallite dal sole ondeggiano al vento come uno sterminato mare dorato, con allegri pesci color papavero che saltellano qua e la.”
      Bellissima questa scena! E “I pesci color papavero” nel mare di grano rende benissimo!

      1. GRazie Sergio, mi fa pacere che ti piaccia. Ogni tanto mi lascio andare

    11. Episodio scorrevole. Una lettura piacevole: leggera e allo stesso tempo impegnativa.
      Seguoi questo racconto con piacere e curiosità.
      Gran bel lavoro: complimenti.

      1. Ciao Raffaele, grazie mille per il tuo bel commento. Mi fa molto piacere che il racconto ti piaccia.
        Grazie ancora.

    12. “Preferisco i cattivi agli stupidi.I cattivi ogni tanto si riposano.”
      👏 Veramente una bella chiusura: complimenti.

      1. Grazie, per onestà devo dire che è una citazione.
        Adoro le citazione

    13. “Appartiene ai Ticket Refunder, una setta di complottisti semi-analfabeti, che credono negli alieni e che la terra sia piatta come una frittella.”
      😂 👏 BELLISSIMO

    14. “Dal suolo la testa di legno si volta verso di noi. Ci guarda con l’espressione crudele e un po’ folle che hanno tutte le marionette.La giuntura della mascella si spalanca e ne esce una risata che sembra giungere dal più buio girone dell’inferno.”
      Sarei curioso di leggere una fiaba orror scritta da te.

      1. Beh chi lo sa, ogni tanto ci provo ma poi mi viene fuori il mio lato buono.

    15. Ciao Alessandro, molto bello anche questo episodio. Devo dire che mi sono già affezionata a Caligola, un personaggio molto ‘umano’ ma anche coraggioso e intelligente. E tutte queste qualità sono evidenziate dalla presenza di Merlin, quindi una coppia perfetta. Belle le immagini nel campo di grano, del Burattinaio con la sua rete di alleati… la frase finale super, mi pare di conoscerla😜

      1. Ciao Virginia,
        mi fa molto piacere che la serie ti piaccia, devo dire la verità anche a me piace Caligola mi ci sono affezionato ormai.
        Grazie per le belle parole.

    16. “Le spighe ingiallite dal sole ondeggiano al vento come uno sterminato mare dorato, con allegri pesci color papavero che saltellano qua e la.”
      👏 👏

      1. Grazie, ogni tanto ci provo anche io a impegnarmi nelle descrizioni :-p

    17. Ciao Alessandro, in questo episodio ti sei divertito: c’è di tutto! Il burattinaio, un po’ demone alla Stephen King, un po’ figura di Collodi. Ci sono pure i complottisti! Ahahah.
      A mio parere, la frase di chiusura merita l’intero episodio.😊

      1. Gia peccato che sia di Dumas, hahahahaha
        Spero che non sia l’unica cosa buona 😂😂😂
        Si ormai avevo in testa quell’atmosfera e non potevo lasciarmela scappare, il Burattinaio ricorda il maestro collodi, ma in realtà si rifà a una figura di una fiaba russa di Tolstoj.
        Grazie per averlo letto e un piacere averti tra i miei lettori

      2. Vabbè, me l’hai fatta con il finale!😂 Colpa della mia ignoranza.
        Tranquillo, l’intero episodio merita.😉

    18. Ciao Ale! Sai che per questa serie ho un debole. Ottimo il personaggio del burattinaio che, correggimi se sbaglio, mi sembra piuttosto ispirato al Mangiafuoco di Pinocchio. I Ticket Refunder terrapiattisti, poi, giù mi strappano un sorriso.
      Episodio davvero bello con un paio di chicche veramente eccellenti!

      1. Ciao Raffaele, hai ragione è proprio lui, quando ho immaginato di creare il personaggio del Burattinaio non ho potuto fare a meno di ispirarmi a Collodi, anche se il suo mangiafoco è una figura positiva.
        Sono contento che la serie ti piaccia e ti ringrazio per il tuo supporto.
        Un abbraccio

    19. Ciao Ale, ben due new entry! Episodio adrenalitico e divertente, come sempre. Il Burattinaio mi ha fatto venire i brividi peggio di Pennywise ed il finale è apre un nuovo universo di personaggi sopra le righe. Questa congregazione proprio non voglio perdermela, amo già i Ticket Refunder 😀

      1. Grazie Micol, ho cercato di rendere l’ansia di un assalto in mezzo al grano, spero di esserci riuscito.
        Devo dire che i TF piacciono anche a me, però devo ancora decidere se sono buoni o cattivi

    20. “Appartiene ai Ticket Refunder, una setta di complottisti semi-analfabeti, che credono negli alieni e che la terra sia piatta come una frittella.”
      😂 😂 😂

    21. “Piuttosto nei suoi movimenti. Da lontano, investito dalla luce del sole, non me ne ero accorto, ma sembrano poco fluidi come quelli di un…Burattino, penso a voce alta. Barabas! Merlin torna indietro.”
      Questo passaggio mi è piaciuto Questo passaggio mi è piaciuto New entry nelle fila dei cattivoni del C.I.R.C.O