
La fanciulla senza nome
Serie: Helena Everblue
- Episodio 1: Il disagio numero uno
- Episodio 2: La nave del capitano Acabh
- Episodio 3: Nani scaltri e misteriose femmine
- Episodio 4: Il pesce leggendario
- Episodio 5: La dama nera
- Episodio 6: Jonathan Bull, il salvatore del mondo
- Episodio 7: Legami indissolubili
- Episodio 8: New Mondo
- Episodio 9: Sangue nobile
- Episodio 10: Vendetta e Amore
- Episodio 1: Amore e vendetta
- Episodio 2: La fanciulla nella fotografia
- Episodio 3: La fanciulla senza nome
- Episodio 4: Maschera nera. Cuore nero
- Episodio 5: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
- Episodio 6: Ombra difettosa
- Episodio 7: Un uomo buono
- Episodio 8: Il boss, il vecchio, e l’ingannevole toro
- Episodio 9: Pietà per gli ultimi
- Episodio 10: Uomini e Ombre
STAGIONE 1
STAGIONE 2
La ragazzina, raggomitolata su se stessa in un angolo polveroso del mercato ittico di Newcity, non ha nome. O meglio, forse un nome ce l’ha, ma non riesce a ricordarlo. Quando perfino la più insignificante particella del tuo corpo non pensa ad altro che al cibo, un nome ha lo stesso valore dello sputo di un mendicante.
«Che ci fai qui?».
L’enorme uomo che per poco non la travolge con i suoi vecchi stivali consunti, ha l’aspetto di un gorilla e il volto affabile di un cane rognoso; si chiama Jonathan, ma la gente dei quartieri poveri lo conosce soprattutto per il cognome. Bull. Toro.
«Cambia aria, ragazzina! Iniziamo presto a lavorare, noi!».
La ragazzina, già minuta di natura, sembra farsi ancora più piccola; la sua voce è quasi uno sbuffo di vento che viene soffocato dal caos assordante del mercato.
«Che hai? Che hai detto?».
Un vociare concitato giunge da ogni dove; bestemmie, invettive e il richiamo di qualche vecchia puttana. L’alba non tarderà ad arrivare e nell’aria l’attesa è palpabile. Un’attesa caotica e volgare. Le lampade a olio dipingono del loro opaco chiarore le nullità che ravvivano il teatrino di quella sfortunata parte di mondo.
«Ho fame».
«Che hai detto, ragazzina?» Bull si esibisce in quello che vorrebbe essere un sorriso affabile; la mancanza degli incisivi non gli è certo di aiuto. Le femmine non lo apprezzeranno per le qualità da damerino, ma non disdegnano le sue possenti spalle. In questo momento sta trasportando una cassa piena di pesce. Solo quello in superficie è fresco, ma non è né il tempo né il luogo per fare gli schizzinosi. «Hai fame? Lo capisco! Tutti abbiamo fame, ma senza gialli…».
«Signore, la prego! Io non so cosa sono i gialli, voglio solo qualcosa da mangiare».
L’uomo si guarda attorno; ci vorrà almeno un’ora prima che gli avventori si riversino sulle bancarelle. C’è tempo. «Lo vuoi un pesce, ragazzina?».
Quest’ultima solleva il viso, trafiggendo l’uomo con lo sguardo. Occhi blu come il cielo ammantato di tempesta. Lacrime che sbrilluccicano come stelle.
«Sai che ti dico? Si fottano i gialli! Io un bel pesce te lo do anche se non mi paghi» Jonathan appoggia la cassa per terra e avvicina le mani all’inguine. Il suo volto trasfigura in un’orrenda maschera di libido. «Vedrai com’è grosso!» Spalanca la bocca in un ghigno da folle clown; la bestia che si appresta a ghermire la bella. Come un’ombra, avvolge la fanciulla; con braccia possenti, la cinge. È un enorme mano dalle nocche nodose a tramutare i suoi intenti in fumo; come un artiglio gli afferra la spalla sinistra.
«Che fai, sei impazzito?!» La stazza del nuovo arrivato ridimensiona il toro all’aspetto di un vitellino.
«No boss, guarda i suoi occhi!».
«I suoi occhi?!» Aggrotta la fronte. «Li vedo, Jonathan! Ma dimmi, mio caro amico: sei qui per lavorare o per infastidire le bambinelle?».
«Mi stavo solo divertendo. Ma li hai visti, i suoi occhi? Li hai visti bene, boss?».
«Ti pago perché ti diverta?! È questo che faccio?» La fronte del boss è un groviglio di rughe rabbiose.
«No, boss, certo che no. Solo che quegli occhi…».
«Occhi di qua, occhi di là. Non ci siamo, mio caro amico. Invece di lavorare, te ne stai qui a perdere tempo. Io non sopporto gli scansafatiche.» Un pugno, diretto come una locomotiva sbuffante, raggiunge la guancia sinistra di Bull, mandandolo a terra tramortito. «Alza il culo e porta questo pesce a Markus. Quel vecchio zotico sta cominciando a imprecare».
Bull si rialza non senza fatica, barcolla per un istante e raccoglie la cassa da terra. Un rivolo di colore rossastro gli sta colando da una narice.
«E non azzardarti a sporcare di sangue la merce, se non vuoi ricevere un altro pugno al posto del salario».
«Va bene boss, va bene».
La bambina ha assistito alla scena senza battere ciglio. Osserva la cassa che si allontana sulle possenti spalle di Jonathan Bull e dalla sua bocca fugge un sospiro: elemosinare un tozzo di vita e un sorso di pietà in quel posto non si è rivelata una scelta felice. In giornata qualcuno avrebbe mangiato pesce marcio e, molto probabilmente, avrebbe pisciato merda dal culo; questo pensiero è una magra consolazione. L’avrebbe assaggiato anche lei un po’ di quel pesce, marcio o non marcio. Maledetto stomaco che non vuole starsene zitto. Un gorgoglio fa eco ai suoi pensieri: pensare costa fatica e faticare fa venire fame. Ancora una volta, ora e sempre, tutto si riduce al cibo.
«Mia cara bambinella.» La mente della ragazzina è talmente ingarbugliata nei suoi faticosi pensieri che ha dimenticato la presenza del secondo uomo: il boss. «Siamo partiti con il piede sbagliato, non credi?».
Ho sonno, lasciami dormire. Se non posso avere da mangiare, tanto vale…
Il boss le allunga una mano. «Io sono Hugo. Tu invece sei?»
Come una chiocciola, la ragazzina si raggomitola nuovamente su se stessa. Non risponde.
«Mia cara bambinella,» riprende Hugo, «non ce l’hai un nome?» Zittisce la sua voce rauca per qualche istante, quindi aggiunge: «Io occhi strani come i tuoi qui a Newcity non li ho mai visti. Non fraintendermi, meravigliosamente strani».
Li odio, dice la ragazzina, ma la sua voce è solo un pensiero.
«Nell’ Isola da cui vengo,» rivela invece, «sono solo occhi». Fa una pausa. «Occhi normali».
La bocca di Hugo si spalanca come un passaggio per mosche. «Isola?! Vorresti farmi credere che ci sono altre isole nel Mare Esterno oltre Newcity?».
«Sì» conferma la fanciulla. «Ma non è rimasto niente per me in quel posto.» Un borbottio dalle profondità dello stomaco.
«Però la fame ti è rimasta eccome! Sei messa proprio male, bambinella. Facciamo così: adesso devo lavorare, ma appena avrò terminato ti scalderò una bella zuppa di pesce, va bene? Intanto stattene qui buona buona senza dare troppo nell’ occhio.» Sputa una risatina monca. «Vabbè, lascia perdere, stai qui buona e basta».
La ragazzina vorrebbe credere a quelle parole, lo vorrebbe con tutto il suo stomaco. Il tempo dei dubbi è un tempo al passato. «Adesso!».
«Cosa hai detto?».
«Io ho fame adesso».
«Perdonami, sono uno sciocco.» Hugo si china a sfiorarle i capelli. «Guarda, il sole è sorto. Appena avrò finito con il mercato, ti prometto che avrai del cibo e anche un bagno caldo; non offenderti, bambinella, ma ne hai proprio bisogno».
Andava sempre a finire così: tutti dicevano dopo e il loro dopo significava mai.
La ragazzina, raggomitolata su se stessa in un angolo polveroso del quartiere portuale di Newcity, ha un nome. Tutti lo hanno. Capelli corvini, lucenti nonostante non incontrino un pettine da chissà quanto tempo; e occhi, enormi occhi come gemme cobalto. Strani, splendidamente strani. Li nasconde alla tiepida luce mattutina, alle flebili speranze che accende.
«Helena, questo è il mio nome».
Serie: Helena Everblue
- Episodio 1: Amore e vendetta
- Episodio 2: La fanciulla nella fotografia
- Episodio 3: La fanciulla senza nome
- Episodio 4: Maschera nera. Cuore nero
- Episodio 5: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
- Episodio 6: Ombra difettosa
- Episodio 7: Un uomo buono
- Episodio 8: Il boss, il vecchio, e l’ingannevole toro
- Episodio 9: Pietà per gli ultimi
- Episodio 10: Uomini e Ombre
Ho visto che stai pubblicando in questo periodo la seconda stagione, quindi ho pensato bene di recuperare questa serie. Primo episodio divorato. Il tuo stile crudo, diretto, mi piace. Anche l’uso di espressioni volgari non è gratuito, per cercar l’effetto, ma ben contestualizzato.
Eccomi! Questa serie su prospetta davvero interessante e devo confessare che mi hai tenuta sulle spine. Ho sentito la paura della violenza poi scampata e i morsi della fame. Spero che quest’ultimo incontro porti qualcosa di buono a questa bimba con occhi strani e un nome indimenticabile. Molto bravo
Ciao Virginia, Helena dovrà affrontare prove che metterebbero in difficoltà chiunque. Non sarò gentile con lei, ti avverto.??
Ciao Dario,
primo brano di questa nuova serie, per me’ è già mi piace molto. Mi piace il tuo stile e il modo di incuriosire il lettore.
Carissimo Alessandro, spero di non deluderti.?
Devo avvertirti che questa è solo la prima stagione. Per le risposte ai tanti misteri che ho messo in scena, dovrai attendere la seconda.?
Già dalle prime righe, si nota quanto la storia sia profonda, e non in senso banale. Difficile è attirare la mia attenzione, per il momento leggo ancora poco, non so il perché, ma tu ci sei riuscito
Ti ringrazio! Io adoro le storie un po’ folli!?
Le tante domande sollevate in questa prima stagione, troveranno risposte verosimili nella seconda.?
La bambina in difficoltà c’è, gli stronzi pure, l’ambiente l’abbiamo deciso pure… che manca? Ci rivediamo in giro per la serie, o direttamente all’episodio finale!
L’incipit è netto, apre a tante possibilità e sono curioso di scoprire che genere di avvenimenti seguiranno.
Ciao Giovanni! Farò di tutto per sviare l’attenzione sul vero segreto che nasconde Helena. Ahahah. Spero di riuscire a mantenere vivo l’interesse fino alla fine della terza stagione. Grazie per il tuo tempo.?
Il tuo stile è incisivo, i personaggi entrano ben in testa, sono ben caratterizzati. Everblue mi ha incuriosita, sembra possedere un carattere forte, ho persino intravisto una certa rabbia dentro quel ‘adesso’, detto al boss. Proseguirò sicuramente la lettura ?
Ciao Vanessa! Sì, Helena ha un bel caratterino forgiato dalla vita che è stata costretta ad affrontare. E dovrà essere ancora più forte per affrontare quel che il futuro ha in serbo per lei. ?
Bellissimo inizio , continuerò sicuramente la lettura 🙂
Ti ringrazio! Sono lieto che ti sia piaciuto. ?
Ciao Dario,
Direi che questo episodio è un buon inizio e ha una solida base per il seguito. Adesso non mi resta altro da fare che proseguire per sapere come va a finire. ☺
Ciao a te, Antonio! Mi auguro che questa serie riesca a sorprenderti.
Ciao Dario, ho letto volentieri il primo capitolo. Mi piace il linguaggio diretto e crudo è in tema con la dettagliata descrizione, dellabambinella e del luogo. Sono particolarmente attirata dalla descrizione degli occhi e dell’aspetto di questa bambina!
Ciao Eleonora, grazie per aver letto questo primo episodio. Spero che la storia di Helena possa appassionarti. ?
Stupendo primo capitolo, grazie Dario per questo LibriCK.
Scritto molto bene e davvero divertente da leggere! 🙂
La storia è interessante come anche i personaggi. Dialoghi molto belli.
Vado a leggermi subito il secondo capitolo.
Ciao!
Ciao Andrea, sono contento che ti piaccia! Come ho già detto in altri commenti, la storia di Helena ci accompagnerà per molti episodi.?
Mi piacciono le storie “lunghe” ma non troppo 😉
Finalmente, anche se con grave ritardo, comincio anch’io questa Serie! È solo un incipit, sono curioso di andare avanti. Sotto il profilo della forma ho notato un discreto progresso nello stile, che appare molto fluido e disinvolto. Credo che il tuo punto forte risieda nei dialoghi: credibili e dirompenti. Sulla trama aspetto di leggere il seguito (ma so già che la tua “follia” mi sorprenderà).
Ciao , boss! ( Il nome Hugo non è casuale…ahahah) Fidati se ti dico che questa serie porterà a delle rivelazioni sconvolgenti. ?
Carino come inizio, promette bene. Bravo Dario.
L’incipit è bello, attraente e lo stile di narrazione in sintonia con la storia. E come sempre riesci a destare quella curiosità che serve per spingere il lettore a cliccare alla successiva puntata 😉
Interessante inizio. Passo subito al prossimo episodio. Prendi bene per mano il lettore.
Ciao Andrea, spero che il prossimo episodio non ti deluda.
Ciao Dario, il primo capitolo è molto interessante, ci sono questi occhi che hanno qualcosa di strano che potrebbero preludere a qualsiasi risvolto (magari fantasy). Ha fame e per un attimo avevo pensato a una ragazzina predatrice che divorasse i due uomini 😀 Mi piace molto la definizione che hai trovato per lei: si raggomitola come una chiocciola. La trovo originale, tenera, calzante per una bimba. Questo racconto potrebbe diventare qualsiasi cosa, quindi curiosa come sono, non mi perderò il seguito.
PS =l’unico appunto riguarda l’incipit, dove hai calcato due volte la mano sullo stesso concetto (non riesce a pensare altro che al cibo/lo stomaco urla i propri bisogni).
Ciao Angela, ho calcato la mano sul concetto per rendere al meglio la condizione della ragazzina. Grazie per aver letto questo episodio! Posso anticiparti che il proseguo non sarà fantasy.
Mi piace la protagonista, debole fisicamente ma con una forza di sopravvivenza che nasce dal cuore non solo dovuto dagli eventi ma a qualcosa …. che sono sicura emergerà nei prossimi episodi.Un ‘ atmosfera cupa che vedremo dove porta.
Ciao Ely! Helena è una ragazzina forte, molto più di quanto sembri. In fondo non sappiamo nulla del suo passato, chissà quali sorprese riserverà…
Bravo Dario, le situazioni rendono bene nella mente di chi legge, le ambientazioni sono piacevolmente Dark ed il personaggio della bambina è originale. La trama fa sorgere qualche domanda sullo sviluppo della trama ed è un bene. Vediamo come evolve la cosa!
Ciao Alessandro. Come avrai capito leggendo le mie storie, detesto la prevedibilità e anche con questa serie farò il possibile per spiazzare (in senso buono mi auguro) il lettore.
Primo episodio buio e ruvido, dove l’unico colore di quel mondo sembrano gli occhi di quella bambina.
Ho immaginato quel mercato e ho sentito il puzzo di pesce e uomini.
Due note(a parere mio):
1) se facevi partire il racconto direttamente da “La ragazzina, raggomitolata su se stessa ..” era molto più efficace: in questo modo fin dalle prime righe scoccavi una freccia che delineava subito una bella immagine nella mente del lettore.
2) il passaggio “si chiama Jonathan Bull, ma la gente dei quartieri poveri lo conosce come Toro”; secondo me stride un poco il fatto di dare il nome inglese ma il soprannome italiano. Poteva essere più lineare qualcosa del genere “si chiamava Jonathan Bull e del toro aveva anche le sembianze tanto che tutti ormai lo chiamavano così”.
Ma è solo la mia opinione.
Alla prossima puntata.
Ciao Raffaele. Il secondo punto che mi fai notare, non è fuggito neanche a me (una svista che provvederò a sistemarlo). Per quanto riguarda l’oscurità di questo episodio, diciamo che è mio marchio di fabbrica! ?
Grazie per i consigli, Raffaele; penso che ora l’episodio risulti più scorrevole ?
Davvero ottimo come inizio, promette bene! Amo l’ambientazione dark e, come hanno già detto prima di me, il lessico è sempre consono al contesto… dettaglio da non trascurare. Complimenti, aspetto di leggere il secondo episodio!
Ciao Debora, spero che il proseguo non deluda le tue aspettative ?
Seguiremo il percorso di crescita di Helena, una ragazzina venuta da chissà dove e destinata ad andare chissà dove…?
Ciao Dario, che bello rileggerti! È un piacere sia per le ambientazioni dark che riesci a rievocare e sia perché, personalmente parlando, la tua scrittura non mi annoia mai. Ancora meglio… le tue idee non mi annoiano mai! Mi associo all’ottima analisi fatta da @massimotivoli. Non vedo l’ora di leggere il seguito!
Bravo, sempre in gamba! 🙂
Ciao Giuseppe! Questa sarà una serie piuttosto corposa, un progetto a cui sto lavorando da un po’ di tempo. Chissà se piacerà. Come ho già anticipato, ci sarà spazio anche per la speranza e la luce, ma quando arriverà il buio…beh, sarà devastante ?
Ciao Dario, nulla di meglio di un incubo per far passare in secondo piano l’influenza. Le atmosfere sono quelle che ho imparato ad amare, dark e oscure d’intenti. Chissà cosa desidera per colazione questa dolce bimba…
Ciao Micol, questa serie sarà oscura, ma stavolta lascerò spazio anche alla speranza…forse!?
Bell’inizio. Come sempre, adatti il lessico, impeccabile nella sua rudezza, all’ambientazione decadente e noir. Vediamo dove ci porterà Helena e cosa significano i suoi occhi.
Ciao Massimo, ti ringrazio per le tue parole. Uno dei temi portanti di questa serie sarà il viaggio, nei molteplici significati che questa parola racchiude. Helena incontrerà sia amici che “nemici” e non sarà sempre facile distinguere gli uni dagli altri.?