La strada verso il Nivolet

Serie: Mediamente in pericolo!


A 3000 metri, di notte, fa freddo. E cosรฌ, prima di partire ci eravamo premuniti. Io mi ero portato un borsone con una coperta e un pile. Veo si era portato dietro fornelli e bombola del gas. Insomma eravamo pieni di roba. Ma non avremmo dovuto fare quelle lunghe camminate a cui eravamo soliti, pertanto ci eravamo concessi questi lussi. Oltre a ciรฒ, non eravamo nemmeno certi che si potessero piazzare le tende, quindi eravamo pronti a farlo clandestinamente. Siamo partiti con le macchine, da Locana, nel primo pomeriggio e ci siamo avviati lungo la statale che costeggia le montagne, da un lato, e la vallata, dallโ€™altro. Saremmo passati da due posti particolari: Noasca e Ceresole. Il primo paese รจ caratterizzato da una imponente cascata che troneggia proprio sopra la piazza centrale del comune; da lรฌ si puรฒ imboccare un sentiero che, in dieci minuti, ti porta proprio dietro la cascata, in una insenatura naturale, dove un blocco di pietra sembra messo lรฌ apposta per sedersi e rimirare il panorama di sotto, attraverso gli schizzi del grosso afflusso dโ€™acqua. Ceresole, famosa per la sua diga, ti mozza, invece, il fiato grazie al suo enorme lago color celeste intenso,tanto che sembra disegnato, e che costeggia la strada per un lungo tratto. Eโ€™ a 1600 metri circa di altitudine e, da lรฌ in poi, salendo di quota, il paesaggio assomiglia sempre piรน a quello del Canada: altissime conifere costeggiano il torrente che scorre tra le rocce e che, per via della ripiditร  crescente, forma di tanto in tanto delle piccole rapide.

La prima volta che sono salito alle cascate di Noasca ero con Veo. Il sentiero era ben pulito e tracciato, con gradini fatti ad hoc usando tronchi di legno fissati nel terreno, ma comunque ripido e piuttosto faticoso. A metร  del percorso, cโ€™รจra una piccola radura proprio di fronte alla cascata, sulla quale arrivava un fresco areosol rarefatto degli spruzzi che stanno una decina di metri piรน su. Salendo ancora si arrivava, in breve, allโ€™ultimo tratto in cui il bosco finiva e ci si doveva avvicinare alla cascata aggrapandosi per cinque o sei metri ad una fune metallica fissata nella roccia, poichรจ si camminava su pietre scivolose a picco sul precipizio di sotto. Attraversando quel tratto lentamente e misurando bene i passi, finalmente si arrivava a tu per tu con la cascata. Lรฌ sotto, la roccia gocciolava da tutte le parti e cโ€™era il rimbombo dello scroscio. Veo era su di giri ed urlava a Favie (che non cโ€™era) chiedendogli โ€œma dove ti ho portato?!โ€. Tra le sue tante confusivitร  cโ€™รจ anche questa: Veo sbaglia spesso i nomi delle persone. Perciรฒ, o stava chiamando me, ma ha sbagliato nome o, nel video che stava facendo con lo smart phone, pensando giร  di pubblicarlo su qualche social, stava avendo un colloquio virtuale con il capobanda, mettendosi in competizione con lui, riguardo la leadership, per via del fatto che aveva trovato un posto piรน bello di quelli che sceglieva Favie per le escursioni. Anche questo tipo di atteggiamento non รจ estraneo a Veo, andando a braccetto col suo essere dispettoso, infatti spesso egli sminuisce tutto ciรฒ che arriva dagli altri, e in cui lui รจ passivo o assente, mentre magnifica ciรฒ che ha scoperto o scelto lui, definendolo la cosa migliore possibile in assoluto. Commentata cosรฌ, la questione, puรฒ suonare anche come un mio vissuto di fastidio, ma in realtร , spesso, questi atteggiamenti di Veo mi provocano ilaritร  e divertimento e anche quella volta non potevo che sorriderne. Poi si รจ messo a fare pose pericolose su alcune rocce a picco, nonostante alcuni miei rimbrotti, che devono essergli suonati come una sfida, poichรจ le pose peggioravano in quanto a pericolositร . Quando, finalmente, si รจ deciso a venir via e abbiamo cominciato a scendere, si รจ reso conto, dopo alcuni metri, di aver perso i suoi occhiali da sole, che erano appesi allo zaino. Li abbiamo cercati, ripercorrendo il sentiero a ritroso, ma non ve nโ€™era traccia, allora lui si รจ convinto che fossero in fondo ad un grosso bacino dโ€™acqua che stava sotto la cascata, a metร  del precipizio, cadutigli durante le sue pose ( il che era probabile). Solo attraverso diversi insulti e improperi, sono riuscito a scoraggiare i suoi propositi di tuffarsi nel bacino dโ€™acqua per cercarli. Era pericoloso e noi eravamo soli, lassรน. Se gli fosse successo qualcosa, non cโ€™era nessuno nelle vicinanze a cui chiedere aiuto (ma questa condizione sarebbe stata un filo conduttore di tutte le situazioni a rischio che i mediamente organizzati avrebbero incontrato in seguito; tra lโ€™altro, lo so che continuo ad anticipare mirabolanti avventure al cardiopalma che non sembrano arrivare mai, ma vi chiedo di avere pazienza e avrete modo di leggerle. La pericolositร  delle nostre escursioni รจ come se avesse seguito un climax ascendente, unโ€™escalation che facesse alzare lโ€™asticella man mano che esse procedevano ed io, per un ordine mentale, le sto presentando in ordine piรน o meno cronologico, ripercorrendo la nascita e la crescita di questo folle gruppo.)

Insomma, preso atto che Veo ci ha lasciato i suoi costosi occhiali, a Noasca, lascio indietro quel ricordo e riprendo quello che ci vedeva percorrere la statale in direzione Nivolet. Poco dopo, i nostri occhi si sono poggiati magicamente sullโ€™azzurro incantato del lago di Ceresole. Fermandoci tra i pini, abbiamo cominciato a scattare alcuni selfie con quello sfondo meraviglioso. Sul terrazzo di una casa che stava lรฌ di fronte, inerpicata sul pendรฌo di fronte al lago, dallโ€™altro lato della strada, alcuni ragazzi preparavano un barbecue e svettava la silhouette di una bella ragazza in shorts. Io, Blaco e Veo ci siamo incantati a guardare e commentare, finchรจ Ele, per quel risentimento femminile che porta sempre le ragazze a bacchettare gli amici maschi che ammirano la fauna femminile, ha sminuito con qualche commento la bellezza effettiva della ragazza, i nostri gusti in fatto di donne e le nostre scarse possibilitร  di successo verso quella fanciulla. Noi, per reazione, abbiamo alzato il tiro dei nostri commenti, formulando apprezzamenti da beoni da taverna e intenti sessuali attenuati dal condizionale, tipo: โ€œmadรฒ, quel culetto, cosa le fareiโ€ฆโ€. Tanto รจ comodo, non cโ€™รจ modo di dimostrare che non faremmo assolutamente nulla. Cioรจ, lei รจ lรฌ sopra, nella sua casa, a decine di metri, con la sua comitiva e, probabilmente, anche con il suo ragazzo, quindi รจ impossibile che possa esserci modo di dimostrare se effettivamente, ci faremmo sotto nei confronti di quella ragazza e saremmo in grado di conquistarla e portarla a letto. Ma, soffermandosi a pensare, invece, una situazione in cui lei sia abbordabilissima e a portata di mano, probabilmente tutta quella nostra baldanza si polverizzerebbe. Saremmo lรฌ, indecisi su cosa dire o fare; forse abbozzeremmo qualche timido tentativo di attaccare discorso. Veo direbbe qualcosa di talmente strampalato da attirare lโ€™attenzione di lei e farla sorridere e reputarlo curioso e, forse, interessante. Blaco direbbe qualche banalitร  e poi si limiterebbe ad annuire o a formulare domande, riutilizzando le ultime parole di lei, cosa che, in alcuni casi, ha funzionato. Una volta, eravamo al mare, in spiaggia, ed io, essendo lรฌ a fianco mentre Blaco e una tipa sconosciuta discorrevano, non potevo fare a meno di sentire. Lui non esprimeva nessun concetto, mentre questa parlava e parlava dei suoi problemi:

-โ€ฆe allora, capisci, che ho dovuto affrontare dei grossi problemi, perchรจ quel cavolo di treno รจ arrivato in ritardo!-

-Ah! Perciรฒ il treno รจ arrivato in ritardo?- Chiedeva Blaco, con un sorriso ebete stampato fisso sul volto, mentre la sua testa faceva una breve sosta, per poi tornare ad annuire con un ritmo ipnotico, mentre lei parlava.

-Sรฌ, lo hanno annunciato tardi, perรฒ, e non ho fatto a tempo a riorganizzarmi, e cosรฌ ho perso la coincidenza e ho dovuto penare per farmi rimborsare.-

-Ah! Non volevano rimborsartelo?-

-No, perchรจโ€ฆ- E via cosรฌ.

Morale della favola, quella stessa sera se lโ€™รจ portata a letto. Anzi, letteralmente รจ stata lei a portarlo nel suo, visto che noi, mediamente organizzati, eravamo in tenda, tanto per cambiare. Pertanto, o lei ha pensato โ€œfinalmente un ragazzo che mi ascoltaโ€, oppure era talmente concentrata su se stessa, che lโ€™ideale fosse per lei qualcuno che la ascoltasse senza intralciarla con le proprie ingombranti idee. Quindi, Veo e Blaco sono complementari, due approcci diversi per tipologie di ragazze differenti. Quelle attratte dalla stranezza e quelle rassicurate dalla banalitร . Ed io? Io difficilmente approccio cosรฌ, a freddo. Credo si tratti di timidezza. Se poi ci sono i miei amici attorno, pronti a canzonarmi, l’imbarazzo viene almeno triplicato. Cioรจ, tutta la mia baldanza si perde quando si passa da situazioni razionali ad altre emotivamente calde. Mi sento letteralmente mancare il terreno sotto i piedi. Ma tanto, quella volta, non ci sarebbe stato il rischio di avvicinare la ragazza in questione ed esporsi a tali prove di virilitร . Siamo risaliti in macchina e siamo scesi verso il lago.

Continua...

Serie: Mediamente in pericolo!


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni