Non si sentiva un rumore.

Serie: Around Midnight


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo l'incontro con il Capo e quello con il killer, Francesco perde i sensi...

Non si sentiva un rumore, Francesco non vedeva nulla; aveva ancora il cappuccio sul viso ed avvertiva copioso il sudore scendere dalle gote.

«Mi hanno graziato oppure è stato un incubo?» disse sottovoce. Non sentiva odore di polvere da sparo, né avvertiva alcuna presenza nella stanza. Era ancora lì, legato mani e piedi a quella sedia.

Pensò che se era uno scherzo…. si erano spinti decisamente oltre.

“Il Capo è venduto e corrotto ma non arriverebbe mai ad uccidermi. Sì, deve essere uno scherzo” pensò tra sé. Se ne era quasi convinto, a tal punto da urlare.«Dai ragazzi, bello scherzo, ho capito, ora però liberatemi…» e continuò «Alessandro, sei stato tu?».

«Bene!, proprio di Alessandro voglio parlarti…» disse una voce di donna, accento spiccatamente francese.

La donna si avvicinò a Francesco. Si avvertiva un forte profumo di lavanda. Gli tolse il cappuccio.

Francesco la vide.

Aveva capelli corti, tagliati a caschetto, portava occhiali da sole sebbene nella stanza ci fosse solo la luce al neon proveniente dal soffitto.

Era una donna deturpata, vistosamente claudicante; il volto era schiacciato sul naso come se avesse avuto un grave incidente automobilistico.

«Non mi riconosci così, vero?» disse lei.

«Dovrei?» chiese Lui.

«Si che dovresti. Mi ricordo come mi guardavi un tempo. Mi mangiavi con gli occhi, eri in adorazione quella sera».

Francesco non capiva, onestamente non credeva di averla mai vista prima; del resto, l’avrebbe riconosciuta… o no?

Fu allora che lei si avvicinò e si tolse gli occhiali. Un occhio non c’era più ma l’altro, caspita, era di un verde mai visto prima. Fu allora che Francesco ricollegò.

« Sylvie!» disse «sei tu?».

«Si, sono io» rispose lei e continuò «e adesso non fare convenevoli. Non pensare neanche per un attimo di chiedermi come sto, perché sto facendo questo, perché tu…».

Francesco si limitò a dire, sottovoce: «ti prego, lasciami andare, non lo dirò a nessuno».

«Tu hai sempre visto le cose troppo facilmente. Quella sera, infatti, lo dovevo capire dal tuo sguardo che dovevo stare alla larga da voi. Avete approfittato di me, entrambi, proprio come hanno fatto tutti gli uomini della mia vita. Dimmi, prima che sia troppo tardi, sei ancora amico di Alessandro?».

La sua voce non era più quella accattivante di un tempo.

Era rancorosa ed instabile. Faceva paura.

«Si, certo, lo dovevo incontrare poco fa ma non si è presentato all’appuntamento che avevamo. Ma perché lo cerchi. Cosa vuoi da lui?» urlò disperato Francesco.

«Come ti permetti di chiedermelo… come ti permetti di chiedermelo..» urlò sempre più forte Sylvie «mi ha ridotto come mi vedi».

Il silenzio calò nella stanza.

Francesco non poteva credere a quello che la donna diceva, il Conte aveva classe, stile, non avrebbe mai e poi mai alzato un dito su di lei. Prese coraggio e disse «Non ci credo, Sylvie, non può essere stato lui!».

«Si, invece. Mi ha lasciata, mi ha lasciata con un biglietto sul comodino di un albergo. Mi ha lasciata». Per un attimo sembrò che stesse per piangere invece era furibonda «capisci, era mio… non poteva che essere mio, ma se ne era andato ed io saltai, quel giorno stesso, dal balcone dell’albergo. Sono sopravvissuta ma ormai sono così come mi vedi. Alessandro è l’ultimo ad aver goduto della mia bellezza. Nel tempo, ho pensato che avrei dovuto utilizzare un coltello incidendo le mie vene e sarei stata per sempre bella. Si, un coltello come questo…». Sylvie, tirò fuori una lama lunga venti centimetri, da combattimento, affilatissima… la passò vicino al petto di Francesco e poi la puntò verso di lui come a voler penetrare i suoi occhi e riprese: «Poi ho capito che non era colpa mia, ma era colpa di quell’uomo, di tutti gli uomini. Che ne dici?, mi chiesi guardandomi nello specchio, ne uccidiamo un po’?”.

Rise.

Subito dopo, riprese: «Ho cominciato dal primo fidanzatino, fino ad arrivare al primo grande amore. Ho piantato questa lama in tutti gli sguardi indiscreti che durante la mia vita avevo incontrato ed ora sono quasi alla resa dei conti… manca solo il tuo…»

«Ma io cosa c’entro?» disse flebilmente Francesco.

«E’ la stessa cosa che diceva il Conte, come lo chiamavi tu?». Sorrise. «L’ho ucciso qualche ora fa. Sapevo che ti doveva incontrare; ho pensato che anche tu dovessi fare la stessa fine; glielo ho anche detto. Era disperato. Ciò non ha fatto che migliorare il mio stato d’animo».

Francesco era immobile. Non capiva. Provava soltanto paura.

Sylvie si avvicinò a lui, pose il coltello vicino alla sua gola.

Francesco avvertì la lama fredda lacerare la sua pelle ed un improvviso, insopportabile, dolore.

«Addio» disse lei.

Francesco chiuse gli occhi. 

Serie: Around Midnight


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Discussioni

  1. Dopo essere sopravvissuto al killer spero che Francesco non trovi la morte per mano di Sylvie. Mi associo a Tiziano, il crescendo di tensione ha fatto alzare il livello di adrenalina 😀

  2. Troppo facile, alla fine di una storia, dire “me lo sentivo che c’era una donna dietro tutto questo”. È un commento che avrei dovuto scrivere prima. La lettura è stata davvero piacevole, con un climax crescente. Mi è piaciuto.