
QUALCOSA NEL BUIO
Serie: IL RICHIAMO DEL BOSCO
- Episodio 1: IL GUFO
- Episodio 2: QUALCOSA NEL BUIO
- Episodio 3: UNA STRANA PRESENZA AL FUNERALE
- Episodio 4: LE ANTICHE TRADIZIONI PARLANO
- Episodio 5: DUE OCCHI
- Episodio 6: L’INCUBO
STAGIONE 1
«NO!» Anna puntò davanti a sé le mani aperte, come per proteggersi da quegli artigli che ormai erano su di lei. In quell’istante si sollevò un intenso suono acuto, come un grido, che la costrinse a proteggersi le orecchie. Strizzò gli occhi per il forte dolore ai timpani, percossa da brividi di paura.
Quello strazio durò solo qualche istante. Poi, di nuovo, il silenzio. Anche se adesso quell’assenza di rumore sembrava quasi innaturale. La ragazza liberò le orecchie dalle mani e riaprì piano gli occhi, sperando che quella presenza spaventosa non ci fosse più. Di qualsiasi cosa si trattasse.
Per fortuna tutto era sparito. Davanti a lei c’era solamente una semplice statuina di legno, che la stava fissando con il suo sguardo vuoto e inanimato. Ma Anna non aveva ancora smesso di tremare. Si guardò le mani e vide del sangue. Il suo. Si controllò istintivamente le orecchie: stavano sanguinando. Serpeggianti rivoli rossi che le scendevano lungo le spalle, per passare sulla camicetta e stamparsi in piccole gocce sulla coperta color carta da zucchero.
Si alzò di scatto, spaventata. La sua attenzione fu catturata dall’immagine del suo volto pallido nello specchio appeso sopra il letto. L’espressione di puro terrore non l’aveva abbandonata. Si allontanò di un passo dal letto, e soprattutto da quella statuina. Urtò la schiena contro gli infissi della finestra. Trasalì. Si voltò di scatto, ma trovò solo il vetro nero dipinto dei colori dell’oscurità là fuori.
Si girò di nuovo. Con suo stupore constatò che sopra la coperta non era più presente alcuna traccia del suo sangue. Così come su di lei. Cosa stava accadendo? Si trattava forse di una qualche forma di suggestione?
«Vieni, Anna. Ti aspetto.»
Sentì però nuovamente una voce che la stava chiamando. Stavolta era sicura di averla sentita, non poteva essere soltanto il frutto della sua mente. E quel richiamo proveniva da fuori. Girandosi, avvicinò il volto al vetro, scrutando in direzione del bosco. La prima fila di alberi iniziava proprio dopo lo spiazzo d’erba antistante la casa. Lì in mezzo, le parve di scorgere qualcuno.
Aprì allora con il cuore in gola la finestra e urlò forte: «Chi è là?» Nessuna risposta. Quell’ombra rimase immobile, tentando di mimetizzarsi tra la vegetazione. Ma c’era, Anna ne aveva la certezza. Forse un uomo, a giudicare dall’altezza. Ma cosa voleva da lei? Spiarla? Per tormentarla, forse come aveva fatto in precedenza con la sua amica?
Si sporse leggermente oltre la cornice di legno, nella speranza di mettere meglio a fuoco l’immagine. Ma non riusciva ancora a distinguere bene quella sagoma scura. «C’è qualcuno?» domandò nuovamente, adesso però con un tono un po’ meno sicuro. Iniziava ad inquietarsi.
Improvvisamente udì un suono strano, a lei non famigliare. Come un battito d’ali potente. Senza neanche pensarci un attimo si ritrasse dentro, sbattendo la finestra mentre la richiudeva. Rimase attimi interminabili a fissare nel buio là fuori, in attesa che qualcosa accadesse.
Un gufo. Era stato soltanto un gufo a farle quasi venire un infarto! Rimase ad osservare il rapace che tagliava l’aria emergendo da qualche ramo nel bosco per poi confondersi con la luna.
«Calmati ora, Anna» si disse la ragazza, prendendo grossi respiri «adesso sei sconvolta e non ragioni. Vedi cose che non ci sono e senti voci che probabilmente sono solo i rumori della foresta. È solo stress, e basta. In fin dei conti hai appena perso la tua migliore amica.»
Fece ancora un paio di profondi respiri, con gli occhi chiusi. Iniziava pian piano a rilassarsi, cercando di scacciare dalla mente i fenomeni inspiegabili che le stavano avvelenando la ragione. Razionalità. Non abbandonarsi a fantasie assurde. Tenere i piedi per terra. Ecco cosa doveva fare.
Prima di allontanarsi dalla finestra lanciò un’ultima occhiata frettolosa in direzione del bosco. Impallidì di nuovo, però, rendendosi conto che l’ombra che aveva visto prima adesso non c’era più.
La chiesa si trovava alla fine di una strada bianca, appena fuori dal paese. Affacciata sui monti, si presentava come un ultimo baluardo solitario a dominare la vallata. Il prospetto frontale costruito in calce e sassi rivelava soltanto l’arcata di uno spartano ingresso, mentre lungo i muri laterali alcune piccole feritoie orizzontali fungevano da finestre. A quell’ora della sera, circondato dalla crescente nebbia che stava salendo, il fabbricato rifletteva sulla facciata gli ultimi riflessi color cremisi dell’imbrunire. I particolari colori e l’atmosfera immergevano lo spettatore in una visione quasi surreale.
Dietro il tipico tetto spiovente delle costruzioni di montagna spuntava il campanile, che si presentava come una specie di torre dalla guglia estremamente appuntita. Sembrava un’enorme matita rivolta verso il cielo, piantata lì come pronta ad annotare tutti i peccati degli uomini. Nella speranza che qualcuno li leggesse e soprattutto fosse disposto a perdonarli.
La campana iniziò a suonare i primi rintocchi, avvisando le persone raccolte nel piazzale che la messa stava per iniziare. Anna attese un po’ prima di entrare, unendosi agli ultimi.
All’interno della chiesa faceva molto più freddo che fuori. L’aspetto semplice e spoglio della navata centrale conferiva all’ambiente un genuino senso di spiritualità, enfatizzato dalle sottili linee di luce rossastra che attraversavano oblique il corridoio. Due file di panche da preghiera con l’inginocchiatoio in legno – già occupate per la gran parte – puntavano verso l’altare. Questo, più che un altare tradizionale, sembrava più un tavolone di legno massiccio con sopra un piano in marmo. L’ara stazionava su una specie di soppalco, sopraelevato di appena una mezza dozzina di scalini rispetto al piano terra. Dietro l’altare, il parroco attendeva rigido, osservando impassibile i fedeli.
Serie: IL RICHIAMO DEL BOSCO
- Episodio 1: IL GUFO
- Episodio 2: QUALCOSA NEL BUIO
- Episodio 3: UNA STRANA PRESENZA AL FUNERALE
- Episodio 4: LE ANTICHE TRADIZIONI PARLANO
- Episodio 5: DUE OCCHI
- Episodio 6: L’INCUBO
Insomma, alla fine si scopre che tutto era frutto dell’immaginazione di Anna… o no?
Rimane la sensazione che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Bravo!
Chissà cosa c’è dietro? 🙄🤭🤭🤭
Meravigliosa l’immagine del campanile simile ad una matita che annota i peccati!
Aspettavo il secondo episodio, ed ecco servita una bella dose di adrenalina. Bravo!!
Grazie!! Spero che anche i prossimi episodi ti piacciano 😎