
UNA STRANA PRESENZA AL FUNERALE
Serie: IL RICHIAMO DEL BOSCO
- Episodio 1: IL GUFO
- Episodio 2: QUALCOSA NEL BUIO
- Episodio 3: UNA STRANA PRESENZA AL FUNERALE
- Episodio 4: LE ANTICHE TRADIZIONI PARLANO
- Episodio 5: DUE OCCHI
- Episodio 6: L’INCUBO
STAGIONE 1
Anna prese posto in una delle ultime file, accanto a due vecchiette. Appena vide che tutti stavano finendo di sistemarsi, il prete fece un cenno con la mano e il brusìo generale pian piano andò calando. Ebbe quindi inizio la messa funebre, con la celebrazione dell’Eucarestia.
«Certo che è sempre bravo questo don Alessandro» incominciò a sussurrare una delle due anziane signore sedute vicino ad Anna, rivolgendosi all’altra senza voltarsi.
«Vero. E pensare che è già il terzo funerale in due settimane. Non dev’esser facile trovare sempre belle parole per dare conforto all’anima di questi poveri peccatori.»
Anna non riuscì ovviamente ad evitare di ascoltare, anche perchè quelle due non è che fossero proprio delle professioniste bisbigliatrici. La sua attenzione era stata catturata dal fatto che avessero menzionato le parole “terzo funerale” e “peccatori”. Era convinta che si stessero riferendo ad altri suicidi e la cosa incominciava a impensierirla. Qualcosa di strano stava avvenendo in quel paesino sperduto nelle montagne, qualcosa che sapeva di morte. Doveva saperne di più, glielo doveva ad Elena.
«Scusate» iniziò allora rivolgendosi alle due signore «non ho potuto fare a meno di sentire che questo sarebbe già il terzo suicidio avvenuto in poco tempo. Ma veramente?»
«Oh, ci scusi se abbiamo parlato troppo forte» iniziò la vecchia più in carne delle due «lei non è di qui, non è vero?» Furbescamente stava rispondendo con un’altra domanda, rivelando la diffidenza tipica delle persone di montagna. Prima di concedere anche la più minima informazione aveva bisogno di inquadrare meglio quella sconosciuta.
«Ero un’amica della defunta» rispose prontamente Anna. «È una vera tragedia che si sia tolta la vita, proprio lei! Invece, le altre due persone erano di queste parti o solo turisti di passaggio?»
«Ah si, si» replicò la più secca delle due, che ora la stava fissando con uno sguardo di compassione «erano di qui. Li conoscevamo tutti in paese. Anche loro, da un giorno all’altro, trovati così, appesi ad un albero.»
«Silenzio!» fece all’improvviso un signore grassoccio davanti a loro, girandosi di tre quarti con l’indice appiccicato alle labbra. «Un pò di ripetto per questa povera giovane!»
Le due vecchiette si zittirono all’istante, colte in fallo come due bambine che hanno appena combinato una marachella. Anche l’espressione era quella di due bambine imbronciate, e questo fece sorridere almeno un pò Anna. Si scambiarono uno sguardo complice, e poi continuarono la conversazione, ma adesso con un tono più basso.
«Erano due persone per bene sa?» riprese la signora più grassoccia, sporgendosi leggermente verso la ragazza «il Toni era un buon padre di famiglia e la Susi, che brava ragazza! Neanche un grillo per la testa. Nessuno è riuscito a capire il perchè di quei gesti…inconsulti.»
«Ma è accaduto così, di punto in bianco?» incalzò Anna, sempre più incuriosita.
«Ma si, ma si. Il giorno prima erano normali, come al solito, e l’indomani li hanno trovati impiccati.» E l’altra vecchia, alzando gli occhi al cielo, aggiunse: «Anche se è vero che non puoi mai sapere cosa succede dentro la testa delle persone.»
«Già» commentò la ragazza, decidendo di chiudere lì la conversazione, anche perchè il parroco aveva finito la messa e la gente aveva iniziato ad alzarsi. Era, però, sempre più convinta che qualcosa non quadrasse. Qualcosa stonava.
Fuori dalla chiesa, si formò subito una piccola processione che seguì in religioso silenzio i quattro uomini che si erano caricati il feretro sulle spalle. Padre Alessandro, in testa, condusse tutti verso il piccolo cimitero lì vicino. Anna gettò uno sguardo verso il fondo della valle, dove una densa foschìa stava salendo impietosa confondendosi nell’oscurità. In montagna fa buio presto in inverno. Si strinse nel cappotto avvertendo il vento gelido che la stava schiaffeggiando sulla faccia arrossata per il freddo. La gente intanto aveva finito di radunarsi attorno alla fossa.
Durante l’intombamento, la ragazza decise di spostarsi per andare a prendere posto vicino alle due vecchine di prima. La sua intenzione restava quella di cercare di vedere se riusciva a carpire qualche altra informazione per capirne di più riguardo a quella faccenda.
Quando le raggiunse, Anna non si sorprese affatto nel sentire che le anziane avevano già iniziato a parlottare sottovoce. Adesso che erano lì in piedi vicino a lei, notò meglio le loro differenze. Quella più grassottella, infagottata in un cappotto pesante e con la sciarpa abbondante che le copriva il collo fin sotto al mento, sembrava – da come si atteggiava mentre parlava – la più arzilla ed energica. L’altra, più alta e rinsecchita – a giudicare dalla pelle rangrizzita del volto e del collo – ascoltava annuendo e commentando di quando in quando, evidentemente meno espansiva della sua compagna di pettegolezzo.
«…e poi hai visto chi c’è lì in fondo?» stava proseguendo a commentare la signora in carne «Chissà perchè si è degnata oggi a mischiarsi con noi “poveri mortali”!»
«Dove, dove?» fece subito l’altra, guardandosi in giro.
«Ma là, vicino al castagno, dietro la tomba della Luigina» bisbigliò seccamente la prima, facendo un impercettibile cenno con la testa nella direzione indicata.
«Uh, hai ragione! È la “strega”. Di solito non scende mai in paese nei giorni festivi, specialmente con tutta questa gente. Per quale ragione può essere venuta proprio a questo funerale? Non mi risulta conoscesse la ragazza che è morta.» ragionò sottovoce la seconda vecchia.
«Secondo me sa qualcosa.»
Anna guardò anche lei verso la figura che era stata segnalata. Riconobbe che si trattava di una vegliarda minuta con un berrettone in testa, tutta avvolta nel suo scialle marrone di lana grossa. Si sorreggeva con un bastone. Dai tratti del viso e dal naso acquilino pronunciato – oltre al fatto che quel bastone liscio sembrava veramente il manico di una scopa – poteva davvero dare l’impressione di essere proprio una di quelle tipiche streghe delle favole.
E poi accadde una cosa che la fece sussultare: quella “strega” alzò la testa e la fissò a lungo, ma con una luce negli occhi che aveva ben poco di umano.
Serie: IL RICHIAMO DEL BOSCO
- Episodio 1: IL GUFO
- Episodio 2: QUALCOSA NEL BUIO
- Episodio 3: UNA STRANA PRESENZA AL FUNERALE
- Episodio 4: LE ANTICHE TRADIZIONI PARLANO
- Episodio 5: DUE OCCHI
- Episodio 6: L’INCUBO
Dettagli significanti, vengono rivelati in questo capitolo, e credo che sia stata una scelta azzeccata quella di farli narrare dalle due anziane pettegole.
” Le due vecchiette si zittirono all’istante, colte in fallo come due bambine che hanno appena combinato una marachella”
Bello questo passaggio 🙂
Grazie mille
Il mistero s’infittisce 🤭🤭
Applauso virtuale! 😁 Bravo! Questo episodio l’ho divorato, mi è piaciuto un sacco. E quelle due anziane signore poi, fantastiche!
Grazie Arianna. Ho cercato di caratterizzare le vecchine e mi fa piacere che hai colto 🙏
Molto intrigante. Mi piace. Ho il sospetto che non siano suicidi.Bravo Nicola.👏👏👏
Eh Concetta, per essere suicidi sono suicidi. Il problema è chi o cosa ha spinto quelle persone a togliersi la vita…😱