10CP17

Serie: Fondazione


“Voi due resterete qui come creature, ok?”

“Va bene William.”

“Ok. Ma io voglio assolutamente vedere quei quattro umani! Quanti uomini ci sono su quattro?”

“Aki, Non usare i tuoi poteri su di loro.”

“Aww. I miei feromoni paranormali li vuoi tutti per te, vero Ale? Sei geloso, che carino.”

“Non sono geloso, per niente.”

“Comunque Giulia, ho sentito che tu hai stretto un legame affettivo con uno di quei quattro, giusto?”

“Giusto Aki.”

“Chi è? Se me lo dici prometto che non lo toccherò.”

“In che senso non lo toccherai?”

“Aki non toccherà nessuno”, era Martin, “Nessuno.”

“Che noiosi.”

La mattina dopo William, come al solito, faceva lezione.

“Scusa una cosa: è vero che questa notte è arrivata la creatura 56?”

“Un attimo, davvero?”

“Davvero.”

“E com’è? Che numero di aggressività ha?”

“Non sono aggressivi. Sono dei miei amici..”

“E perché sono qui?” chiese Charles.

“Lunga storia”, Aki era entrata nella stanza, “Comunque è stato William a chiamare me e Sho.”

“Aki. Vorrei che tu dicessi agli altri di sorvegliare in particolare 03, 12, 19, 23, 31 e 50.”

“Ok, quindi dai il permesso a tutti noi di uscire dalle celle?”

“Mi sembrava ovvio anche ieri sera.”

“E cosa dovrei dire alle guardie di tuo fratello? Quel mostro che ritenete terribile adesso starà buono buono e ci aiuterà?”

“Non c’è tempo per le spiegazioni, anche questo momento potrebbe essere l’inizio della fine.”

“Va bene, agli ordini. ”

Appena Aki se ne andò entrò in stanza un uomo che assomigliava molto a William, anche se aveva i capelli più chiari. Indossava una camicia bianca, giacca e pantaloni rossi. Esso portava di peso Jeremy.

“Cosa?!” mentre Scott parlava si sentì l’avviso che 17 era evaso, “Che ci fai tu qui con Jeremy?!”

“Prima di tutto… ”

“In che senso tuo fratello è un mostro terribile?!” era Jeremy “Vuol dire che una delle creature già catturate… ”

“Silenzio. Non interrompermi, umano.”

“Io ti interrompo quando mi pare!”

“Hai un bel coraggio a dar fastidio a una creatura aggressiva come me.”

“Non ho paura di te!”

“Ah davvero? Allora devi fidarti davvero tanto di William, se pensi che alla mia prima mossa falsa lui mi attacchi. Che carino.”

“Non sono carino! E lasciami!”

17 lo lasciò, e lo fece cadere sul pavimento.

“Non posso sottrarmi. È ora che entri in gioco anche io.”

“Come se avessi altra scelta”, rispose William.

“Per colpa tua l’universo rischia di distruggersi. Lo sai bene che non avresti dovuto interferire con le linee spazio-temporali. Avresti potuto fare qualsiasi altra cosa, e adesso non saremmo in questa situazione.”

“Del senno di poi sono piene le fosse. E poi ti comporti come se tu non avessi una parte di colpa. Non farmi passare come l’unico pazzo qui dentro, siamo almeno in quattro ad avere la responsabilità per ciò che sta succedendo.”

“Comunque questo pomeriggio voglio questi quattro nella mia stanza.”

“Cosa?” chiese Scott.

“Hai capito. Vi voglio nella mia stanza, voi quattro. Voi Multus.”

“In realtà il cosa era per chiedere spiegazioni sul coso spazio-temporale”, disse Scott.

“Ah; è una lunga storia”, 17 cominciò a raccontare “Tanto tempo fa c’era uno scienziato sfaccendato, costruì una macchina del tempo. E si disse: “Và quanto sono stato bravo, di sicuro questa macchina del tempo funziona”. Quindi provò su se stesso la macchina senza ulteriori controlli, ma più di una cosa andò storta: la sua anima venne frammentata in quattro parti diverse, la prima parte rimase uguale all’originale, la seconda e la terza erano simili e la quarta venne perduta; in più, questo fatto non lo scoraggiò, e si fissò di vedere il passato e il futuro. Andando indietro nel passato, per colpa dell’effetto farfalla, modificò in modo significativo il futuro, uccidendo il primo vampiro, quello che avrebbe morso Elisa. Il problema è che se il passato non è coerente con il presente, l’universo capisce il problema, ma non riesce ad elaborarlo, e finisce per distruggersi da solo, per ragioni che potrei anche spiegare, ma non so qui quanti conoscono la fisica quantistica. Quindi lui dovette tornare di nuovo indietro a sistemare tutto, creando un paradosso temporale. Infatti anche se lui era stato morso da Elisa, lui morse Elisa prima che lei avesse quel potere. Quindi, in questo momento, il vampiro originale, il primo, anche se è stato ucciso, potrebbe essere tornato in vita per vari paradossi temporali. Il problema è che lo sfaccendato voleva anche vedere il futuro, e vedendo il futuro ha costretto l’universo a rendere quel futuro che ha visto l’unico possibile. E il futuro che aveva visto è un futuro in cui noi quattro parti ci riuniamo, ma non tutti sono d’accordo; uno pensa di poter rimanere separato, usando il potere delle vostre anime per riparare l’universo.”

Nessuno disse niente.

“Cosa?”, chiese Mairie.

“La mia anima è stata frammentata in quattro parti diverse, infatti ognuno di noi quattro è in grado di tirare fuori la propria parte di anima dal proprio corpo. A noi andrebbe anche bene questa situazione, ma vedendo un futuro in cui noi quattro torniamo ad essere una sola cosa, quello è diventato l’unico futuro possibile, e se non sarà così l’universo comincerà a disintegrarsi. Il punto è che la quarta parte è scomparsa, e la seconda parte, 03, non vuole accettare questo semplice fatto scientifico, e pur di restare staccato da noi vuole uccidere voi quattro e usare il potere ricavato dalle vostre anime per cancellare quel futuro, ma questa soluzione potrebbe non funzionare, e va contro la promessa che feci di proteggervi.”

“Quindi?”

Più William e 17 spiegavano più le altre persone sembravano capire poco.

“03 vuole le vostre anime per modificare la struttura dell’universo stesso, e anche se riuscissimo a fermarlo, per impedire che l’universo collassi, noi quattro dobbiamo tornare ad essere una cosa sola. In più lui di sicuro è aiutato da altri mostri e ha già in mente piani precisissimi.”

“Capisco”, era Giulia, “Ma i nostri familiari e i tuoi altri amici lo sanno?”

“Certo.”

“E proprio in particolare, come dovreste riuscire a tornare una cosa sola?”

“Dobbiamo fare in modo di toccarci contemporaneamente tutti e quattro ed essere tutti convinti a farlo, e a quel punto succederà. E nessuno deve morire, perché se muore uno di noi, moriamo tutti.”

“E come fai a sapere queste informazioni?”, chiese Edward.

“Il libro bianco che alcune volte mi avete visto leggere è anch’esso il risultato di un paradosso temporale, infatti il me del futuro ha insistito che io lo prendessi.”

“E poi allora, perché non ci attacca fuori dalla fondazione quando siamo a casa?”

“Perché anche in quei momenti siete sempre controllati.”

“Già”, rispose anche 17, “A ognuno di voi è stato detto che è stato legato dal burattinaio con i fili rossi, no?”

“Questo è piuttosto inquietante.”

“Già Mairie, ma è l’unico modo per farvi stare al sicuro.”

“Quindi l’unico motivo per cui vuoi tornare insieme alle altre tue tre parti è per quella cosa del futuro? Sicuro non sia per ottenere tutto il potere e fare qualcosa di male?”

“Quello che ti ho esposto è l’unico motivo, Jeremy. Anche se è vero che riunendo tutti noi riavremo il potere che avevamo, racchiuso in una sola persona. Io ho il 40% del potere totale, 03 il 30%, Miles, cioè 17, il 20% e l’ultima parte il 10%, circa. Anche se questi dati non servono a molto, poiché dopo che ci siamo scomposti ognuno ha cominciato ad assorbire potere separatamente.”

“Entro quando dovete riunirvi?”, chiese Pierre.

“Non lo sappiamo precisamente. Ce ne accorgeremo quando l’universo starà per collassare: a un certo punto gli oggetti cominceranno lentamente a muoversi da soli, cambiare aspetto e infrangere le leggi fisiche. Teoricamente, nel momento prima che questo succeda, noi dovremo tornare insieme, ma poiché probabilmente noi non torneremo insieme in quel momento, cominceranno a succedere tutte quelle cose. Da quel momento avremo circa tre ore prima che le distorsioni fisiche si espandono a tutto l’universo, e facciano collassare la struttura stessa dell’universo.”

“Ok, ma la quarta parte? Come potete rintracciarla?”, chiese Charles.

“Non c’è bisogno di rintracciarla. È semplice prevedere e capire cosa farà un’altro se stesso, anche perché tra di noi abbiamo una specie di ‘telepatia’ involontaria”

“Aspetta!” era Jeremy “Da quanto siete scomposti in quattro?”

“Da quando costruì e testai la macchina del tempo.”

“E quando hai costruito quella cosa?”

“Ormai venti anni fa.”

“Comunque adesso sapete la situazione. Io vado, vi aspetto questo pomeriggio alle quattro.”

Miles uscì dalla stanza.

Il pomeriggio tutti si riunirono nella cella di 17.

“Entrate.”

William, i sorveglianti e i ragazzi entrarono nella porta.

“Seguitemi.”

Miles si trasformò e condusse, attraverso la sua casa gigante, gli altri. Lui era una creatura antropomorfa, con la pelle rossa scura. Ogni suo arto, cosce, polpacci, gli avambracci, anche le dita, sembrava fatta da stecche lunghe e sottili. Sul viso aveva una maschera bianca da cui si vedevano due occhi viola. Infine, i suoi polpacci si interrompevano poco prima della caviglia, infatti la loro fine era una semplice punta affilata, e la creatura fluttuava.

“Questa è la porta misteriosa.”

La porta in questione era grande come un normale essere umano, quindi 17 tornò con aspetto umano. Al suo interno aveva altre diverse stanze. Esse ospitavano un laboratorio in piena regola, pieno di strani macchinari, armadi e tavoli da lavoro. 

Serie: Fondazione


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