10CP53

Serie: Fondazione


Il giorno dopo i ragazzi con i sorveglianti si radunarono nell’aula, ma William non si faceva vivo.

“Perché siete qui?”

Annie era accompagnata da sette guardie.

“Di solito William ci fa lezione a quest’ora, in questa stanza”

“Lezione? A dei mostri come voi a cosa serve?”

“Non ti permettere di…!”

“Edward” era Giulia “Va bene. Noi torniamo nelle nostre celle”

“Ma?”

“Torniamo” 

Giulia si alzò e uscì, e tutti la seguirono, i sorveglianti e i ragazzi rimasero fra loro.

“Perché gliel’hai data vinta?!” era Charles “Avremmo potuto uccidere tutti!”

“Proprio per evitare che voi tre idioti ve ne usciste con questo. Loro vogliono questo: dimostrare a tutti che questo posto è una gabbia di matti, e se tentiamo di attaccarli facciamo il loro gioco, gli diamo una motivazione per continuare a odiarci”

“Allora come dovremmo fare adesso?”

“Pierre, non interrompermi! Lo stavo per dire. Noi dobbiamo sopportare finché William non tornerà, di sicuro troverà un mezzo per scacciare quella gente. Capite? Se noi facciamo casino sarà più difficile per William trovare un modo per convincerli che non c’è bisogno di loro o comunque per cacciarli”

“Perché siete ancora qui?!” Annie era senza accompagnatori nell’ufficio di Jeremy e Chris “Cosa vi è stato detto?!”

“Noi non ce ne andiamo!”

“Già! Questa è la nostra fondazione!”

“Mi state rendendo tutto più difficile così”

La donna tirò fuori da sotto la maglia larga una pistola, e la puntò verso i due.

“No, aspetta!”

“Troppo tardi”

Lei stava per sparare, ma, contemporaneamente, Chris si buttò in avanti per fare da scudo a Jeremy e William entrò nella stanza. Annie quindi rimase impietrita.

“Finalmente sei qui!”

“Fai qualcosa!”

“Va bene” con un solo sguardo capì la situazione “Però, prima di tutto, quella la prendo io. Seconda cosa: se osi tirare fuori il discorso di usare noi creature come soldati giuro che ti do in pasto a qualche creatura di questo posto”

William attirò a sé la pistola e la gettò alla sue spalle, lontana da tutti.

“Chris, Jeremy, vorrei che usciste”

I due senza dire niente seguirono i suoi ordini.

“Solo per il fatto che hai appena tentato un omicidio ti dovrei cacciare da qui”

“Tutte le guardie all’ingresso?! Che ne hai fatto?!”

“Niente. Semplicemente gli ho illusi che io non ci fossi”

“Cosa?”

“Come te lo posso spiegare… Gli ho ipnotizzati, e ho fatto in modo che io risultassi invisibile ai loro occhi. Niente di più semplice per una creatura cattiva come me, giusto?”

“Comunque non ho tentato un omicidio!”

“Certo. Credi di poter ingannare me? Io che sono in grado di vedere i ricordi?”

“È la tua parola contro la mia, chi pensi ti crederebbe?”

“La mia parola, quella di loro due e quella delle telecamere e dei microfoni in questa stanza”

“Qui ci sono telecamere?!”

“Per motivi di sicurezza in quasi tutte le stanze ci sono, ovviamente ben celati per non farli distruggere da un ipotetica creatura che tenta di scappare. Mi sembra ovvio”

Annie rimase in silenzio.

“In più questa cosa che avete fatto è illegale. Non potete invadere proprietà privata senza un mandato scritto e firmato, e mi sembra proprio che voi non l’abbiate”

“Prima di tutto ho avuto il permesso di tutte le autorità”

“A voce? Come possiamo esserne sicuri?”

“Tu che sei in grado di leggere i ricordi dovresti essere in grado di confermarlo”

“Proprio tu vuoi che le altre persone si affidino alle parole di un mostro come me?”

“E poi mi giunge nuova che questa sia proprietà privata. E se anche fosse, troverò il proprietario e mi farò dare il permesso”

“Il proprietario?” William scosse la testa “Sono IO. Io ho progettato e fatto costruire questo posto”

“Cosa?! Dove hai preso tutto quel denaro?!”

“Io sono il proprietario di una delle catene di ristoranti più grandi al mondo; e uno degli eredi di una delle famiglie più ricche e influenti al mondo”

“Impossibile! Hanno concesso a un privato di finanziare un edificio di utilità pubblica?!”

“Prenditela con i tuoi predecessori”

“E poi perché non ho mai sentito parlare della tua famiglia, se è così ricca?!”

“La fama porta nemici, noi siamo nascosti per evitare di rivelare la nostra vera natura. La maggior parte dei miei famigliari si cibano di umani, e per loro sarebbe molto sconveniente se la nostra natura venisse scoperta. Per le creature gli umani sono solo cibo; per gli umani le creature sono scherzi della natura, creature abominevoli da controllare… Ma alla fine dei conti non sono poi così diversi fra loro”

“Potrebbe anche essere vero, ma non importa. Mi importa solo di me stessa. E poi parli come se tu fossi fuori da tutto questo!”

“Quindi? Anche se ne fossi fuori?”

“Tu sei una creatura!”

“Una creatura… ” William fece la sua risata inquietante per quasi un minuto, e quando smise vide che Annie indietreggiò impaurita “Già”

“Io… Non credo a una virgola di ciò che hai detto!”

“Davvero?”

William uscì dalla stanza, e dopo pochi minuti tornò con una pila di fogli, che appoggiò sulla scrivania.

“Ci sono tutti i documenti che vuoi”

Annie visionò ogni documento, senza però trovare alcun incongruenza o problema. Tuttavia, un foglio in particolare attirò la sua attenzione: una lettera scritta una pessima calligrafia e errori, vecchia e ingiallita.

William aveva vinto la questione su tutta la linea, lei non sapeva più a cosa appellarsi.

“Voi siete dei nostri subordinati, non mi importa di questi documenti! Dovete fare ciò che noi vogliamo!”

“’Superiori’… Se volessi ti potrei far licenziare, o potrei direttamente far destituire il corrente presidente dello stato. Ma io non mi comporto così. Preferisco far ragionare le persone”

“Cosa!?”

“Penso che tu abbia già sentito, da quelli che tu consideri superiori, parlare degli ‘incubi’, non è vero?”

“Incubi… Effettivamente… Ma mi sono sempre chiesta chi sono queste persone così potenti da poter decidere chi siano i presidenti ‘democraticamente’ eletti e cose del genere… Un attimo…”

“Noi famiglie di mostri siamo chiamate gli ‘incubi’”

Già!” Jeremy e Chris improvvisamente rientrarono “E poi, da quando voi siete arrivati qui ci è stato detto che sono spariti 7CP02. Ne sapete qualcosa?!”

“Certo che no! Non prenderei mai una cosa che potenzialmente mi potrebbe uccidere, qualsiasi cosa sia!”

“Questo no, mi sembra esagerato. Comunque. Ve ne andate?”

“Io…” mentre parlava la sua collana scintillò per qualche secondo “Non posso! Devo ucciderli!”

“Brutta scelta”

William la sollevò di forza con la telecinesi, e si avviò verso l’uscita. Ogni volta che incrociava sue guardie sollevava anch’esse, quindi lasciò tutti fuori dalla fondazione.

“Meglio per voi non che torniate più”

“Perché prima ti sei buttato contro Foster?!”, chiese Jeremy a Chris mentre erano soli.

“Mh. Non lo so”

“Come non lo so?! Noi non siamo creature, un colpo sbagliato e ti saresti fatto molto male!”

“Ma non me lo sono fatto”

“Cioè, ti sei buttato per proteggermi?”

“… E quale altra motivazione avrei se non quella?”

A questa risposta Jeremy lo abbracciò.

“Non farlo mai più! Non posso vivere senza di te!”

“Eh…” Chris rispose con un tono quasi imbarazzato “Anche per me è lo stesso”

In quel momento William rientrò nella stanza, e i due si lasciarono.

“Perché sei scomparso?!”

“Cosa stavi facendo?!”

“Ho preso 10CP53”

“Che cosa è?”

“Una piccola creatura antropomorfa, grande una ventina di centimetri, formata da pietre preziose. Tuttavia ha una forza molto grande, ha poteri telecinetici, geocinetici e criocinetici, si può rigenerare ed è molto aggressivo”

“Ok”

“L’hai già messo in gabbia?”

“Sì. Ho già fatto tutto”

Il pomeriggio stesso William andò da Fatima.

“Adesso dovremmo fare degli accertamenti su 10CP53”

“Non c’è bisogno. So già tutto su di lui”

“Ah. Su 52?”

“Anche. Non c’è bisogno”

“Ma la freccia non la hai trovata a caso?”

“Sì”

“Dopo che ti ha colpito ti è successo qualcosa di strano?”

“No”

“Allora non potrebbe essere una normale freccia? Perché non vuoi fare esperimenti su 52? Tu sei sempre il primo a voler fare queste cose”

“…Va bene allora, questo pomeriggio chiamo i ragazzi?”

“Sì”

“Voi prima di arrivare qui dove eravate?”, chiese Henry mentre era con gli altri

“Io non mi ricordo. Ero molto piccola quando arrivai qui, infatti sono stata la prima, fra noi tre, ad arrivare”

“Io sono stato l’ultimo” era Pierre “Avevo un tumore alla pelle, ma, a quanto pare, se un ‘vampiro’ condivide il suo sangue con una persona morente, questa persona torna in salute e acquisisce poteri riguardanti la prossima causa di morte. Io fui la cavia dell’esperimento. Scelsero me sia perché stavo per morire sia perché non avevo più parenti che potevano opporsi…”

Charles però non rispondeva, e appena tutti cominciarono a fissarlo lui girò lo sguardo.

“Io…”

“Sì, non fa niente, tranquillo”

Giulia si avvicinò a Charles e si appoggiò alla sua spalla, poi lo abbracciò.

“Grazie Giulia… ”, singhiozzò

“Va tutto bene, sei qui con noi. Va tutto bene”

“Grazie… Non abbandonatemi mai, almeno voi”

“Scusami per prima” Henry, mentre erano solo con Charles, si scusò “Non volevo”

“No, va tutto bene. Tranquillo”

“Noi stiamo andando a fare esperimenti con 52, volete venire?” William entrò nella stanza “Ci sono sia Giulia sia Pierre”

“Sì”

“Va bene”

Tutti si trovarono nella sala degli esperimenti, e William aveva in mano la freccia.

“Allora? Che tipo di esperimenti facciamo?”

Giulia non fece in tempo a chiederlo che la freccia cominciò a muoversi da sola, colpì velocemente i quattro ragazzi, li fece svenire tutti. Quindi William la fermò con la telecinesi.

“Cosa?!”

“Non doveva essere innocua quella freccia?!”

“A quanto pare non lo era”

“Eppure nel libro non si diceva niente del genere. Perché è successo questo!?” William pensava mentre si accertò che tutti e quattro erano ancora in vita “Perché questa è un futuro diverso! Quindi quel libro parla non di questa freccia ma di una simile… ”

Serie: Fondazione


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