3CP14 e 1CP18

Serie: Fondazione


“Chi stanno per arrivare?”

“I miei amici. Verso le tre di pomeriggio possiamo stare insieme, a patto che anche i nostri sorveglianti stiano insieme e che poi ognuno torni nella sua stanza alle sei”

“Hey Giulia l’uomo smarrito è arrivato qui tutto intero?”

Entrarono nella stanza altre quattro persone: uno era il ragazzo biondo che gli aveva dato indicazioni uno era suo fratello e le altre Edward non le conosceva.

“Che ci fai tu qui?”

“Te l’avevo detto che di sicuro ci saremo incrociati qui dentro. Charles è il mio sorvegliato”

“Già. Pensa che rottura avere questo come sorvegliante”

“A proposito di rottura” Scott sembrava arrabbiato “Come sai che si è perso? NON sei uscito dalla tua cella mentre io, per quei dieci minuti, non ti stavo tenendo d’occhio, vero? Vero che NON lo hai fatto?”

“Certo che no. Io? Io che sono bravo e innocente? Figurati se faccio cose del genere”

“Credibile come 10CP13 che dice che non ucciderà nessuno”

Parlò una delle persone che Edward non conosceva, ovvero un’ulteriore ragazzino con i capelli neri.

“Dopo facciamo i conti”

“Che paura. Sono moltissimamente spaventato”

“Non credo esista quella parola”

Disse l’ultima persona che lui non conosceva, una donna alta e con i capelli rossi, presumibilmente la sorvegliante del ragazzo con i capelli neri.

“Per me esiste. Comunque penso sia ora di presentarsi allo smarrito. Io sono 3CP14, mi chiamo Charles Fitzgerald”

“Io sono 1CP18. Pierre Monde”

“Mi chiamo Marie Stravinskij, sono la sorvegliante di Pierre”

“Piacere, io sono Edward Mur”

Lui cominciò a fissare i due ragazzi che si erano presentati.

“Siete due idioti uguali”

“Charles. Non dire così”

“Guarda come ci sta fissando! Lo stesso identico sguardo con cui tu mi fissasti per la prima volta per chiedermi di dirti quali erano i miei poteri. Uguale identico”

“Va bè, io sono un mutaforma, posso cambiare la forma e la composizione del mio corpo, in più ho un forte potere rigenerativo e una forza fuori dal comune”

“Le ultime due cose che ha detto Pierre e in più posso staccare i miei arti dal corpo”

Charles si staccò una mano dal polso e la mise sul tavolo. Né la mano né il polso perdevano sangue, e poteva continuare a muovere la mano come se fosse stata attaccata al corpo.

“Adesso noi tre andiamo di là, ok?”

“Ok”

“Va bene”

I tre sorveglianti uscirono e si sedettero alla scrivania della stanza esterna.

“Quindi adesso noi che dobbiamo fare?”

“Stare qui e controllare che non ne combinino una delle loro”

“E come lo facciamo?”

“Attraverso le telecamere” Marie accese il computer, ed effettivamente potevano vedere cosa succedeva all’interno, anche se non potevano sentire l’audio “Giulia non te l’ha detto? Puoi anche non stare nella stanza con lei, e sorvegliare dalle telecamere”

“In realtà no. E poi mi chiedevo, cosa c’è nella borraccia metallica piena di sticker che tiene Giulia sulla scrivania?”

“Sangue, ovviamente. Di sicuro te lo ha detto che si deve nutrire di sangue”

“Ok. Altra domanda, perché Charles è 3CP? Cioè è pericoloso? Che è successo con lui?”

“È una brutta storia” Scott mentre raccontava allontanò lo sguardo e cominciò a fissare il vuoto “Davvero brutta, che solo chi è qui da almeno sei anni sa per intero”

“Ovvero?”

“La SP esiste da quasi dieci anni. Fino a quattro anni dopo la nascita della SP il presidente della fondazione era Anton Locker e il vice William Ash, e le creature erano classificate in base a quanto erano aggressive. Tuttavia Anton Locker morì, tra l’altro di una morte piuttosto strana e sospetta, e i piani alti della fondazione andarono in crisi. Il presidente divenne il figlio Jeremy e il vice divenne Chris Reyard, e loro cambiarono la classificazione solo in base a quanto erano forti le creature. Loro tre furono, soprattutto Giulia, classificati come pericolosi e vennero praticamente messi in isolamento per quasi cinque anni. Venivano trattati male e se fosse stato per quei due non si sarebbero potuti più vedere. Ma circa un’anno fa loro tre si sono ribellati, ognuno attaccò il proprio sorvegliante. Pierre gli ruppe una gamba, Giulia bevve del suo sangue, ma il sorvegliante di Charles reagì, cominciò a picchiarlo e finì per essere ucciso. Il sorvegliante di Pierre cercò di scappare via dalla sua cella con la gamba rotta, ma sfortunatamente incrociò 10CP19, che era riuscito ad evadere proprio in quel momento, e fu ucciso anche lui. L’unico sopravvissuto alla rivolta impazzì completamente, e ancora adesso è in manicomio. Noi due fummo trasferiti qui da loro due da 9CP39, e la classificazione tornò a come era prima. Basta adesso con queste storie”

Alle sei tutti tornarono alle loro stanze. Edward si sedette accanto a Giulia.

“Allora? Ti piace questo posto?”

“Non è così male, credo. Quanto è comune che una creatura evada però?”

“Abbastanza. Devi fare attenzione, e passare il meno tempo possibile da solo nei corridoi. Io vorrei poterti accompagnare, ma purtroppo non mi è possibile”

“Capisco. Quindi tu passi tutte le giornate dentro questa stanza?”

“Più o meno. La mattina dalle otto all’una stiamo tutti insieme, anche con voi sorveglianti, in una stanza vuota del quarto stabilimento per fare tipo scuola”

“Scuola? Cioè, voi tre quanti anni avete?”

“Tutti quindici”

“E chi è che vi insegna?”

“In realtà…”

Ma mentre parlavano una delle quattro luci della camera di Giulia si spense.

“Si è spenta una delle luci?”

“No! Proprio adesso e qui si doveva rompere! NO! NO!”

“Cosa c’è?! Perché sei così preoccupata?!”

Giulia abbracciò forte Edward, lo circondò anche con una specie di coda di sangue. Dopo qualche secondo Edward vide comparire dal nulla una creatura antropomorfa nera, proprio nell’angolo che era rimasto senza lampada, che sembrava indossasse dei vestiti neri e un cappuccio nero. I suoi occhi erano coperti dal cappuccio, era visibile solo una grande bocca con denti lucidi bianchi affilatissimi; la sua pelle era completamente corvina.

“Buongiorno bambina mia” la creatura aveva la voce bassa e profonda “Come stai piccola?”

“Se torni subito nella tua cella non ti farò del male!”

“Calmati, non devi essere precipitosa. Questa è una grande occasione per noi due”

“Zitto e torna nella tua cella! Non voglio attaccarti”

“Neanche io voglio attaccarti. Io volevo stringere un patto con te. Tu sei molto intelligente, di sicuro capirai ciò che ho da dirti. Noi siamo intrappolati qui da troppo tempo, io ti darò la possibilità di scappare via con me, ma in cambio tu devi lasciarmi l’anima di quell’umano che stai abbracciando. Non trovi sia un’idea favolos…”

Giulia non lo fece finire di parlare, lo travolse con un’altra sua coda di sangue e riuscì subito a catturarlo.

“Siamo permalosi eh”

Giulia lasciò andare Edward.

“Edward, apri l’armadio a destra, guarda nel fondo e troverai molte lampade al led, prendine due!”

“Ok! Ok!”

Il mostro non tentò neanche di liberarsi dalla presa di Giulia.

“La vogliamo mettere così allora? Va bene. Anzi, forse è addirittura meglio così. Sai, gli umani come te sono molto interessanti. Già sentito parlare dell’uomo viola? Attenzione. Lui ha fatto arrivare qui apposta molte persone, le ha attaccate a dei fili e le controlla come marionette, e non parlo solo di voi quattro. Sono sicuro che mi divertirei a rovinargli i piani che ha messo in piedi per voi. I piani senza imprevisti sono noiosamente prevedibili”

“Cosa vuoi dire?!”

“Le lampade! Le lampade! Sta straparlando per farti perdere tempo!”

Edward quindi prese le lampade e le diede a Giulia, in quel momento suonò anche l’allarme che informava che 7CP03 era evaso dalla cella.

“Bene!” lei, con una coda per ogni lampada, posizionò le lampade, una sulla mensola vicino al posto di quella spenta, l’altra a qualche centimetro dal mostro “Torna da dove sei venuto!”

Una volta vicino alla luce l’essere cominciò lentamente a scomparire.

“Tu credi che io stia straparlando, vero? No invece. Io so come lui è veramente. I mostri peggiori sono quelli gentili come loro, come lui, che voi umani ritenete i migliori, loro sono mostri come tutti noi altri, soltanto nascondo quello che sono in realtà. Nascondono la loro vera natura; nascondono, in fondo, ma proprio in fondo, lontano dai vostri sguardi innocenti, ciò che realmente sono. Lui è il culmine di questo discorso. Pur di farvi stare a vostro agio ha cancellato il suo passato, parti di sé stesso e ha indossato la maschera da pecorella innocente, ma ogni volta che ne ha bisogno strappa il travestimento che si è creato e, solo in quel momento, si può vedere cosa è in realtà. Lui è cattivo quanto me, ha ucciso quanto me, è molto più simile a me di quanto tu possa pensare. Davvero, se non mi credi quando lo incontrerai chiedigli di farti vedere il suo VERO aspetto, se ti farà vedere un mostro con la pelle bianca sappi che ti avrà mentito. È divertente che proprio lui sia fissato con l’essere ‘umano’. Ahahaha!”

In quel momento il mostro scomparve completamente, e anche la sua voce scomparì.

“Ma che è successo!?”

“7CP03 è un mostro, che, tra le altre cose, è influenzato dalle ombre. Se intorno a lui, entro dieci metri, c’è anche la minima oscurità, lui ci si può teletrasportare dentro. Al contrario, se ha una fonte di luce troppo forte vicino, lui avrà l’impulso di scappare via nell’oscurità. Quindi adesso è tornato nel buio della sua cella; va tutto bene. Quel mostro stava solo straparlando per impaurirti, in realtà ha detto cose senza senso”

“Sì. Va bene…”

Serie: Fondazione


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Discussioni

  1. ” Scott sembrava triste per ciò che raccontava “
    ciao! Per il famoso “show don’t tell” ti suggerisco di mostrare i segni della tristezza sul personaggio, così da non dover dire esattamente cosa prova o sembra di provare ma lasciarlo immaginare al lettore. Ovviamente se “guardi” i personaggi attraverso gli occhi del tuo protagonista le descrizioni assumono delle caratteristiche specifiche che fanno trasparire la percezione che ha di ciò che guarda. A volte basta un dettaglio, delle labbra, delle sopracciglia, degli occhi, è a tua discrezione su cosa ti ispira di più, in genere è sempre molto personale.