4CP21

Serie: Fondazione


Giulia si specchiò allo specchio che aveva creato William.

“Cosa? Quando sono diventata così?”

La pelle di Giulia era diventata molto più scura, di un colore violaceo, e i suoi occhi cambiarono colore: la sclera e l’iride divennero neri e la pupilla viola. Nient’altro cambiò, e continuava ad indossare i suoi vestiti.

“Sei diventata così quando hai sentito dolore.”

Giulia mosse la mano, e notò che lei poteva controllare la forma del suo corpo, fece diventare la sua mano una sfera perfetta, mentre la guardava affascinata.

Dopo pochi minuti fece tornare il suo corpo con la sua forma originale.

“Bene. Adesso prova a tornare con aspetto umano e poi torna di nuovo così.”

Giulia lo fece, e notò che nel processo la sua pelle aveva un lento cambio di colore.

“E… Io vorrei… ”

“Tu vorresti?”

“Vederti trasformato”, Elisa entrò nella stanza anch’essa, “Giusto?”

“Giusto.”

“Va bene.”

Sia William che Elisa lentamente presero un aspetto mostruoso. La pelle e i capelli di William divennero chiarissimi, praticamente bianchi, e i suoi occhi, come quelli di Giulia, divennero completamente neri, se non per la pupilla viola, di un viola leggermente più scuro rispetto a quello della figlia. Invece, sulla pelle di Elisa, crebbero delle piccole piume rosse, che contrastavano molto bene con i suoi occhi neri e la pupilla blu. Entrambi indossavano i vestiti che indossavano anche prima.

“Adesso usciamo dalla fondazione, ok?”

“Va bene.”

Tutti e tre uscirono e si incamminarono verso il pieno deserto, il quale era proprio vicino alla fondazione, dalla parte opposta della città.

“Adesso ci allontaniamo e poi vediamo l’altra nostra sembianza.”

“Ok, ma una domanda.”

“Dicci.”

“Tutti i mostri hanno tre sembianze diverse?”

“No, normalmente ci possono essere mostri che hanno solo aspetto umano con poteri, mostri che non hanno sembianze umane o mostri che hanno un aspetto umano e un aspetto mostruoso. Soltanto noi componenti delle famiglie di mostri abbiamo tre aspetti diversi.”

Mentre parlavano videro in lontananza una figura antropomorfa coperta da squame nere, sdraiata sul terreno, grande quasi venti metri.

“Cosa ci fa lui qui?!”

“Non chiedere a noi, chiedi direttamente a tuo fratello.”

“Quello è Richard?”

“Sì, esatto, è il fratello di William.”

“Che cosa ci fai tu qui?!”

“Cosa? William?”

La creatura nera si alzò e si mise a gambe incrociate, e sul suo viso Giulia vide due grandi occhi rossi e una bocca da cui spuntavano due denti affilatissimi e bianchi, che scintillavano alla luce della luna. E notò che indossava una veste nera con un cappuccio.

“Già. Perché sei fuori dalla fondazione?”

“Avevo voglia di fare una passeggiata fuori.”

“Comunque. È semplice passare da una forma all’altra. Dovresti esserne già in grado.”

“Provaci, no?”

“Ci provo.”

Giulia lentamente crebbe fino allo stesso ordine di grandezza di suo zio; aveva sempre una carnagione violacea, però non aveva più i suoi vestiti e perse la maggior parte dei tratti umani che le rimanevano dopo la prima trasformazione, tranne i suoi grandi occhi. Lei capì che poteva controllare ogni centimetro del suo corpo, infatti riuscì a sciogliersi in una pozza di liquido viola.

“Molto bene, molto bene.”

“In qualche modo ci sono riuscita. Un attimo, da dove viene la mia voce se non ho una bocca?”

“Vuol dire che riesci anche comporre suoni tramite il tuo corpo deformabile.”

“Giusto, credo.”

A quel punto anche i suoi genitori si trasformarono; entrambi rimasero abbastanza simili a ciò che già erano, tranne per alcuni dettagli. Ad Elisa crebbero delle grandi ali rosse, al posto dei suoi capelli apparvero delle lunghe piume rosse e le comparve addosso un lungo vestito rosso; invece a William crebbero dei lunghi fili allacciati ad ogni suo dito, perse tutti i suoi capelli, e indossava un lungo camice nero, tuttavia sembrava stesse fluttuando, poiché dal camice non uscivano le gambe.

“Un attimo, come fate ad avere vestiti?”

“Se indossi qualcosa mentre sei così, quando torni umana resterà impressionato nella tua anima, e ogni volta che ti ritrasformi ricompariranno.”

“C’è un motivo per cui li indossate o sono solo per bellezza?”

“Io indosso il mio vestito rosso perché mi piace, io non ne avrei bisogno, e anche Richard è come me, ma William ha quel camice anche per nascondere alcuni inestetismi.”

“Del tipo?”

“Guarda” lui si tolse il vestito “Non ho niente sotto la pancia, e sotto metto le otto mani in più che fanno parte del mio corpo”

Il corpo di William infatti si interrompeva sotto la vita, e quindi lui fluttuava. In più sotto la parte inferiore del camice, vuota poiché non aveva le gambe, aveva otto mani uguali alle sue, cioè bianche e con un filo rosso aggrovigliato per ogni dito.

“Va bene, adesso è ora di rientrare per noi tre”, disse Elisa

“Noi tre? Intendi io, te e Richard?” chiese Giulia

“Già, mio fratello deve fare quello per cui è portato.”

“Cioè?”

“Esperimenti psicopatici.”

“Io non faccio esperimenti psicopatici.”

“A me sembra di sì, ma non importa. Adesso dobbiamo rientrare.”

“E io spero che tu in qualche modo abbia chiesto a qualcuno in grado di creare delle illusioni di creare un illusione per non far notare che tu sei fuori.”

“Sì… L’ho fatto… Assolutamente sì…”

“Sei proprio stupido.”

“Grazie, ce lo dici spesso.”

“Entrate prima voi due, poi io riporto questo dentro.”

Quindi le due tornarono con aspetto umano e rientrarono.

“‘Ce lo dici spesso’, perché l’ha detto al plurale?”

“Perché lui non è l’unico suo fratello, William è il maggiore, Alexander è il secondo e Richard è il più piccolo; fra loro hanno circa un anno di differenza l’uno dall’altro. E solitamente William è il più intelligente dei tre.”

“Ah ecco. Un’altra domanda: quindi anche gli altri rami della nostra famiglia, ovvero i Dust e i Cinder, hanno tre aspetti diversi, giusto?”

“Giusto”

La mattina dopo William stava facendo lezione, anche con Henry.

“Che poteri ha 50?”, chiese Charles

“Può trasformare in una bomba qualsiasi oggetto di massa compresa fra due chili e duecento chili. E con sé aveva un oggetto interessante: una piccola chiave che può cambiare forma, e che quindi può aprire qualsiasi porta, la quale è diventata 1CP51.”

“Cosa succede se provi a usarla su 4CP21?”

“Non lo so Giulia, per questo questo pomeriggio ci proverò.”

“Cos’è 4CP21?”

“Una porta che può essere aperta da qualsiasi chiave, e a seconda della chiave porta a stanze diverse. In sé non è molto pericolosa, ma dentro si potrebbe trovare di tutto. La scacchiera, 1CP42, è stata trovata lì dentro, anche 7CP37 e una volta anche un diamante grande venti centimetri.”

Il pomeriggio William e Fatima si ritrovarono per fare il suddetto esperimento.

4CP21 era una normale porta, tuttavia era in mezzo alla stanza; William inserì la chiave nella toppa e aprì la porta.

“Che cos’è questo posto?”, Fatima mentre parlava notò una evidente espressione di sorpresa sul viso di William, “Lo conosci?”

“Questo… Il primo ristorante che io abbia mai aperto. Perché è qui?”

“Prova ad entrare.”

“Sì, hai ragione.”

William entrò da solo, ed effettivamente aveva ragione; conosceva l’ambiente a memoria. Controllò ogni stanza, lasciando per ultima la stanza che usava di solito. Quando entrò si sedette alla sua scrivania, ma improvvisamente successe qualcosa.

“Cosa?! Cos’è questo mal di testa che mi è venuto da un secondo all’altro?”

Dopo qualche secondo svenne.

“Chi è?”

Mentre era svenuta comparvero tre luci sferiche colorate, una verde, una gialla e una azzurra.

“Non lo so, voi lo avete mai visto?”

“No.”

“Si è seduto alla scrivania che apparteneva a lui però… ”

“Non può essere lui! Lui ha i capelli lunghi, gli occhiali, un sacco di tatuaggi.”

“E se fosse lui?! Anzi, guardatelo in faccia, è lui!”

“È vero!”

“Uccidiamolo!”

“Non credo che noi ne siamo in grado… ”

“Dopo tutto quello che ci ha fatto non volete neanche provare?!”

“Ok, hai ragione.”

“Troviamo un arma che sia in grado di ferirlo.”

“Di là ho visto che c’era una freccia appuntita, possiamo usare quella.”

“Giusto. Andiamo a prenderla.”

Poco dopo tornarono con la freccia, facendola fluttuare.

“Chissà perché in un ristorante c’è una freccia tanto affilata.”

“Infatti, ricordo che ai tempi non c’era. Non ho mai visto una freccia del genere.”

Proprio in quel momento William si svegliò. I suoi occhi divennero completamente di un nero opaco.

“Cosa?! Che è successo?! Voi? Voi?! Che cosa ci fate voi qui?!”

“Ti potremmo chiedere la stessa cosa!”

“Adesso ci vendicheremo per ciò che ci hai fatto!”

William rise.

“Vendicarvi? Che teneri. Questa è la mia occasione per farvi fuori definitivamente, voi di sicuro non potete neanche toccare un dio come me!”

Attirò a sé le tre anime, era sul punto di distruggerle.

“Non sei cambiato per niente!”

“Sei rimasto malvagio come un tempo!”

Ma lui svenne di nuovo, lasciando le anime.

“Cosa?”

“Che gli prende?”

Questa volta si risvegliò quasi subito, e si suoi occhi tornarono normali.

“Cosa? Sono svenuto? E voi… Voi. Da quanto tempo che non vi vedo.”

“Ci stai prendendo in giro?!”

“No, cosa ho detto?”

“Ci stavi per uccidere!”

“Non ho fatto niente del genere, quando lo avrei fatto? Che è da decenni che non ci incontriamo?”

“Stai mentendo! Hai tentato di ucciderci un secondo fa!”

“Scusate, ma io non mi ricordo di ciò.”

“Davvero?”

“Davvero. Non voglio uccidervi, vi ho già fatto abbastanza male. Tuttavia sono passati quasi trent’anni da allora, e lo sapete cosa succederà fra poco, non è vero?”

“Sì…”

“Potete scegliere se morire completamente o legarvi al vostro omicida per sopravvivere.”

Serie: Fondazione


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