Cobb e Valentine – Prima Parte

Serie: Agente Speciale

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«Bel film, mi è piaciuto molto!» esclamò Simone.

«Sì, hai ragione, anche le scene di combattimento erano ben fatte, così come gli effetti speciali» commentò, felice, Anna.

I due ragazzi camminavano tenendosi per mano.

Arrivati nel giardino di casa, Simone alzò lo sguardo verso il cielo per ammirare le stelle un’ultima volta prima di andare a letto e vide una luce accesa al primo piano della loro abitazione. Insospettito, si fermò, trattenendo a sé Anna. Attraverso le grandi finestre scorse delle persone che stavano mettendo sottosopra il soggiorno.

«Ma che diavolo sta succedendo?» esclamò, basito.

La ragazza, che non si era accorta di nulla, ancora tutta presa dal film, sentendo lo strattone al braccio e poi quelle parole, sobbalzò; alzò gli occhi verso la finestra e rimase senza fiato.

«Devo avvertire subito Rick, qui sta succedendo qualcosa di molto strano» bisbigliò Simone.

Prese lo smartphone dalla tasca della giacca e iniziò a scorrere le chiamate recenti: Mark Stiff, Robert Flag, Klaus Rush, Clark Fair…. “Rick Lerry”: CHIAMA.

«Sono l’agente Cobb, stavo rientrando a casa con Valentine, ci sono gli scagnozzi di Roobbler che stanno mettendo sottosopra l’intera abitazione».

«Agente, Roobbler potrebbe essere nelle vicinanze. Wisdom e Thunder sono in missione e non possono aiutarti, mentre il dottor Flag… beh, non posso mandarlo, ci sono troppi civili nelle vicinanze. Presto, tu e Valentine rientrate alla base il prima possibile!» ordinò Rick.

Cobb chiuse la telefonata, afferrò la ragazza per la mano e la trascinò verso il SUV nero parcheggiato nel vialetto di casa. Nel breve tragitto le riassunse gli ordini del Capitano.

Il ragazzo mise in moto la macchina e ingranò la retromarcia quando una raffica di mitra investì il cofano e il vetro dell’auto, sprigionando una miriade di scintille. Per fortuna i SUV dell’Explor erano blindati e dotati di un’intelligenza artificiale per la guida automatica. I due agenti si diressero a tutta velocità verso la base più vicina per capire come i tirapiedi di Roobbler fossero arrivati a loro, temendo che una spia potesse essersi infiltrata tra i loro compagni. Il danno, comunque, era ormai fatto, ma era importante capire come fosse accaduto: il segreto che i due custodivano avrebbe potuto salvare l’intero pianeta.

Cobb sperava di essersela cavata semplicemente scappando e che gli agenti nemici non li stessero seguendo, ma dopo qualche minuto, all’improvviso, l’auto sbandò, mettendosi di traverso sulla strada, per poi tornare immediatamente dritta: un SUV li aveva appena speronati. L’addestramento del ragazzo era servito anche questa volta a salvar loro la vita e così i due agenti dell’Explor si resero conto di essere seguiti da quattro fuoristrada scuri, senza targhe né adesivi di riconoscimento, e che sicuramente non erano lì per una festa di benvenuto. Uno dei mezzi li affiancò sulla destra, ma Cobb gli tagliò la strada, costringendolo a sbandare e a finire contro un palo della luce.

«Meno uno!» esclamò Valentine, scoppiando in una risata. Era una bellissima ragazza dagli occhi scuri, slanciata, con lunghi capelli neri, carnagione chiarissima e curve da capogiro. Cobb si chiedeva ancora cosa ci trovasse in lui di così speciale.

«Computer, prendi il controllo dell’auto» ordinò il ragazzo. Era alto quasi due metri, aveva circa trent’anni, un fisico possente, spalle larghe e muscolose e grandi occhi verdi che facevano risaltare i bei lineamenti del viso, incorniciato da corti capelli neri.

Abbassò il finestrino anteriore sinistro, si sporse leggermente, impugnò la sua pistola e fece fuoco. Al quarto colpo la ruota anteriore destra del veicolo che li inseguiva esplose e l’auto sbandò bruscamente, finendo in un fosso.

«Meno due…» aggiunse, rimettendo le mani sul volante. Senza scomporsi troppo, si girò verso la ragazza e le chiese sorridendo: «Pensi di potermi aiutare?».

L’agente Valentine non perdeva mai il controllo ed era malata di adrenalina. Si girò verso gli inseguitori, passò sul sedile posteriore dell’auto, prese il bazuca posto sotto di lei e sparò.

«Meno tre!» urlò a squarcia gola.

Il missile attraversò il vetro del SUV, andando a centrare una delle due auto nemiche rimaste. L’esplosione attirò subito attenzioni indesiderate.

Le orecchie di Cobb ronzavano ancora a causa dell’esplosione ravvicinata, quando un rumore assordante, inconfondibile, gli attraversò il corpo, facendogli gelare il sangue. Era il frastuono tipico di un aereo supersonico che infrange la barriera del suono.

«Uno… Due… Tre…» la ragazza contò a voce alta i boati, poi si girò di scatto verso il compagno e aggiunse: «Di questo passo sarà su di noi in pochi secondi! Presto, avvia lo scudo mimetico, guadagneremo qualche minuto».

Cobb aveva già premuto il pulsante del mimetismo al primo boom sonico. Dopo tutto, solo uno stupido non avrebbe avuto paura di Roobbler.

Il SUV sfrecciò a folle velocità tra le stradine della piccola frazione di periferia. Le villette ai lati della strada sembravano macchie indistinte.

Una scia rossa e blu passò a pochi metri d’altezza dall’abitacolo del SUV: l’alieno, a quanto pare, non li aveva visti. Stiff aveva realizzato uno scudo mimetico che non poteva essere individuato neanche dagli straordinari poteri di cui era dotato quel demone volante.

Il ragazzo aveva imparato a memoria tutte le strade del piccolo borgo, anche quelle sterrate e non presenti sulla mappa. Mentre guidava, la mente iniziò a vagare nel passato. Si soffermò sul primo incontro avvenuto con l’Explor, quando lui era in cerca di un nuovo lavoro e quella società sembrava fare al caso suo. Era un’agenzia di difesa mondiale, teneva sotto controllo i trafficanti d’armi, di droga e di essere umani; difendeva i più deboli ed era sempre pronta ad aiutare dove servisse. Poi c’erano state le invasioni aliene, gli scontri con dei nemici inimmaginabili, l’arrivo di nuovi alleati extraterrestri e tutto si era complicato.

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Serie: Agente Speciale
  • Episodio 1: Cobb e Valentine – Prima Parte
  • Episodio 2: Cobb e Valentine – Conclusione
  • Episodio 3: Klaus Josef Rush
  • Episodio 4: I Defender – Prima Parte
  • Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Narrativa, Sci-Fi, Young Adult

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    Discussioni

    1. Ciao Andrea. Già la scritta sull’immagine a inizio racconto è geniale, effettivamente che sogno sarebbe senza Vedova Nera? Ahahah 🙂 Inutile dirti che questo episodio è assolutamente nelle mie corde: inseguimenti, spari, sorprese e adrenalina a non finire! Proseguo subito subito! 🙂

      1. Ciao fratellino! 🙂
        Quando mi sono svegliato ricordavo il cellulare di tutti tranne quello di “Vedova Nera”… che rabbia! XD
        Mi fa molto piacere sapere che il genere ti piaccia. Spero di riuscire a portarlo avanti nei prossimi mesi.
        Un abbraccio! 🙂

    2. Ciao Andrea, ma io ricordo che tempo fa avevo già letto questo episodio, se non erro era uno dei tuoi pezzi più vecchi, vero? Comunque bello, specialmente l’intro.

      1. Ciao Ivan!
        Ricordi bene. Era un singolo racconto che ora ho trasformato in una serie.
        Grazie per averlo “ri-letto”, sono contento che ti sia piaciuto. 🙂
        A presto!

    3. Ciao Andrea, questa serie si preannuncia scoppiettante! Azione e adrenalina allo stato puro, tutto con la tua solita bravura, ci sarà da divertirsi!😁😁😁, potresti proporlo come sceneggiatura per un film marvel!😁😁😁

      1. Ciao Antonino e grazie per essere passato! Sono contento che ti sia piaciuto il LibriCK. 🙂
        Non posso proporlo alla Marvel, altrimenti si ritroverebbe a dover mettere sotto naftalina tutti i supereroi che ha creato in questi anni! XD
        Un abbraccio 😉

    4. “Poi c’erano state le invasioni aliene, gli scontri con dei nemici inimmaginabili, l’arrivo di nuovi alleati extraterrestri e tutto si era complicato.”
      Si preannuncia una serie molto interessante! 👏 👏 👏

    5. “na scia rossa e blu passò a pochi metri d’altezza dall’abitacolo del SUV: l’alieno, a quanto pare, non li aveva visti. “
      Bello, è da tanto che non leggo una bella storia dove si parla di alieni ❤️

      1. Ciao Alessandro, grazie per aver iniziato questa nuova avventura! 🙂
        Un abbraccio