F60, anno Domini 2056

Serie: Futurguerra aerea

«Mai visitata la Turchia».

Fabio rise, seduto davanti al navigatore. «Augurati di non vederla mai più così tanto da vicino.»

Quell’F60, con tutti gli altri, stava puntando su una città dell’Asia Minore. Non era Istanbul né Ankara, ma Bodrum. Era un luogo dove era fiorente il turismo… aveva pure dei resti del passaggio dei romani. A Fabio non interessava. Dove sarebbero passati quegli F60, ci sarebbero state nuove macerie.

«Me lo auguro.»

«Sì, sì.»

«Capitano, scenda un poco. Fra qualche minuto siamo sopra la città.»

«Okay.» Manovrò con la cloche, discese.

Anche gli altri cinque F60 fecero lo stesso.

Era un bel gruppo, quello. Fabio non sapeva di chi era stata l’idea, ma il nome della squadriglia era “Paperi in armatura”.

Fabio aveva letto alcuni fumetti della Disney in cui Paperino era un cavaliere medievale. Forse, l’idea del nome aveva origine da una di quelle storie.

Paperi in armatura.

Gli F60 sono uccelli metallici, certo non con i piedi palmati. L’armatura… magari il metallo di cui erano rivestiti?

Dopo tutto quel tragitto partendo da Creta, Fabio vide la terraferma.

«Eccola, capitano.»

Fabio borbottò via radio.

Il colonnello che guidava la formazione fece una parola di assenso.

Gli F60, adesso, erano bassissimi.

Fabio guardò il puntatore. Non appena si sarebbe acceso…

Si accese. Una spia intermittente.

La mano destra di Fabio lasciò la cloche e premette il pulsante.

L’abitacolo si riempì di uno schiocco.

«Fuoco di contraerea su di noi!» avvertì un altro capitano pilota della Paperi in armatura.

Fabio se ne disinteressò. Premette un secondo pulsante e gli aria-terra iniziarono a sbocciare come fiori di una primavera prematura.

«Capitano!…» disse il navigatore all’improvviso preoccupato.

Fabio grugnì. In quel momento, dal vano bombe gli aria-terra si staccavano e andavano a calare contro il suolo.

La punta dell’ala sinistra si accese di una luce diabolica.

Fabio scrutò e respirò un po’ più di ossigeno attraverso la maschera. Almeno uno o due centimetri erano saltati. Il proietto che aveva leso l’F60 era stato così veloce che neppure aveva destabilizzato il volo.

«Martino, rilevamento danni?»

Il navigatore gli disse quel che già aveva constatato da solo. Aggiunse: «Stiamo perdendo potenza.»

«E che dobbiamo fare? Staccare del tutto l’ala sinistra?» bofonchiò con stizza.

«No. Credo proprio che perderemo sempre più quota e dovremo fare un atterraggio di emergenza.»

«Fra i kebabbari? Ci tortureranno!»

«Spiacente, ma è questa l’unica cosa.»

«Se solo potessimo essere soccorsi in fretta…» Diventò pensieroso.

«L’apparecchio è perduto. Lo sarebbe in ogni caso.»

«Certo, certo.» Frattanto, cercava di mantenere l’assetto di volo. L’ultimo aria-terra si distaccò in quel momento. «Ma è meglio un Papero in armatura che non è recuperato da nessuno, piuttosto che una preda di guerra dei kebabbari.»

«I kebabbari hanno degli F60 come questo, capitano.»

Stava tenendo duro. «Ma non un preciso Papero in armatura. Senza contare che potrebbero scoprire informazioni sensibili come quante bombe riusciamo a portare, o che armi possediamo per difenderci. F60 identici non proprio. Gli F60 italiani hanno differenze da quelli dei kebabbari. Senza contare che non sarei contento che un nostro F60 sia usato per bombardare i nostri.»

«Cosa propone?»

Fabio parlò al colonnello. Spiegò la situazione e aggiunse «Ho io un’idea. Quella che lei aveva esposto una volta.»

«Me lo ricordo. Va bene. Buona fortuna.»

Fabio manovrò il Papero in armatura. Fece una brusca virata.

Da sotto, i kebabbari cercarono di azzannare di nuovo le ali o la carlinga, ma ora Fabio era più accorto.

Lasciata Bodrum, Fabio sorvolò il mare. Direzione verso occidente, verso Creta.

Per un momento Fabio si sentì ottimista. Forse ce l’avrebbero fatta a tornare sulla “portaerei” italiana che aveva fatto da trampolino di lancio dell’offensiva nell’Egeo dopo che la Turchia aveva aggredito la Grecia.

Poi, l’F60 perse sempre più potenza.

Possibile che fosse bastato ledere la punta dell’ala sinistra?

Fabio deglutì tanti F60 al vedere che l’ala sinistra stava sempre più sbrindellandosi. Pezzo dopo pezzo, il metallo sfuggiva e l’ala stava ritrovandosi scarnificata. Era l’attrito con l’aria che, al diavolo l’aerodinamicità!, era bastato sì un minimo di ferita perché tutto potesse andare in disfacimento.

Creta era lontanissima.

«Martino, eiettati tu per prima.»

«Ma… capitano, io…»

«Vuoi rimanere a bordo?» gli si rivolse con un ghigno. Poi, segnalò al naviglio più vicino che cosa stava succedendo.

Una fregata francese era in zona. Sarebbe stata questa unità a soccorrerli.

«No. Ma…»

«Eiettati» ordinò. Senza rabbia o altro, ma secco sì, eccome.

«Come vuole lei.»

Ci fu una piccola esplosione e il seggiolino del navigatore, alle spalle di Fabio, fu espulso. Il vetro dell’abitacolo fu spazzato via e Martino si ritrovò a mezz’aria.

Fabio cercò di trattenerlo un po’ di più, ma ormai era chiaro che il Papero in armatura era perso per sempre. Sarebbe stato il Mediterraneo a custodirlo, poi l’acqua salata l’avrebbe deteriorato.

Quando l’F60 era sopra il mare di cento metri, Fabio tirò una leva.

Il vetro dell’abitacolo era stato già staccato.

I razzi si accesero e Fabio sentì l’urto. Da che procedeva a cinque Mach, si ritrovò in cielo.

Il paracadute si aprì, il sedile si staccò da Fabio che aveva sganciato la cintura. Al sedile c’era attaccata la bombola di ossigeno. Fabio perse la maschera e respirò l’aria salmastra. Finì in acqua, si tolse il tessuto del paracadute e maneggiò con il gommone gonfiabile. Riuscì ad aprirlo e ci si schiaffò sopra. Era abbastanza per reggere un uomo di ottanta chili.

Fabio gettò in acqua un barattolo.

Allora l’acqua si tinse di rosso in fretta, creando una macchia di cinque metri. Chiunque l’avrebbe vista.

Mezzo chilometro più a est c’era una situazione identica.

Era Martino.

Intanto, una fregata con uno strano tricolore stava avvicinandosi da meridione.

Fabio aveva solo dolore alla schiena.

Serie: Futurguerra aerea
  • Episodio 1: B100, anno Domini 2051
  • Episodio 2: F50, anno Domini 2052
  • Episodio 3: MiG X, anno Domini 2055
  • Episodio 4: F60, anno Domini 2056
  • Episodio 5: Storm Basilisk, anno Domini 2056
  • Episodio 6: Ruiseñor, anno Domini 2057
  • Episodio 7: Mirage Dassault France, anno Domini 2057
  • Episodio 8: Su-900, anno Domini 2058
  • Episodio 9: Steel Eagle, anno Domini 2058
  • Episodio 10: Ripper Bug 99, anno Domini 2059
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Ciao Kenji, apprezzo sempre il tuo incedere secco e preciso, e trasmetti la giusta adrenalina mixata con un amaro cinismo che ben si combina con le situazioni da te descritte, anche con evidente realismo, tratteggiato egregiamente con le splendide quanto pericolose evoluzioni. Ma è significativo anche il senso di sacrificio di alcuni uomini che trasmette una profonda amarezza resa ancor più potente dal tuo crudo incedere, soprattutto nelle frasi finali, ciniche e spietate come la realtà… alla prossima!

      1. Kenji Albani Post author

        Ciao Antonino! Grazie per avermi letto e, soprattutto, per l’analisi. Adesso guardo il tuo messaggio privato…